martedì, ottobre 31, 2006
Blog de-halloweenizzato
Non starò qui a ripetere cose già dette, che a riguardo è ancora valido quanto ho scritto lo scorso anno; l'unico appunto positivo su Halloween è che questa festa - meglio la sua commercializzazione - rappresenta una vera barriera protettiva, una sorta di diga di contenimento contro gli sbrodolamenti natalizi. Pare brutto, infatti, che nei negozi si trovino già a ottobre le mercanzie col ciccione vestito di rosso, quando ancora si stanno "festeggiando" streghe, scheletri e zucche vuote.Ma preparatevi gente, che già il 3 novembre appariranno alberi, babbi-ladri, palle e palline varie...
Per questa sera, però, il vostro Jazzer vi ha preparato un bel gadget da appendere fuori della vostra porta, in due versioni:
polite
vulgar
a voi farne il miglior uso!
domenica, ottobre 29, 2006
I due Kenny
I due Kenny sono due jazzisti che rappresentano quanto di meglio si possa ascoltare al giorno d'oggi nel pianismo jazz. Li accomuna il nome di battesimo, il fatto che sono entrambi statunitensi e che è con il trio che danno il meglio di se stessi. Pur muovendosi entrambi in un ambito sostanzialmente mainstream le loro affinità sono pressoché finite: il primo è nero, è nato nel 1943 a Philadelphia e sfoggia un pianismo molto dinamico ed esuberante di matrice Tyneriana, il secondo è bianco, nato a Brooklyn nel 1951, dal carattere più introverso e meditativo ha fatto sua la lezione di Bill Evans e l'ha elaborata in modo originale e personale.
Forse l'avrete già capito da soli: il primo è Kenny Barron e il secondo è Kenny Werner.
Se del secondo ho già parlato più volte su Jazzer recensendo un paio di suoi album Unprotected music, Beat degeneration e una strepitosa performance dell'anno scorso al Panic di Marostica, del primo non ne ho - colpevolmente - fatto menzione, ma credo che la cosa verrà presto risolta. Un'altra cosa che accomuna i due Kenny è che entrambi quest'anno si esibiranno ancora al Panic per la gioia dei propri aficionados in terra veneta: domani sera toccherà a Barron, il 13 dicembre a Werner.
Barron si presenta con il buon contrabbassista giapponese Kiyoshi Kitagawa e con il giovane batterista cubano - a me sconosciuto - Francisco Mela, che però pare promettere bene e che, soprattutto, sembra adatto alla concezione musicale del leader. Peccato non riuscire ad ascoltarlo con quello che considero il suo miglior trio in assoluto, ovvero con Ray Drummond e Ben Riley.
Werner, invece, ritorna con il suo classico trio con Johannes Weidenmueller e Ari Hoenig che aveva tanto entusiasmato nel 2003.
Le premesse sono molto buone.
Forse l'avrete già capito da soli: il primo è Kenny Barron e il secondo è Kenny Werner.
Se del secondo ho già parlato più volte su Jazzer recensendo un paio di suoi album Unprotected music, Beat degeneration e una strepitosa performance dell'anno scorso al Panic di Marostica, del primo non ne ho - colpevolmente - fatto menzione, ma credo che la cosa verrà presto risolta. Un'altra cosa che accomuna i due Kenny è che entrambi quest'anno si esibiranno ancora al Panic per la gioia dei propri aficionados in terra veneta: domani sera toccherà a Barron, il 13 dicembre a Werner.
Barron si presenta con il buon contrabbassista giapponese Kiyoshi Kitagawa e con il giovane batterista cubano - a me sconosciuto - Francisco Mela, che però pare promettere bene e che, soprattutto, sembra adatto alla concezione musicale del leader. Peccato non riuscire ad ascoltarlo con quello che considero il suo miglior trio in assoluto, ovvero con Ray Drummond e Ben Riley.
Werner, invece, ritorna con il suo classico trio con Johannes Weidenmueller e Ari Hoenig che aveva tanto entusiasmato nel 2003.
Le premesse sono molto buone.
giovedì, ottobre 26, 2006
Comunicazione di servizio
Se a qualcuno venisse il dubbio che in questo periodo io stia trascurando un po' il mio blog e che frequenti poco il web, beh... ha perfettamente ragione!
E la cosa penso si protrarrà per almeno altre due settimane.
Fatevene una ragione. :-)
E la cosa penso si protrarrà per almeno altre due settimane.
Fatevene una ragione. :-)
mercoledì, ottobre 25, 2006
Ciao Bruno
Bruno Lauzi ci ha lasciato la scorsa notte.E non c'è bisogno che aggiunga altro.
Ritornerai, lo so ritornerai
e quando tu sarai con me
ritroverai tutte le cose che
tu non volevi vedere intorno a te
e scoprirai che nulla e' cambiato
che sono restato l'illuso di sempre
E riderai
quel giorno riderai
ma non potrai lasciarmi piu'
ti senti sola con la tua liberta'
ed e' per questo che tu
ritornerai, ritornerai...
Ti senti sola con la tua liberta'
ed e' per questo che tu
ritornerai, ritornerai
ritornerai, ritornerai...
domenica, ottobre 22, 2006
Dave Douglas dal vivo
Un resoconto del concerto di ieri sera del quintetto di Dave Douglas a Treviso. Tra alti e bassi, qui su Jazzer.
sabato, ottobre 21, 2006
Apocalisse a Venezia
A Venezia si discute, sempre che lo si possa (ancora) fare, sull'apocalisse che colpirà il nostro pianeta intorno all'anno 2030, anno che dovrebbe - il condizionale è d'obbligo - vedere in vita ancora molti di noi.
Che capita? Lo sanno tutti, lo sapete anche voi: fa sempre più caldo. E la cosa non ci fa bene.
Leggete questo post di Network Games e capirete molte cose. E' lungo e al dì là dell'introduzione interlocutoria è di drammatica attualità.
Io non mi sento tanto bene...
Che capita? Lo sanno tutti, lo sapete anche voi: fa sempre più caldo. E la cosa non ci fa bene.
Leggete questo post di Network Games e capirete molte cose. E' lungo e al dì là dell'introduzione interlocutoria è di drammatica attualità.
Io non mi sento tanto bene...
Keith Jarrett: concerto alla Carnegie Hall
Solo un accenno perché su Jarrett ho già scritto a sufficienza, ma questo ultimo piano-solo The Carnegie Hall Concert mi pare non solo un ottimo disco - addirittura per certi aspetti superiore a Radiance dell'anno scorso - ma forse una delle cose più belle ascoltate da Jarrett negli ultimi anni, comparabile, pur essendo concettualmente e formalmente diverso, agli storici Sun Bear Concerts, Paris concert e Vienna concert."Solita" grandissima perfezione tecnica, "solita" magnetica e prepotente personalità, ma soprattutto un formidabile senso del blues che si sposa in maniera ottimale con la profonda - a tratti dolorosa - introspezione melodica, per un musicista che scava dentro se stesso e riesce sempre a donare all'ascoltatore emozioni e un'ineluttabile sensazione di "stare bene".
Forma e sostanza in questo disco convivono con una, solo apparente, facilità e con una liricità davvero straordinaria.
Da avere, assolutamente.
Brani:
The Carnegie Hall Concert, part I - X
The good America
Paint my heart red
My song
True blues
Time on my hands
venerdì, ottobre 20, 2006
Un consiglio di lettura
Niccolò Ammaniti: Come Dio comanda (Mondadori)L'ho finito ieri sera ed era davvero da tanto tempo che non mi capitava di leggere un libro che mi facesse stare sveglio la notte a causa dell'impossibilità di chiudere le pagine e di rimandare al giorno dopo la conoscenza del seguito.
In una pianura devastata dalla bufera vivono Rino Zena e Cristiano, il figlio tredicenne che ama visceralmente di un amore che si nutre di violenza e disperazione, e i loro due amici balordi, Quattro Formaggi e Danilo Aprea che tirano a campare in un'esistenza fatta di precarietà e di espedienti.
I quattro mettono in piedi un piano per fare dei soldi, ma la tempesta e l'apparizione di una ragazzina bionda cambierà per sempre il destino di tutti, così che quella che pareva una storia di degrado diventa una sorta di storia apocalittica - fantasiosa ma allo stesso tempo duramente realistica - che mette a nudo il carattere dei personaggi, le loro aspirazioni e le loro paure.
Ammanniti ha un modo di scrivere avvincente con un ritmo e un intreccio dei temi davvero travolgente, tale da costringerti a proseguire nella lettura e possiede la capacità di rendere i suoi personaggi umani nel tragi-comico scorrere delle loro vite e nella grottesca ambientazione della società contemporanea. Ammaniti sa farci amare i suoi personaggi anche se essi commettono azioni brutali, perché mette in evidenza come anch'essi siano in ricerca di un qualcosa di superiore a loro, un Dio, il loro Dio, che ne comanda le azioni.
giovedì, ottobre 19, 2006
Essetevicisi!!!
Un concerto al quale Voi (che io non posso... porc zozz...) non dovete mancare:
domenica 22 ottobre, ore 21.00 al Teatro Villa dei Leoni di Mira si esibirà il trio William Parker, Hamid Drake e Antonio Zambrini, ovvero uno dei contrabbassisti (forse "il" contrabbassista) più quotati dell'avanguardia jazz odierna, un batterista dallo stile inventivo e assolutamente personale ed un pianista dal grandissimo talento ingiustamente poco considerato in Italia.
Un trio, quindi, dalla preponderante spinta propulsiva e fortemente improntato dall'innovazione.
Organizzazione: Veneto Jazz, Associazione Vortice, Circolo 1554.
Io, invece, sarò sabato 21 al Teatro Eden di Treviso ad ascoltare il quintetto di Dave Douglas con Donny McCaslin, Uri Caine, James Genus e Clarence Penn. E anche qui dovrei essere a posto! ;-)
domenica 22 ottobre, ore 21.00 al Teatro Villa dei Leoni di Mira si esibirà il trio William Parker, Hamid Drake e Antonio Zambrini, ovvero uno dei contrabbassisti (forse "il" contrabbassista) più quotati dell'avanguardia jazz odierna, un batterista dallo stile inventivo e assolutamente personale ed un pianista dal grandissimo talento ingiustamente poco considerato in Italia.
Un trio, quindi, dalla preponderante spinta propulsiva e fortemente improntato dall'innovazione.
Organizzazione: Veneto Jazz, Associazione Vortice, Circolo 1554.
Io, invece, sarò sabato 21 al Teatro Eden di Treviso ad ascoltare il quintetto di Dave Douglas con Donny McCaslin, Uri Caine, James Genus e Clarence Penn. E anche qui dovrei essere a posto! ;-)
Solidarietà sociale
Aderisco anch'io alla campagna di Fiaschi, perché sono anch'io solidale con una classe sociale che soffre e si dibatte tra mille difficoltà. I nuovi poveri sono tra noi e non devono vivere nella nostra indifferenza.Tu che sei un ricco maestro elementare, un impiegato, un operaio specializzato, un pensionato o addirittura un professore o un ricercatore, tu che sei fortunato, puoi fare molto per lui. Basta poco, quando guardi la sua vetrina con quel tuo fare superiore, piena di povera merce destinata alle categorie povere come lui: dentisti, titolari di autosaloni o di agenzie immobiliari, etc, entra e donagli qualche spicciolo. Ricordati, un sorriso vale molto di più della tua nuova polo della Coop.
Adotta un gioielliere
mercoledì, ottobre 18, 2006
Quattro minuti di sospensione
Sì, forse la cosa è un po' da tamarri, ma vi assicuro che mettere a palla tutta la raffinata trasandatezza di More than this dei Roxy Music mentre si percorre una stradina di campagna illuminata solo dai propri abbaglianti ha decisamente il suo perché. E giova alla salute (mentale) dell'individuo.
Addio alla voce della Sardegna
Oggi ci ha lasciato Andrea Parodi, carismatico cantante dei Tazenda.Mi dispiace molto, lo apprezzavo come musicista e mi è sempre parsa una bella persona.
Le mie condoglianze alla famiglia.
martedì, ottobre 17, 2006
La mia personale legge di Murphy...
... nota anche come "assioma della strettoia":
percorrendo una strada stretta, l'unica auto che procede in direzione opposta alla vostra la incontrerete nel punto dove la strada si restringe ulteriormente, ovvero in corrispondenza di ostacoli quali alberi, ponti e muretti.
Matematico.
percorrendo una strada stretta, l'unica auto che procede in direzione opposta alla vostra la incontrerete nel punto dove la strada si restringe ulteriormente, ovvero in corrispondenza di ostacoli quali alberi, ponti e muretti.
Matematico.
domenica, ottobre 15, 2006
Disco in pillole
Selected ambient works 85-92 di Aphex Twin, un viaggio digitale in un mondo apparentemente senza confini.
sabato, ottobre 14, 2006
Domanda retorica della sera...
... mi chiedo come mai Bush al solo sospetto - peraltro infondato - che Saddam avesse le armi di distruzioni di massa non ha esitato un attimo a mettere a soqquadro un paese, mentre ora che sa che la Corea del Nord ha l'atomica desidera "una soluzione diplomatica"?
venerdì, ottobre 13, 2006
Citazioni a pagamento?
La Finanziaria ha pensato anche a noi blogger, contenti vero? No, non dovreste.
Un decreto ad esso collegato, infatti, all'art.32 così dispone:
"i soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi fra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate".
Il decreto è già in vigore Non male, vero? Ciò vuol dire che anche noi blogger che citiamo articoli di giornale o di siti internet, recensioni, ricette di cucina, stringhe di codice di programmazione ecc... dobbiamo versare - in qualche modo - questa tassa che nulla aggiunge al lavoro dei soggetti citati, ma che invece va solo a guadagno delle case editrici.
A parte la nebulosità sulle modalità di riscossione che fa davvero ridere, c'è il rischio che, per evitare di pagare, nessuno citi più nulla circa le fonti o modifichi il testo in modo da non incorrere in problemi. E poi mi chiedo: perché solo agli editori? Se qualcuno cita, ad esempio, una recensione di Jazzer perché non potrei guadagnarci io (sempre che la cosa mi interessi minimamente) che oltre che autore in fondo sono editore di me stesso?
A me, sinceramente, 'sta cosa mi pare una solenne minchiata perché credo che questa norma sia del tutto contraria alla libera circolazione delle informazioni e non tuteli effettivamente chi dovrebbe essere invece tutelato, ovvero il diritto d'autore.
Per quello che serve c'è pure una campagna on-line da sottoscrivere su Peacelink. Io l'ho fatto... vedi mai...
Un decreto ad esso collegato, infatti, all'art.32 così dispone:
"i soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi fra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate".
Il decreto è già in vigore Non male, vero? Ciò vuol dire che anche noi blogger che citiamo articoli di giornale o di siti internet, recensioni, ricette di cucina, stringhe di codice di programmazione ecc... dobbiamo versare - in qualche modo - questa tassa che nulla aggiunge al lavoro dei soggetti citati, ma che invece va solo a guadagno delle case editrici.
A parte la nebulosità sulle modalità di riscossione che fa davvero ridere, c'è il rischio che, per evitare di pagare, nessuno citi più nulla circa le fonti o modifichi il testo in modo da non incorrere in problemi. E poi mi chiedo: perché solo agli editori? Se qualcuno cita, ad esempio, una recensione di Jazzer perché non potrei guadagnarci io (sempre che la cosa mi interessi minimamente) che oltre che autore in fondo sono editore di me stesso?
A me, sinceramente, 'sta cosa mi pare una solenne minchiata perché credo che questa norma sia del tutto contraria alla libera circolazione delle informazioni e non tuteli effettivamente chi dovrebbe essere invece tutelato, ovvero il diritto d'autore.
Per quello che serve c'è pure una campagna on-line da sottoscrivere su Peacelink. Io l'ho fatto... vedi mai...
Tempi moderni

Come cambiano i tempi... ne sanno qualcosa i commercialisti, i notai, i consulenti vari che ieri - con tanto di cartelli e striscioni - hanno fatto ritorno dalla manifestazione romana contro la finanziaria e il decreto Bersani in Eurostar con posto prenotato in prima classe! (Che poi, di certo, scaricano il costo come spese di rappresentanza!) Ah, proletariato moderno!
martedì, ottobre 10, 2006
Una canzone per oggi (e pure per domani)
Per un paio di giorni sarò ad Ariccia - sui colli romani - per lavoro (e no, non faccio il salumiere!)
Intanto che qualcuno mi spiega perché la mia collega mi ha dato 5 euro per comprarle a Roma un biglietto della lotteria - come se vincessero alla lotteria soltanto passanti dalla Stazione Termini - vi lascio con una canzone che mi piace in modo particolare, che sono giorni che non faccio altro che canticchiare. Loro sono gli Eels (le anguille) e la canzione la si piò trovare nel disco Beautiful freak, ma la versione che preferisco è quella acustica dal vivo con gli archi contenuta in Live at town hall.
Eels: Novocaine for the soul
Life is hard and so am i
You better give me something
So I don't die
Novocaine for the soul
Before I sputter out
Life is white and I am black
Jesus and his lawyer
Are coming back
Oh my darling will you be here
Before I sputter out
Guess who's living here
With the great undead
This paint by numbers life is fucking with my head
Once again
Life is good and I feel great
cause mother says I was
A great mistake
Novovaine for the soul
You better give me something
To fill the hole
Before I sputter out
--------- perdonate, la traduzione è mia -------------
La vita è dura e così sono io
E' meglio che tu mi dia qualcosa
Così da non farmi morire
Novocaina per l'anima
Prima che sprizzi fuori
La vita è bianca e io sono nero
Gesù e il suo avvocato
Stanno ritornando
Oh mia cara sarai qui
Prima che sprizzi fuori?
Immagino chi sta vivendo qui
Con il grande non-morto
Questa vita secondo gli schemi sta fottendo con la mia testa
Un'altra volta
La vita è bella e mi sento grande
Perché mia madre mi dice che sono stato
Un grande sbaglio
Novocaina per l'anima
E' meglio che tu mi dia qualcosa
Per tappare il buco
Prima che sprizzi fuori
Intanto che qualcuno mi spiega perché la mia collega mi ha dato 5 euro per comprarle a Roma un biglietto della lotteria - come se vincessero alla lotteria soltanto passanti dalla Stazione Termini - vi lascio con una canzone che mi piace in modo particolare, che sono giorni che non faccio altro che canticchiare. Loro sono gli Eels (le anguille) e la canzione la si piò trovare nel disco Beautiful freak, ma la versione che preferisco è quella acustica dal vivo con gli archi contenuta in Live at town hall.
Eels: Novocaine for the soul
Life is hard and so am i
You better give me something
So I don't die
Novocaine for the soul
Before I sputter out
Life is white and I am black
Jesus and his lawyer
Are coming back
Oh my darling will you be here
Before I sputter out
Guess who's living here
With the great undead
This paint by numbers life is fucking with my head
Once again
Life is good and I feel great
cause mother says I was
A great mistake
Novovaine for the soul
You better give me something
To fill the hole
Before I sputter out
--------- perdonate, la traduzione è mia -------------
La vita è dura e così sono io
E' meglio che tu mi dia qualcosa
Così da non farmi morire
Novocaina per l'anima
Prima che sprizzi fuori
La vita è bianca e io sono nero
Gesù e il suo avvocato
Stanno ritornando
Oh mia cara sarai qui
Prima che sprizzi fuori?
Immagino chi sta vivendo qui
Con il grande non-morto
Questa vita secondo gli schemi sta fottendo con la mia testa
Un'altra volta
La vita è bella e mi sento grande
Perché mia madre mi dice che sono stato
Un grande sbaglio
Novocaina per l'anima
E' meglio che tu mi dia qualcosa
Per tappare il buco
Prima che sprizzi fuori
Che tedio 'sto ceto medio *
Niente da fare, il "ceto medio" mi perseguita. Non Lui in quanto tale, ma ciò che rappresenta. Perché mica l'ho ancora capito cosa è 'sto ceto medio. Cerco una definizione sociologica - e lungi da me voler fare della sociologia - e trovo che "con il termine di ceto medio (o classe media) vengono indicati quei gruppi di popolazione che in ragione di determinate caratteristiche economiche e sociali quali l'indipendenza lavorativa, la professione, il reddito e l'istruzione si collocano in una posizione mediana nella società". Bello. Ma cosa accidenti vuol dire? Nulla, per quanto mi riguarda.
Allora ho capito che il ceto medio non sono i capitalisti immersi nel loro lusso e nemmeno i proletari che quel lusso se lo sognano soltanto; il "ceto medio" pare impalpabile, è un soggetto che credi di conoscere ma che sfugge di continuo ad ogni catalogazione; sono coloro che navigano a vista, forse non nel SUV ma in una Mercedes classe C - magari usata - che fa tanto status-symbol? Sono quelli che il viaggetto a Natale e ferragosto non glielo leva nessuno? O quelli che la casetta in montagna (o al mare) oramai ce l'hanno tutti. Più cerchi di capirli più il mistero si infittisce.
Un metro di paragone potrebbe essere la loro dichiarazione dei redditi, ma anche qui qualcosa non mi è chiara: oggi il "ceto medio" che si lamenta perché gli alzano le tasse è quello che dichiara più di 40mila euro all'anno, cioè il 5,5% circa dei contribuenti. Come può essere "media" una classe che rappresenta una fascia così piccola della popolazione? E allora la "classe alta" da che numeri è formata?
Se è davvero "media" mi aspetto che sia, non dico 10 volte tanto ovvero il 50%, ma almeno arrivare ad un 35-40%. Forse allora, con il suo misero 5,5% rappresenta qualcos'altro, una classe privilegiata che fa di tutto per mantenere i propri privilegi sulle spalle del 80-90% che tirano a campare.
Forse qui qualcosa non va. Forse c'è qualcosa che non ci dicono. Forse c'è qualcosa da rivedere sul fatto che ci sono imprenditori che dichiarano un reddito inferiore a quello dei propri dipendenti (fatto che mi è accaduto proprio oggi... e non è la prima volta), che ci sono dirigenti d'azienda che dichiarano uno stipendio di 265mila euro all'anno (sono 22mila al mese!) e pare siano appena caduti dalla pianta di fico, tanto che viene da chiedersi come e quando li faranno riguadagnare mai quei soldi alla loro azienda? Quanti ne avrei di questi esempi.
Domande. Troppe e troppo confuse. L'ho detto che il ceto medio mi perseguita.
(*) grazie ad Astime che, del tutto inconsapevole, mi ha ispirato il titolo
Allora ho capito che il ceto medio non sono i capitalisti immersi nel loro lusso e nemmeno i proletari che quel lusso se lo sognano soltanto; il "ceto medio" pare impalpabile, è un soggetto che credi di conoscere ma che sfugge di continuo ad ogni catalogazione; sono coloro che navigano a vista, forse non nel SUV ma in una Mercedes classe C - magari usata - che fa tanto status-symbol? Sono quelli che il viaggetto a Natale e ferragosto non glielo leva nessuno? O quelli che la casetta in montagna (o al mare) oramai ce l'hanno tutti. Più cerchi di capirli più il mistero si infittisce.
Un metro di paragone potrebbe essere la loro dichiarazione dei redditi, ma anche qui qualcosa non mi è chiara: oggi il "ceto medio" che si lamenta perché gli alzano le tasse è quello che dichiara più di 40mila euro all'anno, cioè il 5,5% circa dei contribuenti. Come può essere "media" una classe che rappresenta una fascia così piccola della popolazione? E allora la "classe alta" da che numeri è formata?
Se è davvero "media" mi aspetto che sia, non dico 10 volte tanto ovvero il 50%, ma almeno arrivare ad un 35-40%. Forse allora, con il suo misero 5,5% rappresenta qualcos'altro, una classe privilegiata che fa di tutto per mantenere i propri privilegi sulle spalle del 80-90% che tirano a campare.
Forse qui qualcosa non va. Forse c'è qualcosa che non ci dicono. Forse c'è qualcosa da rivedere sul fatto che ci sono imprenditori che dichiarano un reddito inferiore a quello dei propri dipendenti (fatto che mi è accaduto proprio oggi... e non è la prima volta), che ci sono dirigenti d'azienda che dichiarano uno stipendio di 265mila euro all'anno (sono 22mila al mese!) e pare siano appena caduti dalla pianta di fico, tanto che viene da chiedersi come e quando li faranno riguadagnare mai quei soldi alla loro azienda? Quanti ne avrei di questi esempi.
Domande. Troppe e troppo confuse. L'ho detto che il ceto medio mi perseguita.
(*) grazie ad Astime che, del tutto inconsapevole, mi ha ispirato il titolo
lunedì, ottobre 09, 2006
Affari privati
Giorg Dabliu Bush condanna il test nucleare nord-coreano: "ecchecazzo, certe cose le posso fare solo io!" sembra abbia esclamato.
domenica, ottobre 08, 2006
Un paio di nuove recensioni
Ecco a voi, fresche fresche di stampa, una recensione sull'omonimo disco del Kilìm Trio, ottima formazione cagliaritana, e una pillola su 3, disco dal vivo del trio olandese di Han Bennink, Michiel Borstlap e Ernst Glerum.
sabato, ottobre 07, 2006
Duecentomila!
Era pressapoco un anno fa che Jazzer passava le 100 mila visite, ora si raddoppia! 100 mila visite in poco più di un anno proprio non me le aspettavo.
L'ho detto più volte, non sono i numeri la mia priorità, ma l'interesse che i visitatori possono avere in ciò che scrivo, soprattutto in ambito musicale. L'interesse lo sento e per questo ringrazio tutti, i più assidui e coloro che magari fanno solo un passaggio veloce.
Vorrei fare di più ma il tempo libero è quello che è. Grazie a tutti per la pazienza e per il sostegno.

L'ho detto più volte, non sono i numeri la mia priorità, ma l'interesse che i visitatori possono avere in ciò che scrivo, soprattutto in ambito musicale. L'interesse lo sento e per questo ringrazio tutti, i più assidui e coloro che magari fanno solo un passaggio veloce.
Vorrei fare di più ma il tempo libero è quello che è. Grazie a tutti per la pazienza e per il sostegno.

mercoledì, ottobre 04, 2006
Smoke gets in your eyes
Si parla di finanziaria, quindi la farò breve.
Il ceto medio - che pare siano coloro che guadagnano più di 40mila euro all'anno - insorge contro il governo reo di mettergli le mani in scarsella... ma chi cazz'è 'sto ceto medio? Beh, facciamocelo spiegare da chi dovrebbe saperlo, ovvero il Ministero delle Finanze. Per fortuna c'è qualcuno che l'ha fatto per me (grazie Fiaschi) e tabelle (quelle del ministero) alla mano mi dimostra che i contribuenti sopra i famigerati 40mila euro nel 2003 sono la bellezza del 5,52% del totale! Ovviamente sono esclusi quelli che i redditi si guardano bene dal dichiararli o dichiararli per l'intero. Bisogna fare i sacrifici, ci dicevano i nostri padri (e lo diciamo noi oggi ai nostri figli), ma questo sacrificio chiesto ai ricchi - diciamola senza vergogna 'sta parola, altro che "medio"! - cosa gli costerà se non una cena fuori di meno al mese, una bottiglia di champagnino in meno da stappare... praticamente tornano alla situazione pre-governo Mr. B.
Quindi, mentre il 5% circa dei contribuenti piange (!) il restante 95% circa ride? Saranno davvero sconti fiscali luculliani? Manco per sogno, ed ecco la ragione del titolo del post.
La questione IRPEF trovo che sia fumo buttato negli occhi per distrarre da altre cose. Se si devono recuperare entrate, certo non bastano quelle in arrivo dal 5% dei contribuenti, se ne deduce che sì ci saranno dei soldini in più in busta paga per gli under-40mila, ma saranno davvero pochi e non serviranno certo ad alzare il loro (il nostro) tenore di vita. Ma la cosa tragica è che, a fronte di queste piccole maggiorazioni, tutti, a prescindere dal reddito, ci dovremo sorbire gli aumenti previsti dei servizi come sanità, servizi sociali, imposte locali, bollo auto, solo che per i più abbienti saranno bruscolini, per quelli che hanno meno saranno macigni.
Fumo negli occhi e lo si capisce percependo che in giro cresce la paura - infondata - per le nuove aliquote di chi guadagna 1000 euro al mese ed ignora il resto, mente gli over-40mila li sobillano alla rivolta sociale ad e allo sciopero in piazza contro il governo. Se questa è la classe dirigente italiana stiamo freschi!
I SUV dite? già i SUV... non c'ho capito una beata, ma per fortuna anche qui c'è chi lavora per noi: Suzukimaruti è l'uomo giusto per farci capire che anche qui c'è del fumo negli occhi.
Il ceto medio - che pare siano coloro che guadagnano più di 40mila euro all'anno - insorge contro il governo reo di mettergli le mani in scarsella... ma chi cazz'è 'sto ceto medio? Beh, facciamocelo spiegare da chi dovrebbe saperlo, ovvero il Ministero delle Finanze. Per fortuna c'è qualcuno che l'ha fatto per me (grazie Fiaschi) e tabelle (quelle del ministero) alla mano mi dimostra che i contribuenti sopra i famigerati 40mila euro nel 2003 sono la bellezza del 5,52% del totale! Ovviamente sono esclusi quelli che i redditi si guardano bene dal dichiararli o dichiararli per l'intero. Bisogna fare i sacrifici, ci dicevano i nostri padri (e lo diciamo noi oggi ai nostri figli), ma questo sacrificio chiesto ai ricchi - diciamola senza vergogna 'sta parola, altro che "medio"! - cosa gli costerà se non una cena fuori di meno al mese, una bottiglia di champagnino in meno da stappare... praticamente tornano alla situazione pre-governo Mr. B.
Quindi, mentre il 5% circa dei contribuenti piange (!) il restante 95% circa ride? Saranno davvero sconti fiscali luculliani? Manco per sogno, ed ecco la ragione del titolo del post.
La questione IRPEF trovo che sia fumo buttato negli occhi per distrarre da altre cose. Se si devono recuperare entrate, certo non bastano quelle in arrivo dal 5% dei contribuenti, se ne deduce che sì ci saranno dei soldini in più in busta paga per gli under-40mila, ma saranno davvero pochi e non serviranno certo ad alzare il loro (il nostro) tenore di vita. Ma la cosa tragica è che, a fronte di queste piccole maggiorazioni, tutti, a prescindere dal reddito, ci dovremo sorbire gli aumenti previsti dei servizi come sanità, servizi sociali, imposte locali, bollo auto, solo che per i più abbienti saranno bruscolini, per quelli che hanno meno saranno macigni.
Fumo negli occhi e lo si capisce percependo che in giro cresce la paura - infondata - per le nuove aliquote di chi guadagna 1000 euro al mese ed ignora il resto, mente gli over-40mila li sobillano alla rivolta sociale ad e allo sciopero in piazza contro il governo. Se questa è la classe dirigente italiana stiamo freschi!
I SUV dite? già i SUV... non c'ho capito una beata, ma per fortuna anche qui c'è chi lavora per noi: Suzukimaruti è l'uomo giusto per farci capire che anche qui c'è del fumo negli occhi.
martedì, ottobre 03, 2006
Oggi in stazione
"Si avvisano i signori viaggiatori che il treno delle 18.10 per Bologna è stato soppresso per mancanza di materiale".
Mancanza di materiale? Cioè, qualcuno s'è fregato il treno, o cosa? Ehi tu, si dico a te biodino con gli occhiali che ti nascondi là in fondo, tira fuori la locomotiva sai!
Mancanza di materiale? Cioè, qualcuno s'è fregato il treno, o cosa? Ehi tu, si dico a te biodino con gli occhiali che ti nascondi là in fondo, tira fuori la locomotiva sai!
Disco del mese
Questo mese l'ultimo disco di uno dei (giovani) pianisti italiani più celebrati: Stefano Bollani. Piaceranno o no - personaggio e disco - ma questo lavoro ci fa scoprire un aspetto diverso.
lunedì, ottobre 02, 2006
Oggi le comiche...
... e il comico di oggi (la parola esatta è un'altra, ma non vorrei rischiare la querela) è l'onorevole Publio Fiori che in aperto dissenso con il suo partito (che ricordo essere nientepopodimeno che la Democrazia Cristiana, presente in parlamento con circa lo 0,6% dei voti) decide di liberarsi dalle grinfie dall'uomo più viscido della politica italiana - ovvero il segretario Gianfranco Rotondi - e fonda un nuovo soggetto politico: Rinfondazione democristiana! Il partito che più al centro non si può!
Né con la destra né con la sinistra Publio e i suoi nanetti si preparano ad essere il nuovo ago della bilancia della politica italiana... vabbé dai, la smetto!
Lo diceva Warhol: "chiunque può avere i suoi cinque minuti di celebrità" A' Publio, 'mo basta però!
Né con la destra né con la sinistra Publio e i suoi nanetti si preparano ad essere il nuovo ago della bilancia della politica italiana... vabbé dai, la smetto!
Lo diceva Warhol: "chiunque può avere i suoi cinque minuti di celebrità" A' Publio, 'mo basta però!
Una canzone per oggi
Delgados: I fought the angels
I fought the angels here today
Hope my defeat will end this play
Everybody knows that
I only have myself to blame
Softly softly wins the game
Trust
I'll try to learn again
My words are seldom for a friend
Knew at the time that they came out
Wish I could have them disallowed
Everybody knows that
We say things we do not mean
Everybody knows that
We say things that are unclean
Trust
I'll try to learn again
My words are seldom for a friend
Run conversations in my head
Write my own scripts to dish the dread
And if I speak out loud
I will have to change the rules
For speaking out of bounds
If it's practised by a fool
Trust
I'll try to learn again
My words are seldom for a friend
So lend me an ear to lean upon
To speak to and learn my speaking from
------ perdonate, la traduzione è mia ------
Qui oggi ho combattuto gli angeli
Sperando che la mia sconfitta metta fine a questo gioco
Ciascuno sa che
Devo incolpare solo me stesso
E vince delicatamente il gioco
Fiducia
Proverò ad imparare ancora
Le mie parole sono rivolte raramente ad un amico
Ho saputo allora che se ne sono andati
Il desiderio di poterli avere è stato respinto
Ciascuno sa che
Diciamo cose che non vogliamo dire
Ciascuno sa che
Diciamo cose che sono poco chiare
Fiducia
Proverò ad imparare ancora
Le mie parole sono rivolte raramente ad un amico
Fare funzionare le conversazioni nella mia testa
Scrivere i miei scritti per sconfiggere il terrore
E se parlo ad alta voce
Dovrò cambiare le regole
Del parlare fuori dai limiti
Se ciò è messo in pratica da uno sciocco
Fiducia
Proverò ad imparare ancora
Le mie parole sono rivolte raramente ad un amico
Così dammi ascolto e chinati verso di me
Per parlare ed imparare da ciò che dico
I fought the angels here today
Hope my defeat will end this play
Everybody knows that
I only have myself to blame
Softly softly wins the game
Trust
I'll try to learn again
My words are seldom for a friend
Knew at the time that they came out
Wish I could have them disallowed
Everybody knows that
We say things we do not mean
Everybody knows that
We say things that are unclean
Trust
I'll try to learn again
My words are seldom for a friend
Run conversations in my head
Write my own scripts to dish the dread
And if I speak out loud
I will have to change the rules
For speaking out of bounds
If it's practised by a fool
Trust
I'll try to learn again
My words are seldom for a friend
So lend me an ear to lean upon
To speak to and learn my speaking from
------ perdonate, la traduzione è mia ------
Qui oggi ho combattuto gli angeli
Sperando che la mia sconfitta metta fine a questo gioco
Ciascuno sa che
Devo incolpare solo me stesso
E vince delicatamente il gioco
Fiducia
Proverò ad imparare ancora
Le mie parole sono rivolte raramente ad un amico
Ho saputo allora che se ne sono andati
Il desiderio di poterli avere è stato respinto
Ciascuno sa che
Diciamo cose che non vogliamo dire
Ciascuno sa che
Diciamo cose che sono poco chiare
Fiducia
Proverò ad imparare ancora
Le mie parole sono rivolte raramente ad un amico
Fare funzionare le conversazioni nella mia testa
Scrivere i miei scritti per sconfiggere il terrore
E se parlo ad alta voce
Dovrò cambiare le regole
Del parlare fuori dai limiti
Se ciò è messo in pratica da uno sciocco
Fiducia
Proverò ad imparare ancora
Le mie parole sono rivolte raramente ad un amico
Così dammi ascolto e chinati verso di me
Per parlare ed imparare da ciò che dico








