lunedì, gennaio 30, 2006

Una vita a lustrar panchine (quando ci sono...)

Io sono un gran assertore dei mezzi pubblici: si risparmia, non si ha la preoccupazione del parcheggio, si aiuta l'ambiente ecc... così per andare a lavorare uso volentieri i mezzi pubblici a mia disposizione, prima l'autobus, ora - dopo il cambio della mia sede - il treno.
Però... già, però... però ci sono pure i "contro". Infatti prima in autobus mi servivano 45 minuti per coprire la distanza di 8 chilometri (che fanno una media di 10,6 km/ora, sicuramente inferiore a quella delle diligenze del vecchio West) ammesso che l'autobus arrivasse in orario, ovvero regolarmente almeno 5 o 10 minuti dopo quello indicato sulle tabelle (tabelle che da parte loro riportano la dicitura "l'orario esposto è da intendersi indicativo"!). Ora i tempi di viaggio col treno sono sensibilmente migliorati - 10 minuti - ma rimane il problema dei ritardi: dal 23 gennaio, cioè da quando ho iniziato a prenderlo regolarmente, ho già accumulato un ritardo di 125 minuti (fan due ore abbondanti in sette giorni!) senza tener conto che venerdì il treno poi non l'ho preso perché i 55 minuti annunciati annunciavano in realtà un'altra cosa, ovvero che non sarebbe mai arrivato.
Si chiede troppo a voler un po' di puntualità, così, tanto per non invecchiare aspettando?

Follie del web!

E se Chewbacca (sì, il wookie peloso di Star Wars) avesse un blog, come sarebbe? Perché chiederselo, visto che ce l'ha davvero! Eccolo qui tutto da gustare.


Giochetti

Serve a qualcosa? No, non serve a nulla, ma è tanto caaariiinaaaa... cosa? La pagina personalizzata di google per jazzer!

sabato, gennaio 28, 2006

Mira: parole e musica / Giorgio Conte

Giorgio ConteIeri sera per il primo appuntamento con la rassegna "Parole e musica" organizzata dal comune di Mira, abbiamo avuto la fortuna di incontrare Giorgio Conte. In una serata che non invogliava certo ad uscire, un bel gruppetto di appassionati si è trovato nel piccolo auditorium di villa Widmann ad ascoltare le storie di questo originale cantautore.
E la formula scelta, ovvero quella dell'incontro con l'autore a metà strada tra concerto e intervista/conferenza, è sicuramente una delle più indicate per capire e confrontarsi con Giorgio Conte che con gioviale ed ironica semplicità introduce e spiega le sue canzoni e con altrettanta leggerezza, accompagnandosi con la sua chitarra, le canta come farebbe in una piacevole serata con gli amici nel proprio salotto. Si parte con Fuori ci sono i lupi che richiama Singin' in the rain (plagio? Mah... "tanto ci sarà ancora un buon avvocato in famiglia!") e si continua chiacchierando e suonando tra storie di cibo (Cannelloni e L'erba di San Pietro che non è una droga leggera autorizzata dal Vaticano) o le "tristi storie di uomini abbandonati da donne" (sua definizione) come Te lo farei notare, Aria terra e mare, o Gnè gnè - canzone di protesta contro la stupidità di certe donne - fino alla condivisione dei ricordi e dei gustosi aneddoti di una provincia piemontese oramai scomparsa. Conte ripesca da uno dei suoi primi dischi Zona Casarini - oramai introvabile - la bellissima La discesa e poi il mare quadretto di famiglia borghese in partenza per la villeggiatura, ripropone i suoi personaggi stramplati come il "suo" Jacques Mayol (J.M.) o l'innamorato de La mongolfiera (i salmoni, i funghetti... saranno royal?) e cita amici come Bruno Gambarotta (che vorrebbe un epitaffio tipo "la volpe del dessert"!). Non può mancare il riferimento al fratello Paolo nel ricordare con dolcezza come è nata Una giornata al mare, una sorta di due canzoni in una, due visioni del mare, quella di Giorgio che stava scrivendo la musica e quella di Paolo che gli ha consegnato il testo prima che fosse finita.
Finale ancora con l'ironia di Non sono Maddalena - che nelle corde di Conte si trasforma in qualcosa ben diverso dalla canzone cantata da Rosanna Fratello - e con la poesia de La giostra di Bastian ultimo bis fuori programma.
Classe, ironia, coinvolgimento del pubblico, divertimento e un sottile perdersi tra ricordi per un cantautore mai troppo frequentato e celebrato.


venerdì, gennaio 27, 2006

Amadé

AmadéUn sito (e un blog) che parla di musica non può ignorare il fatto che oggi - precisamente alle 20.00, secondo quanto scritto dal padre Leopold - esattamente 250 anni fa è nato Johann Chrysostom Wolfgang Theophilus Mozart, per gli amici detto Amadeus (Theophilus in greco, Gottlieb in tedesco, Amadeus in latino, facile no?). Nessuno come lui incarna, nell'immaginario collettivo, l'idea stessa della musica essendo divenuto una sorta di icona non tanto diversa da quella che campeggia nelle famose "Mozart kugeln" una volta esclusive di Salisburgo, ora presenti in qualsiasi autogrill dell'autostrada.
Mozart fenomeno di costume ancora prima che fenomeno musicale, genio e sregolatezza, eroe romantico che consuma la sua breve ma intensa vita (si dice così, no?) tra musica, piaceri, donne e gozzoviglie. Oramai si è parlato fin troppo della sua vita a partire dalla sua giovinezza di énfant prodige che scrive il suo primo componimento a cinque anni, mentre i suoi coetanei stavano ancora giocando con il Lego (c'era il Lego nel 1761 vero?), della sua sostanziale bruttezza (tra l'altro ci fossero due ritratti che si assomigliano! Comunque occhi a palla, nasone, magrezza, pallore e un po' di gobba come li chiamate voi?) fino alla sua morte le cui cause sono ancora avvolte di mistero: trichinosi (vermi signori, vermi...), avvelenamento da mercurio, febbre reumatica, sifilide e chi più ne ha ne metta.
Mozart il genio, lo spirito libero, il massone, lo scialacquatore di un patrimonio, il libertino ma anche uomo dotato di spiccatissima sensibilità e - a sentire i contemporanei - di una tecnica musicale strepitosa e di una propensione per la musica assoluta. Forse proprio per questo tra tutti i compositori Mozart è quello che più viene ricordato, amato e citato, soprattutto in questi ultimi anni, dopo che Milos Forman con il suo film ne ha rifrescato la figura. E colpisce la fine della sua esistenza quando, già pesantemente debilitato dalla malattia, accetta di comporre un Requiem commissionatogli da uno sconosciuto. Sconosciuto che Amadeus si convincerà non essere un uomo ma una sorta di messaggero che gli annunciava la sua fine tanto che andava ripetendo "sto componendo questo Requiem per me stesso; servirà per il mio funerale".
Amadeus morì il 5 dicembre 1791 e le esequie avvennero sotto una pioggia così intesa che solo il suo cane seguì il feretro al cimitero visto che gli amici si fermarono alle porte della città tanto che pochi giorni dopo, quando la moglie Costanza si recò al cimitero per pregare sulla sua tomba, nessuno seppe indicargliela dato che le sue spoglie vennero sepolte nella fossa comune dei poveri. E a noi interessa poco che questa storia che fa parte del mito-Mozart sia in parte inventata; in realtà Amadeus a Vienna - seppur non più osannato come un tempo - aveva un lavoro a Corte regolarmente pagato e fu sepolto in una normale tomba comunale che col tempo è andata perduta.

E io? Io ho scoperto Mozart tardi, o meglio, l'ho ascoltato spesso quando mio padre metteva su i suoi dischi, ma almeno all'inizio mi ha lasciato piuttosto indifferente, soprattutto in virtù di quella che mi è sempre apparsa una leziosità di fondo, in modo particolare nelle opere più celebrate.
Ora il mio giudizio sul musicista salisburghese sta cambiando e, anche se non è sicuramente il mio musicista preferito, ne riconosco il genio (e ci mancherebbe altro!) e ne apprezzo molte opere. in modo particolare vorrei segnalare alcune cose in ordine sparso che mi piacciono in modo particolare:
innanzitutto le Variazioni per pianoforte (qui ho accennato alla splendida versione per fortepiano di Ronald Brautigam) vero compendio tra fantasia e rigore, i divertenti 4 Concerti per corno e orchestra quasi delle miniature, le 18 Sonate per pianoforte (io o tutto in blocco o niente!), i Quartetti dedicati ad Haydn in bilico tra echi del passato e modernità, i Quartetti per flauto (magari nella splendida interpretazione di Kuijken) rilassanti e delicati. Altra "roba" orchestrale niente? No, per ora mi fermerei qui in modo che l'intima poesia di Amadeus resti confinata in ensemble di piccole dimensioni.

giovedì, gennaio 26, 2006

News dal mondo Tuxedomoon

La propria devozione per i Tuxedomoon Jazzer non l'ha mai nascosta, quindi scrivo con molto piacere questa notizia: il 27 marzo sarà in uscita il loro ultimo disco il cui probabile titolo sarà Bardo Hotel soundtrack. Dopo la tanto attesa reunion che nel 2004 ha dato origine al buon Cabin in the sky, i tre membri fondatori della band - dispersi tra New York, Messico, Bruxelles ed Atene - hanno deciso di ritornare a San Francisco, ovvero lì dove tutto è nato, per registrare del nuovo materiale.
L'atmosfera del luogo deve avere avuto effetti particolari tanto che Brown, Reininger e Principle hanno deciso di incidere una serie di "spontaneous compositions" (Mingus docet) che andranno a costituire un progetto parallelo. Tali composizioni strumentali serviranno come colonna sonora del film che George Kakanakis - ottimo artista visuale greco che accompagna i concerti della band - sta girando.
L'album uscirà per l'emerita etichetta belga Crammed Discs che per l'occasione rispolvera la gloriosa serie Made To Measure che, dal 1984 con lo storico numero 1 fino al 1995 con l'ottimo Glyph di Hector Zazou e Harold Budd, ha ospitato colonne sonore e musica strumentale.
A questo punto non mi/ci resta che aspettare.

Censura di convenienza

Qui su Jazzer si è sempre apprezzato Google, sia per l'insostituibile funzione di ricerca, sia per le varie feature come Picasa e Gmail, anche se ultimamente aumentano le prerplessità sul colosso di Mountain View (un nome, una missione ). La perplessità sale anche a seguito di questo articolo che leggo oggi su Repubblica nel quale si dice che Google - per non perdere l'allettante mercato cinese (secondo nel mondo) - ha raggiunto un accordo con le autorità cinesi per auto-censurarsi. Praticamente i navigatori cinesi che accederanno a google saranno automaticamente re-indirizzati a google.cn che non solo filtrerà i siti risultanti dalle ricerche, ma limiterà molto le sue funzioni: niente Gmail, niente possibilità di accesso a forum e blog, niente possibilità di scambio di file audio e video. Ovviamente non c'è nemmeno da discutere sul perché e su quali contenuti verranno filtrati.

Che sia chiaro: Google non è il primo sito a fare questo e probabilmente non sarà neppure l'ultimo. Certo è che dai paladini della libera informazione ci si aspettava qualcosa di diverso che una semplice - per quanto redditizia - scelta opportunistica di mercato. Ma forse già da tempo i dirigenti di Google si sono indirizzati in una ricerca che è ben diversa da quanto espresso nei loro presupposti di partenza.


mercoledì, gennaio 25, 2006

Un po' di segnalazioni

Eccovi una bella serie di appuntamenti organizzati dall'intraprendente comune di Mira (VE).
A gennaio apre la rassegna "Parole e musica" con quattro prestigiosi incontri con l'autore:

Giorgio Conte: 27/01 ore 21 villa Widmann
Claudio Lolli: 03/02 ore 21 biblioteca comunale di Oriago
Fabrizio Poggi: 18/02 ore 21 biblioteca comunale di Oriago
Giovanni Lindo Ferretti: 24/02 ore 21 villa Widmann

Da non perdere anche il concerto "omaggio a Monk" di Claudio Cojaniz: domenica 26/03 ore 21 villa Allegri a Oriago di Mira.
Ne parlavo in un vecchio disco del mese: Cojaniz, friulano, è uno dei più originali e sottostimati pianisti italiani. Il suo pianismo è profondamente intriso di blues e trae intelligente e proficua ispirazione dalle musiche di Thelonious Monk, producendo un jazz profondamente radicato nella tradizione, ma non estraneo all'improvvisazione più libera. Artista che non lascia indifferenti.

Inutile dire che Jazzer ci sarà. E come me spero anche di vedere qualcuno dei miei lettori. Per farmi riconoscere sarò quello con il mantello nero e una rosa rossa in bocca...


martedì, gennaio 24, 2006

Braccio di ferro

"Del Quirinale me ne sbatto le palle" questo si deve essere detto Mr. B. dopo il colloquio avuto domenica con il presidente Ciampi. Sì perché Mr. B. incassato il rifiuto di Ciampi di spostare la data delle elezioni già fissata per il 9 Aprile, vorrebbe forzargli la mano per costringerlo ehm, convincerlo a sciogliere le Camere non il 29 gennaio ma il 10 febbraio.
Ma com'era nata la data del 9 aprile? Visto che l'art.61 della Costituzione prevede che le elezioni avvengano dopo 70 giorni dallo scioglimento delle Camere al normale termine della legislatura, maggioranza ed opposizione si erano accordati - su proposta del Ministro dell'Interno Pisanu sottoscritta e resa nota dallo stesso Mr. B. - per il 29 gennaio, ultimo giorno utile perché le elezioni avessero luogo prima di Pasqua e soprattutto per evitare l'accorpamento di voto amministrativo (una specie di tabù per Mr. B.), elezione del nuovo Presidente della Repubblica e referendum sull'approvazione delle modifiche costituzionali. Accordo fra destra e sinistra, quindi, che Mr. B. vuole ora rompere per piegare - come al solito - le istituzioni ai suoi voleri, senza alcun confronto e con la consueta arroganza e strafottenza. Perché? Ovvio, per avere ancora un po' di tempo - magari un ventennio, ma anche solo una decina di giorni possono bastare - per approvare qualche nuova leggina (la legge Pecorelli forse, rimandata da Ciampi alla discussione nelle Camere?), una delle tante con le quali ci ha deliziato in questi suoi cinque anni di regno.
Del resto, da uno che in TV (nella trasmissione subito dopo il TG1 della sera) si permette di dire che la stragrande maggioranza delle province, delle regioni e dei comuni italiani sono governati dall centrosinistra perché gli "elettori di centrodestra sono pigri e distratti" cosa volete pretendere?
Resistere. Almeno ancora altri 5 giorni.


domenica, gennaio 22, 2006

Web-ego

Avete un sito, un blog e volete sapere a quanto arriva il vostro ego sul web?
Seguite questo link http://www.egosurf.org/ e potrete vedere a che cifra arrivate.
Praticamente si tratta di un altro sistema per valutare la popolarità di un sito in internet, ma credo che ci sia qualcosa che non va. Se, infatti, il risultato di jazzer è 7443 quello del blog più visitato in Italia (e suppongo anche più linkato), ovvero quello di Beppe Grillo, è 5547.
Mi sa che debbano rivedere qualche cosa.

Ego-meter


mercoledì, gennaio 18, 2006

Di chi è il computer che usi?

Computer, programmi, open-source, copyright e monopoli.
Vi siete mai chiesti di chi è davvero il computer che usate?
Date una letta a
questo lungo articolo che trovo molto interessante.

martedì, gennaio 17, 2006

Nikon: si chiude un'epoca

I frequentatori più assidui di Jazzer dovrebbero sapere della mia passione della fotografia; chi mi conosce meglio sa anche della mia passione per la Nikon. Così a questo proposito mi ha molto colpito la decisione della famosa azienda giapponese di cessare da quest'estate la produzione di binocoli, obiettivi per grande-formato, obiettivi manuali e macchine fotografiche analogiche. La Nikon ha annunciato che resterà in produzione solo la fotocamera al top della gamma, ovvero la splendida F6 e il modello totalmente manuale FM10, reperibile fuori dell'Europa. Non cesserà, ovviamente, la produzione di obiettivi autofocus dedicati soprattutto alla foto digitale.
Confesso che la notizia mi dispiace un po' - abituato come sono a maneggiare i gioiellini Nikon - ma non è certo sorprendente, considerando la sempre maggiore diffusione della fotografia digitale e il conseguente calo di vendita delle fotocamere con pellicola (Nikon afferma che oggi il 95% delle sue vendite sono relative al digitale).
Ovviamente la maggiore concentrazione di Nikon sul mercato digitale fa prevedere che l'azienda sarà sempre più competitiva sul mercato; aspettiamoci, quindi, nuove meraviglie. Certo è che mi tengo ben strette le mie due reflex analogiche, vuoi per una questione affettiva e di fascino, vuoi perché sul piano della qualità dell'immagine trovo che la pellicola sia ancora superiore. Ma ancora per quanto?

fonte notizia: Reuters


Amarezza

E' notizia di oggi che negli Stati Uniti verrà giustiziato in California Clarence Ray Allen, detenuto settantaseienne, cieco e disabile.
Io mi chiedo se lo faranno accomodare sulla sedia elettrica o se collegheranno direttamente gli elettrodi mortali alla sua sedia a rotelle. E non crediate che il mio cinismo sia superiore a quello dei suoi carnefici e di chi ha decretato la sua morte.

lunedì, gennaio 16, 2006

Pausa forzata

Domani e per tutta la settimana sono ad un corso. Si tratta di imparare una nuova procedura di lavoro che funziona via web. Già immagino la noia, tra un relatore piuttosto moscio e le continue interruzioni dei colleghi che non capiscono (e non fanno alcun sforzo per farlo).
Comunque se su questo blog non ci saranno aggiornamenti - almeno diurni - sapete il perché. Sono stramazzato al suolo.
E' troppo sfacciato se bloggo da lì?

domenica, gennaio 15, 2006

Dimmi chi sei e ti dirò chi sei

Perdonate il ritardo, ma non ci avevo pensato prima! Lo fanno i giornali, lo fanno le televisioni, le radio, ogni buon media che si rispetti. Perché non anche un blog? Cosa? Beh, siamo all'inizio dell'anno, quindi ci serve l'oroscopo!
Sì, quest'anno Jazzer offre anche l'oroscopo. Non direttamente si capisce, mica so' mmago io, ma grazie all'aiuto del CICAP  ognuno di voi sarà in grado di avere il proprio oroscopo personalizzato con tanto di ascendente.
Non ci credete? Andate e provate!


venerdì, gennaio 13, 2006

The joke is

Eccovi la miglior barzelletta sulle bionde mai sentita!

Riduzione dello stipendio dei deputati: ci credevate davvero?

Sembava ieri quando, alcuni mesi fa, tutto tronfio Mr. B. annunciava in TV che i parlamentari avevano deciso di ridursi lo stipendio del 10%. E seguiva tutto un panegirico su "responsabilità civile", su "dobbiamo dare il buon esempio al paese", "il paese ci richiede un sacrificio", "segnale forte per la crisi" e via discorrendo. Bene. Bravi. Applausi scroscianti da tutte le parti, soprattutto da coloro che il corrispettivo di uno stipendio mensile da parlamentare lo vedono in un anno di lavoro.
Oggi constatiamo che tutti questi buoni propositi - ovviamente, verrebbe da dire conoscendo la particolare perniciosità dei deputati italiani e dell loro grufolare - sono rimasti solo a livello di propositi da sbandierare con orgoglio ma niente più.
E' notizia di oggi, infatti, che - con un gioco molto simile a quello delle tre carte - con aggiustamenti di indennità varie non solo il loro stipendio non subirà delle riduzioni, ma verrà pure incrementato. E pure le pensioni.
E' vero che si attende il beneplacito del Senato, ma le speranze sono praticamente nulle.
Avrei da dire delle cose sulla faccenda ma temo la querela. Mi limito a fare un'osservazione, una domanda che sicuramente è retorica: se Mr. B. ci aveva messo tutta la sua enfasi per annunciare i tagli in diretta TV, userà la stessa prosopoea - sempre in diretta TV - per dire agli italiani "vi abbiamo solennemente preso per il culo!" oppure glisserà tutto con un sostanziale silenzio? Io la risposta ce l'ho. Come credo tutti voi.
Vergogna, vergogna, vergogna!


martedì, gennaio 10, 2006

Sharon: il falco diventato colomba

Come è noto le condizioni di salute del primo ministro israeliano Ariel Sharon sembrano avviarsi ad un tiepido miglioramento dopo essersi trovato a lottare tra la vita e la morte per l'ictus che l'ha recentemente colpito. Massimo rispetto e vicinanza alla persona, ovviamente, e auguri di guarire il più presto e al meglio possibile. Ma anche sul piano politico dispiace la sua assenza - che, viste le sue condizioni, credo debba essere considerata definitiva - soprattutto perché ho il timore (o la certezza) che la malattia di Sharon possa influenzare negativamente il dialogo con i palestinesi da lui - finalmente - avviato, seppur tardivamente. E già parlare di dialogo deve essere stata dura per uno che perseguiva la politica dell' "always esclate", ovvero dell'alzare il tiro sempre e comunque, per distruggere il nemico sul campo di battaglia e rendere impossibile ogni forma di accordo, eccetto la resa incondizionata.
Certo è che Sharon rappresenta uno dei cambiamenti politici più coraggiosi, sorprendenti e sconvolgenti che la storia politica, non solo d'Israele, ricordi. E per questo gli si deve tributare un merito anche se è fin troppo facile approvare quanto ha iniziato a fare negli ultimi due/tre anni e dimenticare chi è stato Sharon in passato, troppo comodo ora ricordare la parte recente della sua carriera politica e ignorare i suoi gravi crimini (in allegato al post un breve excursus della sua "carriera"), ed altrettanto fuorviante metterci una pietra sopra con la scusa di una sorta di "pentimento"
Confesso che mi spaventano un po' quelle persone - politici e non - che ora lo esaltano come il "salvatore della patria" ignorando o facendo finta di ignorare tutto questo e soprattutto tralasciando il fatto che proprio Sharon ha dato un fortissimo contributo proprio ad acuire la tensione che ora con difficoltà si tenta di distendere. Inoltre la cosa che mi inquieta maggiormente è vedere, almeno nell'apparenza dei fatti, come la classe politica israeliana - quasi per una strana regola del contrappasso - si sia espressa per l'avvio di un processo di pace solo ed esclusivamente attraverso un (a questo punto ex) guerrafondaio.
Alla fine credo che l'atteggiamento più corretto - e più aperto alla speranza - sia quello tenuto da Fausto Bertinotti durante il congresso di Rifondazione Comunista tenuto a marzo dell'anno scorso a Venezia. Bertinotti, infatti, rispose così ad un ragazzo che protestava contro Sharon: "Tu gridi contro Sharon, ti prego di credere che lo saprei fare anch’io. Sabra e Chatila sono nella nostra memoria [...] Ma ti chiedo: tu dove stai? I leader palestinesi oggi negoziano con Sharon, trattano con Sharon [...]. Tu sei qui, non rischi nulla, perché devi mettere soltanto il tuo urlo radicale contro Sharon dimenticandoti della fatica, della sofferenza e del disagio di chi, avendo vissuto tutta la vita contro quel muro e contro di lui, deve oggi trattare, perché la trattativa è l’unica strada possibile per costruire il popolo palestinese?"
Parole che credo vadano bene meditate.

Allegato
Sharon, ex generale dell'esercito israeliano, ha iniziato la sua carriera militare al comando della famigerata "unità militare 101" e già nel 1953 si faceva notare per quello che è stato definito il "massacro di Qibya": come rappresaglia a seguito di un attacco palestinese lo Stato Maggiore gli chiese di far saltare alcune case del villaggio cisgiordano e di far fuggire gli abitanti. "Bulldozer" Sharon - come lo chiamano in molti - volle strafare: il bilancio furono 69 morti - di cui la metà donne e bambini - e diverse decine di feriti sepolti sotto le macerie delle loro case rase al suolo con 600 chili di esplosivo.
Negli anni '50 e '60 le operazioni militari, oltre i confini decretati dall'armistizio, terminate con veri massacri non si contano, tanto che perfino un "falco" come l'allora primo ministro David Ben Gurion si preoccupava dei risultati troppo "positivi" del suo ufficiale.
Nei primi anni '70 il generale Sharon è nella striscia di Gaza, occupata militarmente da Israele: tra le altre cose stila una lista di un centinaio di fedayin palestinesi che liquida senza alcun processo. Sempre in quegli anni caccia militarmente migliaia di beduini da Rafah, una regione a sud della striscia di Gaza, distruggendo le loro case e i loro pozzi, senza aver ricevuto alcun ordine dall'alto (almeno palese!). Azioni queste che suscitarono un grosso movimento di protesta in patria. Nella guerra del Kippur , trasgredendo gli ordini, oltrepassando il canale di Suez accusando i superiori di "incompetenza e codardia", cosa che, assieme alle numerose insubordinazioni, gli prechiuse la carriera militare.
Negli anni '80 Sharon diventa ministro della difesa e, ovviamente, le azioni militari si intensificano per numero e vastità. Nel 1982 inizia il ritiro dal Sinai con la completa distruzione della città di Yamit con la motivazione che gli egiziani non meritavano di possederla. Sempre del 1982 è l'invasione e l'assedio di Beirut che causò la morte di non meno di 15.000 persone, in parte palestinesi, in parte - e soprattutto - civili libanesi che nulla avevano a che fare con quella guerra. I bombardamenti furono così intensi che l'allora presidente Ronald Regan protestò con il capo del governo israeliano che, con un provvedimento senza precedenti, impedì al ministro della difesa di bombarbare la città libanese. Ma nel 1982 avvenne anche la pagina più cupa del conflitto arabo-israeliano: a settembre dopo la partenza degli uomini dell'OLP da Beirut, Sharon, sfruttando il colpevole e disinteressato (davvero fu disinteressato?) ritiro delle forze di "supervisione" statunitensi, francesi e italiane occupa militarmente la città, mancando agli accordi e alle sue promesse. Il 16 dello stesso mese con l'aiuto dei falangisti - una milizia alleata cristiano-maronita libanese di estrema destra - entra nei campi profughi di Sabra e Shatila nei sobborghi della città e ne fa massacrare gli abitanti, in maggior parte donne, bambini ed anziani. Alla fine di 40 ore di mattanza la Croce Rossa conterà 2750 morti, a cui vanno aggiunti i corpi sepolti nelle fosse comuni, quelli mai recuperati e i deportati. 3000 / 3500 morti secondo stime più attendibili. Una commissione di inchiesta israeliana riconobbe la responsabilità indiretta di Sharon nella carneficina che dovette per questo lasciare il posto di ministro della difesa.
Dal 1984 ritorna al governo ma in altri dicasteri, contribuendo non poco, in veste di ministro dell'edilzia, ad intensificare la presenza israeliana nei territori occupati.
Si arriva così a fatti più recenti. Sharon ritorna agli onori della cronaca dopo quella "famosa" passeggiata del 2000 sulla spianata delle moschee che ha scatenato la seconda intifada; dal marzo 2001 è primo ministro dello stato di Israele. Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 colpiscono subito le sue scelte politiche: 50 morti in 9 giorni con l'occupazione da parte dell'esercito israeliano di 6 città autonome cisgiordane; occupazione terminata con il ritiro dalle città del 26 ottobre - dopo pressioni internazionali - ma con il mantenimento di fatto di un assedio che ha impedito qualsiasi contatto con l'esterno, anche delle ambulanze. Questa la conta dei morti secondo "The Israeli information center for human rights in the occupied territories".


domenica, gennaio 08, 2006

Una canzone per oggi

Oggi rispoverando vecchi CD, mi sono riascoltato Passa la bellezza buon disco di Mauro Pagani di una quindicina di anni fa. Come al solito, disco intelligente, ben suonato, affascinante miscela tra rock e tradizione mediterranea. L'ho riascoltato con piacere, soprattutto per una canzone Davvero davvero nella quale canta anche Fabrizio De Andrè; una presenza che non ricordavo e che mi ha fatto ripensare che la prima cosa per cui ho iniziato ad amare De Andrè è stata proprio il suono della sua voce.
Vi lascio il testo.

Davvero, davvero
(Pagani - Bubola)

Anima mia
anima di pianura
animanimamia
dove si va
se lo sai fammi un segno
lo vedrò
se lo sai basta un segno
io ci sarò
splendi sul deserto splendi
sul mio cuore in piena
splendi sulla mia farina
splendi su di me

Anima mia
scampata dal mare
in questa notte di vento
asciugami
splendi sulle mie chitarre illumina la sera
splendi su questa corriera
splendi su di me

Davvero davvero
davvero davvero davvero io non lo so
davvero davvero mi chiedo davvero
se ce Ia faremo o no
davvero davvero ti chiedo davvero
se poi mi riposerò
passo dopo passo so che ti raggiungerò

Anima mia
animanimalenta
su una nave d'argento
portami via
splendi sopra queste assi
sopra questo mare
questo mare scuro
splendi sulla mia fatica
splendi su di me


venerdì, gennaio 06, 2006

Don Camillo non paga l'ICI, anzi non paga proprio

Se voi pensavate che la Chiesa non pagasse l'ICI solo in Italia vi sbagliavate di grosso. In Italia non lo paga perché - come dicevo - glielo lasciano fare per legge, in Israele, invece, non paga l'analoga tassa di proprietà - anche su luoghi NON di culto - semplicemente perché non cacciano i soldi. E così facendo ha accumulato 54 milioni di euro di tasse non corrisposte. Non male, vero?
Mi piacerebbe davvero sapere come andrà a finire la cosa. Ma soprattutto quale sarà il limite della vergogna della Curia e di tutta la gentaglia che la comanda.

Fonte: ADNkronos

 

 


In the court of the crimson windows

Per i crimsoniani DOC - come il sottoscritto - eccovi una chicca: il video di Robert Fripp mentre registra i suoni per il nuovo sistema Microsoft Windows Vista. Come al solito: chitarrina, due armadi di effetti e vai con i soundscapes!
Gasp! Dopo Brian Eno che aveva musicato Win95 passiamo ad un altro "guru": mi sa che il nuovo sistema operativo dello zio Bill troverà degli estimatori anche solo per questo!

Grazie ad Andrea per la segnalazione.

 


mercoledì, gennaio 04, 2006

Idiozie linguistiche... o forse idiozie e basta!

Oggi mi è capitata in mano una di quelle calze che il 6 gennaio la Befana dovrà riempire. Su di essa - la calza, non la Befana - c'è scritto:
HAPPYFANIA
Ecco, io non so chi e perché si sia inventato 'sta sconcezza, ma gli auguro di cuore una diarrea fulminante da oggi fino ad almeno Pasqua compresa. Così, tanto per espiare.

 


martedì, gennaio 03, 2006

Google: un altro passettino (chiamalo "ino" !)

Entusiasti di Google e di tutte le diavolerie software e web inventate negli ultimi anni? Bene. Allora la compagnia di Mountain View ora vi stupisce anche con l'hardware! Sta per nascere, infatti, il pc targato "Google" che usa un proprio sistema operativo autonomo. E costerà 200 dollari.
Su Repubblica le prime indiscrezioni.


lunedì, gennaio 02, 2006

Del progettare web e del cucinare subject-oriented

Vista la carenza di post qualcuno potrebbe pensare che jazzer sia in vacanza. Niente di più sbagliato! Jazzer è sì in ferie fino al 9 di gennaio, ma a casa sta lavorando per voi.
C'è poco da stare allegri in questo inizio di nuovo anno; sono sempre più schifato dall'attualità fatta di scandali, dove si spostano miliardi di euro come fossero noccioline - alla faccia (per tacere di altre parti anatomiche) di chi i soldi se li guadagna col lavoro - e sempre più disilluso da una politica che pare fatta per tutti meno che per i cittadini. Poca voglia, quindi, di parlare di queste cose. Allora il rifugio è sempre quello: musica e libri. Per quest'ultimi la zona "da leggere" della mia libreria è sempre prodiga di consigli, per la prima i CD da ascoltare e riascoltare non mancano. E poi c'è da scrivere il CD del mese di gennaio.
E poi c'è una mia nuova idea: per la comodità dei miei visitatori (magari quelli più tecnologici) e per la gioia dei miei amici ugidotettiani (e per la sfortuna di uno di loro a cui certo non lesino le domande) ho iniziato a mettermi d'impegno per imparare il linguaggio HTML, volendo avere il controllo totale delle pagine che produco. Come mio solito quando faccio qualcosa lo voglio fare nel modo più radicale possibile e usando meno facilitazioni, quindi i punti di partenza sono:
fogli di stile CSS, solo pagine XHTML , il tutto compliato con il Notepad e validato dal W3C!
Ci ho messo un po' ma ci sono riuscito , cosa di cui mi stupisco ancora: su jazzer c'è una pagina di prova on-line - che lascio a voi scoprire - che, appena completata, diverrà la base per l'intera ri-compilazione del sito (e magari anche del Blog!).
Ecco, questo è lo stato dell'arte.

Complice il fatto che sono in ferie ma mia moglie lavora, vi lascio poi con una cosa molto molto strana per jazzer, quasi per fare concorrenza alla moglie gastro-blogger e alle sue amiche: una ricetta! La classica ricetta che può fare anche un negato dei fornelli come me.

FUSILLI AL TONNO DELLO SCAPOLO ALLA "MODO MIO"
(dosi per una persona, ovvio!)

Dunque: pentola, acqua, sale, fusilli - questo penso non ci sia bisogno di specificarlo!
In un tegamino (anti-aderente, non fate gli eroi!) fate soffriggere un paio di spicchi d'aglio in olio extra-vergine d'oliva.
Una volta imbionditi toglierli e aggiungere un filetto d'acciuga e una scatoletta di tonno da 80 gr. (occhio che il tonno a contatto con l'olio bollente schizza! ... e voi non avete voglia di pulire e non volete far incazzare la moglie al suo ritorno, vero?)
Lasciate che il tonno si asciugi un po', ma non troppo (fuoco al minimo diciamo per 3 o 4 minuti... il coperchio l'avete messo vero?) Poi lasciare riposare... che tanto per l'ansia da prestazione vi siete presi con un anticipo record!
Un paio di minuti prima di scolare la pasta riaccendete il fuoco - quello del tonno, non della pasta! - e aggiungete capperi, olive nere (optional), un po' di rosmarino (sì, rosmarino! E' "a modo mio" no?) e 1 (o 2 se piace hard) peperoncino intero sbriciolato. Lasciate andare un paio di minuti mentre cercate per tutta la cucina una presina per scolare la pasta e aggiungete il tutto ben caldo sui vostri fusilli desiderosi di essere conditi (il fusillo in bianco non sa di niente, diceva qualcuno!).
Il vostro stomaco ne troverà sicuro giovamento. Garantisco.
Da accompagnare con una buona Löwenbräu Premium Pils o un Pinot ben secco o un Gewürztraminer.


domenica, gennaio 01, 2006

Primo post dell'anno, prima bile che scorre

"Già subito incazzato al primo dell'anno" direte voi?
Beh, che vi posso dire... gira così.
E' che ieri sera Ciampi ha tenuto il suo ultimo discorso agli italiani da Presidente della Repubblica. Io non l'ho sentito in diretta ma mi sono letto il testo nel sito del Quirinale; la cosa che mi ha fatto piacere è stato l'accenno alla laicità dello Stato a me tanto cara. Allora? Allora nulla. O meglio: allora se il nostro Presidente dice certe cose è bello notare come il TG1 appena concluso abbia messo come prima notizia il discorso del papa e poi - per secondo - quello del Presidente. Così, giusto per stabilire la corretta gerarchia.


Buon Anno, gente! Buon Anno e buona fortuna... ce n'è sempre più bisogno.

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- Nisi casto tantum cauto -