venerdì, dicembre 29, 2006

Jazzer va in ferie

Facciamo che fino all'Epifania non ci si sente. Tanto manca sia la voglia di scrivere cose interessanti, sia quella di leggerle.
Aggiornerò (in qualche giorno di gennaio) il disco del mese, ma facciamo che a questo blog non ci penso proprio per almeno una decina di giorni.
Intanto lascio i miei migliori auguri di un sereno Anno Nuovo a tutti voi, amici conoscenti e sconosciuti, che avrete la ventura di passare da queste parti.
Ovviamente vi ringrazio in anticipo se sarete così gentili da lasciare i vostri nei commenti.

A risentirci!


mercoledì, dicembre 27, 2006

I miei 10 (+1) dischi del 2006

Fine anno, tempo di bilanci. Allora, come si usa fare in questi casi e come ho fatto l'anno scorso, segnalo i migliori dischi usciti nel 2006. Le condizioni sono sempre le stesse: nessuna ambizione di completezza (quindi indicherò solo le cose che sono riuscito ad ascoltare), nessuna oggettività (indicherò solo cose che sono piaciute a me), nessuna classifica, che tanto non la riesco a fare (elencherò i dischi secondo l'ordine di pubblicazione... anche se Vinicio...). Un elenco tra il suggerire della musica e l'appuntarsi delle sensazioni, ben conscio di averne lasciate fuori altre altrettanto meritevoli. Un elenco come al solito eterogeneo, mal assortito e démodé.
Una nota: deliberatamente non ho menzionato un paio di dischi meritevoli che saranno i "dischi del mese" nei prossimi mesi del 2007. Giusto per non rovinare la sorpresa.


20/01 Vinicio Capossela: Ovunque proteggi (Warner bros)

Erano sei anni che si aspettavano nuove da Capossela e l'attesa non è andata vana, perché con questo disco Vinicio torna alla grande con le sue storie tormentate e la follia di sempre. Un disco carico di passioni e visioni e dei più disparati spunti musicali. Una assoluta conferma. Qui una recensione completa.


21/02 Biosphere: Dropsonde (Touch)

Ovvero "anche i computer hanno un'anima" se chi li manovra ha le capacità e la sensibilità di Geir Jenssen, titolare della sigla Biosphere, che confeziona un disco di rara lucidità e bellezza: ipnotico ma non ossessivo, gelido e caldo assieme, capace di parlare al cuore ma anche di colpire il cervello. Qui una recensione completa.


21/02 Eels: Live at Town Hall (Vagrant)

Mark Oliver Everett (in arte "E") scrive ballad dolenti ed intimiste ma ironiche e le canta con quella sua voce roca, sofferta e calda: in questo live di soli strumenti acustici i brani assumono una nuova asciuttezza, alternando malinconia ed allegria tra limpide chitarre, archi ariosi, inquietanti carillon e percussioni secche.


01/03 Cuong Vu: It's mostly residual (Auand)

Al consueto acido magma sonoro prodotto dal trio tromba / basso / batteria, il vietnamita Vu aggiunge la pulsione della chitarra di Bill Frisell che apporta tensione ed inquietudine, lì dove non ce n'era. Così nei sei lunghi brani tra sperimentazioni e abbandoni melodici convivono nevrosi e dolcezze in inaspettata armonia.


07/03 Donald Fagen: Morph the cat (Reprise)

Da uno che in 24 anni fa uscire solo 3 dischi non ci si può aspettare altro che la perfezione e qui quasi ci siamo. Fagen ci dona il consueto pop intelligente di altissimo livello dove gli intrecci tra gli strumenti sono rasoiate e la musica scorre piacevolmente intensa senza mai perdere di pathos. Qui una recensione completa.


04/04 Cassandra Wilson: Thunderbird (Blue Note)

Nessuna tra le vocalist in circolazione riesce ad avere un'indiscutibile credibilità come la Wilson: che si confronti con il jazz, con il blues o con il folk lei riesce sempre, con la sua voce ruvida ed avvolgente, ad ottenere il meglio. E, senza strafare, affascina a pieno. Cassandra è così, prendere o lasciare.


27/06 Brad Mehldau trio: House on hill (Nonesuch)

Registrato nel 2002 - quindi ancora con Jorge Rossy alla batteria - questo disco è l'ennesima conferma dell'altissimo livello di interplay raggiunto dal trio. I brani sono affrontati con un piglio decisamente battagliero senza indugiare in inutili cavillosità ma senza rinunciare al consueto splendido scintillante lirismo.


10/07 Rita Marcotulli: The light side of the moon (Le chant du monde)

Questo della Marcotulli è un piano-solo brillante e ben ispirato anche se lontano dalla più pura tradizione jazzistica. Un disco in cui è spiccata la ricerca sulle atmosfere oniriche e sulle intime connessioni delle melodie ed illuminato dalla luce pura di un'arte impalpabile e concreta. Un bel viaggio al quale abbandonarsi sereni.


12/09 Yo La Tengo: I'm not afraid of you and I will beat your ass (Matador)

Come ogni disco della band di Hoboken che da 20 anni anima la scena "indie", anche questo riserva piacevoli sorprese: sfruttando il consueto eclettismo, gli YLT mischiano neopsichedelia, atmosfere jazzate, languido pop e le loro famose ballad lisergiche in modo convincente ed emozionante.


26/09 Keith Jarrett: The Carnegie Hall concert (ECM)

Frutto della sua nuova vitalità, questo concerto si conferma essere una delle cose più belle sentite da Jarrett: perfezione tecnica, magnetismo e profondissimo amore per la melodia si sposano con la costante sperimentazione, un lirismo senza pari e con il senso del blues. Un capolavoro, senza nemmeno una caduta di tono.

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21/11 Tom Waits: Orphans: Brawlers, Bawlers and Bastards (Anti)

3 dischi 54 brani per quella che non è una semplice raccolta di uno dei grandi cantautori di sempre. Waits riunisce blues rauchi e sguaiati, ballad selvaggiamente romantiche, country, sperimentazioni, canzoni "di estasi e malinconia" per farci entrare nel suo mondo di travolgenti passioni.


lunedì, dicembre 25, 2006

R.I.P.

 

Si è spento oggi il "re del soul" James Brown. Brutto colpo.

I don't feel good, now.


I miei auguri per questo Natale

Per una volta voglio capire davvero l'essenza del Natale: se il Natale deve essere festa di speranza, allora che lo sia davvero.
Auguri a tutti quelli che si sono perduti e a quelli che si sono ritrovati,
auguri a tutti quelli che hanno chiuso un cammino e ne hanno iniziato un altro,
auguri a tutti quelli che hanno la fortuna di vivere ogni giorno la pienezza del proprio amore,
auguri a tutti quelli che questa fortuna sapranno ritrovarla nel proprio cammino,
auguri a tutti quelli che stanno cercando lungo una strada buia e credono non troveranno la luce, luce che arriverà puntuale ad illuminarne i passi,
auguri a tutti quelli che credono ancora che l'amicizia vera esista.

Mantenete tutti viva dentro di voi una fiammella di speranza, che sia capace di ricordare ogni giorno quanto bella possa essere la vita, sia nei momenti tristi sia in quelli felici che quotidianamente essa ci dispensa.

Auguri a tutti, sinceri, pieni, veri, vivi.

Un abbraccio dal vostro Jazzer.


domenica, dicembre 24, 2006

Addio a Welby /2

Lo so, l'argomento è ben poco natalizio, ma visto che è avvenuto proprio oggi è doveroso almeno accennarne. Confesso che mi non mi stupisce la decisione del vicariato di Roma di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby: oramai è chiaro che della tanto decantata misericordia cristiana nelle gerarchie ecclesiastiche non ne è rimasta neppure l'ombra e anzi se ne trova di più nel laico dottor Riccio. Quella che mi lascia perplesso è la motivazione: "era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica”. A parte la contraddizione in termini nel ritenere Welby un suicida e il medico che gli ha staccato le macchine un omicida, ciò che alle gerarchie dà fastidio e che dimostra una volta ancora di quale ipocrisia si mascherino, non è il fatto che Welby sia andato contro la dottrina, ma che questa azione sia stata resa palese. Fa specie che proprio nell'ultimo commiato non si sia trovato un prete qualsiasi capace di accompagnare un defunto; così facendo Welby è morto fuori dalla dimensione religiosa, fuori da quella civile, ma in piena libertà, pur imprigionato nella sua condizione.


Una canzone per te

Vinicio Capossela: Ovunque proteggi

Non dormo e ho gli occhi aperti per te
guardo fuori e guardo intorno
com'è gonfia la strada
di polvere e vento
nel viale del ritorno

E quando arrivi
quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome
ed è scritto nel ferro
del cerchio di un anello

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così
adesso e per quando
tornerà l'incanto...

E se mi trovi stanco
e se mi trovi spento
se il meglio è già venuto
e non ho saputo tenerlo dentro me

I vecchi già lo sanno il perché
e anche gli alberghi tristi
che troppo è per poco
e non basta ancora
ed è una volta sola

Ancora proteggi
la grazia del mio cuore
adesso e per quando
tornerà l'incanto
l'incanto di te
di te vicino a me

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore
freddo nel sole
e non bastan le parole

Mi spiace se ho peccato
mi spiace se ho sbagliato
se non ci sono stato
se non sono tornato

Ma ancora proteggi
la grazia del mio cuore
adesso e per quando
tornerà nel tempo
il tempo di partire
il tempo di restare...
il tempo di lasciare
il tempo di abbracciare

In ricchezza e in fortuna
in pena e in povertà
nella gioia e nel clamore
nel lutto e nel dolore
nel freddo e nel sole
nel sonno e nel rumore

Ovunque proteggi
la grazia del mio cuore
ovunque proteggi
la grazia del tuo cuore

Ovunque proteggi
proteggimi nel male
ovunque proteggi
la grazia del tuo cuore

 

Una sola cosa ha sbagliato il buon Vinicio: io sono tornato e sono qui. 


sabato, dicembre 23, 2006

Una canzone per oggi

Eels: Blinking Lights (For Me)

Blinking lights on the airplane wings
Up above the trees
Blinking down a morse code signal
Especially for me

Ain't no rainbow in the sky
In the middle of the night
But the signal's coming through
One day I will be alright again

Blinking lights on the highway cars
Stopping one by one
Get a look at the accident
Didn't see that one coming

And the doctor in the sky
Gonna bring his chopper down
Gonna bring me out alive
And set me on the ground
Once more again

Blinking lights on the airplane wings
Up above the trees

 

------- perdonate, la traduzione è mia -------

 

Luci intermittenti (per me)

Luci intermittenti sulle ali dell'aeroplano
Sopra gli alberi
Lampeggiano in segnale di codice Morse
Proprio per me

Non c'è l'arcobaleno nel cielo
Nel mezzo della notte
Ma il segnale sta arrivando
Un giorno sarò di nuovo in forma

Luci intermittenti dalle auto sull'autostrada
Che si fermano una dopo l'altra
Per dare un'occhiata all'incidente
Senza vedere ciò che sta arrivando

E il dottore dal cielo
Verrà giù con il suo elicottero
Mi porterà in salvo
E mi metterà a terra
Un'altra volta ancora

Luci intermittenti sulle ali dell'aeroplano
Sopra gli alberi


venerdì, dicembre 22, 2006

Addio a Welby

Causa carenza di web e pure di notizie fresche apprendo solo ora della morte di Piergiorgio Welby. Lo confesso: prima che si parlasse della sua battaglia per una morte "opportuna" non lo conoscevo per niente, quindi non sono in grado di commentare alcunché circa la sua vita e mi devo limitare solo alla sua morte che reputo tragica per come si è svolta, o meglio come si è dovuta svolgere.

Purtroppo mi devo trovare d'accordo con coloro i quali affermano che solo la legge poteva decidere della sorte di Welby e che il medico, che di fatto ha applicato l'eutanasia, dovrà renderne conto davanti alla legge, ma non posso non notare che questi soggetti sono proprio le stesse persone che hanno fatto di tutto per osteggiare e rinviare questa legge. Ancora più fastidio mi danno quelli - Gianfranco Fini in testa - che reputano che la vicenda di Welby sia stata strumentalizzata a fini politici, dimenticando o facendo finta di non notare che tutte le vicende come questa hanno valenza politica, proprio nel momento in cui aprono un caso che va a cozzare contro un vuoto legislativo.
La morte di Welby è una morte politica, i problemi che avrà Mario Riccio, il medico del caso che eroicamente - sì, "eroicamente", non c'è altra parola - saranno problemi politici, lo sono stati e lo saranno ogni caso di questo genere davanti al quale ci troveremo davanti.

Da parte mia lascio un commosso addio a Welby, tutta la mia solidarietà a Mario Riccio, sperando che, finalmente, Piergiorgio abbia trovato la pace che da troppo tempo stava cercando.


domenica, dicembre 17, 2006

Valigie

Bene gente, ve la faccio breve: la prossima settimana sarò in quel di Roma per un corso di lavoro. Presumo di non aver accesso al web anche perché il portatile resta a casa, quindi fate i bravi e non scrivete cose troppo interessanti. Questa volta mi è andata bene perché alloggerò in centro - e un graditissimo invito a cena è già arrivato! - e magari riesco a fare qualche foto notturna alla capitale per il fotoblog.

Approfitto di questo post per lasciare a tutti i passanti i miei migliori auguri di Buon Natale e felice Anno nuovo, ringraziando fin da ora chi li vorrà contraccambiare.

Un'ultima cosa: vista la quantità preoccupante di spam che sta arrivando nei commenti, sono costretto ad attivare i captcha, ovvero le parole distorte da digitare per lasciare il commento; avevo resistito fino ad ora perché rompe anche a me, ma spero che capirete e mi regalerete quei pochi secondi in più del vostro tempo per inserirle facendomi risparmiare i minuti necessari per cancellare le schifezze.
Grazie.


sabato, dicembre 16, 2006

Anch'io con Welby

"Vorrei che i sogni perduti o abbandonati al mattino vicino al dentifricio, o quelli traditi per vigliaccheria o per calcolo cinico o per timore degli altri, ritrovassero la strada e rimanessero al mio fianco per farmi compagnia.
E vorrei morire all’alba insieme a loro.
"
Piergiorgio Welby

Anch'io questa sera sono per e con Piergiorgio, per ribadire ancora una volta il suo diritto di poter porre fine alla sua sofferenza che un ottuso accanimento terapeutico sta portando avanti.


...

Lo so, ultimamente scrivo poco. Certo non come una volta. Forse perché mi manca il tempo che magari c'ho cose più importanti da fare che stare dietro ad un blog che, per quanto personale, sempre blog è. Sicuramente scrivo poco di politica e di attualità come vorrebbe il sottotitolo che campeggia qui in alto, scrivo soprattutto di "cose mie" e di musica; credo che sia una cosa inconscia... ma forse neppure tanto. Tanto vale dirla tutta: la politica mi è andata a schifio, l'attualità la trovo sterile, poco interessante. Allora meglio riflettere su se stessi e su cosa avviene di bello nella propria vita e magari farlo lontano dal web a cui 'sta roba potrebbe interessare ben poco. E così finisco per parlare del mio "bene rifugio" per eccellenza, ovvero di musica, luogo fisico e mentale a me congeniale. Del resto proprio per questo quasi sei anni fa ho aperto questo sito ed è questo che continua a piacermi.
Perché ho scritto questo post? Non lo so. Forse per condividere un mio percorso mentale, forse per segnare un punto temporale ben preciso. Magari serve solo a me, il blog è personale in fin dei conti no? Voi fate finta di nulla e passate via. 


giovedì, dicembre 14, 2006

Regenorchester XII

Un resoconto del concerto veneziano della Regenorchester XII, gruppo molto interessante dell'avanguardia musicale. Qui su jazzer.


mercoledì, dicembre 13, 2006

E fatevi 'sta risata!

 

Sei maschio o femmina???
Per conoscere la risposta... guarda in basso...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

non qui, idiota!

(grazie al Lupo)


domenica, dicembre 10, 2006

I paesi che scompaiono

Oggi durante un giro in macchina guardavo fuori dal finestrino e constatavo come il mio paese - e quelli circostanti - stanno cambiando. Vivo nella piatta e ipertrofica pianura veneta sfruttata fino all'osso, dove i campi coltivati a mais, a soia e frumento, le vigne, i pioppeti stanno pian piano lasciando il posto a capannoni industrial/commerciali o ad improbabili centri residenziali. No, non è più la pianura di "fosso, calle, casetta, fosso, calle, casetta" come diceva un'amica di Bolzano quando veniva a trovarci, ma si è completamente trasformata perdendo qualsiasi connotazione spazio/temporale.
Tutto sta diventando standardizzato: ricordo che una volta - e non vado indietro più di 20/25 anni fa - ogni paese aveva la sua fisionomia, le sue particolarità. Ognuno aveva il proprio centro con i suoi palazzi di massimo due o tre piani, con i suoi marciapiedi che non andavano più in là dei soliti tre o quattro incroci. E fuori c'erano le strade con i loro bei fossi da ambo i lati, magari con un filare di platani, le strade pericolose da percorrere in bicicletta sempre dal lato opposto della corsia di marcia delle auto in modo da vederle arrivare. Uscire dal paese per noi ciclisti (mai avuto un motorino in vita mia!) era una sorta di piccolo viaggio, era un cambio di prospettiva come il passaggio di una frontiera.
Ora i fossi vengono incanalati in condotte di cemento e su di essi si distendono cordonate di cemento e marciapiedi fatti tutti con le stesse mattonelle colorate; la campagna non esiste più in quanto tale, ma è diventata solo un impedimento da superare in fretta o da lottizzare selvaggiamente in preda ad una sorta di panico da horror vacui, trasformando così i paesi in enormi, asettiche ed informi periferie di nessun centro, tutte uguali tra di loro.
Qualcuno lo chiama progresso, altri spaesamento culturale.


giovedì, dicembre 07, 2006

Disco del mese

Ultimo disco del mese dell'anno: la sorte è toccata agli Istralia, trio davvero interessante, e al loro omonimo disco d'esordio. Qui su jazzer.


La lapdance di Scaramella

Ma come? Prima era in fin di vita e non aveva alcuna speranza di arrivare a Natale ed ora lo dimettono come un qualsiasi operato di appendicectomia? Entra moribondo ed esce sano come un pesce: i casi sono due o a Londra gli ospedali funzionano meglio che dal dottor House, oppure che Scaramella non aveva una beata fava! E già tutti fanno a non conoscerlo.
Del resto, se uno vuol farsi notare e non c'ha il fisico per ballare la lapdance nel metrò, cosa deve inventarsi per un po' di celebrità?


martedì, dicembre 05, 2006

U2: Boy (anno domini 1980)

U2 - Boy - 1980

Roba da non crederci! A distanza di 25 anni (sì ho scoperto gli U2 nel '81!) da quando ascoltavo questo disco ancora mi prende parecchio, e le braccia si lasciano andare a rullate di air-drumming da far impallidire qualsiasi sedicenne! (finché non mi viene il crampo...)


lunedì, dicembre 04, 2006

Un piccolo addio...

Sì certo uno dice "l'auto è un oggetto come un altro, serve solo per portarmi in giro", poi però quando vede la sua Clio del '92 andarsene tra le mani di un tunisino una lacrimuccia la fa pure... l'ho venduta sì, e non è tanto l'oggetto in se stesso che mi dispiace lasciar andare, quanto ciò che esso rappresenta nella mia memoria: il giro della Toscana, il giro dell'Umbria, la toccata e fuga a Vienna, quella a Graz per l'eclisse totale di sole, il giro della Baviera, le centinaia di va e vieni tra casa e montagna... c'è un pezzo della mia vita in quella macchina!


domenica, dicembre 03, 2006

Questioni di software

Visto il mio ultimo post qualcuno potrebbe pensare che io sia contro Microsoft e il suo strapotere. Niente di più sbagliato. Cioè, lo strapotere c'è e mi infastidisce anche se per molti aspetti se lo è guadagnato. E poi non credo ai boicottaggi. Ma non è questo di cui voglio parlare.
Dicevo che avrei parlato del software che uso ora per bloggare: quando non avevo ancora l'ADSL e quindi non avevo voglia di ingrassare Telecom, ho cercato subito un software che mi consentisse di scrivere i post off-line e che fosse in grado anche di pubblicarli con un semplice "click". Tale software l'ho trovato in IMHO, ottimo programma open-source creato e sviluppato da Andrea Boschin; l'ho subito apprezzato ed utilizzato non solo perché Andrea è un amico, ma perché IMHO è facile da usare, ben fatto e funziona benissimo.
Capita però che Microsoft (ecco perché la premessa iniziale) lanci ora il suo Windows live writer, ovvero un software che serve proprio per scrivere i post off-line e pubblicarli al momento opportuno. Il software - gratuito - è in versione beta, ma ciò non gli impedisce di essere perfettamente funzionante e supportare i migliori motori di blog come Wordpress, Blogger, Livejournal; lo sto usando da giorni e ne sono pienamente soddisfatto, cosa che non è stata, ad esempio, per l'analogo programma di Mozilla Performancing. E IMHO? IMHO rimane installato perché voglio continuare ad usarlo sperando che Andrea continui a svilupparlo anche se, mi rendo conto, non c'è storia tra le possibilità di un singolo bravo programmatore come Andrea e lo stuolo di risorse che può mettere in campo Microsoft!


Manutenzioni domenicali

Questa mattina piccoli aggiustamenti al pc. La cosa più "grossa" sono stati gli aggiornamenti dei due browser più usati: Microsoft Explorer e Mozilla Firefox. Diciamo che uso Firefox il 99% delle volte perché mi piace di più,  lo trovo più immediato da usare, più sicuro e perché - anche nell'ottica di produttore di pagine web - mi pare interpeti in maniera migliore l'HTML delle pagine. Explorer (e pure Opera) mi serve soprattutto per verificare la compatibilità delle pagine.
Allora questa mattina scarico i due aggiornamenti: la versione 7 di Explorer e la versione 2 di Firefox. Dunque:

Firefox: 5,43 MB di download, installazione immediata, sostanziale mantenimento di impostazioni e di vista delle pagine web.

Explorer: 14,7 MB di donload, installazione lenta, necessità di riavviare il pc, completo stravolgimento di impostazione e cambiamento nella vista delle pagine web, soprattutto nella gestione dei font.

Lontano da me l'intento di polemizzare sul fatto se sia migliore l'uno o l'altro visto che credo che il miglior software sia quello con cui ciascuno di noi lavora meglio; ritrovo la consueta familiarità di Firefox e devo constatare che Explorer si è "firefoxizzato" introducendo particolari già da tempo in uso nel browser della concorrenza, non ultima la navigazione per "schede" o "tab" che era - ed è - uno dei punti di forza proprio di Firefox.
Così a prima vista i due aggiornamenti hanno evidenziato che Mozilla sta continuando a lavorare su una buona strada già tracciata, mentre Microsoft ha dovuto cambiare parecchie cose per mettersi alla pari della concorrenza ed offrire un prodotto dello stesso livello, così almeno mi appare in queste prime prove di utilizzo.

Poi vi racconterò con quale software io sto bloggando...


Incubi domenicali

Ecco, lo sapevo che prima o poi doveva accadere... andata via la tranquilla signora cinquantenne che ci abitava accanto arriva la nuova famigliola con i figlioli (per tacere della faccia da serial-killer del padre). Caso vuole che la mia stanza dove ho il pc confini muro-muro con quella di uno di tali figlioli così quella che la domenica mattina era un'oasi di pace è diventata la sagra della musica banalotta: hai poco da pompare le tue Cantate natalizie di Bach (tra l'altro in una pregevole esecuzione del Monteverdi Choir e degli English Baroque Soloists diretti da John Eliot Gardiner) o il Carnegie Hall Concert di Keith Jarrett se sotto, subdola, arriva la musicaccia plastificata che indistintamente trasmettono le radio, ovvero i Ligabui, le Elise, le Luvi, le Nannini intervallate dall'orrore puro, ovvero la voce del dj idiota di turno! Io quasi quasi ci provo a mettere a tutto volume Strategien gegen architekturen degli Einsturzende Neubauten, chissà che i trapani e i martelli pneumatici di Tanz debil bastino!


sabato, dicembre 02, 2006

Tempo sprecato

Questa mattina, dopo un bel po' che non riesco a farlo, leggo il consueto malloppetto di blog e di notizie on-line... che ci trovo? Roba tipo il polonio, l'orribile Paolo Guzzanti, Prodi agente del KGB (roba che nemmeno Asimov si sarebbe sognato di scrivere... ma l'hanno visto, Prodi?), elicotteri che precipitano e cavalieri che si abbattono, la Commissione Mitrokhin (ancora?), il ministro Fioroni che ha fatto qualcosa che nessuno precisa ma che ho intuito essere un'idiozia, i brogli, la Turchia in Europa, il papa in Turchia, l'Europa e il papa, Placanica e Giuliani, manifestazioni anti-governative di nani in decadenza e parassiti timorosi di perdere i propri privilegi... lo confesso: di molte di 'ste robe me ne sono interessato poco anche perché mi stanno cominciando a nauseare... e mi chiedo quando, finalmente, si potrà smettere di parlare di qualcosa di diverso, magari un po' più costruttivo...


venerdì, dicembre 01, 2006

Dischi in pillole

Un solido disco di hard-bop fatto come si deve: Vertigo di Jackie McLean. Nei dischi in pillole.


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- Nisi casto tantum cauto -