giovedì, giugno 30, 2005
Comunicazione di servizio
Inutile dire che la cosa mi fa molto piacere e ci tengo, per questo, a ringraziare pubblicamente i curatori del sito che hanno voluto contattarmi per inserirla.
Sudoku /2
Tramite BlogRegular ho trovato pure un sito The daily sudoku che ne promette uno nuovo al giorno. Nuovo e validato per avere un'unica soluzione, cosa, ad esempio, che non sempre accade (vedi quelli pubblicati proprio da "Repubblica").
Meglio di così!
(Finchè dura...)
Tuxedomoon in Venice
E ancora una volta a distanza di un anno, dopo Firenze e dopo Ferrara, sarà ancora Tuxedomoon!

Ma questa volta non devo andare in giro perché sono loro che vengono a Venezia.
Niente recensione questa volta - almeno credo :-) - ma domani vi posto un po' di foto.
Aggiornamento: ovviamente mi è stato impossibile non scrivere qualcosa sull'ennesimo gran concerto dei miei dei. Andate qui e troverete commenti e foto.
mercoledì, giugno 29, 2005
Il business corre lungo il filo
La notizia è questa e non è neppure troppo nuova: in pratica aumenta l'acquisto - legale - di musica on-line tanto che il download ha raggiunto il 4-5% del mercato, cresce il consumo, entrano nuovi soggetti nella gestione del business, Microsoft, Coca Cola, compagnie aeree e telefoniche, ovvero chiunque, basta che non sia legato all'ambiente musicale. Ecco, la parola esatta è proprio questa, "business", perché è questo di cui parliamo: affari, guadagno, parliamo di un prodotto, mica di un'espressione artistica, o meglio di una espressione artistica ridotta alla stregua di uno yoghurt, di un detersivo.
Certo, per chi è attrezzato a farlo, acquistare musica on-line è facile, è comodo, è saltare una serie di passaggi che (forse) la rendono più conveniente. Forse anche per i musicisti è un mezzo più facile per diffondere il proprio lavoro, anche se per ora il mercato è pressoché tutto controllato dalle major. Acquistare on-line è come andare al distributore di benzina e riempire i serbatoi dei nostri ipod e hard-disk, senza quasi accorgerci che stiamo completamente snaturando il prodotto, parola che ritorna e alla quale - temo - sembra quasi non ci sia alternativa.
Non voglio con questo demonizzare l'MP3 addossandogli tutta la colpa: i problemi attuali del "pianeta musica" che si collocano a monte sia della vendita on-line, sia del costo dei dischi e dei concerti, sono paradossalmente l'iper-produzione che ha di fatto abbassato la media della qualità dei dischi, la reale mancanza di musicisti carismatici (eccetto alcuni della "vecchia guardia") che sappiano fare da effettivo punto di riferimento e la costante conseguente sovrastima - molto spesso dettata solo da ragioni di mercato - di produzioni ed artisti che non meritano tanta considerazione. La "musica on-line" in qualche modo deriva da questo. Così, mentre una volta - ma per fortuna ancora oggi in qualche caso - l'uscita di un album era un evento, era lo svelarsi di un'opera attesa, possiamo ancora dire che il mettere on-line dei brani sia la stessa cosa? Posso capire il singolo brano, anche se manca tutta la sensazione "tattile" dell'ascolto, ma la cosa funziona anche per l'intero album?
Forse chi, come me, ascolta e si interessa alla musica da parecchi anni si vedrà costretto ad abbandonare l'idea dell'album come punto di riferimento, ma mi chiedo, tanto per fare un paio di esempi noti: nell'era del digitale due album come Kind of blue e The dark side of the moon sarebbero diventati quello che sono? E i loro autori, Miles Davis e i Pink Floyd, ne avrebbero ricavato in consenso, fama e meriti artistici tanto quanto ne hanno ricavato con gli LP prima e poi con i CD?
La vendita on-line non è semplicemente un cambio di supporto come sostanzialmente è successo nel passaggio da vinile a CD, ma si tratta di un vero e proprio cambio di mentalità, di modo di fruire la musica. Io non ho la risposta a questi quesiti, ma sono convinto - e magari ci dedicherò un altro post - che non esista la "musica commerciale", o meglio che qualsiasi pezzo musicale - dai tempi di Bach ad oggi - contenga in sé un fattore di "vendibilità". Non ne faccio, quindi, una questione di "musica colta" o "musica usa e getta" - che so, Jarrett on line no, Shakira sì tanto è robaccia - ma vedo sempre più marcata la tendenza a ridurre la musica ad un bene di consumo, cosa che è solo in piccola parte, tralasciandone o mettendo in secondo piano il vero valore artistico. Questa mercificazione della musica, questa mancanza di rispetto, non mi piace e sono convinto non piaccia nemmeno a tanti musicisti.
martedì, giugno 28, 2005
Travelling
Domani, in quella che probabilmente si rivelerà essere una delle giornate più calde a memoria d'uomo, sarò a Milano per la presentazione di un corso. Sì proprio quel corso. Già mi sento depresso... perché Milano, ogni volta che ci vado, mi deprime sempre. Mai che mi abbia fatto un'impressione diversa. Vabbè, ho il mio lettore MP3, ho la mia Moleskine per scrivere qualcosa in treno, magari trovo pure Alice, e tra le altre cose magari mi viene in mente qualcosa da aggiungere a quanto dicevo qui .Intanto ricapitolo le citazioni arrivate sono:
- Continuiamo così, facciamoci del male
- Occhiacci di legno, perché mi guardate?
- Sii astuto come un cervo! Semmai come una volpe! Sì, ma la volpe 'un c'ha mica le corna!
- La supercazzola di Amici Miei
- Ahò signò, me chiamano er principe
- Miii, non ci posso credere!
- Come parla! Come parla! Le parole sono importanti. Come parla!
- Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
- Per me, la corazzata Kotionkin (?) è una cagata pazzesca!
- Faccio l'accento finlandese?"
- O famo strano?"
- Ricordati! che devi morire... E mo' mo segno...
- ho visto cose che voi umani...
- MACCARONE ,M'HAI PROVOCATO E MO TE MAGNO
- Ma tu concretamente che cosa fai? Come campi? - Beh giro vedo gente mi muovo conosco faccio cose
Bene, lascio ancora un po' di tempo per qualche altra cosa e poi vado di classifica.
La vendetta della curia inizia a colpire
A quanto ne so io questa è la prima sanzione di questo tipo che si conosce e ciò dimostra, se ancora ce n'era bisogno, quale sia il livello di democraticità di santa madre chiesa e il rispetto per le opinioni altrui.
La notizia l'ho letta sul Gazzettino di oggi. Questo pomeriggio, appena metteranno on-line vi linko l'articolo.
AGGIORNAMENTO: come promesso ecco l'articolo (Serve la password, ma è gratis)
lunedì, giugno 27, 2005
Boicotta il provider che ti frega
Raccolgo la cosa dal blog di Lorenzo e aderisco alla campagna per boicottare Aruba.
Leggete e mi saprete dire.

Sudoku
Ma dove ho vissuto fino ad ora per essermi perso questo?
Regalino per voi
Per allietarvi un pochino in questo caldissimo lunedì, eccovi un simpatico filmato di Bruno Bozzetto.
Download (1,05 MB)
domenica, giugno 26, 2005
Blogger's dinner: I was there
Per gentile concessione di Andrea:

o meglio:
"Sunt stada anca mi a la cena dei blogher!"
sabato, giugno 25, 2005
Miss Padania e il formichiere
Ieri sera si è ripetuta alla Pesa di Castellato Lagusello l'ottima cena con alcuni blogger della comunità di ugidotnet alla quale ho partecipato con piacere vista la simpatia dei convenuti. Questa volta la squadra, oltre al sottoscritto, comprendeva:
- Lorenzo "guru" Barbieri (che ci ha gentilmente omaggiato di magliette e cappellini Microsoft prese ad Orlando, Florida dove è andato per lavoro, dice lui...)
- Giancarlo "geek" Sudano (che ci ha fatto sbellicare dalle risate col suo padano/siculo)
- Andrea "ètuttosottocontrollo" Dottor
- Andrea Boschin (e la sua instancabile Nikon)
- Luca Minudel (e il formichiere di Manzana)
- Vincenzo "midispiacenonsoilcognome"
- Alejandro Gonzalez (che flette i muscoli e ci porta in Argentina)
- Igor "Ismail" Damiani (chiedere ad Alejandro per l'Ismail)
Quanto al menù (almeno per quello che ho preso io) è stato quanto di meno è consigliabile per l'attuale clima estivo: dopo i salumi introduttivi sono passato ad uno strepitoso risotto funghi e salamelle (vale il viaggio, credetemi!), ad un altrettanto ottimo filetto al pepe verde (anche perché non volevo associarmi a chi ha preso lo stracotto e ha alzato la mano alla domanda "quanti asini?"
), chiudendo con una panna cotta.
Evento clou della serata l'apparizione in tutto il suo splendore di miss Padania 2005 con tanto di fascia e sorriso di circostanza. Peccato che proprio in quel momento la Nikon si sia rifiutata di scattare, quindi non abbiamo foto ma vi dovete fidarvi della mia parola, oppure di quella di Luca che però tenterà di convincervi della storia del formichiere che a Manzana gli ha attraversato la strada... Impossibilitato a pubblicare la foto della miss e in attesa che Andrea metta on-line le foto dei presenti, vi pubblico la foto dell'unico soggetto che siamo sicuri era presente alla cena.
Grazie a tutti per la serata. Sono stato davvero bene.
Ultima notazione personale. Arrivo a casa: ore 3,05. Temperatura esterna = 21 C° Temperatura dentro casa = 29,9 C° Che sia venuto il momento di installare un condizionatore?
venerdì, giugno 24, 2005
Azione, ciak, si gira!
Solitamente non mi interesso di classifiche ma questa mi ha davvero incuriosito: l' American Film Instituteha stilato la classifica delle dieci battute cinematografiche più famose e più riuscite della storia del cinema. Non so che metodi hanno usato, ma questo è il risultato:
- "Francamente, mia cara, me ne infischio" - Clark Gable a Vivien Leigh che gli confessa il suo amore in Via con vento
- "Sto per farti un'offerta che non potrai rifiutare" - Marlon Brando in Il Padrino
- "Tu non capisci! Avrei potuto essere rispettato, avrei potuto essere un lottatore. Avrei potuto essere qualcuno invece di essere un buono a nulla che è quello che sono!" - Marlon Brando in Fronte del porto
- "Toto credo che non siamo più in Kansas" - Judy Garland al suo cagnolino in Il mago di Oz
- "Alla tua salute, bambina" - Humphrey Bogart in Casablanca
- "Coraggio, fatti ammazzare" - Clint Eastwood nel film omonimo (anche se in inglese la battuta era del tutto diversa)
- "Eccomi, De Mille, sono pronta per il primo piano" Gloria Swanson in Viale del tramonto
- "Che la forza sia con te" - nella saga di Star wars
- "Allacciate le cinture, stasera si balla!" - Bette Davis in Eva contro Eva
- "Stai parlando con me?" - Robert De Niro in a se stesso nello specchio prima del massacro finale di Taxi driver
Non male davvero la scelta. Lascio ai miei lettori il gioco delle battute escluse (a me, ad esempio, piace molto Robert Duvall che in Apocalipse Now dice "Mi piace l'odore del Napalm la mattina presto" che comunque è dodicesimo).
Come era ovvio sono tutte battute di film americani, ma mi piacerebbe che ce ne fosse una anche per quelli italiani, così propongo ai miei lettori - che saranno pure quattro gatti e un procione, ma che so essere inventivi - di stilarla: mettete nei commenti le battute di film italiani che per voi sono da top-ten e tra qualche giorno provvederò - a mio insindacabile giudizio
La mia, per ora è: "Continuiamo così, facciamoci del male" di Nanni Moretti dal film Bianca (o era La messa è finita? grazie Quoyle per la conferma)
Forza ragazzi, fate il vostro gioco...
giovedì, giugno 23, 2005
Il mullah politicante
Passi il mullah, lo digerisca chi può e chi vuole. Quello che non deve passare è il politicante. Perché il cardinal Ruini questo è e i suoi interventi non solo mirano, ma di fatto perseguono proprio questo scopo: dare una forte connotazione religiosa alla politica italiana. Le ultime affermazioni di monsignore lo confermano: sull'aborto "non dobbiamo rassegnarci a questi piccoli omicidi", totale chiusura sui cosiddetti PACS, ovvero gli accordi sulle coppie di fatto, pericolosa - a suo dire - apertura verso le unioni gay. Per tacere di quanto fatto in occasione dei referendum.
Ma attenzione: quello che mi stupisce non è che Ruini dica queste cose. E' logico aspettarsele dal numero uno della CEI, egli deve dirle proprio per il ruolo che ricopre di capo dei vescovi, soprattutto considerato che della Chiesa si può dir tutto fuorché che sia democratica. Ciò che stupisce, e preoccupa, è che tutte 'ste cose vengono recepite dai politici, da chi governa questo Stato. Ruini può dire quello che vuole: che i gay sono dei peccatori inguaribili, che gli embrioni hanno un'anima (non una coscienza!), che le coppie devono essere finalizzate alla santa riproduzione, che Cristo è morto dal freddo o che sia stato concepito da una vergine... tutto quello che vuole. Non lo critico, sta facendo il suo mestiere. Quello che non va bene è che il suo mestiere pretende di estenderlo in un campo, ovvero la politica italiana, che non gli compete, obbligando così, coloro ai quali della Chiesa non importa assolutamente nulla, a comportarsi secondo i suoi dettami. E uso il verbo "pretendere" perché con la Chiesa non c'è dialogo, sono loro e solo loro ad avere la verità assoluta in pugno.
Quello che mi fa incazzare di più sono i politici che esportano valenze etiche chiesastiche, che non devono essere di uno Stato laico e liberale, e le applicano alle cose statali - per interesse o vocazione, ciò non è importante - fino a genuflettersi come il presidente del Senato Marcello Pera ha detto sarebbe giusto fare, al "veluti si Deus daretur" vaticano, ovvero che anche chi non riesce a trovare una via all'accettazione di Dio, dovrebbe comunque agire nella vita come se Dio esistesse, negando in questo tutto il sentire degli atei e degli agnostici, coscienti o latenti.
Certe volte viene mi viene da pensare perché accidenti non se lo sono tenuto ad Avignone 'sto papato, così se li curavano i francesi questi problemi!
mercoledì, giugno 22, 2005
Mr. B. e la doccia finlandese
Il fenomeno, in versione playboy, colpisce ancora!
Mr B. in un momento di euforia ha detto "Per ottenere la presidenza italiana [dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare] ho dovuto fare la corte alla Halonen" [presidentessa finlandese].
Ecco, noi lo conosciamo, la cazzatina ogni tanto la spara volentieri, ma non è che, perché lui si lascia andare, allora bisogna porsi al suo stesso livello convocando il nostro ambasciatore. Un consiglio al governo finlandese: lasciate perdere. fate finta di nulla. Che poi si inquieta e ci taglia le tasse.
Però vorrei essere lì, per vedere davvero la faccia del nostro ambasciatore che, davanti ai rappresentanti del governo finlandese, si giustifica per Mr. B. ... "sapete lo stress, la bonarietà milanese, l'andropausa, il buco dell'ozono..." ![]()
Fonte: Repubblica
To be or not to be
Brad Mehldau trio a due passi da casa (con possibile intervista, baci abbracci e autografo)
Corso di formazione (dal 18 al 22 luglio) a Roma. Per lavoro, certo, che forse dovrebbe - e sottolineo il "potrebbe" e anche il "forse mai" - fruttare un avanzamento di carriera
Praticamente o l'uno o l'altro. Non c'è alcuna possibilità di scappare dal corso, viaggiare anche di notte e tornare in mattinata. Quindi:
[mode "ligioaldovere" ON]
Vai a Roma! Il lavoro, la carriera, lo stipendio... poi ti fregano il posto (ammesso che ce ne sia uno), i dirigenti contano su di te, hanno fatto i loro piano, lo sviluppo, la competenza, cosa vuoi che sia un concerto, un intervista...
[mode "ligioaldovere" OFF]
[mode "nonsivivesolodilavoro"]
Cazzo vai a fare a Roma, tanto non cambia nulla, non ci sono prospettive particolari, tutto resterà tale e quale, anzi sarà peggio perché avrai da fare cose in più, già ne hai che basta... vuoi mettere Mehldau dopo anni che non lo vedi, magari lo incontri, gli parli, lo intervisti in esclusiva per jazzer, gli amici, la serata...
[mode "nonsivivesolodilavoro" OFF]
Devo decidere per domani. Che fare?
martedì, giugno 21, 2005
Metti una sera a cena...
Visto che ora conosco parte della compagnia e il luogo del misfatto ci vado ancora più volentieri!
Live 8
Mi casa, tu casa
Anch'io, come il mio amico Andrea avrei voluto farvi vedere casa mia, ma il paesello non è ancora coperto ad alta definizione, quindi in attesa accontentatevi di qualcosa vicino a me, ovvero la punta della Dogana a Venezia

lunedì, giugno 20, 2005
Doctor 3

This evening... finally!
domenica, giugno 19, 2005
Ultime considerazioni sul referendum
Come ho avuto modo di scrivere in un post precedente, credo che la sconfitta ai referendum sia più grave a livello istituzionale piuttosto che sui temi specifici. Il problema è che si sa bene chi ha perso, ma non si sa chi ha vinto, considerato che il "partito" dell'astensione è un soggetto che di fatto non esiste ma che, vista la legge referendaria in vigore, influisce pesantemente sull'esito finale. Stante così la situazione pare assai difficile che altri referendum in futuro potranno superare il quorum, quindi ora la sfida non è solo capire perché si è perso, ma soprattutto interrogarsi sulle ragioni di questo disinteresse da parte delle persone verso questo concreto strumento democratico. Lascio sicuramente l'analisi di tutto questo a chi è più preparato politicamente di me, ma vorrei comunque mettere per scritto una mia riflessione.
Credo che, semplificando un po' le cose, si possano dividere gli astensionisti in quattro "categorie":
- quelli che non hanno votato perché non votano mai, i cosiddetti "astensionisti cronici"
- quelli che non hanno votato perché materialmente non hanno potuto (ammalati impossibilitati a muoversi, italiani all'estero o fuori residenza)
- quelli che non hanno votato perché convinti - per proprio conto o grazie a "suggerimenti" - di non far raggiungere il quorum e far fallire il referendum
- quelli che non hanno votato perché non sapevamo che c'era da votare o per cosa lo si andava a fare
Per i primi ho l'impressione che ci sia poco da fare anche se, sono convinto, una parte di essi - ovvero coloro che sfiduciati dalla politica le hanno voltato le spalle - sia recuperabile. Qui la resposabilità è nelle mani dei politici stessi, sia a destra che a sinistra, che si devono impegnare - finalmente! - a costruire un dibattito politico serio e partecipato diverso da quel teatrino delle marionette che è adesso. Ascoltare la voce della gente, parlare di questioni e soluzioni concrete, e lasciare perdere l'interesse personale per fare quello del paese. Forse sarà utopistico chiedere una classe politica matura e seria, ma sicuramente ciò sarà l'unica possibilità per riavvicinare i delusi alla politica ed avere degli elettori consapevoli.
Per i secondi la cosa è semplicissima: ci sono delle leggi apposite: applichiamole! O facciamone di nuove in modo da consentire a tutti di poter esercitare un proprio dovere e un proprio diritto che deve essere garantito dallo Stato.
Per i terzi la cosa è complessa. L'ho già detto considero l'astensione fatta in questo senso e l'invito ad essa come una pratica sbagliata perché metodo furbetto dei sostenitori del NO per far vincere le proprie ragioni. Si arriva così all'assurdo di quasi 10 milioni di persone che si vedono annullare le proprie decisioni da chi ha deciso di non decidere. E' una mia opinione, certo, altri la vedono in modo diverso, ma credo che sia opportuno rivedere le regole del quorum abolendolo, così da tener valide solo le ragioni di chi va a votare e capire, pertanto, cosa vuole davvero la gente. Oltre a questo credo sia importante la questione infomazione che è legata anche al punto successivo.
Sì, perché per i soggetto al punto 4 l'informazione è alla base di tutto. Non ci può essere partecipazione senza informazione. Informazione seria, competente e costante e fatta con i metodi e i mezzi giusti. Non bastano i siti internet, non bastano i blog che restano comunque accesso per pochi: bisogna usare i giornali e soprattutto la televisione, malgrado tutto regina dei media in Italia. Ma l'informazione deve essere chiara, pluralista ed asettica, deve parlare di cose concrete non di opinioni, deve essere fatta da gente seria e preparata che vuole, appunto, informare e non convincere l'interlocutore che la propria opinione è la migliore. Tutto questo nei mesi scorsi purtroppo non si è visto.
Per chiudere vorrei aggiungere un'ultima riflessione sempre legata all'informazione, cioè quella della fiducia e della credibilità: uno scienziato - medico, ricercatore, biologo - è giusto che parli di scienza, un filosofo di etica, un prete di etica cattolica. Confondere o sovrapporre i ruoli mi pare deleterio. Perché non si commetta ancora l'errore di confondere quelli che sono i fatti con le opinioni. A ciascuno di noi poi decidere su chi e rispetto a che ambiti riporre la propria fiducia.
Non so se tornerò ancora sul tema referendum, ma credo bisogna davvero rivedere questo strumento legislativo perché è l'unico messo direttamente a disposizione del cittadino. Perderlo significherebbe davvero sentirci più poveri.
Penultime considerazioni sul referendum
L'assurdo: abbiamo dato un'anima all'embrione (otto cellule di cui nessuna nervosa), gli abbiamo attribuito dei diritti superiori a quelli del feto (che il sistema nervoso ce l'ha) e a quelli della donna. Cosa ci fa ancora in vigore la legge sull'aborto, allora? Ora qualcuno ci dica cosa si intende fare con le centinaia di migliaia di embrioni crio-conservati. Qualcuno ha già pensato ad organizzare 300.000 battesimi? E magari anche altrettanti funerali?
La responsabilità: la chiesa e chi ha spinto l'astensione si prenderanno mai la responsabilità per aver, di fatto, resa impossibile la ricerca sulle staminali e aver così dissolto la speranza nella guarigione a migliaia di persone?
Visto che, di fatto, verrà impedito alle coppie che non possono avere figli di averne, verrà finalmente messa mano in maniera seria alla legge sulle adozioni?
La coerenza: mi piace che sul mio certificato elettorale ci sia il timbro con la data 12/06/05, mi dispiace che non ci sia anche il voto. Perché? Perché in futuro ciò testimonierà non solo che ho votato, ma che ho votato inequivocabilmente SI'. Servirà se verrà trovata la cura a determinate malattie con la ricerca sulle staminali. Spero che, chi ha votato NO o sì è astenuto, si asterrà anche dal chiedere le cure, così come i medici - ai quali è stato impedito di fare ricerca - si asterranno dal darne. Se non altro per coerenza. Un po' come i testimoni di Geova che rifiutano le trasfusioni di sangue.
venerdì, giugno 17, 2005
Lasciate che i bambini...

No, non preoccupatevi (o magari sì, fate voi!), Jazzer non si è dato al porno... la foto (tra le più morigerate!) è per dare un po' di colore, come fanno i giornali come Panorama ed Espresso con le loro copertine.
Semplicemente ieri sera guardando la televisione - cosa sempre più rara in questi ultimi tempi - ho visto che a condurre Paperissima Sprint, programma post TG5 che trasmette insulsi filmini amatoriali, oltre al Gabibbo c'è Eva Henger. Proprio lei, la ex(?) pornostar che ora si rifatta (?) una vita. Da regina degli spettacoli e dei film x-rated a regina del prime-time televisivo nazional-popolare, soprattutto ad appannaggio dei bambini. Niente male, davvero, il salto di qualità (cosa avete capito! ... anche se...). Non è questione di moralità, figuriamoci, anche se già me lo vedo il Moige gridare allo scandalo, è solo che mi stupisce come certe persone riescano a cambiare pagina e ricominciare da zero, a " rifarsi una verginità" verrebbe da dire se ci non fosse uno spietato doppio senso, lasciando da parte il passato e ad arrivare in ambiti che per loro prima erano perlomeno tabù.
in fin dei conti, buon per lei.
Democrazia bulgara
Il mio amico Alessandro mi manda questo link a RaiNews24.
Praticamente il 25 giugno in Bulgaria si vota per le elezioni politiche. Praticamente l'attuale primo ministro si ricandida. Praticamente lui è pure bravo ma ha chiesto sacrifici e quindi sta un po' sulle palle alla gente.
Nulla di nuovo, se non fosse che la suprema Corte amministrativa ha autorizzato una lotteria (2 milioni di euro stanziati dal governo) con ricchi premi abbinata alle elezioni! Tutti i votanti parteciperanno all'estrazione dei premi ma i partiti di opposizione (accreditati al 38% dei consensi contro il 22% del partito di governo) protestano perché la cosa potrebbe influenzare il risultato finale.
Venendo alle italiche sponde, sfumata l'occasione per proporre questo strumento "democratico" agli appena passati referendum, stiamo in attesa di vedere cosa succederà alle prossime elezioni politiche. Eufemisticamente mi pare che, come strumento per combattere l'astensionismo, non sia proprio azzeccato, ma non si sa mai cosa potranno estrarre dal cilindro i nostri prestidigitatori della politica, sempre che ne abbiano voglia.
Mogliano Veneto: Jazz e dintorni
5 luglio
Groundtruther
trio formato da Charlie Hunter (chitarra), Greg Osby (sax contralto) Bobby Previte (batteria). Considerata la natura sperimentale del giovane chitarrista, la lunga militanza nell'avanguardia di Previte e l'estrema duttilità di Osby credo che il concerto si muoverà nell'ambito funky-jazz molto ritmico ed incalzante, con una forte componente di astrazione e di modernità, visto anche che il trio utilizza loop e sampler di natura elettronica.
12 luglio
The Bad Plus
Trio di pianoforte/contrabbasso/batteria che qualcuno - in parte a ragione - vuole sia la risposta americana all'Esbjorn Svensson Trio. Con due dischi all'attivo These are the vistas (secondo me il migliore) e Give e divenuti famosi per la loro trasposizione jazz della canzone dei Nirvana Smell like a teen spirit, i Bad Plus sfornano un jazz dinamico, moderno, senza grosse concessioni al lirismo ma anzi caricando i pezzi armonicamente e ritmicamente fino quasi a farli diventare materia musicale tangibile.
19 luglio
Brad Mehldau trio
Altro trio pianoforte/contrabbasso/batteria di un musicista che a dieci anni dal suo debutto è divenuto uno dei più importanti pianisti di questi anni. Il suo pianismo lirico e cerebrale è allo stesso tempo debitore verso la grande tradizione jazzistica, ma anche propositore di un nuovo modo di approcciarsi allo strumento. Sicuramente il concerto più atteso di uno dei jazzisti più amati di oggi, soprattutto in Italia dove praticamente - tramite Umbria Jazz - si è fatto conoscere al mondo. Qui la mia recensione del suo ultimo, splendido album di piano-solo.
Biglietti? No, abbonamento... ne vale davvero la pena!
giovedì, giugno 16, 2005
Qualcuno ce ne liberi!
Come, abbiamo il 40% di sommerso e se ne vanta pure? Come se proprio il sommerso - che non paga tasse, che non paga contributi, che crea insicurezza sociale - non fosse la causa della nostra economia malridotta?
Qualcuno ci liberi da quest'uomo... o almeno lo curi...
Questa volta l'astensione la propongo io
Dopo mesi di campagna contro di essa, questa volta voglio proporla io l'astensione. Ma mica l'astensione vigliacca che ci hanno propinato vescovi e politici genuflessi; no, la mia sarà un'astensione attiva, quindi vi invito, come me, ad:
- Astenervi dal versare il vostro 8 per mille alla chiesa cattolica. Visto che sicuramente hanno usato i soldi raccolti anche per questa vergognosa campagna, sarà bene che non li abbiano più. Attenzione però: una firma ci deve essere. Infatti non firmare per l'8 per mille vuol dire arricchire ancora di più la Chiesa; infatti i soldi non "assegnati" - cioè di coloro che non firmano, e sono la maggioranza - vengono ridistributi in percentuale tra tutti i soggetti, quindi la Chiesa prende i soldi anche di chi non glieli vuole dare. E ne prende tanti.
Firmate quindi per qualcuna delle altre confessioni indicate. Io da sempre (ho le copie dei 730 che lo testimoniano) verso la mia quota alla Chiesa Valdese che utilizza i soldi nelle opere di beneficenza e simili (mentre la Chiesa cattolica ne utilizza i 2/3 per il sostentamento del clero) e soprattutto documenta tutto (vedere il loro sito). Ah, dimenticavo: loro non accettano i soldi provenienti dalla ripartizione - lo giudicano "immorale" - ma solo quelli provenienti da chi ha effettivamente firmato per loro.
Motivo in più: le loro idee (qui e qui), decisamente rispettose e condivisibili sulla materia dei referendum e sull'essenza dell'embrione. La mia fede no (ma qui si sa altri sono i problemi), ma la mia stima ce l'hanno tutta. - Astenetevi dal votare alle prossime elezioni quei politici che ci vogliono zitti, assuefatti ai diktat di altri. Che ci vogliono troppo stupidi o troppo ignoranti per capire, per riuscire a farci un'idea o per avere delle idee nostre, libere da costrizioni. I politici che, fregandosene della laicità dello Stato, pretendono che facciamo nostri scrupoli e etiche che non devono essere proprie di un paese liberale.
- Astenetevi dal votare quei politici codardi che, per opportunismo o ignavia, non hanno fatto sentire la loro voce, che hanno preferito sparire nei momenti "caldi" del dibattito per poi riemergere ad urne chiuse e saltare, comunque sia, sul carro dei vincitori.
Chi è andato a votare è il 25% dell'Italia. Circa 10 milioni di persone. Non sono, non siamo in pochi.
Magari qualcosa riusciamo a fare pure noi.
Che pretendete a mezzanotte passata?
"Vedremo se fare il partito unico... non ho detto unico, ho detto unitario... è allo studio... ci sono delle proposte... valuteremo... sono praticamente certo che si farà... unico, sì... la Margherita... chi vorrà starci ci starà... la Lega... gli altri fuori... Sofri, la grazia... cazzi suoi ehm c'è la costituzione... noi crediamo alla costituz... Castelli, cazzi suoi ehm se ha valutato così... l'IRAP, ma anche l'IRPEF... taglieremo... 4%, no 1/3... 2006... 2008... e lei?... ah voi sapete che sono sensibile al fascino femminile... la sinistra non può governare... non vincerà... se avesse vinto... che io sia..."
Finito da poco di sentire Mr.B. sproloquiare a Radio Radicale il mio ritorno al XXI° secolo non poteva essere più traumatico dopo 2 ore di Episodio III di Guerre Stellari. E una canzone, solo una stupida, piccola canzone mi è sgorgata dal cuore:
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene
quello che fanno e tutto gli appartiene.
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
mercoledì, giugno 15, 2005
Carlo Maria Giulini

Apprendo dal Corriere che Carlo Maria Giulini ci ha lasciato. Questa è una di quelle notizie che un appassionato di musica non vorrebbe mai sentire; è una grossa perdita per la musica e per la cultura in generale. Ci mancheranno la sua lucidità, il suo rispetto assoluto per la scrittura musicale, il suo saper essere impetuoso e dolce allo stesso tempo.
Personalmente considero la sua interpretazione della Quinta sinfonia di Beethoven come la migliore incisione di sempre, ma non sono da meno il Quinto concerto (Imperatore) sempre di Beethoven - con Arturo Benedetti Michelangeli (e hai detto niente!) - e il Requiem di Fauré.
Mi piace ricordalo con una sua frase (vado a memoria) che ho letto da qualche parte che rispecchia a pieno la sua filosofia: "dirigere è un atto d'amore che un servo, il direttore, fa davanti al genio del compositore".
Con umiltà, consapevolezza e dedizione. Tutte qualità che Giulini rispecchiava in pieno.
Rassegnazione /2
Io mi chiedo in che paese viviamo. Davvero non lo capisco.
Da una parte abbiamo Ruini che circa la legge 40 "accorda" al parlamento italiano la possibilità che "se si riterranno opportune, potranno essere introdotte piccole, leggere modifiche". E dovremmo pure ringraziarlo. Tanto si è capito come tirerà l'aria: una delle scuse dei sostenitori del NO (o dell'astensione) era che queste sono questioni troppo grandi per le nostre testoline pensanti; che ci avrebbe pensato il parlamento a modificare la legge. Ora ci dicono: gli italiani hanno scelto, la legge non si cambia.
Dall'altra abbiamo un capo del governo che, non solo per mesi sta zitto - forse coattamente - non facendoci sapere la propria idea a riguardo, ma che a votazioni finite commenta "Il referendum è la prova che noi moderati siamo la maggioranza", confondendo - e qui ha ragione Prodi - questo referendum con le politiche, o con le regionali concluse da un mese, aggiungo io. E cosa vuol dire "ho taciuto per non dividere il paese"? Quale livello di sfrontatezza ha raggiunto quest'uomo? Prima si nasconde e poi, quando i giochi sono finiti, balza sul carro del vincitore sbandierando la "sua" maggioranza!
Mi viene il voltastomaco a vedere che schifo di classe politica ci ritroviamo. Parafrasando il mio amico Syd: "in un paese pieno di stronzi, non ci possono che essere politici di merda." E scusatemi il linguaggio scurrile.
martedì, giugno 14, 2005
Rassegnazione
Copio e incollo dal sito di Luca Coscioni questo commento di Gabriele Alese che mi sento di condividere totalmente.
Rassegniamoci, signori. L'ignoranza non vuole sentirsi dire un bel nulla. L'importante è starsene in panciolle col cervello in vacanza mentre dinanzi ai nostri occhi scorre l'orrore dell'esistenza privata di tutta la sua dignità. Il terrificante spettacolo della teologia che torna a far proseliti e spaccia per vittoria quella che dovrebbe essere una sconfitta per qualsiasi uomo di cultura che avesse conservato una briciola di ottimismo per le possibilità future della nostra nazione annientata dagli abusi di potere. Tuttavia a noi non importa un fico secco di tutto quanto sia stato fatto; anzi, ne ridiamo a crepapelle. Approfittiamo di una vergogna nazionale per telefonare a Radio Radicale bestemmiando, insozzare blog a destra e a manca, uscire in piazza col cervello marcito a starnazzare di una vittoria che ha tutti i tratti della codardia. Vi confesso che ho creduto nella cultura italiana, ho sperato fino all'ultimo che questo referendum non finisse nella pattumiera e non diventasse l'ennesima battaglia intellettualistica per la gente comune. No. No, signori. Il fastidio della plebaglia ha rinvigorito la barbarie, fino ad innalzarle il più compiuto monumento. Godetevi le vostre speranze, pianificate le vostre battaglie. Io ho smesso di crederci.
San-to subito, san-to subito!
Permettemi di continuare a nutrire qualche dubbio...
lunedì, giugno 13, 2005
Scenario prossimo futuro
Visto l'esito del referendum appena concluso credo che l'andamento poltico prossimo venturo si possa sintetizzare in questi punti:
- Luglio 2005: si comincia a parlare insistentemente dell'unità politica dei cattolici, magari rilanciata dall'ineffabile Meeting di Rimini di C.L. La CEI si frega le mani.
- Ottobre 2005: ci si organizza. Rutelli, Follini, Casini, Marini iniziano a pensare ad un soggetto politico capace di unificare i cattolici. La CEI sorride sinistramente.
- Novembre 2005: ben presto si aggiungono Mastella e Parisi. La coalizione prende il nome (provvisorio, per carità!) di Biancofiore. La CEI stappa bottiglie di spumante da anni messe in fresco per l'occasione.
- Gennaio 2006: Berlusconi, conscio che la sua leadership sta andando a farsi benedire, prende contatti con il Biancofiore e, stabilizzato il suo futuro sul piano giudiziario e aziendale, annuncia le proprie dimissioni. La CEI se ne frega... basta che il governo sia nelle sue mani.
- Febbraio 2006: Forza Italia si discioglie e una sua parte consistente confluisce nel Biancofiore. La CEI... vedi sopra.
- Febbraio 2006: Rutelli viene designato come candidato leader del neo-nato soggetto politico. Casini schiuma di rabbia ma gli viene offerta la candidatura a Presidente della Repubblica. La CEI gongola doppio.
- Maggio 2006: il Biancofiore e i suoi alleati (Lega, parte di AN, Nuovo PSI e PRI-PLI) vincono le elezioni con larga maggioranza. Il Biancofiore con il 32% si conferma il primo partito in Italia. La CEI comincia a farsi sempre più sfrontata.
- Luglio 2006: congresso nazionale del Biancofiore che decide di chiamarsi - in nome di un glorioso passato - Democrazia Cristiana. E siamo punto a capo. Altri 50 anni di governo non glieli toglie nessuno. La CEI tira un sospiro di sollievo.
Manca nessuno? Certo! L'Unione con annessi e connessi. Ma loro come al solito lasciano che gli altri facciano e stanno alla finestra a guardare. All'opposizione, ovviamente.
Una sconfitta che pesa
Anche se speravo in ben altre cose, me l'aspettavo questa sconfitta. Si perché questa è una sconfitta. Una sonora e avvilente sconfitta. Non ci sono altre parole per descrivere ciò che è successo dopo questo referendum. Ma attenzione: chi è stato sconfitto non sono coloro che volevano le modifiche della legge 40 - o meglio, non solo loro - qui chi ne esce sconfitta a testa bassa è la democrazia. E' la coscienza civica e civile dell'Italia intera.
Forse non se n'è reso conto per primo ma è stato proprio il popolo italiano a perderne, a prescindere dalla materia su cui era chiamato a pronunciarsi. Se il referendum è l'unico strumento democraticamente dato ad ogni cittadino per far udire la sua voce, astenersi ad esso e lasciare che sgoccioli via intonso è quanto di più sbagliato si possa fare. Peggio di darsi la zappa sui piedi.
Perché non ci sono scuse: il numero di votanti è stato così basso che è perfettamente inutile prendersela con le pesantissime ingerenze della Curia, con l'opportunismo di Rutelli, con le massime cariche dello Stato - Pera e Casini - traditori dello spirito costituzionario per aver apertamente invitato al boicottaggio, con i catto-talebani e i neo-conservatori.
Certo c'è chi non si è recato alle urne perché ha dato ascolto a tutte queste sirene di sventura, incapace di liberarsi dalla sudditanza psicologica e vetero-culturale del cattolicesimo, inteso come lobby di potere e non come religione. M a la verità è che non è andato a votare chi si presumeva andasse: per disinteresse o per aver abilmente camuffato le proprie intenzioni prima.
Facciamo due conti: il centro-sinistra (escusi Margherita e UDEUR) era schierato per il SI'; poi ci sono i Radicali e al centro-destra parte di AN e FI. Aggiungendo indipendenti vari e coloro che puntavano al NO - che quindi sarebbero rientrati nel quorum - credo che almeno ad un 40% ci saremmo arrivati. Allora come si spiega questo 24% se non con il fatto che chi doveva andare a votare se n'è ampiamente fregato?
La realtà è che in Italia non si va a votare per le questioni concrete proposte, si va a votare per una fazione, come si andasse allo stadio a fare il tifo per la propria squadra. La realtà è che in Italia il referendum con le modalità che lo regolano è morto. E sepolto. E lo ha ucciso chi considera il voto come un'abitudine e non vuole, invece, riconoscerne il valore, l'importanza sociale e culturale e, soprattutto vuole che si stia zitti, coperti e allineati.
E ancora una volta ci scopriamo un paese più menefreghista, catto-sottomesso e allo sfascio, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto culturale. Che è peggio.
domenica, giugno 12, 2005
regalo di compleanno
sabato, giugno 11, 2005
La mia dichiarazione di voto
Riguardo ai referendum sui quali domani saremo chiamati ad esprimerci, chi mi conosce personalmente e chi ha seguito il mio blog finora avrà sicuramente capito qual è la mia idea. In questi mesi di chiacchiere con amici e conoscenti, di ricerche e confronti di opinioni ed informazioni il mio pensiero si è fatto più chiaro e definito. Queste che seguono sono cose forse già dette, ma con questa mia dichiarazione di voto voglio semplicemente disporle in modo organico.
Innanzitutto:
- io andrò a votare, perché davanti ad una questione proposta credo sia giusto far sentire la propria opinione, esprimersi con una posizione netta e precisa, in modo responsabile e assumendosi tutte le responsabilità della propria scelta
- io andrò a votare, perché non credo ai trucchi dell'astensione, non credo che si debbano fare calcoli sul fatto che la gente possa esprimere la propria opinione con il voto
- io andrò a votare perché, volente o nolente, sono un cittadino, sono parte di questo Stato e votare è l'unica occasione che ho per esprimermi e per contribuire civilmente
- io andrò a votare perché chi mi chiede di astenermi lo fa per interesse personale, in modo subdolo usando argomentazioni che ben poco hanno a che fare con la materia del referendum
- io andrò a votare perché voglio che lo Stato in cui vivo sia laico - così come indicato dalla sua costituzione - e non sia imbrigliato da pastoie religiose che nulla hanno a che fare con esso
- io andrò a votare perché chi mi dice che i quesiti proposti sono troppo difficili offende me e la mia intelligenza e così facendo mi vorrebbe zitto per poter fare tranquillamente i propri comodi
Poi:
- andrò a votare 4 SI' perché in questo voto ci vedo la speranza, quella dei malati, quella delle donne, delle coppie che non possono avere figli
- andrò a votare 4 SI' perché credo nella scienza, credo nella sua capacità di ricerca, credo nella sua capacità di trovare una cura alle malattie degenerative che ci affliggono
- andrò a votare 4 SI' perché credo nell'azione sinergica degli scienziati e dei legislatori che sapranno darsi un codice di regolamentazione per poter lavorare al meglio senza arrivare a certe degenerazioni inaccettabili per una rispettosa etica laica
- andrò a votare 4 SI' perché scelgo comunque la vita, quella dei malati cronici la cui esistenza è profondamente segnata dalla malattia, quella delle coppie che non avrebbero altra occasione per metterne al mondo una nuova, profondamente voluta ed amata. Perché la vita che scelgo è quella della coscienza, del pensiero, della capacità d'azione, della capacità di provare sentimenti
- andrò a votare 4 SI' perché voglio che ogni donna che - in modo cosciente e responsabile - lo desidera, possa diventare madre anche con tecniche di fecondazione assistita che siano il più possibile rispettose e sicure dal punto di vista medico
- andrò a votare 4 SI' perché l'Italia non resti indietro rispetto agli altri paesi civili, perché si faccia un altro passo nella direzione della liberalità dello Stato, perché esso non sia più schiacciato da poteri e dogmi non propri
venerdì, giugno 10, 2005
Aiuta il quorum
Anche per questo quando il 12 mattina vi metterete - giustamente - in viaggio per le spiagge, passate prima al vostro seggio; forse farete la coda dopo sulle strade, ma con un animo diverso. Perché se non si vota sulla vita - come predica qualcuno - è ben peggio, sulla vita, astenersi.
Domenica fatevi il segno della croce:

Vai piano, Clementina!
L'importante è che con la macchina VADA PIANO!
Campagna criminale

Se questa immagine - presa da Repubblica - è quello che gli astensionisti pensano che succeda con la revisione della legge 40 credo che, a prescindere dalle convinzioni personali, non solo non abbiano capito nulla di cosa si andrà a fare con i referendum, ma che stiano tenendo un comportamento criminale ed offensivo.
Anche per questo disgustoso modo di fare, quando il 12 mattina vi metterete in viaggio per le spiagge, passate prima al vostro seggio, perché chi ha inventato questo schifo non merita neppure di essere preso in considerazione.
La giornata di uno scrutatore
Fondamentalmente sono di due categorie che, seppur contrapposte, terranno un comportamento piuttosto simile: si muoveranno furtivamente, rasentando i muri per cercare disperatamente di non farsi notare, gli uni guardandosi attorno con fare preoccupato e colpevole, gli altri sfoderando un'aria inquisitoria e di rimprovero.
Chi sono? Beh, i primi sono gli ostaggi della curia (come perfettamente li ha definiti il mio amico Andrea), i secondi quelli che della curia sono gli scherani. I primi forti delle loro convinzioni, insegnanti di religione, dipendenti ed aderenti ad associazioni ed enti cattolici, personale di ospedali, collaboratori nei gruppi parrocchiali di volontariato, politici locali, saranno impegnati a schivare i secondi per conservare il loro posto di lavoro o una credibilità, almeno di facciata. I secondi, forti delle convinzioni di altri, tanto che si crederanno in missione per conto di dio, saranno lì a segnalare alle "autorità" chi sgarra dal diktat vaticano. E ancora una volta a risentirne - oltre che gli "osservati" - sarà la democrazia.
Anche per coloro che rischiano del proprio per far passare la propria convinzione, quando il 12 mattina vi metterete in viaggio per le spiagge, passate prima al vostro seggio, perché questo rischio non venga corso invano.
Tuxedomoon a Mestre
Incredibile: questa volta gioco in casa!
Giovedì 30 giugno gli dei scenderanno a Mestre.
L'emozione è pazzesca: a distanza di un paio di mesi dal concerto di Ferrara finalmente potrò vedere i TUXEDOMOON nella mia città. E vai!
Un sentito grazie al mio amico Alberto che mi ha prontamente informato.
Fletto i muscoli e mi fiondo verso il box-office (oh, accidenti... è l'una di notte!)
(per informazioni: Parchi di Mestre)
giovedì, giugno 09, 2005
Le tre conquiste di oggi
In ufficio le tre conquiste fondamentali di oggi sono state:
- aver aperto orizzonti informatici infiniti al mio capo mostrandogli (mica insegnandogli!) la funzione copia/incolla di Word...
- aver fatto capire alla gattamorta di turno che meno apre la bocca per darci conferma della sua stupidità e meglio è...
- aver convinto la collega che voleva astenersi ai referendum ad andare a votare. Voterà tre NO e forse un SI', ma non si può voler tutto dalla vita...
... e via verso nuove avventure...
Astensione tattica e astensione tecnica
Chi si batte per l'astensione afferma che essa è una scelta legittima.
Certo. Davanti ad una domanda io posso rispondere affermativamente, negativamente o ignorarla. Fregarmene, per dirlo in termini più diretti. Ma qui c'è qualcosa di più.
E' ovvio che chi punta all'astensione è per un NO alle modifiche della legge 40 (non avrebbe senso altrimenti!), considerando la legge attuale buona, magari avendo pure contribuito a votarla. Allora io dico: chi vuole l'astensione è in malafede! Sono essi convinti che la legge sia giusta? Allora invitino la gente a confermarla andando a votare NO, così ci si potrà mettere una pietra sopra. Puntando all'astensione mi pare che il loro messaggio - e la loro paura - sia: se vinceranno i SI' vorrà dire che gli italiani pensano che la legge non è poi così giusta. Meglio non ascoltarla neppure questa gente e non mettere in discussione la legge per restare saldi sulle proprie posizioni, giuste o sbagliate che siano (questo lo sapranno solo se si supera il quorum).
Dicono: "andare a votare NO equivale ad aiutare i SI'". Questa posizione mi appare ancora più grave e deleteria. Essere convinti che che gli italiani si esprimeranno in un certo modo, e non dar loro il modo di farlo, è porsi prepotentemente al di sopra di essi, considerare beceramente e ottusamente la propria idea superiore, non riconoscendo la sovranità popolare.
Gli assertori della legge, quindi, non vinceranno perché la legge è giusta, ma perché non avranno dato la possibilità agli italiani di esprimersi su questo fatto. E questo è anti-democratico. E non ci toglierà una legge sbagliata.
Poi ci sono coloro, soprattutto tra i politici, che invitano all'astensione perché considerano che le questioni poste dai referendum siano troppo complesse e profonde per essere decise con un voto popolare. Anche questi personaggi mi offendono e offendono l'intelligenza del popolo italiano, proprio quello stesso popolo che magari ha contribuito a votarli. Per queste persone, per i salariati della politica tout-court, provo solo disprezzo perché da una parte ti dicono "sei ignorante", "non ci arrivi" e dall'altra non fanno nulla per informare in maniera seria, aperta e senza sbrodolamenti di sorta.
E poi cosa vorrebbero? Una tecnocrazia? Bella roba! L'unica alternativa ad essa è l'informazione calpillare, precisa, costante e partecipe. L'unico modo per fare questo è "costringere" le persone - anche quelle più "pigre" - a pensare, a capire qual è il proprio posto all'interno del vivere civile. Mi pare che come strumento il referendum, pur con eventuali suoi difetti, sia adattissimo. Mi pare che questo non lo si stia facendo.
Anche per questo, quando il 12 mattina vi metterete in viaggio per le spiagge, passate prima al vostro seggio. Qualsiasi opinione voi abbiate fatela sapere a chi non vuole che la esprimiate.
mercoledì, giugno 08, 2005
Occhio: poi tocca alla legge 194
Ecco ci siamo: gran parte dei politici si affannano a dire che la legge 194 (quella sull'aborto) non si tocca, ma poi si legge che il ministro per le pari opportunità Stefania Prestigiacomo ad una riunione di Donne per il SI' annuncia: "dopo il referendum sulla procreazione assistita, il prossimo obiettivo sarà una revisione della legge sull'aborto [...] se congelare un embrione di 48 ore significa intervenire su una persona, allora l'aborto è un omicidio". E continua: "Ignorare le contraddizioni fra la 40 e la 194 è strumentale. Non capisco - ha detto il ministro - perchè il fronte del no non ha il coraggio di trarre le conseguenze logiche e giuridiche della propria impostazione sulla legge 194. Forse perché è argomento troppo impopolare e capace di incidere concretamente sul quorum?"
Certo. Ha ragione il ministro: la contraddizione è palese, come è palese che lo scatenamento catto-talebano sulla legge 40 è indirizzato ad una più ampia revisione delle leggi che "offendono" l'etica della Curia.
Anche per questo quando il 12 mattina vi metterete in viaggio per le spiagge passate prima al vostro seggio.
Fonte: Repubblica
martedì, giugno 07, 2005
Facciamoci delle domande
Butto lì alcune domande:
- se la Chiesa, con annessi e connessi, considera un embrione alla stregua di un essere umano, mi chiedo perché per diritto canonico non gli si possa amministrare il battesimo se non dopo essere nato, o non si possa fargli il funerale in caso di morte durante la gravidanza?
- se il referendum non passerà - ovvero non si raggiungerà il quorum - cosa succederà ai bambini nati al di fuori dell'Italia con tecniche di fecondazione assistita non ammesse nel nostro paese? Saranno per questo considerati un po' meno uguali ai bambini "normali"?
- se in un paese dove la ricerca sulle cellule staminali da embrioni è legale e proprio grazie ad esse viene messo a punto un farmaco che cura il Parkinson (tanto per fare un esempio pratico) cosa succederà in Italia? Gli ammalati parkinsoniani italiani non potranno accedervi perché in Italia quel tipo di farmaco non è permesso? I contrari alla legge e gli astensionisti grideranno allo scandalo per una medicina così "immorale" e troveranno giusto non curare i pazienti?
- perché la Chiesa è contro la fecondazione eterologa, quando è proprio con essa che è nato Gesù? (dai, su, è una battuta!)
WIlliam Parker quintet a Noale
Parte la sesta edizione di Ubijazz, rassegna estiva jazzistica - e non solo - che si svolge in sette Comuni del Miranese.
Questa sera sarà la volta del William Parker quintet:
Leena Conquest: voce
Lewis Barnes: tromba
Rob Brown: sax contralto
William Parker: contrabbasso
Hamid Drake: batteria e percussioni
Io non mancherò, perché:
1) William Parker è uno dei musicisti più attivi della scena statunitense, capace di unire in maniera felice e credibile il furore del free-jazz con la pura "canzone", l'avanguardia con la profonda tradizione di una musica oramai centenaria.
2) Hamid Drake è uno dei batteristi più creativi e fantasiosi attualmente in circolazione. La curiosità di vederlo all'opera dal vivo è davvero tanta.
3) Lewis Barnes non lo conosco per nulla, ma mi fa sempre piacere scoprire un nuovo trombettista
4) Il quintetto in se stesso mi pare ben assortito e con potenzialità davvero interessanti. Credo sarà molto piacevole seguirlo nelle sue proposte.
Perciò, Luciano, mi sa che questa sera proprio ci vediamo. E non dire che non ti avevo avvertito! ![]()
Tutto vero! La Chiesa dice astenetevi: ecco come... (lesson 5)
Concludo l'analisi (iniziata qui) dei motivi "parrocchiali" che dovrebbero farmi astenere ai referendum:
La quattordicesima perla che mi dovrebbe far astenere è questa:
§ perché sono in buona compagnia nell'astenermi: il Card. Ruini, la pres. di A.C. Bignardi, Civiltà Cattolica, Avvenire, FUCI, CIF, Comunità di S. Egidio, C.S.I., Comunione e Liberazione, S. Vincenzo, numerosi intellettuali laici e cattolici, politici dei diversi schieramenti e centinaia di centri di medicina universitaria
Accidenti che compagnia! Tutta gente esperta in materia, vedo! Per me sarebbe troppo facile fare la lista di tutte le persone - tra cui anche medici, filosofi, scienziati, artisti, politici - che invece si sono pronunciati per il SI'. Sarà forse presunzione ma la questione è che io non voto con la testa degli altri, non ho bisogno di sapere cosa fa tizio o caio per decidere.
E poi attenzione (e qui parlo perché un po' l'ambiente lo conosco): non facciamo confusione tra la posizione ufficiale presa da un'associazione e quello che faranno i loro aderenti, che spesso - avendo una coscienza e una capacità di discernimento proprie - compiono delle scelte personali diverse, che si distaccano dai dettami associativi. Altrimenti non si spiega perché nel '70 e nel '78 un paese che si definisce "cattolico" almeno per il 90% sia sia pronunciato in massa a favore di divozio e aborto.
La quindicesima e sedicesima perla che mi dovrebbero far astenere sono queste:
§ perché non mi sento bambino se per questi motivi mi astengo, anzi mi sento adulto e libero checché ne dicano P. e R. B.
§ perché non mi vergogno di far "mentalità per la vita"; se Cristo e Giovanni Battista avessero taciuto su certi valori sarebbero morti di vecchiaia, hanno preferito rischiare senza pudori e con le conseguenze che sappiamo
Sinceramente non so chi siano 'sti P. e R. B. e non capisco l'accusa di "essere un bambino", che non ho mai sentito usare.
Sulla "mentalità per la vita" ho forti dubbi: è votando SI' che si chiede di far nascere più bambini e si vogliono curare delle malattie, è votando NO che ciò non accade. Non è che qualcuno sta facendo confusione?
Quanto al resto: hai ragione Cristo e Giovanni Battista (per chi ci crede) hanno rischiato, si sono pronunciati, non hanno taciuto i propri valori. Hanno testimoniato. Se proprio voi volete seguire il loro esempio andate a votare NO. Chi si è astenuto è Ponzio Pilato!
Chissà perché, ma questi 16 consigli non mi hanno convinto, anzi hanno rafforzato la mia convinzione: 4 SI', non c'è alternativa.
Dai Silvio, manchi solo tu
Pare, infatti, che il suo silenzio sia dovuto ad un consiglio del Vaticano che gli avrebbe detto di non annunciare la sua astensione per paura che la gente - per fargli dispetto - si rechi in massa a votare. Sarebbe interessante capire cosa succederà se Mr.B. si fosse schierato per il SI'.
Un leader amato, non c'è che dire...
lunedì, giugno 06, 2005
Chi indica la luna, chi guarda il dito...
La proposta del ministro Maroni di tornare alla lira sembrava un pour parler, una cazzatina pre-estiva per movimentare le cose. Invece no, la cosa va avanti, ci si organizza, ci si spende del tempo e delle risorse, come se non ci fosse qualcosa di più utile da fare. "Torniamo alla lira" dice il ministro come se questo fosse la panacea di tutti gli attuali mali d'Italia, perché se l'Italia è in crisi - spero che ne abbiano preso atto anche i più ottimisti tra i nostri governanti - non bisogna mica cercare delle soluzioni, no! bisogna individuare il capro espiatorio, indicato subito nell'euro. Dice Maroni: "Sono tre anni che l'euro, non per colpa sua ma per responsabilità di chi ha gestito il passaggio alla moneta unica, ha dimostrato di non essere adeguato, di fronte al rallentamento della crescita economica, alla perdita di competitività e alla crisi dell'occupazione... " Ma come? Per resposabilità di chi ha gestito il passaggio! Ma chi accidenti l'ha gestita 'sta cosa se non il governo di cui egli stesso faceva parte? Sta dando i numeri o cosa? Poi mi deve spiegare perché tutta 'sta solfa sull'euro che, in fin dei conti, è uno strumento. Da quando si dà la colpa del risultato ad uno strumento e non a chi lo usa?
Per ammissione dello stesso Maroni il problema della nostra economia sta nell'enorme debitopubblico creato negli anni '80... allora, accidenti, tenta di risolvere quel problema, e non introdurne uno nuovo con un altro passaggio di moneta: non trovo il dato di quanto fosse costato il passaggio lira/euro, ma ho memoria di un bel pacco di soldi... beh vogliamo spenderli nuovamente per fare il passaggio contrario? E i controlli sui rincari... ci saranno i controlli questa volta?
Qualcuno dice: "andarsene dall'euro significherebbe fare come l'Argentina..." ma anche per questo Maroni ha la risposta: "All'Argentina ci stiamo già arrivando. Per questo si deve cambiare rotta". E poi cosa fa il fenomeno? Pensa di agganciare la neo-lira al dollaro! Ricorda niente la cosa?
Mi chiedo quanto o chi ci vorrà per affrontare davvero i problemi dell'Italia, perché onestamente non vedo grandi cose all'orizzonte...
Dice Benigni: "torniamo ai sesterzi!" Mi sa che qui si tornerà al baratto...
Nella foto ANSA il ministro Maroni che appena fatta la proposta si rende conto da solo della cazzata detta...
domenica, giugno 05, 2005
Benvenuti nella "Terra di Mezzo"
Mi butto nella visione integrale della trilogia de Il signore degli anelli!
Ci sentiamo tra 9 ore... se sopravvivo...
sabato, giugno 04, 2005
Ponzio Pilato si è astenuto
venerdì, giugno 03, 2005
Rutelli statte zitto! (2 - la vendetta)
Il Corriere in questo articolo riporta la dichiarazione di voto di Rutelli che dice: "Io mi asterrò perchè è il modo politico più efficace per rigettare i quesiti. È la risposta giusta perchè chi vota no involontariamente aiuta chi vuole il sì e imbalsama la legislazione attuale delegittimando la possibilità di modificare la legge" dimostrando quanto anche lui sia genuflesso alla CEI, cancellando qualsiasi dignità al referendum e buttando alle ortiche anni di battaglie per far ricoscere il referendum per quello che è in effetti: la voce del popolo che si fa sentire e si esprime. Certo che da un ex-radicale come lui questo proprio non me lo sarei aspettato.
mercoledì, giugno 01, 2005
Tutto vero! La Chiesa dice astenetevi: ecco come... (lesson 4)
(non perdetevi la lesson 3)
L'undicesima perla che mi dovrebbe far astenere è questa:
§ perché non voglio che la donna abbia bombardamenti ormonali rischiosi per "produrre" 7-8 ovuli o diventi madre in un sol colpo di 5-6 figli "fragili" o si vada a sfoltirli nel grembo ingenerando poi il complesso del sopravvissuto per chi resta e del rifiuto dì qualcuno nel cuore di quella madre
Qui si tira in ballo il secondo quesito che vuole eliminare l'imposizione di produrre solo tre embrioni e il congelamento degli altri. La prima domanda che mi viene in mente è che, proprio in virtù del fatto che si vuole tutelare la salute della donna da bombardamenti ormonali rischiosi, perché fecondare solo tre ovuli per poi - in caso di insuccesso - costringerla a subire ancora altre cure di questo tipo? E' una evidente contraddizione. Ma siccome io non sono un medico - come d'altronde non lo è chi ha scritto questa affermazione - lascio la parola ad Umberto Veronesi che in materia ha detto: "in questo [tre embrioni e no al congelamento] esiste una grave contraddizione etica. Se l´embrione è un essere vivente perché ne prevediamo la morte per legge?" Infatti "... se impiantiamo tre embrioni sappiamo per certo che minimo uno muore, se non tutti e tre. Inoltre i parti plurigemellari sono un rischio per la donna. Allora, o si preleva un ovulo per volta, lo si feconda e lo si impianta. O si preparano più embrioni, si congelano e se ne impianta uno per volta. Questa peraltro è l´ultima indicazione dell´Organizzazione mondiale della sanità". Mi pare un discorso sensato. Quanto ai figli "fragili" o ai parti pluri-gemellari è proprio impiantando 3 embrioni che si aumenta questo rischio!
La dodicesima perla che mi dovrebbe far astenere è questa:
§ perché non voglio che una ingegneria genetica spericolata e ripetuta banalizzi le adozioni o gli affidi o illuda donne che mamme non diventeranno mai pur sottoponendosi a diversi tentativi
Anche questa affermazione rientra nell'atavico oscurantismo cattolico. Nessuno chiede che l'ingegneria genetica diventi "spericolata". Nessuno vuole banalizzare le adozioni (magari le rendessero più semplici!), nessuno vuole illudere donne che mai potranno diventare madri ad esserlo. E' davvero ora di finirla. E' possibile che le gerarchie ecclesiastiche credano che non ci sia una via di mezzo tra la loro ortodossia e il far-west? Riescono a capire che anche i laici hanno una loro morale? Con i referendum non si chiede la libertà di fare qualsiasi cosa, si chiede una legge meno bigottamente ottusa, che tenga davvero conto dei bisogni e delle speranze della gente. E se poi, come in ogni cosa, qualcuno esce dai binari etici - laici - imposti pure per legge, lo si punisce, duramente. Inoltre mantenere questa legge in Italia non impedirà, alle persone che possono permetterselo, di andare all'estero.
La tredicesima perla che mi dovrebbe far astenere è questa:
§ perché non voglio che "il fratellino più piccolo" venga utilizzato per sanare quello più grande – le cellule staminali si possono avere – senza rischi - anche dagli adulti, anzi... sono più orientate e sicure. La vita di un figlio non vale meno della salute dell'altro che è nato prima
Come sopra si tratta di atteggiamenti estremi: credo che nessun genitore responsabile metta al mondo un figlio solo per sanare quello più grande. E anche se fosse? Non è comunque generare la vita per salvare una vita? Non è pure questo un atto d'amore? Quanti sono i figli dati alla luce con ben altre motivazioni...
Quanto al fatto che le cellule staminali adulte siano più orientate e sicure me lo deve dire un medico, cosa che finora mi pare sia tutt'altro che sicura.









