giovedì, settembre 29, 2005
Petizione a Romano Prodi
Questa è la petizione che Beppe Caravita (Network games) vuole rivolgere a Romano Prodi. Magari servirà a poco, ma io la firma ce l'ho messa. Fatelo anche voi.
Sudoku /3
mercoledì, settembre 28, 2005
Guerra di religione: Medio Oriente? No, Italia
Ecco, ci ri-siamo. Quella limpida (!) figura di Ruini, stretto forte il cilicio e ficcata bene in testa la papalina, si prepara ad occupare il suo posto di combattimento: "per difendere le nostre posizioni, siamo pronti a qualsiasi guerra" ha dichiarato. Che si stia preparando ad andare in Iraq a difendere l'ortodossia cattolica contro gli infedeli? Magari. Che abbia deciso, finalmente, di sistemare una volta per tutte le varie beghe che affliggono la chiesa cattolica e che ne minano la credibilità? Uhm, troppa melma da spostare.
No, più semplicemente l'inossidabile e onnipotente cardinale - con il beneplacito dei politici genuflessi - ha deciso di (ri)occuparsi di cose che non dovrebbero interessarlo, ovvero di ficcare il suo naso puntuto e curioso tra le cose italiche, diventando di fatto uno dei politici più influenti della Repubblica. Sì perché il porporato, non contento di essersi beccato dei fischi da chi già gli contestava la troppa ingerenza nella politica italiana, rilancia e - riscuotendo il suo pizzo elettorale - pretende di avere un ruolo attivo nella scelta del candidato del centro-destra. Ed è un florilegio di placet e di distinguo. Intanto glissa su Mr. B. Poi boccia Fini reo di sconvenienti aperture su fecondazione assistita e PACS. Lascia aperta la strada per i due democristi di ferro: Casini o Follini. (Ma come, monsignore? E la moralità dove la mettiamo? Proprio Casini, sposato, due figlie, divorziato e convivente con una di vent'anni più giovane, ovvia sù! Follini poi, uomo dalla credibilità politica pari allo zero. Ah è proprio per questo che...) Voci narrano che - udite, udite! - si voglia come candidato una donna... quella donna... Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti, che già aveva elargito a piene mani soldi pubblici alle scuole private e firmato con la CEI il patto con il quale individuare "gli obiettivi specifici di apprendimento per l'insegnamento della religione cattolica" nelle scuole d'infanzia e primarie, praticamente imponendo il catechismo nelle classi, visto che in esso si dice che i programmi "devono essere fondati sull'antropologia crisitana".
Già mi sento più tranquillo. Si fa per dire.
Comunque sia, il punto è che Ruini ricade sempre nel medesimo errore: occuparsi - in modo attivo e assolutamente interessato - di politica italiana, dimenticando quelle che sono le vere prerogative di santa romana chiesa: occuparsi delle anime. Anime che pian piano si allontanano da essa, sempre più stanche e sfiduciate nel vedere coloro che dovrebbero preoccuparsi dello spirito occuparsi invece del corpo. Inteso come corpo elettorale.
Nelle luttuose circostanze
Via Procione un'occasione da non perdere per bloggare.Date un'occhiata in questo link cosa si arriva a fare per vendere casse da morto. Nella foto "gennaio", ma scorretevi tutto il calendario che ne vale la pena.
Quanto a me ci ho messo molto a scrivere questo post, perché l'ho scritto con una mano sola... :-)
lunedì, settembre 26, 2005
Auto-assoluzione
Mr B. è stato assolto dal reato di falso in bilancio per la vicenza All Iberian con la motivazione "perché il fatto non costituisce più reato". Ovviamente è irrilevante che la legge che consente di inserire quel "più" sia stata appositamente scritta, discussa e approvata da Mr. B. stesso e dai suoi amicucci...
domenica, settembre 25, 2005
Morire per fame
Repubblica: Sonia Khatun, una ragazzina indiana di 12 anni si è uccisa perché sua madre non aveva da darle da mangiare.
Ecco. Notizie come questa mi infondono una tristezza assoluta.
sabato, settembre 24, 2005
Frattaglie
Tante cose da commentare in questa settimana lontano dal web e dal blog; mentre dall'estero giunge il piano d'emergenza di giorgdabliubusc per il nuovo uragano che si concretizza in un "scappate!" e da Israele assistiamo all'ennesimo attentato al processo di pace, da noi si espongono le frattaglie di una Repubblica che si dibatte nello spasimo del pesce sul bancone di marmo. Ruini che viene - finalmente - contestato in pubblico per le troppe ingerenze della Chiesa, Fazio - sfiduciato anche da Mr. B. prima reticente - che insiste nel suo pervicace attaccamento ad una poltrona per lui oramai davvero scomoda, la maggioranza di governo che si sfalda davanti all'incapacità del suo primo ministro di offrire una benché minima reazione a quanto di negativo accade al Paese, Mr. B. che non si scompone nemmeno quando i suoi stessi alleati di governo lo trattano a cefali in faccia e gli vogliono fare - neanche tanto velatamente - le scarpe, la paradossale delegazione italiana a Washington i cui membri non solo non si guardano in faccia, ma se potessero farebbero volare i coltelli. Poi l'ostinazione nel voler fare una nuova legge elettorale per cercare di arginare il naufragio delle elezioni. Ed infine la tragicità delle dimissioni del ministro dell'economia proprio prima della "finanziaria"; dimissioni che, ricordo, vengono da un ministro tecnico che viene accusato di fare una "finanziaria poco elettorale". Siamo alla follia. E all'indecenza, come testimonia l'altrettanto tragica e paradossale ri-nomina di Tremonti, atto di un'arroganza senza precedenti e senza rispetto per l'intelligenza degli italiani. Solo in Italia può capitare che un ministro che viene allontanato dal governo perché autore di una politica fallimentare e di una finanziaria disastrosa, viene raccattato e rimesso allo stesso vecchio posto per il quale era stato sfiduciato. Capisco che nessuno aveva voglia di sedere dietro quella scrivania incandescente, ma cosa dobbiamo aspettarci adesso? Dopo la finanza creativa, la finanziaria creativa ?
Il geco ed io

Bene. L'avventura - perché di avventura si è trattata - a Santa Severa è finita. Per il meglio.
Bilancio: corso interessante, compagni di corso ottimi, logistica del corso da tragedia. Tutto è nato dal fatto che il nostro solito bellissimo albergo era occupato, quindi abbiamo dovuto ripiegare sull'Hotel Santa Severa, soluzione che si è rivelata un tremendo errore. Lo dovevamo capire subito, dal pullman di polacchi parcheggiato nel cortile, che le tre stelle dell'hotel erano un mero fattore ornamentale, cosicchè - soprattutto a causa di una manutenzione pressochè assente e del "particolare" concetto di ospitalità del personale - il nostro soggiorno è stato costellato di incidenti e aneddoti formidabili, tipo i colleghi che, appena arrivati, hanno avuto il primo impatto con la piscina - ridotta ad uno stagno verdastro di alghe, incubatrice per tutte le larve di zanzara del centro Lazio - nella quale galleggiava una sdraio e ai cui bordi prendevano il sole due polacchi in mutande e calzini.
Io ho dormito quattro notti in una micro-camera modello bohemien, in un sotto-tetto al primo piano. Praticamente non ho mai assunto la posizione eretta non volendo prendere a craniate il soffitto spiovente, rischiando giornalmente la vita lungo una ripida e stretta scala per l'accesso al bagno situato al piano terra. Camera senza finestre, solo con due abbaini - che non potevo aprire per non far entrare foglie e altre amenità accumulate - con per mobilio nient'altro che un letto mezzo (la piazza destra) sfondato che pareva un'amaca, una sedia e un comodino situato ai piedi del letto. Televisore, telefono e altre modernità neanche a parlarne, ma in compenso condividendo la stanza con Osvaldo, il bellissimo geco della foto che, perlomeno, mi ha liberato da mosche e zanzare, presenti ovunque in quantità industriale. Quanto ai colleghi, ciascuno di noi avrebbe delle storie da raccontare: a qualcuno non arrivava l'acqua calda, ad altri è caduto in testa l'erogatore della doccia, a qualcun altro è rimasta in mano la porta della doccia, ad altri direttamente quella del bagno. Porte delle camere che non si chiudevano a chiave, luce elettrica che andava e veniva, finestre che non si aprono o non si chiudono, televisori che non funzionano. Questo l'alloggio. E il vitto? Considerata la qualità del rancio, il modo di presentazione e la particolare vacuità della cucina - intesa come luogo fisico, davvero desolante, sia come pietanze - il nostro sospetto è che il tutto provenisse dallo stesso servizio di catering o di mensa del vicino istituto per disabili. Tralascio volutamente i particolari.
Dal punto di vista "new technologies" il collegamento ad internet era effettuabile solo tramite il telefono delle camere (chi ce l'aveva!) con velocità a 26K (!)... io c'ho provato, ma ho subito rinunciato per evitare di addormentarmi davanti al mio portatile.
Praticamente un corso di sopravvivenza.
Sia invece tributata la massima lode alla pizzeria L'Angoletto - sempre di Santa Severa - che ha saputo accogliere (praticamente hanno tenuto aperto per noi) una ventina di profughi affamati e rifocillarli con degli ottimi antipasti e un'altrettanto ottima pizza. E anche un po' di cordialità. Da menzionare anche "er Patata"... ma questa è tutta un'altra storia...
domenica, settembre 18, 2005
Ancora valige
Bene jazzerofili (!), sono di nuovo in partenza per una settimana di seminario di lavoro.
Valige pronte, portatile bello zeppo, Zen Micro a livello. Domani mattina sveglia alle 5,30, stazione, treno per Roma, trenino per Santa Severa sul litorale laziale. Pare un bel posto, almeno così dice internet.
Non so come siano le possibilità di bloggare, ma un tentativo di connessione lo effettuerò di sicuro.
Voi fate i bravi e non scrivete cose troppo interessanti.
Au revoir!
venerdì, settembre 16, 2005
Dell'essere troppo normali e del diventare troppo idioti
Oggi, nella stia pendolariale che qualcuno ha l'ambizione di chiamare "autobus", ho notato che il giovane virgulto della società moderna che mi stava accanto indossava una t-shirt con ben in evidenza sulla schiena l'avviso "narco traficante". Per completare il tutto, sulle maniche c'era un bel florilegio di ameni simboli e simboletti che inneggiavano alla droga. Non mi è stato dato modo di sapere cosa ci fosse sul davanti.
La moda dicono. Permettemi: una bella moda del cazzo! Io mi chiedo che cosa spinga un gggiovane d'oggi a girare con tale slogan addosso, o meglio, qual è il perverso meccanismo con il quale qualcuno gli ha detto che ciò fa tendenza. Che tanto si sa: se i guru della moda dicono che girare con una maglietta con su scritto "sono un pirla" fa figo, non saranno in pochi a farne a meno. Tanto vale scriverci "mafioso", "serial killer" o "terrorista kamikaze" o metterci l'effige di Pacciani, di Provenzano o di Osama, tanto sono sempre individui che hanno a che fare con la morte. Di qualcun altro. Escludendo che a tale maglietta sia da attribuire un valore apotropaico, credo che il baldo gggiovane indossandola si sentisse trasgressivo. Quella trasgressione che fa tanto "uomo vissuto", come quelli che bevono il noto rhum che "si beve nei peggiori bar di Caracas", la trasgressione del bravo giovincello-veneto-a-modo-e-per-bene che vive con i soldini di papi e si crede chissà cosa dandosi una patina da (falso) malavitoso.
A questo punto non so se sia più imbecille chi si mette quella maglietta o chi gliela vende.
E' lecito giocare con il terrore?
Si vince pure la t-shirt "io l'avevo previsto".
Oggi su Repubblica.
Pipì imperiale
giovedì, settembre 15, 2005
Nuovo disco di David Sylvian
I fan di David Sylvian che frequentano Jazzer saranno contenti di sapere che il nostro amato sta completando il suo nuovo lavoro sotto il nome di Nine horses. Nel disco, dal titolo Snow borne sorrow, suonano anche il fido Steve Jansen, Burnt Friedman e Stina Nordenstam, e si avvale della presenza del trombettista Arve Henrikson e di Ryuichi Sakamoto. Il disco si preannuncia essere una lunga suite ambient che richiama Blemish anche se ne lascierà da parte le istanze più ermetiche. L'album uscirà il 10 ottobre prossimo. Neanche a dirlo, io ci sarò.Tracklist:
1. Wonderful World
2. Darkest Birds
3. The Banality Of Evil
4. Atom and Cell
5. A History Of Holes
6. Snow Borne Sorrow
7. The Day The Earth Stole Heaven
8. Serotonin
9. The Librarian
Per informazioni: Samadhisound
mercoledì, settembre 14, 2005
Attenzione! Da oggi il due di briscola vale più dell'asso!
Avete presente di quando eravate piccoli e c'era quel vecchietto vostro vicino di casa col quale giocavate a dama? Dai, tutti abbiamo avuto un vecchietto così. Beh, quello con cui giocavo io a otto/nove anni solitamente mi lasciava vincere, ma più spesso doveva sottostare alla mia dittatura che consisteva nel cambiare le regole di gioco durante la partita.
Familiare la situazione vero? Sì, perché sia che si tratti di dama, di scacchi, di scopone scientifico, di legge elettorale cambiare le regole in corsa o appena prima del gioco mi pare una cosa non propriamente "cristallina" (e uso un eufemismo non da poco). Già perché è alquanto singolare che proprio Mr. B. che fino all'altro giorno era il più convinto sostenitore del maggioritario, ora va decantando i pregi del proporzionale. Proprio ora che il centro-sinistra si è organizzato per una competizione elettorale col maggioritario: sembra quasi che Mr. B. - o qualche capoccetta di FI - si sia detto "loro tra un mese fanno le primarie? Noi li freghiamo rendendole praticamente inutili".
Non capisco: in Francia e Germania hanno la stessa legge elettorale da 50 anni, da noi bisogna cambiarla ad ogni votazione? Non so se le nuove regole siano migliori o peggiori, mi sembra però che cambiarle ora sia uno dei tanti cambiamenti di legge ad personam tanto cari a questo governo, un atto di prepotenza del più forte verso il debole, fatto soprattutto per mero interesse di parte piuttosto che per favorire il bene pubblico, cosa a cui un governo dovrebbe servire. Anche da questo si evince che il governo di Mr. B. è decotto: bastonato dai sondaggi e totalmente incapace di trovare una soluzione degna di questo nome alla situazione drammatica in cui versa il paese, si divertono con i giochetti per non dover abbandonare la tanto amata poltrona.
Ricordo comunque che, spesso, a dama non vincevo nemmeno cambiando le regole.
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Nuova funzionalità di Google
martedì, settembre 13, 2005
WWF: allarme sulla caccia!
Si riaprono le Camere e si torna a discutere della legge di (contro)riforma sulla caccia che permetterebbe anche il via libera agli spari con arma da fuoco dalle automobili e dai motoscafi e la depenalizzazione della caccia nei parchi naturali.
Possibile? Possibilissimo!
Il WWF Italia chiede una mobilitazione immediata, entro il 14 settembre, per bombardare il Parlamento di fax ed email. Grazie per l'aiuto.
Link: Caccia selvaggia, il WWF Italia chiede una nuova mobilitazione.
892-892
Non è una novità, ma è bene ribadire il concetto: non usate il nuovo servizio 892-892.
Così pubblico la mail che ho ricevuto oggi per la tera volta. In questo caso meglio abbondare.
Ci sono in giro due idioti, magri, ambigui, in tutine attillate rosso fiamma, un incrocio tra la Carrà e Japino, che fanno la pubblicità a un numero magico: l'892892. E' un servizio che replica il vecchio numero 12 della Telecom Italia (rappresentato da un pensionato in panchina), per le informazioni sugli elenchi telefonici. Per conoscere un numero telefonico quindi dovremmo chiamare l'892892 (www.892892.it) e...pagare. Ma sapete quanto si paga?
Nel caso migliore, dal telefono di casa, 0,12 Euro di scatto alla risposta e 0,03 Euro al secondo. Vale a dire che per un minuto e mezzo di telefonata (tempo ottimisticamente necessario per avere l'informazione richiesta) all'892892 spendereste 2,82 Euro, e che quindi il costo orario risulterebbe pari alla folle cifra di 108 Euro !!!: praticamente un'estorsione legalizzata.
Ma chi ha autorizzato queste tariffe? In Italia chiunque può fare i prezzi che vuole?
E poi, quale società fornisce questo servizio? Tutti, dopo aver visto i due deficienti in rosso e le bande rosse orizzontali sul sito, saremmo portati a rispondere: Telecom Italia. Invece no! Sbagliato!
Il proprietario è la società internazionale "InfoNXX", e il dominio www.892892.it è intestato a: "Il Numero Italia srl (società a responsabilità limitata)".
Quindi, se avete bisogno di fare delel ricerche su numeri telefonici, non telefonate, ma usate i siti gratuiti in Rete.
http://www.info412.it/
http://www.paginegialle.it/index.html
http://www.paginebianche.it/index.html
'na botte de fero!
Forse sono io che mi sono distratto, ma fino ad ieri non ci avevano detto che in Italia non c'è problema, che "i nostri polli non entreranno in contatto con il virus", che "non importiamo mica schifezze noi"!
Ora siamo già ai previsti 150 mila morti. Una botte di ferro, proprio!
sabato, settembre 10, 2005
Quando il troppo, stroppia

Forse qualcuno dei miei lettori si sarà accorto che in questi giorni sto leggendo questo libro: Pat Metheny. Una chitarra oltre il cielo di Luigi Viva.
Il libro è presentato come adatto a coloro che conoscono bene il chitarrista del Missouri e anche a coloro che si avvicinano per la prima volta alle sue opere. Io spero viviamente che questo libro non capiti mai in mano a questi ultimi! Sarebbe un dramma. Anzi: in copertina dovrebbe esserci ben chiaro l'avviso: "For fans only".
Chiariamoci: Metheny è uno dei miei musicisti preferiti, ho quasi tutti i suoi dischi che ascolto spesso e volentieri e credo vada annoverato tra i grandi jazzisti, ma un conto è apprezzarlo e parlarne, un conto è straparlarne. Perché questo fa Luigi Viva: lasciandosi prendere la mano dall'entusiasmo e dalla condiscendenza del fan, confeziona 450 pagine di elogi continui. Tutto è perfetto quando si parla di Metheny: Metheny è bello, è buono, è bravo fenomenale, almeno. Come un novello re Mida, ogni cosa che tocca - siano i dischi propri o quelli in cui è ospite - si trasforma in meraviglie, in capolavori. Il mediocre non esiste, il buono è almeno ottimo, l'ottimo è almeno eccezionale, l'eccezionale è la regola. Così come l'iperbole. Ogni disco nuovo è una pietra miliare del jazz; si può stare certi che in ogni disco c'è "una delle più belle melodie scritte dal chitarrista" o "uno dei più bei assoli mai suonati dal chitarrista" tanto che oramai ne ho perso il conto. E per coloro che non sono d'accordo - prima fra tutti per la critica che si permette di non riconoscerne costantemente il genio, e ora suppongo anche per il sottoscritto - sono pronte invettive e giudizi supponenti.
Ognuno ha le proprie idee e tutto il diritto di esprimerle, ma far passare questo volume come un libro di critica mi pare, onestamente, troppo. E troppo indulgente. Il rischio, effettivo, per chi conosce Metheny è rimanere invischiati nella melassa, per chi non lo conosce - e vorrebbe farlo magari cercando un po' di obiettività - è perdersi nella glorificazione del personaggio senza ricavarne indicazioni utili per mettere insieme una discografia un po' ragionata. Peccato. Mi pare un'occasione persa per fare un vero libro di critica costruttiva, soprattutto perché esso è ottimamente documentato sugli strumenti, sui concerti, su particolari davvero interessanti. Dispiace anche per Metheny stesso, al quale questo libro non rende giustizia perché il troppo stroppia, dicevo.
Visto che a Viva piace puntualizzare, lo faccio anch'io facendo notare un errore: Metheny non fu l'unico jazzista ad esibirsi come "guest star" al LiveAid nel 1985 come asserisce più volte Viva (già dimenticavo, per l'autore se le stesse cose non sono dette almeno un paio di volte non vale) visto che c'è stato anche Brandford Marsalis in coppia con Sting. Così sono almeno in due.
venerdì, settembre 09, 2005
Due cosine dal web...
Sul blog di Beppe Grillo un ritratto di Stefano Benni su George W. Bush.
Esilarante se non fosse da piangere.
Su Repubblica la battaglia su quale sia il migliore motore di ricerca. Sembra che Yahoo sia migliore di Google perché indicizza più pagine. Chi lo dice? Beh, Yahoo naturalmente!
Per essere sicuro del contrario mi bastano le statistiche di Jazzer:
coloro che arrivano qui da un motore di ricerca lo fanno per l'84,61% usando Google. Yahoo è terzo con un misero 4,17%.
Altra fonte, sicuramente più autorevole, citata pure nell'articolo di Repubblica: i ricercatori del National Center for Supercomputer Applications che, utilizzando un campione di 10.012 stringhe di ricerca, hanno rilevato che Google, mediamente, restituisce una quantità di risultati superiore del 166,9 per cento a quella di Yahoo. Solo nel 3 per cento dei casi la ricerca su Yahoo è risultata più produttiva.
Ancora dei dubbi?
Jazzer al vostro servizio
lun 17/10/05 Dave Holland quintet
merc 23/11/05 Stefano Bollani (piano solo)
gio 15/12/05 Enrico Rava / Dado Moroni
gen 14/01/06 Omaggio a Kenny Wheeler (oltre a Wheeler ci saranno: Diana Tosto, John Taylor, Chris Laurence, Francesco Sotgiu
ven 14/02/06 Javier Girotto e Aires Tango Jazz
merc 15/03/06 Enrico Pieranunzi (piano solo)
Tutti i concerti saranno al Teatro Eden in via Monterumici a Treviso
per informazioni www.teatrispa.it tel. (teatro Comunale): 0422-540480 (teatro Eden): 0422-513310 (questo è pubblicato sul libretto, ma a me risulta inesistente!)
Io ci sarò praticamente a tutti (abbonato!) con l'unico dubbio su Javier Girotto che non mi piace molto. Ovviamente se qualcuno dei miei lettori ci sarà (e so che qualcuno ci sarà!) si faccia vivo che ci vediamo.
(E poi non dite che Jazzer non vi vuole bene!)
giovedì, settembre 08, 2005
Post di auto-motivazione lavorativa
Ho un lavoro meraviglioso... ho un lavoro meraviglioso... ho un lavoro meraviglioso...Non posso chiedere di meglio... non vorrei essere in nessun altro posto... amo il mio ufficio... amo la mia scrivania...
Ho un lavoro meraviglioso... ho un lavoro meraviglioso... ho un lavoro meraviglioso...
(ad libitum)
Sergio Endrigo
La Guerra
Dicono che domani
Ci sarà la guerra
E domani sotto la tua casa
Sfileranno mille baschi neri
E i tuoi occhi rotondi
Mi cercheranno
Ti hanno detto di aspettarmi
Senza fare tante storie
E chi scriverà la storia
Non parlerà di te
Dicono che domani
Ci sarà la guerra
Siamo nati nati per soffrire
Solo questo mi han saputo dire
Solo questo mi han detto
Per consolarmi
Mi hanno detto di lasciarti
Senza fare tante storie
E chi scriverà la storia
Non parlerà di me
Dicono che domani
Ci sarà la guerra
Tornerete carichi di gloria
Solo questo ha detto il generale
E mi ha stretto una mano
Senza guardarmi
Mi hanno detto di morire
Senza fare tante storie
E chi scriverà la storia
Non parlerà di noi
Dicono che domani
Ci sarà la guerra
E domani sotto la tua casa
Torneranno cento baschi neri
E i tuoi occhi rotondi
Mi piangeranno
martedì, settembre 06, 2005
Phishing
Ennesino tentativo di phishing, questa volta tocca a Fineco, con la scusa della sicurezza, per evitare proprio il phishing. Questo il testo della mail che mi è arrivata ieri sera, con tanto di logo Fineco; peccato che io non abbia un conto da loro e che la mail sia arrivata ad un mio indirizzo che mai mi sognerei di usare per "cose serie":
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Attenzione. L'urgente rinnovo del sistema di sicurezza di pagamenti!
Egregi clienti della banca internet FINECO. Vi informiamo su ultime novità del sistema di sicurezza della nostra banca.
La rinnovata tecnologia e il nuovo server ci permetteranno ad entrare all'altro livello di sicurezza per i Vostri pagamenti online.
La banca FINECO insiste all'esecuzione obbligatoria della procedura di autenticazione ripetuta per trasferire il più presto possibile la Vostra informazione personale al nuovo più sicuro server della nostra banca.
Per far funzionare il Vostro conto corrente in modo regolare Vi necessita a entrare nel Vostro conto al nuovo server protetto (omissis), usando la combinazione Codice Utente, Password e PIN, altrimenti entro 24 ore il Vostro conto internet per la Vostra stessa sicurezza verrà temporaneamente bloccato per far uscire i mezzi finanziari allo scopo di evitare il numero sempre più incremento di assalti "Phishing"
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Vedo con piacere che questa mattina il sito indicato nel mio "omissis" è stato disabilitato. Bene. chi sarà il prossimo?
UPDATE 07/09: il sito incriminato esiste ancora. Date un'occhiata a Giusec per i particolari
lunedì, settembre 05, 2005
Yoshikuni Taiki san
Il mio nome giapponese è:
吉国 Yoshikuni (good fortune country)
大輝 Taiki (large radiance).
Non so quanto possa essere valido, ma create il vostro a questo indirizzo:
Take your real japanese name generator! today!
Created with Rum and Monkey 's Name Generator Generator .
Della scrittura (carta-carbone e altre cose)
Grazie al mio amico Lorenzo vengo a sapere di questo servizio http://talkdigger.com/ che permette di sapere qual è la popolarità del proprio blog su vari motori di ricerca e aggregatori.
Il funzionamento è semplicissimo, anche per un troglonauta come me, così ho fatto delle ricerche per jazzer, per astigmatic e per il blog del mio figliolo che mi hanno dato dei risultati contraddittori, anche perché in alcuni casi non ho capito la logica di ricerca. O meglio: sapevo di essere linkato su certi siti e blog ma ignoravo totalmente altri collegamenti. Fondamentalmente sono soddisfatto.
Ma... il "ma" c'è sempre...
La ricerca su talkdigger mi ha dato modo anche di scoprire che c'è un (almeno ad uno si è fermata la mia ricerca, ma forse la proseguirò) blogger - di cui taccio l'url - che si è permesso di fare un simpatico copia/incolla di alcune cose (e pure di immagini) di cui avevo scritto. Proseguendo la lettura dei post noto inoltre lo stesso copia/incolla di post (e immagini!) di un blog di un mio amico, che nel frattempo ho informato. Recidivo quindi. Mi viene poi il sospetto su quanti degli altri post sono stati scritti con la carta-carbone.
Non c'è niente da fare. La rete sembra immensa, ma alla fine ci si ritrova.
Quanto all'interrogativo di Lorenzo (sì, risponderò anche nel forum!), vorrei parafrasare uno scritto di Ferdinando Camon, letto tempo fa, e ritrovato (qui) in rete. Leggetelo perché ne vale la pena. Scrivo per vendetta. Magari non la stessa vendetta generazionale di Camon, ma la mia piccola vendetta personale contro chi ti vorrebbe zitto, con le idee già pre-formate da televisione e giornali da chi vorrebbe pensare per te, da chi vorrebbe che le sue idee, i suoi gusti, le sue scoperte fossero anche le tue. Pur nel mio piccolissimo di 200/250 visitatori al giorno - molti dei quali a mala pena leggono i titoli di cui che scrivo - da quando nel 2001 ho aperto Jazzer e poi nel 2004 anche il blog, ciò che mi ha spinto a scrivere è stata la voglia di far conoscere musica (prima) e idee (dopo) diverse, personali, meno frequenti. Dischi e musicisti di cui si parla meno, senza alcuna major o pubblicità che incalza alle spalle; idee personali sugli argomenti di tutti i giorni da condividere e discutere con chiunque abbia voglia - e fortuna (fortuna per me, non per lui) - di collegarsi al sito. Camon parla della scrittura come "strumento del potere" e dal suo punto di vista storico ha perfettamente ragione: chi ha il potere scrive, chi scrive e riesce ad avere notorietà ha il potere. Per me, invece, scrittura è libertà. Libertà di dire quando e come voglio quello che penso. Internet me lo consente con costi modesti, senza guadagnarci nulla se non un sempre crescente numero di dischi che mi vengono inviati per le recensioni (ma questa è un'altra storia di cui vi parlerò), di cui ringrazio molto gli autori.
Quindi scrivo soprattutto per chi ha voglia di leggermi, per un mio bisogno di comunicare (da sempre lo faccio meglio per scritto che a parole), per un desiderio di condividere. Popolarità? Non mi interessa poi molto. Meglio l'autorevolezza. Che non ho detto di avere.
domenica, settembre 04, 2005
Mr. B., fatti una cultura!
venerdì, settembre 02, 2005
New Orleans blues

Si susseguono le notizie (qui una cronaca senza troppi sbrodolamenti) provenienti da New Orleans, le stesse solite notizie di qualsiasi altro solito disastro: distruzioni, morti, feriti, malattie, saccheggi... Il fatto che sia avvenuto in un paese sviluppato invece che in una delle periferie del mondo non aumenta, ne diminuisce il dolore, la solidarietà con chi soffre, il senso di impotenza che si prova davanti a fenomeni naturali così gravi.
Ora il compito è sistemare e ricostruire; lasciamole per dopo le polemiche sul fatto che queste catasfrofi sono in parte provocate dall'uomo e che il presidente Bush non ha voluto aderire al protocollo di Kyoto; la pietà non cancelli gli errori e visto che il prezzo pagato è così alto, la speranza è che egli abbia l'onestà di riconoscerli e che avvii un processo per cambiare le cose. Lasciamo da parte anche le cassandre del "te l'avevo detto io" e del "è la nemesi per qualcuno" e non proponiamo neppure la raccolta di fondi - che mi pare fuori luogo trattandosi del paese più ricco del mondo - ma non permettiamo che l'anti-americanismo non ci faccia sentire la comunanza che dobbiamo avere per le vittime e, se ne abbiamo la possibilità, di dare una mano.
Soprattutto a noi, amanti del jazz, di cui New Orleans è stata la culla; la città di Jelly Roll Morton, di Sidney Bechet, del leggendario trombettista Buddy Bolden di cui restano poche foto sbiadite e non una sola nota incisa, di Louis Armstrong che ha fatto conoscere questa musica al mondo. New Orleans è più di un punto su una mappa, è un suono che ci cattura, è un'atmosfera che ci ammalia. Allora la foto a commento di queste poche righe non poteva che essere questa, perché New Orleans deve essere questo: un'istantanea del famoso Carnevale nell'altrettanto famoso Quartiere Francese - che, per fortuna, pare sia stato risparmiato dalle acque, almeno per ora - con le sue case dalle ringhiere in ghisa. Con la speranza che ve ne siano degli altri.
giovedì, settembre 01, 2005
Decalogo svedese
Ecco le impressioni di un romano in Svezia. Non condivido proprio tutto (e voi capirete cosa e come) ma sicuramente danno l'occasione di guardare quel paese con occhio critico diverso, divertito e divertente.









