Grazie alla rivista Finnegans con la quale collaboro, sono riuscito ad incontrare coloro che con la
loro musica mi accompagnano fino dalla mia adolescenza: i Tuxedomoon. Così in una pausa nel sound-check del
concerto di Firenze ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con Steven Brown, Blaine Reininger e Peter
Principle; in un clima molto cordiale tra il mio inglese approssimativo, i commenti di Steven, le mille parole al
minuto di Peter e gli sforzi di Blaine per parlare (discretamente) in italiano questo è quanto ci siamo detti.
Un grazie di cuore va alla gentilissima Francesca Bigazzi (Materiali Sonori) che ha reso la cosa
possibile.
BLR: No, non siamo mai veramente andati via. Abbiamo lavorato nel mondo dell'arte, nei media, nella
musica...
PP: non siamo stati dimenticati!
BLR: ...nel teatro... tante cose diverse insomma, e questo è il primo CD che abbiamo realizzato da un po' di
tempo
BLR: No, abbiamo lavorato assieme dal 1997, parecchio ogni anno dal 1997 al 2000, facendo progetti in molti luoghi fino ad oggi
PP: No, non è proprio così
PP: anche più di tre
SB: E' stato sempre così...
PP: il fatto per cui noi possiamo fare questo e che i Tuxedomoon continuino ad esistere, dice quanto per noi
siano forti come punto focale i Tuxedomoon
BLR: E' interessante anche comprendere come viviamo. Intendo dire che non siamo persone ricche, non lo siamo
mai state, e non veniamo da un ambiente tale. Così viaggiamo sempre a causa dei Tuxedomoon e abbiamo la possibilità
di vivere come usano fare le persone ricche. Possiamo comunque vivere indipendentemente l'uno dall'altro ed essere in
grado di lavorare. E' uno stile di vita che non sarebbe stato possibile quindici o vent'anni fa.
BLR: la Grecia ha scelto me!
SB: non dire altro...
BLR: terribile! E' bello stare con queste persone, intendo dire che tra noi c'è un rapporto molto amichevole, siamo stati assieme per così tanto tempo, fin da Bruxelles, abbiamo condiviso così tante esperienze. Abbiamo ciascuno tante cose da raccontarci così, è una situazione molto familiare, è bello ritrovarci in ogni caso; il lavoro è solo una parte di quello che facciamo insieme.
BLR: è così San Francisco, è un posto dove si trova molta gente da altre città degli Stati Uniti, da altri
paesi del mondo, come New York: in New York c'è molta gente dal Kentucky, dalla Romania, dal Pakistan non c'è molta
gente nata a New York, lui [indica Peter] è nato a New York...
PP: e ora sono tornato a vivere lì
PP: qualcosa dell'ispirazione iniziale che personalmente ho acquisito fuggendo da New York verso la
California e San Francisco in quei tempi, durante quel grande periodo, ancora la porto con me...
SB: anch'io!
PP: ...ora la città è cambiata completamente, il mondo è cambiato completamente, qualcuno crede che dovremmo
vivere come allora...
SB: "They can't take that away from me"
PP: nel 1975 era meraviglioso...
SB: io sono rinato a San Francisco...
PP: anch'io, la città ha completamente ricreato la mia personalità
PP: in pochi posti: a Cagli una piccola città in Italia, dove c'è un piccolo teatro e dove abbiamo trovato ospitalità per la quale dobbiamo ringraziare Sandro Pascucci. Poi abbiamo finito di registrare a Bruxelles e abbiamo iniziato a mixare ad Atene e finito a Bruxelles.
PP: abbiamo improvvisato come siamo soliti fare. Usiamo quasi sempre questo metodo, il 90 - 95% delle nostre canzoni, forse un po' meno, sono nate così mentre improvvisiamo liberamente in studio e quando tutti sono presenti possono portare le loro opinioni
BLR: qui, in questo camerino, in questo momento.
PP: fortunatamente stiamo portando avanti le stesse cose per le quali la gente pensa che sia giusto seguirci.
Abbiamo la speranza che ora la nostra posizione non sia cambiata del tutto, solo la speranza perché non so giudicare
dalla mia parte.
PP: alcune persone voglio invece lavorare nelle categorie, ma sono affari loro; noi cerchiamo di lavorare sopra e attraverso di esse così è davvero difficile per la gente classificarci, così come è difficile per noi classificarci noi stessi. Quando qualcuno ci chiede a che tipo di musica assomiglia la nostra non saprei da dove cominciare a rispondere.
BLR: è contemporaneo nel senso che usiamo la nuova tecnologia, abbiamo un impianto di alta fedeltà, prima non era così, negli anni 70 per esempio non c'era un impianto così moderno. Però non abbiamo pensato alle categorie, ad essere di tendenza, infatti pensiamo di essere vivi, di essere uomini che vivono sulla terra, il resto segue. L'arte segue la vita secondo me. Così l'abbiamo cambiata. Anch'io sono più vecchio, abbiamo fatto tante esperienze nella vita, come la morte la gioia e tutte hanno cambiato ogni uomo in questo gruppo e così se siamo alla moda questo non lo so. Ascoltiamo il mondo come è ora e così siamo cambiati come tutto il resto dell'umanità.
BLR: non ora nell'era della musica sofisticata. Il Casio è una cosa classica, quello che uso oggi è una delle prime tastiere di largo consumo prodotte dalla Casio nel 1979 ma l'ho fatto modificare da alcuni tipi a San Francisco che l'hanno trasformato in un sintetizzatore. Avevo detto loro di modificarmelo in un particolare modo e siccome sono dei fanatici dell'elettronica e me l'hanno trasformato in un pc e sono sicuro che ora sono ricchi...
BLR: forse tutte e due le cose...
PP: sì, non si può andare d'accordo con un batterista che rumoreggia, sarebbe una lotta tra noi due! No
seriamente... non è che non ci piacciono gli strumenti a percussione, che comunque abbiamo usato alcune volte in
studio, ma non hanno un controllo del volume, prendono possesso del palco e impediscono la buona presentazione dei
filmati che proiettiamo. Poi il set della batteria è un simbolo di qualcos'altro, è una storia vecchia, così
filosoficamente l'abbiamo voluto togliere fino dall'inizio cercando di dare una visione di come suoniamo dal vivo
la nostra musica. Infatti nel nostro disco Live in S. Petersburg abbiamo provato a togliere del tutto le
percussioni anche se non abbiamo eliminato i brani ritmici, soprattutto per suonare come un ensemble e creare il
nostro ritmo solo tra noi tre senza essere dipendenti da suoni percussivi.
PP: sì era con noi perché si trattava di un tour per celebrare un anniversario. Effettivamente lo era solo nelle canzoni che richiedevano un batterista, ma per il resto del tempo non aveva nulla da fare. Non si può assumere un batterista perché stia lì seduto per nove o dodici canzoni senza far niente... cosa dobbiamo farcene di lui!
PP: Dj Hell ci ha un po' aiutato con l'ispirazione, ma la maggior parte della musica di Cabin in the sky era già pronta quando lui è arrivato, cosa che è successa anche per tutte le altre persone invitate per questo disco che hanno aggiunto alcuni materiali. Diciamo che essi si sono comportati più come produttori che come musicisti: Marc Collin è un interessante sound designer che ha aggiunto suoni soprattutto percussivi nei brani già finiti. Abbiamo aggiunto alcune tracce ritmiche prese dalle sue interessanti librerie sonore, ma principalmente abbiamo scritto da noi tutto il materiale
PP: no, forse è un caso dovuto a quanto è disponibile sul nostro sito. In realtà il suo remixaggio è risultato piuttosto simile all'originale. McEntire ha cominciato a remixare un'altra canzone che non si trova sul disco e questa è un po' differente da quanto avevamo fatto noi. Siamo contenti di aver lavorato con lui perché non ha stravolto i brani. Non gli abbiamo chiesto di fare qualcosa di totalmente diverso, così non voglio dire che il suo contributo è stato limitato, ma forse egli stesso si è imposto dei limiti. Non so esattamente che cosa abbia fatto ma noi avevamo già finito il brano [Luther Blisset] registrato su un multi-traccia e lui l'ha mixato a Chicago.
BLR: questa è il racconto di una storia tra me e una donna italiana e così era meglio cantarla in italiano. Anche grazie a lei parlo meglio l'italiano perché sono stato con lei qualche mese e lei non ha imparato bene l'inglese. Era logico fare così.
BLR: progetti per il futuro? Questa è una buona domanda...
PP: penso che faremo un nuovo disco
BLR: intanto ti voglio regalare questo disco così smetterai di ascoltare i samples...
SB: non ho capito tutto nemmeno io!