domenica, luglio 31, 2005
E voi, gliel'avete fatto il regalino?
Basta distrarsi un attimo, abbassare la soglia dell'attenzione in questo torrido fine luglio che si trovano nuove iniziative per arricchire chi è già ricco di suo. E pure molto. Così, senza mezzi termini, senza giri di parole: sempre lui, Mr. B.!
Strane coincidenze? Oscure operazioni? Mica tanto.
Veniamo alla prima: il Corriere - tramite il solito ottimo Gian Antonio Stella (a cui vi rimando per la lettura dei particolari) mi informa che l'anno prossimo i libri di testo scolastici, per un mercato annuo pari a 400 milioni di euro, potranno essere recapitati a casa degli interessati tramite posta. Bello! Ma il dubbio sorge quando si va a vedere a chi il ministro Moratti ha deciso di affidare - senza alcuna gara pubblica - il servizio, ovvero a Bol (Book On Line), società di vendita libri on-line che, guardacaso, per il 50% è della Mondadori, ovvero di Mr.B.! Et voilà il cerchio si chiude, considerando anche che le Poste - con i loro 14 mila sportelli - hanno stipulato un accordo con BancaMediolanum trasformandola, di fatto, da una banca virtuale, poco appetibile per molti, a quella con maggiore copertura territoriale.
Giungiamo alla seconda: sempre il Corriere mi informa che l'anno prossimo non vedremo Novantesimo minuto, trasmissione storica calcistica della RAI. Sparizione che mi interessa poco di per sè, ma che assume un altro significato se andiamo a capirne il perché: la Lega Calcio assegna a Mediaset i diritti televisivi per gli highlights (gol, boiate, errori arbitrali e gomitate sulle gengive) della serie A. Tutto regolare, per carità! Asta pubblica: la RAI partecipa con 100 euro, Mediaset con 61.569 milioni di euro. Soddisfazione del presidente di Lega, Adriano Galliani... Adriano Galliani? Già lui. Presidente di Lega, ma anche presidente - anzi vice, perché quella di presidente è una carica vacante - del Milan che, guardacaso, è la squadra di Mr. B.; quindi con la mano destra raccoglie i soldini di Mediaset e con la stessa mano (che la sinistra non si usa, cribbio!) ridistribuisce le immagini - e i guadagni che ne derivano - a Mediaset stessa! (E io non escluderei che qualche soldino arrivi pure al Milan!)
Les jeux sont fait, monsieurs! Conflitto di interessi? Assolutamente no (!), qui si tratta semplicemente del gioco delle tre carte dove il banco vince sempre.
Quindi gente attenzione: la prossima operazione sarà trovare settori di mercato dove ci sarà a gudagnare e dove Mr. B. non ha ancora lo strapotere e consegnarli tutti nelle sue abili manone pigliatutto.
sabato, luglio 30, 2005
Sai allacciarti le scarpe?
Raccolgo da Repubblica e vado a visitare il sito di Ian Fieggen sui 24 modi di allacciarsi le scarpe. Sembra una cosa folle, o perlomeno buffa, invece Ian ci ha costruito uno studio interessante.
E poi, che diamine, un po' di leggerezza ci vuole!
Buona allacciata!
Averci lo physique de role
(Tutto vero!) Questa va raccontata:
un mio amico - che per la privacy chiamerò Francesco (anche perché è il suo nome) - va all'ufficio anagrafe del suo paese - che è anche il mio - per rinnovare la carta d'identità.
Dopo aver declinato (declinato!?) le proprio generalità all'impiegata arriva la domanda, che peraltro ritengo piuttosto assurda... ma questo è un altro discorso:
impiegata: professione?
Francesco: vigile
(effettivamente è vigile urbano in un Comune limitrofo)
impiegata: professionista?
Francesco (dopo un attimo di perpessità): sì
stampa del documento, pagamento dei diritti, saluti e baci. Morale?
Francesco ora gira con una carta d'identità che lo qualifica come "pugile professionista"!
Tutto si può dire... ma non che abbia "le physique de role"!
giovedì, luglio 28, 2005
Falling down
Good news!
Fonte: Il Corriere
Debito pubblico
Passando dal blog di Pierre Greborio trovo questo video che in trenta secondi spiega come verrà ripagato il debito pubblico creato con l'amministrazione Bush, ma che è assolutamente valido anche per l'Italia. E' triste, ma in fin dei conti è proprio così che vanno le cose.
lunedì, luglio 25, 2005
Sweet home Lugano
(grazie Sandro)
mercoledì, luglio 20, 2005
Blogging from Rome / Cultural event
Alimò c'aveva sonno...
Taccitù e de tu' nonno...
martedì, luglio 19, 2005
Blogging from Rome / 100.000 visite!
Ho notato, comunque, che un grosso incremento di viste si è avuto da un anno a questa parte con l'apertura del blog; probabilmente ciò è dovuto alla ricerca dei visitatori di particolari argomenti di attualità, anche oltre l'argomento musicale, e ad una maggiore indicizzazione dei motori di ricerca delle pagine dei blog.
Personalmente non ho nessuna ossessione da statistica e nemmeno una particolare ansia da totalizzazione di visite, però sono contento che il mio sito possa avere una maggiore visibilità. E soprattutto sono contento che tramite il sito e il blog ho conosciuto, magari solo per email, delle persone davvero splendide con cui è stimolante ed interessante dialogare a distanza.
Sono contento, inoltre, che molti musicisti mi abbiano contattato e mi contattino per commentare ciò che ho scritto circa i loro dischi: ovviamente la loro approvazione e i loro ringrazimenti mi fanno sempre piacere e mi danno una costante spinta a proseguire - pur nella mia piccola dimensione, o proprio nonostante ad essa - nel parlare di un argomento a me caro. Li ringrazio tutti e ringrazio in modo particolare coloro che mi inviano i loro CD - e sono sempre di più - o i loro demo riponendo in me una fiducia che forse non merito. Anche così ho scoperto cose molto belle che, probabilmente, non avrei trovato in altro modo. Mi dispiace per i miei tempi di risposta che sono piuttosto lunghi, ma una cosa che non ho mai a sufficienza è il tempo libero.Non voglio dilungarmi oltre ma voglio inviare un grazie davvero sincero a tutti i miei visitatori.
In questo momento a cinque chilometri da casa mia sta suonando il trio di Brad Mehldau... io mi limito ad ascoltare dal pc l'ultimo Live in Tokyo... ma non è la stessa cosa...
lunedì, luglio 18, 2005
Blogging from Rome / La scala inquietante
Poso il bagaglio, piazzo il mio portatile (questo da cui scrivo) sul tavolino a tre gambe da seduta spiritica e decido di procedere all'esplorazione. Accendo la lucina da 20 candele che illumina la scala e salgo cautamente, non nascondendo una certa apprensione. Una volta arrivato con gli occhi a livello pavimento mi si apre davanti una piccola stanzetta nella quale c'è posto solo per un letto singolo e un comodino. La stanza è così bassa che come prima impressione mi sono sentito proiettato nel 7 piano e mezzo del film Essere John Malkovich. La seconda era quello di un covo per un rapimento. Ma le cose che mi hanno inquietato maggiormente sono state: una piccola porta - chiusa a chiave - alta un metro e venti e il fatto che il letto è disfatto! Devo attendermi visite stanotte?
Notizia clou del giorno: Telepadania usa un filmato in cui si vedono degli islamici che in Italia fanno festa dopo gli attentati di Londra. E subito i due ministri Castelli e Calderoli insorgono con la solita menata di "fuori gli stranieri" ecc... ecc... Peccato che quel filmato non era stato girato in Italia, che non era stato fatto dopo il 7 di luglio, che quella gente stava gioendo per tutt'altra cosa... e magari non erano neppure islamici...A Telepadania premio "Sola dell'anno", ai due Roberto premio "Boccalone d'oro". Quello che è tragico è che i due figuri se ne stanno ancora al loro posto.
(visto che, grazie all'ottimo IMHO, riesco anche a bloggare? Ma considerato che vado con telefono dell'albergo a 48K mi limito solo a postare. See you tomorrow.)
domenica, luglio 17, 2005
Valigie
Allora è il momento di fare la valigia. Domani mattina alle 5,30 si parte per quel corso. Programma: treno per Roma, poi treno Roma/Frascati, poi pullmino dell'Hotel e arrivo a Rocca Priora. Per cinque giorni lontano da internet e lontano dai cellulari (che dicono in zona non prendono). Poi ritorno.
Carico allo Zen Micro effettuato, carico delle cose indispensabili sul portatile effettuato.
Quindi, fate i bravi, bloggate poco e non scrivete cose interessanti - anzi non scrivete neppure - che tanto la prossima settimana quando rientrerò al paesello non leggerò nulla. Se ho tempo qualcosa lo scrivo, ma credo che pubblicherò il tutto solo sabato.
Au revoir!
(tra le altre cose - se il flusso delle visite resterà quello attuale - mi perderò il momento in cui il mio sito raggiungerà il traguardo delle 100 mila visite!)
venerdì, luglio 15, 2005
Giù le mani dai bambini
Per maggiori informazioni potete scaricare dai documenti il loro comunicato stampa.
Sembra un problema lontano, che difficilmente ci potrà toccare. Sembra, appunto. Poi scopro che solo nella mia Regione sono stati aperti ben 12 centri autorizzati a trattare gli psico-farmaci. E mi preoccupo.
Credo ci debba essere molta, molta più informazione.
giovedì, luglio 14, 2005
Le parole che non ti ho detto
Anche oggi giornata di paralisi a livello intellettivo... avrei voluto parlare dell'ennessima strage di bambini ieri a Bagdad, di Francia e Olanda che sospendono gli accordi di Schengen (qui e qui), del suicidio premeditato a colpi di blog (prima qui, poi qui e qui), della sacrosanta condanna di Dell'Utri... ma proprio non ce la faccio. Ho la sensazione che le cose mi scivolino accanto come gocce di pioggia ed evaporino senza lasciare alcuna traccia; mi sento come sotto l'effetto di un'anestesia, incapace di formulare il benché minimo pensiero razionale. Sarà la stanchezza, sarà il clima, sarà il lavoro stranamente - per questo periodo - intenso, sarà che mi devo preparare ad una settimana di corso, senza blog e senza web... e forse non è un male.
Alla scuola di mio figlio...
... i bambini hanno un padre e una madre che fanno gli impiegati, gli operai, i cassieri di supermecato, che fanno i turni, che lavorano di notte
... i bambini hanno un padre e una madre che fanno dei sacrifici per mandarli a scuola
... i bambini hanno un padre e una madre che non si permettono di abbandonare il lavoro per un mese per andare in Svizzera per farsi i lifting o per cercare di vincere il proprio complesso di inferiorità o la propria vanità per farsi impiantare quattro pelacci sul cranio nudo
... i bambini hanno un padre e una madre che quando si comprano un'utilitaria - se ci riescono - la comprano a rate che si sommano a quelle del mutuo per la casa, del finanziamento per la lavatrice, delle rate del condominio e delle bollette
... i bambini spesso non hanno neppure un padre o una madre su cui contare figuriamoci se contano i telefonini
quindi sarebbe ora che tu caro Mr. B. uscissi dalla tua bella torre dorata e la smettessi di sparare cazzate su quanto benessere c'è in Italia, su quanto gli imprenditori facciano i loro utili e guidino le loro macchine di lusso, su quanti telefonini hanno i compagnucci di classe dei tuoi figlioli.
Berlusconi svegliati! Perché il benessere lo vedi solo tu, qui invece si fa fatica e tanta...
mercoledì, luglio 13, 2005
Scova l'errore
"La recessione è arrivata alla fine" così il ministro Siniscalco. Secondo me, però, Repubblica ha commesso un errore di trascrizione delle vere parole del ministro.
Eccovi le frasi alternative, scegliete voi quale è la più adatta:
- La recessione è arrivata, alla fine
- La recessione? E' arrivata la fine
- La recessione è arrivata. E' la fine
- Siamo alla frutta, non sappiamo cosa farci ma non lo ammetteremo neppure sotto tortura altrimenti ci perdiamo la faccia
La palla non è rotonda
Chi mi conosce e chi ha avuto la bontà di seguire questo blog sa, o si sarà accorto, che ben raramente mi occupo di calcio. Come dicevo qui non è questione di snobbismo; comunque, evitando assolutamente qualsiasi trasmissione a sfondo calcistico, se non ho di meglio da fare - e ce l'ho spesso! - qualche partita la seguo pure, anche se non sopporto questa specie di dittatura mediatica impostaci da chi vuole distrarci da altri ambiti ben più importanti. "Panem et circenses" dicevano i latini.
Comunque sia, è chiaro a chiunque - tifoso o meno - che in Italia il calcio è ben più di un gioco, dato che è oramai lontano dall'essere solo uno sport, ma avendo forti connotazioni politiche e sociali talvolta, almeno per me, inaspettate.
Perché scrivo tutto questo? Per consigliare a chi - tifoso o meno - vuole capire di più sul fenomeno "calcio" in Italia e all'estero, l'acquisto dell'ultimo numero dei Quaderni speciali di Limes intitiolato "La palla non è rotonda" dove si parla dei rapporti calcio-politica, del tifo e dei tifosi, dei poteri della FIFA, della dittatura degli sponsor, di cosa ha rappresentato il calcio nella storia e molte altre cose interessanti. Decisamente 8 euro spesi bene.
Giovani blogger alla riscossa
Mi ritorna in mente...
Credo capiti anche a a voi di svegliarvi alla mattina con una canzone in mente e che la stessa resti piantata lì per tutto il giorno mentre continuate a canticchiarla senza sosta. Capita spesso anche a me e solitamente è qualcosa che ho ascoltato la sera prima. Ma allora mi chiedo perché oggi vado ripetendo come un mantra Que reste-t-il de nos amours di Charles Trenet? Non ricordo neppure l'ultima volta che l'ho sentita. Vabbè... tanto per gradire eccovi il testo (che non ci provo neppure a tradurre, che io col francese...)
Que reste-t-il de nos amours
Ce soir le vent qui frappe à ma porte
Me parle des amours mortes
Devant le feu qui s' éteint
Ce soir c'est une chanson d' automne
Dans la maison qui frissonne
Et je pense aux jours lointains
Que reste-t-il de nos amours
Que reste-t-il de ces beaux jours
Une photo, vieille photo
De ma jeunesse
Que reste-t-il des billets doux
Des mois d' avril, des rendez-vous
Un souvenir qui me poursuit
Sans cesse
Bonheur fané, cheveux au vent
Baisers volés, rêves mouvants
Que reste-t-il de tout cela
Dites-le-moi
Un petit village, un vieux clocher
Un paysage si bien caché
Et dans un nuage le cher visage
De mon passé
Les mots les mots tendres qu'on murmure
Les caresses les plus pures
Les serments au fond des bois
Les fleurs qu'on retrouve dans un livre
Dont le parfum vous enivre
Se sont envolés pourquoi?
martedì, luglio 12, 2005
Forse non servirebbe dirlo ma...
Ieri avrei voluto scrivere su Srebrenica, sulle leggi speciali proposte da Psanu, ancora su Londra, ma mi ha preso un'indicibile apatia... sarà che la stanchezza post-trasloco (non mio, di un amico) oltre ai muscoli mi ha paralizzato anche il cervello...
venerdì, luglio 08, 2005
Una di noi
Forza Ilaria! Ti voglio risentire presto.
Bombe
A distanza di più di un anno dalla strage di Madrid siamo ancora qui a rivivere quei momenti, con l'angoscia nel cuore, gli occhi umidi di lacrime e una tristezza interiore senza fine; e oltre alla pietà per quei morti, la cosa che fa più male, che scava dentro il petto con la sua lacerante crudeltà, è la certezza che questa non sarà l'ultima volta che il sangue, il nostro sangue, macchierà le strade. Mi sono sentito americano l'11 settembre, mi sono sentito spagnolo tra gli spagnoli di Firenze - dove mi trovavo l'11 marzo - davanti a San Giovanni alla luce di centinaia di candele, mi sento iracheno ad ogni bomba che esplode in quello che è il quotidiano dimenticato bollettino di morte, mi sento ebreo tra gli autobus sventrati di Israele, e mi sento italiano - profondamente italiano - tra le uniformi macchiate di sangue dei nostri carabinieri. Ma quello che proprio non riesco a sentirmi, anche se mi monta dentro una cieca rabbia che proprio perché cieca va repressa, è essere violento.
Io non sono nessuno, non ho chissà quali ricette o soluzioni, sono semplicemente uno che ogni tanto scrive le cazzate che gli passano per la mente, ma una cosa mi è chiara: violenza genera violenza. E questa non è una cazzata, a questa equazione non si sfugge. E la violenza, la sopraffazione, l'imposizione si può perpetrare in molti modi.
A mio parere questa che stiamo vivendo non è una guerra di religione perché non sono diversi gli statunitensi che scrivono sui loro dollari In God we trust (ma quale Dio?) e gli integralisti che credono che Allah li voglia morti suidici per la sua gloria. No, questa non è una guerra di religione o tra due culture diverse ma - anche se c'è chi per comodità vorrebbe farla passare per tale - è una guerra economica, niente di più e niente di meno, guerra che sarà pure destinata a durare per lungo tempo. Dobbiamo aprire gli occhi su questo, altrimenti corriamo il rischio di non venire mai a capo del problema. Diciamo di avere una cultura superiore, maturata in secoli di storia (e magari è pure vero, chi lo può giudicare)? Dimostriamolo. Perché usare la violenza e reagire come è stato fatto finora è facile, ma capire il perché il terrorismo è nato, è un compito più difficile che richiede una autocritica feroce ma sincera, magari fino ad arrivare a scoprire che forse siamo noi "Occidente" ad aver generato indirettamente il terrorismo con il nostro comportamento sciacallo, con l'assurda pretesa di omologare tutto a noi stessi, al nostro meccanismo perverso e paranoico di voler sempre "di più", sempre "meglio", passando sopra a tutto il resto.
Il nemico ora non è il fondamentalismo islamico in se stesso, ma chi ne utilizza le leve e lo sfrutta per altri fini, i propri: i ricchi sceicchi del terrore - Bin Laden in primis, sempre che sia ancora vivo o non sia a Palms Beach a godersi la spiaggia - desiderosi di incrementare le loro ricchezze, possono usare per i loro scopi coloro che non vogliono vivere al modo occidentale o che, al contrario, vorrebbero farlo ma non ne hanno i mezzi. Tra questa maggioranza silenziosa è facile trovare chi è stanco di stare in silenzio e si dà all'unica alternativa che gli resta, ovvero il terrorismo. Non li giustifico e neppure ne approvo i metodi, anzi ne ho orrore ma, dal loro punto di vista, hanno davvero un'alternativa? L'alternativa invece noi l'abbiamo, dobbiamo dimostrare davvero che siamo i "detentori della civiltà" e usare il metodo più giusto, certo il più difficile e meno immediato, cioè la non-violenza e soprattutto la consapevolezza che il mondo è di tutti e tutti hanno il diritto di sfruttarne le risorse.
Purtroppo la torre dorata dell'occidente sta traballando sempre più e noi non abbiamo la possibilità di mantenerla intatta come prima. Ho l'impressione che questo sia un momento cruciale per la storia dell'uomo che condizionerà il futuro delle generazioni a venire; abbiamo il dovere di adoperarci perseguendo il meglio.
giovedì, luglio 07, 2005
Londra A.D. 2005
Instanbul 16/11
Madrid 11/3
Londra 07/07
Quante date come queste dovremo ancora tenere a mente...
All'INPS si iper-lavora, però...
In questi ultimi tempi si sta assistendo nelle sedi dell'INPS ad una nuova vitalità: tutti i liquidatori di pensione sono in fibrillazione, vanno di fretta, chiamano, telefonano, si sbracciano per chiudere il prima possibile le pratiche a loro assegnate. Addirittura capita che liquidino delle pensioni senza avere tutta la documentazione necessaria, per poi doverle ricalcolare, magari con importi più bassi.
"Che c'è di male" - direte voi - "finalmente la pubblica amministrazione si sveltisce". Sì, sarebbe bello se fosse così, ma in realtà le cose sono un poco differenti; è vero che il cittadino ha un vantaggio se i tempi di lavorazione accelerano, ma è vero anche che tutta questa iper-attività non deriva dal fatto che si vuole favorirlo, ma dal più venale incentivo che viene dato ai liquidatori se fanno le cose entro certi tempi. Già, perché queste persone guadagnano dei soldi in più se fanno il loro lavoro - magari un po' più diligentemente - considerando pertanto il normale stipendio come un qualcosa di dovuto solo per il fatto che si alzano alla mattina e si recano in ufficio. E dato che stiamo parlando di soldi pubblici, permettete che un pochino la cosa mi faccia incazzare.
Qualcuno glielo ricordi!
Mi sono perso qualcosa o è proprio lui il governo?
mercoledì, luglio 06, 2005
Hanno la faccia come il culo
Poi c'è questa ipocrisia tutta italiana di fare i propri comodi aumentando prezzi ed evadendo bellamente le tasse e poi, quando la situazione diventa difficile, chiedere sempre l'aiuto dello Stato che deve tutelare queste categorie "indifese".
Gli unici che sono stati martirizzati dall'aumento indiscriminato dei prezzi e non possono difendersi in nessun modo - ovvero i lavoratori dipendenti e i pensionati - quelli chi li tutela?
martedì, luglio 05, 2005
Una Pera al giorno...
Immaginatevi la scena: il presidente del Senato spagnolo viene in Italia e in un pubblico incontro dice che la legge 40 è roba che neanche nel medioevo... avete presente che reazione ci sarebbe tra i politici, i giornali, l'opinione pubblica? I fischi, le grida di "come si permette lo straniero?", già perché in Italia mai ci sogneremo di permettere che uno Stato estero influenzi la nostra politica, eccetto il Vaticano ovviamente...
Invece noi - o meglio il presidente del nostro Senato - si permette di andare in Spagna e dire che riguardo ai matrimoni gay non si tratta di "conquiste civili o misure contro le discriminazioni o di estensione dell'uguaglianza; si tratta piuttosto del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta anche i capricci, in diritti umani". Bravo Pera! Fatti sentire! 'azzo vuole 'sta gente, pure sposarsi? Fagli vedere che qui non si transige con queste buffonate!
Oramai ex-filosofo popperiano diffondi ora il tuo nuovo credo neo-ateo-codino... in Spagna? No, la Spagna è solo un pretesto per farsi sentire da altre orecchie, quelle vaticane che, sempre pronte a fare lobby, sapranno appoggiarlo a dovere nel 2006 quando scadrà il mandato di Ciampi.
Ho l'impressione che Casini sia troppo giovane per fare il Presidente (e poi è divorziato... ma voi non ditelo in giro...)
Excuses for listening
Piove (bene così rinfresca). Ma cosa ascoltare il 5 luglio con la pioggia che sferza i vetri?
Io metto nel lettore questo Excuses for travellers dei Mojave 3. Disco malinconico di un gruppo che di inglese non ha davvero nulla visto come appare californiano il loro sound, così come il loro nome.
Ballate malinconiche ed intimistiche che narrano di decadenza, di storie d'amore finite o mai iniziate, di lettere mai arrivate o di sogni perduti, come solo musicisti come Nick Drake o il Bob Dylan più riflessivo sapevano fare. Storie agrodolci cantate con delicatezza e lucidità, con passione e sottile distacco.
Poi questa sera mi "toccano" i Groundtruther e allora la musica cambia... oh se cambia...
lunedì, luglio 04, 2005
Dell'annullamento del debito
Lo so, l'avevo detto che non ne avrei parlato, ma, visto la pletora di commenti che si sentono in giro e correndo il rischio di andare contro il pensiero politically correct una riflessione sulle finalità del Live8 mi viene spontanea. Lasciando perdere quelli che sono i meriti (o demeriti) artistici delle rockstar che hanno partecipato - che in alcuni casi con un solo disco muovono più soldi del PIL di uno Stato africano - e le loro convinzioni per fare del Live8 qualcosa di diverso da una passerella mediatica, mi fa pensare soprattutto la motivazione dell'evento: annullare il debito dei paesi poveri.
A prima vista sembra un'azione positiva, meritoria. E lo è, o lo sarebbe se non si fermasse a se stessa.
D'accordo stiamo parlando di Stati africani poveri, ma cosa vuol dire "annullare loro il debito"?
Innanzitutto chiediamoci cosa condoniamo: sappiamo bene che si tratta di somme che ben difficilmente verranno mai restituite, semplicemente perché questi paesi questi soldi non li hanno, e mai si sognerebbero di metterle nella bilancia dei pagamenti; condoniamo, quindi, qualcosa che sappiamo bene non potremmo mai avere.
Inoltre da cosa sono derivati questi debiti? Non certo da aiuti alla popolazione, visto che popoli interi stanno morendo di fame, senza alcuna prospettiva per il futuro che sia di scolarizzazione, di lavoro, di sviluppo, di crescita sociale e culturale. Questi soldi sono andati a finire in armi e ausili che sono serviti a mantenere in piedi tutta una serie di benefici, se non di lussi, per una piccola minoranza ricca e predominante nei vari paesi.
Quindi chiediamoci anche a chi condoniamo: la maggior parte degli Stati che gioveranno di questo "sconto" sono governati da democrazie fasulle e corrotte, da fantocci guidati dai generali, da dittatori senza grossi scrupoli che, tolto il debito, non troveranno di meglio che continuare ad agire come prima, coscienti che tanto non si pretende da loro nulla in restituzione. E useranno - anche più criminalmente di come hanno fatto finora - tutti gli aiuti a sfondo caritatevole che arriveranno, tanto ci sarà sempre qualcuno che li giustificherà.
Infine chiediamoci perché vogliamo annullare il debito se non per lavare la nostra coscienza da anni, secoli di sfruttamento coatto delle risorse naturali immense dell'Africa, della sua popolazione trasformata in forza lavoro non solo per il nostro benessere, ma spesso per il nostro superfluo. Perché in fin dei conti, con un gesto che a noi non costa nulla ci sentiremo autorizzati a continuare a fare i nostri porci comodi, come dei buana che continuano sottomettere il "povero negro".
Personalmente ho la nausea a dover mandar giù tutta questa ipocrisia, tra musicisti stra-ricchi, spot di McDonald, Nike, Lavazza e Nestlé, tra manifestazioni costate patrimoni e aiuti umanitari che si perdono nei mille rivoli del malaffare. Prima di esportare soldi bisognerà fare di tutto perché in Africa si esporti democrazia - per quanto la nostra possa essere imperfetta - per liberarla dai suoi affamatori; credo che si debba chiudere il tempo della carità pelosa e aprire il tempo della collaborazione - bilateralmente consapevole - tra paesi finalmente democratici e desiderosi di fare il bene della popolazione e non quello dei loro sfruttatori, africani o dei paesi occidentali che siano. Solo allora ben venga l'annullamento del debito, l'aiuto economico finalizzato allo sviluppo, alla democrazia.
domenica, luglio 03, 2005
Pink Floyd together again
Lo so. L'avevo detto che non avrei parlato del Live8. E non lo faccio. Qui voglio solo riferire la grande emozione provata alla reunion dei Pink Floyd, perché fosse pure una questione di visibilità (anche che non credo che i Floyd avessero bisogno di ulteriore pubblicità!), fosse pure un'occasione particolare, fossero pure quattro canzoni già sentite mille volte... per un vecchio fan come me, l'emozione di vedere questi quattro signori assieme su un palco dopo 25 anni è stata davvero forte. Il commovente abbraccio finale e le parole di Waters prima di Wish you were here lascerebbero ben sperare: "This is quite emotional, standing up here with all these guys after all these years, being counted with the rest of you. This is for those who aren’t here, particularly Syd".
Non nego che, in questo periodo in cui si stanno riunendo - alcune volte in modo patetico - tante grandi band del passato, proprio mi piacerebbe rivedere assieme i Pink Floyd. Pure imbolsiti ed appagati - almeno Mason e Wright - sarei veramente curioso di ascoltare che musica riuscirebbero a fare ora.
Le battute dei film italiani: su jazzer così è stato detto
Allora è definitivo: abbiamo la classifica delle battute cinematografiche italiane più citate dai lettori di Jazzer, ordinate in modo assolutamente democratico dal sottoscritto. Giochino stupidino, se volete, ma che almeno mi è servito per ricordare un po' di grandi film italiani. Cosa che mi auguro serva anche a voi.
Grandi ispiratori Nanni Moretti, Totò, il rag. Ugo Fantozzi e varie "commedie all'italiana". Dato che le battute sono ben più di dieci ne ho fatto una classifica con venti, scusandomi con gli esclusi. Ringrazio comunque tutti quelli che hanno lasciato le loro battute nei commenti e coloro che le hanno inviate per email (anche Antonio che me ne ha mandate una cinquantina di Totò... so che mi capirà se ne riporto solo un paio).
Comunque sia, ecco le prime venti:
- "Occhiacci di legno, perché mi guardate?" Manfredi/Geppetto nel Pinocchio di Luigi Comencini
- "Ricordati che devi morire!" - "E mo' me lo segno" Massimo Troisi (a Savonarola) in Non ci resta che piangere
- "Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?" Nanni Moretti in Ecce bombo
- "Signori si nasce... E io modestamente lo nacqui!" Totò in Signori si nasce
- "Per me la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!" Paolo Villaggio in Fantozzi
- "Ma tu concretamente che cosa fai? Come campi? - Beh giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio cose" ancora Nanni Moretti in Ecce bombo
- "Continuiamo così, facciamoci del male" sempre Nanni Moretti in Bianca
- "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l'uomo con la pistola è un uomo morto" Gian Maria Volontè a Clint Eastwood in Per un pugno di dollari
- "Come fosse antani, tarapià tapioca, con la supercazzola prematurata con scappellamento a destra" Ugo Tognazzi in Amici miei (battuta più volte ripetuta che cambia ogni volta)
- "Maccarone m'hai provocato? E mo te magno!" Alberto Sordi in Un americano a Roma
- "'O famo strano?" Carlo Verdone in Viaggi di nozze
- "Com'è umano lei..." Paolo Villaggio in Fantozzi (e seguiti)
- "Lavoratoriiiii" (e successiva pernacchia con gesto dell'ombrello) Alberto Sordi in I vitelloni
- "Sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo" Totò in Totò a colori
- "D'Alema, di' una cosa di sinistra, di' una cosa anche non di sinistra, di civiltà, D'Alema, di' una cosa, di' qualcosa, reagisci!" Nanni Moretti in Aprile
- "Sii astuto come un cervo" - "Che bischerate tu dici? Il cervo non è astuto. Semmai, astuto come una volpe" - "Sì, ma la volpe 'un ci ha mica le corna". Tognazzi/conte Mascetti e Montagnani/Necchi in Amici miei atto II
- "Ahò signò, me chiamano er principe!" Mario Brega in Bianco rosso e Verdone
- "Miiii, non ci posso credere!" Aldo Baglio in Tre uomini e una gamba
- "Come parla! Come parla! Le parole sono importanti. Come parla?" Nanni Moretti in Palombella rossa
- "Faccio l'accento finlandese?" Paolo Villaggio al telefono in Fantozzi contro tutti
E l'ultima arrivata mentre scrivevo questo post:
"Quando penso alla carne della mia carne, chissà perché, divento subito vegetariano" Philippe Noiret/Il Perozzi in Amici miei









