DISCHI in PILLOLE

Qualche volta non occorrono tante parole per descrivere l'emozione che un disco trasmette. I dischi in pillole vogliono essere proprio questo: piccoli appunti per piccole grandi gemme. Unica regola: non superare le 100 parole.

 

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The Necks: Drive by (Fish of milk - 2003)

I Necks sono un trio australiano (piano/basso/batteria e un po' di elettronica) dall'approccio musicale del tutto originale: ogni disco un'unica lunga composizione che si sviluppa in un continuo altalenarsi di vuoti e pieni, di luci ed ombre pur mantenendo costante la spinta propulsiva. Col procedere del brano vengono introdotti e progressivamente ripetuti elementi nuovi, spesso di breve durata, con funzione ritmica e melodica; in questo modo si ottiene un'iterazione ipnotica tipica del minimalismo pur con la libertà improvvisativa nel variare i componenti in gioco sulla trama del tappeto sonoro da loro stessi creato. L'effetto è quello di ottenere torpore ed energia in parallelo.


Herbie Hancock: Maiden voyage (Blue Note - 1965)

Questo disco, forse il migliore di Hancock, si distingue per il suo stampo squisitamente modale nel quale Hubbard e Coleman introducono elementi hard-bop. La scorrevolezza dei brani ne fanno un viaggio in un mare incontaminato solcato da scie musicali lucenti: Maiden voyage ha il ritmo della risacca evidenziato dalla ripetizione dello stesso riff pianistico, in The eye of the hurricane si libera l'energia dei due fiati, Little one invece rallenta fino alla bonaccia, in Survival of the fittest gli strumenti giocano ad inseguirsi come pesci guizzanti. Nel finale Dolphin dance è una rilassata ballad capace però di esprimere la vivace giocosità degli animali a cui è dedicata. Da avere!