sabato, aprile 30, 2005
Musica: passione e pericoli
Cari lettori di Jazzer, vi chiedo la gentilezza e la pazienza di leggere questo post, non considerandolo il delirio di un pazzo ma una lucida considerazione pensata da tempo. Anche se spesso Blogger è lento nei commenti, g radirei molto avere i vostri a riguardo.
Ascolto musica da sempre. Non ho memoria di tempi in cui in casa mia non ci fossero prima audio-cassette, poi vinili ed infine CD che - soprattutto quest'ultimi - ho accumulato con desiderio quasi onnivoro di sapere, per conoscere nuove musiche e nuovi autori, per raccogliere quante più informazioni possibili su un mondo ed un'arte affascinante e di antica tradizione, anche se non mi sento un collezionista: non ne ho la meticolosità e nemmeno la vanità.
Ho sommato dischi ai dischi, ascolti agli ascolti, scoperte alle scoperte. Ho incontrato dischi storico, dischi bellissimi, dischi meno belli, dischi insignificanti, dischi decisamente brutti, dischi brutti ma fatti passare per dei capolavori e capolavori misconosciuti (il discorso se il "bello" sia una qualità oggettiva o soggettiva sarà bene affrontarlo un'altra volta). Sia ben chiaro: l'idea di conoscere "tutto", di voler non dico approfondire, ma almeno avvicinare nella sua interezza quanto è stato detto in musica non mi sfiorava e non mi sfiora neppure, tanto la cosa è assurda. Ma l'ansia della scoperta era viva, era qualcosa che bruciava, era la - esatta - convinzione che, oltre alle cose note, ci fosse un mondo intero da portare alla luce. Chissà quanti capolavori restano inascoltati alle mie orecchie rispetto ai quali i "miei" capolavori impallidiscono!
Poi qualcosa si rompe. Subentrano altri pensieri, altri problemi e la passione che finora ti ha animato assume un'importanza diversa, più defilata. Sarà forse un modo per accontentarsi di ciò che si ha, o forse la convinzione - magari infusa da un po' d'orgoglio - che "meglio di questa, che musica si può trovare?" Così si tirano delle somme e si fa una sorta di bilancio: i 3582 CD che possiedo dimostrano quanto maniacale possa diventare una passione. E quando la passione diventa mania è pericoloso. Tra doppi, tripli e cofanetti fanno 4135 dischi. Se calcoliamo una media di un'ora a disco e consideriamo che, se mi va bene, riesco ad ascoltare "bene" musica per un'ora al giorno (e mica tutti i giorni!) fanno circa 11 anni di musica! Troppi. Quindi la passione deve subire una contrazione, anche per questioni di spazio e di fondi.
Certamente le nuove acquisizioni saranno molto limitate - se non azzerate - e sto iniziando pure un'operazione di sfoltimento. Dischi brutti, dischi che nemmeno sapevo di avere, dischi che non ascolto più... via. Dischi meno importanti... via. Non ho fissato un numero di dischi da tenere ma vorrei ridimensionarne molto il numero. Non so come farò e non so con che animo mi priverò di molti di essi, ma sento che è necessario farlo.
Carmelo - il mio amico Carmelo mi viene da dire anche se ci siamo scambiati solo email - giustamente tra le altre cose mi dice: "ti esorto a recedere dal tuo proposito di disfarti dei dischi, per quanto quelli meno amati, poiché essi rappresentano un atto di creatività che un artista ci ha proposto, un messaggio estetico comunque da accogliere, capire e conservare. O un documento se non altro, un tassello che ci permette di delineare meglio un percorso, un momento, una storia. Già le nostre conoscenze sono lacunose, se sottraiamo alla storia i pochi capitoli che abbiamo in mano, finiremo per non raccapezzarci più. Non cedere alla tentazione di racchiudere il tuo interesse nei 10 dischi (o 100 o 1000 che siano) da portare su un'isola deserta, insisti piuttosto su questa strada: raccogli, archivia, cataloga, diffondi".
Parole sante, che condivido in pieno, ma che purtroppo si scontrano con la realtà.
Scusate, forse mi sono lasciato andare un po', ma è questo quello che sento in questo momento ed è questo che ho bisogno di condividere con voi. Grazie a tutti.
venerdì, aprile 29, 2005
Chi fa la spia...
Mi chiedo: sarà lo stesso satellite spia ad aver visto tutte quelle armi di distruzione di massa che erano in possesso di Saddam?
martedì, aprile 26, 2005
Tvemonti - bis!
L'ho sempre detto che Tvemonti è un genio!
Mi mancava proprio la sua lavagna col debito pubblico che si allargava e stringeva a suo piacimento. Ora è nel governo da manco un giorno, deve ancora avere la fiducia e già al TG5 spara la prima idiozia:
"Vendevei tutte le spiagge e tutti gli stabilimenti mavittimi. Con il vicavato finanzievei gvandi piani di tuvismo nel Mezzogiovno. Sevvono stvuttuve adatte, come aevopovti a 4 piste"
Da sinistra l'ovvio coro di critiche, ma anche gli alleati di partito e di governo non si risparmiano:
Il ministro dell'Interno, Pisanu: "I padri del meridionalismo ora possono riposare in pace" e "Ha risolto la questione meridionale".
Il vice-presidente della Camera, Fiori: "Se Tremonti vuole continuare su questa strada ce lo dica subito, perché allora vuol dire che questo governo ha i giorni contati"
Mi chiedo allora cosa si aspetta per vendere qualche valle delle Alpi, che so la Val Senales (che si scia anche d'estate), oppure qualche montagna famosa tipo le Tre Cime di Lavaredo, oppure le Cinque Torri sopra Cortina (che tanto stanno in parte crollando), oppure che ne dite del Lago di Como, o delle Valli alla foce del Po? E i monumenti, vogliamo lasciarli ancora in mano dello Stato? Il Colosseo, il Ponte di Rialto, la Reggia di Caserta o il Palazzo Ducale di Mantova... perché non darli in concessione a qualche privato? E poi magari dimenticarsene...
Grazie a questa bella uscita di Tvemonti appare chiaro come il centro-destra non solo non abbia fatto nulla per impedire la cementificazione selvaggia ed abusiva delle spiagge del Sud, ma la voglia addirittura incentivare con provvedimenti assurdi come quello appena proposto. Un consiglio: Giulio vuoi fare cassa? Comincia a far pagare davvero gli abusi edilizi invece che condonarli, iniziando magari dalla famosa villa in Sardegna di Mr. B.: sì proprio quella rubricata come top-secret dal SISMI perché non la si possa toccare.
Alla prossima.
Alla fine si tratta di suicidio
Nuove rivelazioni dagli Stati Uniti. Finalmente messa in chiaro la vicenda che ha portato all'uccisione, pardon "alla scomparsa" del nostro Nicola Calipari: i militari USA stilano il rapporto finale su quanto accaduto, esonerando da qualsiasi colpa i soldati coinvolti e dando alcune spiegazioni (prendete per buona quella che vi piace di più, tanto fa lo stesso):
- la macchina si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato in quanto i militari stavano già sparando perché impegnati in una caccia alla volpe
- non sono stati i militari a sparare ma le armi da sole che si sono innescate per uno strano fenomeno magnetico, probabilmente di origine extra-terrestre, ancora allo studio
- i militari hanno effettivamente sparato in quanto nervosi a causa di una improvvisa carenza di zuccheri. Da oggi distribuzione di dose doppia di glucosio a tutti
- i militari hanno davvero sparato perché, abbagliati dal sole (erano le 20,55, mica mezzanotte!), avevano confuso l'auto della Sgrena con il motorino del Mullah Omar che nella fuga aveva sbagliato strada
- l'auto andava troppo forte (lo dice l'autovelox!) e non si ammettono eccezioni al codice della strada. Siam gente seria, mica come gli italiani che fan di tutto per evitare la multa
Trovate che sia vergognoso fare dell'ironia su un caso come questo? Lo è.
Come è altrettanto vergognoso il comportamento dei militari USA che per "non abbassare il morale delle truppe" hanno insabbiato l'ennesimo caso, non tenendo conto delle deposizioni dei protagonisti (Giuliana Sgrena e l'uomo alla guida dell'auto) e infischiandosene altamente del "più leale alleato". Quindi nessuna colpa USA, tutta la colpa agli italiani, anzi all'unico che non può discolparsi, ovvero il povero Calipari. Amen.
E adesso, tanto per far intendere che aria tira, vediamo di capire cosa ci faceva quella cabina della funivia in mezzo al campo giochi dei due top-gun più ebeti d'America.
sabato, aprile 23, 2005
Gattopardo 2005
Mr. B. rifà il trucco al governo, o meglio gli dà una piccola rinfrescatina di facciata e trova un'altra volta il modo per prendere per i fondelli gli italiani. E questa è l'unica analisi che si può fare dopo aver confrontato la nuova lista dei ministri con quella del governo appena dimesso.
Su 24 dicasteri (tra cui gli ineffabili "Attuazione programma di governo" e "Rapporti con il parlamento" che credo possano esistere solo in Italia) solo 6 cambiano di titolare, ma bastasse questo... Proprio all'innoquo ministero per l'attuazione programma di governo va Caldoro tanto per dare un contentino agli amici del Nuovo-PSI, rientra - lui rientra sempre da qualche parte - Giorgio La Malfa all'altrettanto innoquo "Politiche comunitarie" (e anche qui si è pagato il dazio a qualcuno), il fedelissimo Scajola rileva l'inutile Marzano alle attività produttive, Landolfi sostituisce alle Comunicazioni Gasparri che si vuole occupare maggiormente del partito. Colpiscono le nomine di Buttiglione che, persa la poltrona delle politiche comunitarie, si recicla ministro dei beni culturali e soprattutto l'entrata nel governo di Storace al quale, trombato alle Regionali del Lazio, dovevano pure trovare una poltrona e a farne le spese è stato Sirchia. Mi chiedo cosa abbia a che fare Storace con la Sanità, visto che uno dei motivi principali della sua sconfitta è stata proprio la cattiva gestione della Sanità nella sua Regione. Fenomenale poi il ritorno del maggiore responsabile del cattivo andamento della politica economica italiana, ovvero Tremonti che va alla vice-presidenza del consiglio al posto di Follini, quasi per punire quest'ultimo per aver determinato per primo la crisi di governo.
Ai posti chiave - finanze, giustizia, lavoro, scuola, esteri, interni - nessuno s'è mosso. Tutti lì, fermi, a fare finta che non sia successo nulla, a pensare arrogantemente che gli italiani siano tutti lì pronti a farsi sfottere. Il Gattopardo diceva che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Mr. B. va oltre: lui non cambia niente... e basta.
giovedì, aprile 21, 2005
No psicofarmaci ai bambini
Fatelo. E' importante.
Annullati 39 ergastoli
L’annullamento riguarda anche altri 38 imputati accusati di omicidi commessi nell’ambito delle lotte di mafia.
C'è qualcuno che mi spiega il perché?
Fonte: Corriere
Niels-Henning Orsted Pedersen
Mi dispiace. Un altro grande del jazz che se ne va.
Fonte: Reuters
La vignetta di oggi di Staino

(Un'abitudine dura a morire)
Via ai lavori!
mercoledì, aprile 20, 2005
I 4 quesiti referendari
Tanto per essere chiari, ecco spiegati i 4 questiti referendari per i quali saremo chiamati al voto il 12 e 13 giugno:
1° per consentire nuove cure
La legge attualmente vieta ai ricercatori di utilizzare cellule staminali prelevate da embrioni non utilizzati. Le cellule staminali sono cellule che, debitamente orientate, sono capaci di moltiplicarsi, consentendo la cura di una serie di organi vitali.
La ricerca sulle staminali è fondamentale per combattere malattie come il cancro, la sclerosi, l´Alzheimer, il Parkinson, il diabete e molte altre ancora.
Si tratta di problemi che, solo in Italia, investono circa 12 milioni di persone a cui la legge 40, così com´è, sottrae una speranza fondata di guarigione.
2° per la tutela della salute della donna
Questo quesito è quello che più investe la salute della donna. La donna che, per mettere al mondo un figlio, è costretta a ricorrere alla fecondazione assistita è chiamata ad affrontare un percorso impegnativo, sul piano fisico e psicologico. Attualmente, la legge 40 lo complica ulteriormente.
Prima di tutto, non consente il congelamento degli embrioni e obbliga la fecondazione si un numero massimo di tre ovuli alla volta. Questo obbliga la donna, in caso di insuccesso del trattamento, a sottoporsi a più cicli di cura, con possibili danni per la sua salute.
Inoltre, non permette alle coppie portatrici di malattie genetiche e infettive la cosiddetta "analisi preimpianto", cioè un esame dell´embrione prima del suo trasferimento nell´utero della donna. Si espone così la donna a un doppio trauma: la possibilità di impiantare un embrione malato e la conseguente probabilità di dover ricorrere a un aborto terapeutico.
Infine, la legge impedisce alla donna di cambiare idea, poiché impone il trasferimento dell´ovulo fecondato anche in assenza di un suo rinnovato consenso.
3° per l'autodeterminazione e la libertà di scelta
La norma attuale assicura al "concepito" gli stessi diritti della madre e di ogni persona nata. Per concepito si intende già l´ovulo fecondato, ancor prima che si formi l´embrione. È la prima volta al mondo che questo avviene per legge.
Stabilire che un ovulo fecondato ha gli stessi dritti di una persona nata è un´ affermazione etica e di parte, che però rischia di avere conseguenze pratiche assai rilevanti. Se questa affermazione fosse valida, ad esempio, si rischierebbe di mettere in discussione radicalmente la legge 194 sull´interruzione volontaria di gravidanza, legge che ha prodotto l´esito positivo della riduzione degli aborti in Italia.
4° per la fecondazione eterologa
La fecondazione eterologa è una pratica a cui si ricorre solo in casi di grave sterilità.
Si tratta di una tecnica che consente la fecondazione assistita anche utilizzando gameti di donatori esterni alla coppia. La legge attualmente la vieta categoricamente. Ma impedire a una coppia di ricorrere a un donatore esterno può produrre solo due effetti: vietare per sempre alla donna di quella coppia di partorire o costringerla, se la coppia può permetterselo economicamente, a recarsi in uno dei paesi dove la fecondazione eterologa è consentita.
Tutte le informazioni sul sito del Comitato per il referendum

martedì, aprile 19, 2005
Crisi... ma cos'è questa crisi?
lunedì, aprile 18, 2005
Massimo Cacciari di nuovo sindaco
Non sorprenda la percentuale esigua, come non sorprenda la vittoria del "davide" Cacciari contro il "golia" Casson; infatti se il secondo poteva contare dell'appoggio di DS, Verdi, Rifondazione, PSDI, SDI, Comunisti Italiani e Italia del Valori, Cacciari aveva dalla sua Margherita e UDEUR, ma ancora una volta si dimostra che nelle amministrative non è questione di schieramenti ma di persone.
La mossa dei DS di candidare Casson non è parsa sicuramente delle migliori e la gente l'ha capito. Del resto candidare un magistrato che da anni indaga sulle malefatte dei suoi concittadini non appare certo la scelta più corretta soprattutto dal punto di vista dei problemi di conflitto di interesse che sarebbero sicuramente sorti.
Ora Cacciari (che è al secondo mandato, non consecutivo) ha il dovere di far dimenticare la fallimentare esperienza della giunta Costa; spero ci riesca, anche perché fare peggio di quest'ultimo sarà praticamente impossibile.
Buon lavoro al nuovo sindaco.
Dati: Comune di Venezia
Fai un salto, fanne un altro, fai una giravolta...
Questa è troppo bella per essere ignorata:
Seicenti milioni di salti per salvare la terra!
Si tratta di una teoria, perlomeno bizzarra, che si sta diffondendo su internet secondo la quale se tutti saltassero nello stesso momento cambierà l'orbita terrestre e la temperatura del pianeta si ridurrà di due gradi.
Il giorno previsto per il big-jump è il 20 luglio 2006 (per l'Italia alle ore 12.39:13).
Da non perdere il sito www.worldjumpday.org. Io mi sono registrato... vedi mai?!
Vai Paul! E' il tuo momento...
Il fatto che quella schifezza di uomo e di musicista che è Michael Jackson avesse acquistato vent'anni fa i diritti sulle canzoni dei Beatles mi aveva fatto incazzare non poco.
Il fatto che fu proprio l'ex-beatle Paul McCartney a venderglieli mi aveva fatto incazzare ancora di più. Ma come? Vendi i nostri sogni?
Ora, dato che i debiti per il suo processo lo stanno assillando, pare che lo slavato cantante questi diritti li voglia cedere. Così spero che sia proprio Paul McCartney e la fondazione Lennon (a cui i soldi per acquistarli non mancano di certo!) a muoversi per riprendersi quello che di fatto è loro e poter così godere a pieno del frutto dell'intelletto di due geni assoluti. D'accordo che a Paul & C. i soldi certo non mancano, ma trovo insopportabile che qualcun'altro, che proprio nulla ha a che fare con gli Scarafaggi di Liverpool, possa guadagnarci con le loro opere. Insomma: quando ascolto Eleanor Rigby, Strawberry fields forever, Norvegian wood o una qualsiasi delle loro canzoni, vorrei che i soldi andassero a chi le ha scritte e non a chi le ha fatte proprie solo in virtù della sua ricchezza.
Fonte: Repubblica
sabato, aprile 16, 2005
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Dopo il mitico concerto del 28/03/1988 a Bologna e all'altrettanto mitico 13/05/2004 a Firenze, questa sera ho l'occasione di vedere dal vivo i miei divini per la terza volta.

Parto per Ferrara tra un paio d'ore sotto una pioggia scrosciante. So già che la musica scalderà il cuore e asciugerà le ossa.
...Live a thousand lives by picture...
venerdì, aprile 15, 2005
Campagna referendaria 2005
Trovo che questo tema di massima importanza non sia sufficientemente dibattuto dai cosiddetti mass-media e la collocazione "estiva" dei referendum non aiuterà certo la partecipazione alle urne.
Per non far vincere chi, tramite l'invito all'astensione, ci vuole privare di una nostra libertà e di un nostro diritto, l'unica cosa da fare è diffondere più possibile le informazioni. I Radicali lo fanno e, pur essendo tra i promotori dei referendum, sul loro sito danno spazio a tutte le voci.
Per tutte le informazioni consultate qui.
Per aggiungere anche voi al vostro sito il feed radicale consultate qui.
giovedì, aprile 14, 2005
Ancora su Calipari
Qualcuno bisogna che si metta d'accordo, perché trovo trovo che gli sviluppi della faccenda Calipari siano estremamente vergognosi e assolutamente sconfortanti.
Ieri sera il TG ti dice che il ministro Fini insieme con la Rice affermano che le indagini sulla morte di Calipari non sono ancora finite, ma ci vogliono ancora dei supplementi di indagine, oggi il network NBC anticipa le conclusioni del rapporto preliminare della Commissione di inchiesta congiunta Italia-USA secondo il quale, sostanzialmente, l'uccisione di Calipari è avvenuta per un suo errore e che i militari statunitensi hanno agito secondo le normali regole d'ingaggio, quindi sono esenti da colpe. E' bello che vi siano tali certezze, considerando che gli investigatori non sono riusciti a redarre una versione comune sullo svolgimento dei fatti, dato che molti particolari sono in contrasto tra di loro, primo fra tutti il fatto che gli statunitensi dicono che erano stati fatti dei segnali per fermare l'auto, cosa negata dagli italiani.
Poi oggi i giornali ti dicono che il lavoro della Commissione di inchiesta, pur se terminato, è arrivato ad un punto morto per il rifiuto degli italiani a sottoscriverlo; i rappresentanti statunitensi vogliono far cancellare tutte le responsabilità per i propri soldati, i rappresentanti italiani vorrebbero che venisse riconosciuto almeno qualche errore, un malinteso, qualche forma di negligenza in cui possano essere incorsi i granitici marines chiusi nella loro altrettanto granitica sicurezza.
Oltre a queste restano anche altre zone d'ombra: perché l'auto non viene restituita al legittimo proprietario, cioè il SISMI che l'ha acquistata? Perché gli USA non vogliono rivelare i nomi dei militari presenti in quel famigerato posto di blocco? Perché Fini continua a dire che è "contento della collaborazione che si è instaurata "?
Fonti: Corriere Corriere Repubblica
Genova per noi

Paolo Conte: Genova per noi (1975)
Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non ci inghiotta e non torniamo più.
Eppur parenti siamo in po’
di quella gente che c’è là
che in fondo in fondo è come noi selvatica
ma che paura che ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.
Genova per noi che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un’idea come un’altra. Ah…
Ma quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.
Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia.
E intanto nell’ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande.
Lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.
In un’immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise.
Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
... ... ... ...
mercoledì, aprile 13, 2005
Extra omnes
Venerdì 4 marzo è morto, o meglio è stato ucciso Nicola Calipari. Dove e come lo sappiamo tutti.
Perché ne parlo ancora a distanza di un mese e mezzo? Beh, semplicemente perché i militari USA avevano iniziato un'indagine interna che doveva durare tre settimane. Considerato che finora della vicenda abbiamo concretamente visto una bara avvolta dalla bandiera e le fotografie dell'auto - peraltro fatte al lato sbagliato! - e in compenso sono state fatte un mucchio di chiacchiere, mi chiedo: l'avranno finita questa indagine? Ci sono delle conclusioni?
Oggi in materia il Corriere ci informa che gli USA non sembrano intenzionati a far giudicare da una corte marziale i militari coinvolti nell'"incidente". Sono cose che capitano... I comandanti militari USA non ritengono opportuno far punire i loro soldati, cosa che farebbe crescere lo scoramento tra le truppe, pericolo grave da evitare.
Ciò dimostra quanto alta sia la considerazione degli Stati Uniti riguardo ai loro alleati europei e in particolare italiani.
Mi chiedo cosa sarebbe successo se le cose fossero accadute a ruoli invertiti, ovvero se fossero stati dei militari italiani a sparare per "sbaglio" ad un funzionario USA.
Ma non preoccupiamoci perché il ministro degli esteri Fini dichiara: "i nostri rapporti bilaterali non sono mai stati così buoni", neppure al tempo del Cermis, dico io.
L'Arte è morta
Sull'arte e sulla essenza ai giorni nostri sono perfettamente d'accordo con Arsenio e con questo suo post che vale davvero la pena di leggere.
lunedì, aprile 11, 2005
Soldi al volontariato? No grazie.
Se c'è una cosa che funziona in Italia è il volontariato che, suo malgrado, occupa spesso e volentieri spazi che le varie Istituzioni dello Stato non riescono a coprire fornendo servizi e competenze che i cittadini non riuscirebbero ad avere in altro modo.
Beh, a fronte di questo impegno lo Stato cosa fa? Si appresta a modificare la legge quadro sul volontariato (legge n.266 del 1991) con delle norme che ridurranno del 75% i fondi ai Centri Servizio al Volontariato (CSV) che forniscono, gratuitamente, consulenze, tecnologie e conoscenze alle varie associazioni che ne hanno bisogno. Associazioni che si sono già mobilitate per sensibilizzare e cercare di fermare gli emendamenti. Tra le altre: Arci, Auser, Avis, Telefono Azzurro, Legambiente, Misericordie d'Italia, San Vincenzo, Associazione ONG Italiane.
Anche questo è un modo usato dal governo per riempire il buco fatto con il tanto decantato taglio dell'IRPEF.
Fonte: Repubblica
domenica, aprile 10, 2005
E' morto il Papa, viva il Papa... anche se...
Forse riusciremo a guardare le cose in maniera più lucida ora che l'ondata di commozione per la morte del pontefice si è parzialmente sopita, considerando che anche le TV hanno quasi smesso con i loro servili e vacui piagnistei e hanno invece iniziato il toto-nomine, tacendo comunque sulle trame silenziose che i gruppi di potere contrapposti stanno tessendo negli ovattati corridoi vaticani.
S e il rispetto per una vita - per qualsiasi vita - che si spegne è dovuto, non è giustificabile l'imposizione della commozione fatta unanimamente dai mass media, TV in primis, che non hanno lasciato nemmeno uno spazio a quella parte di società che il diritto all'indifferenza ce l'aveva eccome, se non altro per una questione - ancora - di rispetto. Quando alla fine ci ricorderemo che viviamo in uno Stato laico, almeno a parole, e che certo non spetta ai nostri mezzi di informazione e ai brunivespi di turno la santificazione dell'uomo e del suo operato, si spera che saremo in grado di analizzare questo pontificato che si è appena concluso valutandone sì le luci, ma evidenziandone pure le ombre.
Non vi è dubbio che Wojtyla sia stato un Papa politico, un uomo di potere, lo conferma anche il culto della sua personalità, e che questa sua propensione sia andata a discapito della spiritualità passata decisamente in secondo piano. Egli è stato definito "uomo di pace" per la sua condanna costante della guerra ma non dei cristianissimi guerrafondai, e per la convinzione che non esista vera pace senza una vera giustizia sociale, cosa certamente condivisibile e condivisa da tutti, eccetto proprio che da quei capi di Stato che si sono affrettati a rendere omaggio al suo feretro, ma che ben si guardano anche solo di pensare di mettere in pratica le sue idee. Colpisce in questo forte e genuino anelito di pace una nota stonata, la condanna di tutto ciò che ha a che fare col marxismo, ma l'indulgenza con i cristianissimi dittatori sudamericani; così non stupisce l'incontro e l'abbraccio con Augusto Pinochet, immortalato da alcune famose fotografie, e l'intervento - ufficioso, certo - presso il governo inglese per impedire l'estradizione dell'assassino cileno in Spagna, dove doveva essere processato per l'uccisione di cittadini spagnoli. Intervento che ha provocato la reazione sdegnata delle Madri di Plaza de Mayo tramite una terribile lettera inviata in Vaticano. Perplessità riguardo al silenzio su Banzer, Stroessner, Videla e sulla mancanza di parole di condanna in memoria di monsignor Romero e di tutti gli innocenti massacrati dal fascismo in America Latina. Perplessità sulla beatificazione del cardiale Stepinac, vicino al regime nazi-fascista degli Ustascia e ancora perplessità sulle responsabilità ed ingerenza nella crisi della ex-Jugoslavia e sul riconoscimento, perlomeno fuori tempo, dell'indipendenza di Croazia e Slovenia.
Per quanto riguarda l'ambito più prettamente di sua competenza, ovvero quello della guida della Chiesa, abbiamo assistito sì al rinsaldare della sua unità di base, ma anche al sacrificio di tante voci che avrebbero potuto dare un contributo alla riforma del cattolicesimo senza stravolgerne la natura. Quindi si è visto il progressivo annullamento delle conquiste del Concilio Vaticano Secondo e all'emarginazione di ogni forma di dissidenza interna, di tentativo modernista o di distacco dalla sua imbalsamata dottrina. Condanna della "teologia della liberazione", scomunica di Lefebvre, di Balasuriya per le sue idee troppo rivoluzionarie sul peccato originale, ma tolleranza con Marcinkus e le malefatte dello IOR e incoraggiamento dell'Opus Dei, culminato con la beatificazione del suo fondatore Escrivà, e della sua pesante ingerenza sulle strutture di controllo della Chiesa. Opus Dei che, tanto per capirci, tramite un deputato francese suo affiliato, voleva far diventare l'omosessualità un reato penale.
Per tacere, poi, delle assolute e colpevoli responsabilità sulla diffusione dell'AIDS in Africa, e non solo, con la assurda e ipocrita chiusura su contraccezione e preservativo visto come nuovo strumento di perdizione, delle sua posizioni su aborto, divorzio, sul ruolo della donna nella Chiesa - non ultimo il sacerdozio femminile - e sulla procreazione assistita circa la quale il fido Ruini si è già speso per far disertare i referendum.
Rispetto per l'uomo, quindi, ma io mi fermerei qui anche se mi rendo conto che la cosa è impossibile visto che cominciano già a fioccare i miracoli per una praticamente certa santificazione.
Per chiudere vi invito alla lettura di questo articolo (pdf) del solito ottimo Massimo Fini uscito venerdì sul Gazzettino.
venerdì, aprile 08, 2005
Tutti uguali di fronte al fisco?
Spero di non annoiare nessuno con un argomento un po' tecnico, ma credo che, al di là del singolo caso, esso sia sintomatico di un andazzo più generale.
Da qualche parte sta scritto che la legge è uguale per tutti, anche quella fiscale si suppone. Invece no. L'eccezione la trovi sempre e puntualmente va a discapito dei soggetti più deboli.
Con circolare n.12 del 01/04/05 la Direzione Centrale dell'Agenzia delle Entrate fa sapere che "con particolare riguardo alle detrazioni per figli a carico di cittadini extra-comunitari, il CAF deve riconoscere esclusivamente le detrazioni risultanti dalla certificazione rilasciata dal sostituto". Cosa vuol dire 'sta roba? Praticamente significa che i soggetti autorizzati alla compilazione della dichiarazione dei redditi (modello 730), ovvero i CAF (Centri di Assistenza Fiscale) devono attenersi, in materia di detrazioni per figli a carico, a quanto indicato nel CUD, ma solo per gli extra-comunitari. Quindi se il CUD è sbagliato perché ad esempio non vi è indicato un figlio a carico, un "normale" cittadino può rivolgersi al CAF e farlo inserire nella dichiarazione dei redditi per usufruire dei benefici di legge, un extra-comunitario no. Dovrà andare dal datore di lavoro - magari ex-datore di lavoro - e farsi correggere il CUD con tutte le lungaggini che ne conseguono e solo dopo presentarlo al CAF.
Mi sfugge cosa ha guidato la mente eccelsa che ha inventato tutto questo, ma onestamente questa disposizione mi pare una solenne violazione alla tanto decantata uguaglianza fiscale e non solo quella.
giovedì, aprile 07, 2005
Tuxedomoon live in Ferrara
Ci siamo! Parte il conto alla rovescia e sarà ancora Tuxedomoon live. Dopo il mitico concerto a Firenze di maggio 2004, sabato 16 aprile sarò ancora al cospetto degli dei.

E oggi, grazie all'ottimo Bambulè Shop di Bologna posso sfoggiare il mio vaucher.
Intanto siamo a
- 9
Referendum sulla procreazione assistita
Deciso il giorno delle votazione sul referendum: si vota il 12 e 13 giugno.
Beh, poteva andare meglio sulla scelta del giorno (il 12 è pure il mio compleanno), ma meglio così che una collocazione più "vacanziera". Ora, in barba a Ruini e a tutti i corvi di sventura che invitano all'astensionismo spero nell'intelligenza degli italiani che andranno a votare per modificare e/o abolire una legge indegna.
Fonte: Repubblica
Diamo un "senso" all'impegno politico
Elezioni regionali: perché affannarsi tanto in campagna elettorale, perché dibattere su programmi, perché darsi da fare ad organizzare, promuovere, incontrare gente, perché al limite vendere il culo?
Beh, due buoni motivi ci sono:
per ogni semplice consigliere regionale veneto (mi piacerebbe sapere quelli delle altre regioni, soprattutto quelle autonome) sono pronti:
9.800 euro netti di stipendio + benefit ed indennità per la partecipazione a commissioni ed incarichi speciali
1.800 euro netti di pensione da riscuotere a 60 anni avendo fatto anche solo una legislatura (5 anni). Ovviamente la cifra si raddoppia dopo 2 legislature... e così via.
Non ho altro da aggiungere su questa faccenda.
mercoledì, aprile 06, 2005
Maggioranza silenziosa
Ecco. Noi che non abbiamo saputo apprezzare le meraviglie offerteci in questi quattro anni di governo illuminato, ora ci troviamo in un paese comunista pertanto destinato alla miseria, al terrore e alla morte. Prepariamoci.
E poi capita di sentire Mr. B. alla televisione che dice (testuale): "In Italia esiste uno stato palese rappresentato dal governo, e altri poteri paralleli controllati dalla sinistra, come le scuole superiori, le università, la magistratura, il Consiglio di Stato, i giornali, le televisioni...." Genio! Chi avrebbe osato di più? Siamo praticamente in mano ad una dittatura della minoranza, l'opposizione al potere!
Ricordando, peraltro, che nel 2000, quando alle precedenti regionali la sinistra perdette 8 regioni a 6 l'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema si dimise. Ora invece stiamo 11 a 2 (in attesa del Molise) con il partito del premier che crolla dappertutto, anche nelle uniche due regioni dove il centro-destra ha vinto solo grazie ai voti della Lega. E lui che fa? Va in televisione e, dando aria alla sua inarrivabile arroganza, sostanzialmente conferma che di fronte al voto popolare lui se ne frega, continuando ad occupare la sua poltrona e facendosi i propri affari.
martedì, aprile 05, 2005
Buone abitudini
Ecco, mi ci voleva. Era da tanto che non mi capitava, ma non avevo perduto la bellissima sensazione che dà il camminare tranquilli per la città, senza grandi pensieri se non quello del guardarsi attorno e cuffiette nelle orecchie cantare con Morrissey la sua There is a light that never goes out fregandomene altamente della gente che mi guarda come se fossi uno dei tanti squilibrati che girano per il mondo. Che bella sensazione di libertà, di cervello sgombro, di sottile e stordente spensieratezza.
... take out tonight
because I want to see people and I
want to see lights...
Souvenir dal Vaticano
Sarò io che non capisco, ma davvero quelle foto fatte col telefonino davanti a "quella" salma mi sembrano di una idiozia indicibile. E l'ennesima occasione mancata.
L'autorevole BBC
Il quotidiano inglese Daily Mirror riporta la notizia che la BBC (la BBC !?) volendo preparare uno speciale su Bob Marley, ha chiesto alla Bob Marley Foundation la possibilità di effettuare un'intervista con il famoso cantante reggae, specificando che egli avrebbe dovuto passare solo un paio d'ore con gli intervistatori. Avrei voluto vedere la reazione degli esperti autori della BBC quando è stato risposto loro che il buon vecchio Bob è morto nel 1981.
Magari informarsi un pochino prima, no?
Il nuovo Sansone
(Marco Travaglio, 5 aprile 2005)
Satira svizzera

11 a 2, palla al centro (sinistra)
Questa volta il balletto dei "perdenti ma vincitori" non ci sarà. Non ci può essere. Perché le cifre sono troppo nette. Saranno pure state elezioni amministrative, ma un 11 a 2 mi pare un segnale politico piuttosto chiaro: gli italiani ne hanno abbastanza di Mr. B., dei suoi giochetti e delle sue vuote promesse, del suo totale e assoluto disinteresse per cosa vuole veramente la gente. Saranno pure elezioni regionali che non giudicano l'operato del governo, ma con esse gli italiani hanno detto che non vogliono che gente di centro-destra li amministri. E non mi sembra poco.
Ma tanto mica è sua la colpa di questa ecatombe (così l'hanno definito in giro questo risultato). No, sono gli altri che non capiscono, che non si rendono conto; basta leggere sul sito forzaitaliota quello che scrive un sedicente Aristofane in cui le responsabilità della sconfitta non sono attribuite, come generalmente accade, al capo ma nell'ordine:
- alla pessima congiuntura internazionale
- alla democrazia che consente ai cittadini di votare contro il governo per scaricare le proprie scontentezze
- alla sinistra che è avvantaggiata nelle votazioni locali per il suo radicamento nel territorio
- alla sinistra che ha fatto una campagna di falsificazione bla bla bla bla...
- all'elettorato di centro-destra (sì, di centro-destra!) che si mobilita solo quando si candida mr. B. per le elezioni nazionali
- alle liste di "disturbo" come la Mussolini... eh già, è meglio star buoni e non disturbare!
- al Papa che con la sua morte nel momento inopportuno ha allontanato gli indecisi dalle urne.
Manca solo Biancaneve e i sette nani e abbiamo fatto l'en-plain.
Mi resta un solo rammarico: il mio Veneto. Per i lombardi, pazienza, tenetevi per altri 5 anni il ciellino, ma qui continua ininterrotto il pontificato di Galan...
Da incorniciare questo commento di Mr. B. su Il Giornale del 13 marzo scorso:
"Vincerà chi avrà più voti nell'insieme di tutte le regioni, e sono convinto che questa parte sarà la Cdl. Le regioni più importanti confermeranno l'attuale governo di centrodestra, perché li si sono registrati concreti vantaggi per i cittadini. Sono convinto che la Cdl sarà vincente. Una regione in più sarà un risultato buono, due in più ottimo"
domenica, aprile 03, 2005
Una riflessione per oggi
La morte di un Papa, soprattutto di questo Papa, non è evento che possa essere lasciato passare in silenzio. Troppo importanti la sua figura, il suo posto nella storia, la sua influenza diretta o indiretta sulle cose del mondo per liquidare la cosa con l'adagio "morto un Papa se ne fa un altro". Per fortuna lontano dall'inutile ciarlare a vanvera dei media, mi sono preso alcuni momenti di riflessione che ben presto hanno superato il fatto in se stesso e che non proverò nemmeno a riportare qui se non per accenni.
Questo è il terzo Papa che vedo morire, ma di fatto, emotivamente, è il primo: Paolo VI è un'immagine sfocata e per Luciani ricordo solo, alla sua nomina, un irrazionale orgoglio che fosse patriarca della mia città, e alla sua morte lo stupore per la brevità di quei 33 giorni e la felicità di un giorno di scuola perso.
Oggi le cose e i tempi sono diversi; la mia coscienza non è certo quella dei mei 11 anni (anche se qualcuno lo confermerebbe ed io in qualche modo me lo auspicherei) e pur essendo profondamente laico, agnostico e anticlericale devo dire che la morte di Giovanni Paolo II mi ha toccato, non tanto in riferimento al personaggio - con le cui idee mi sono trovato spesso in disaccordo - ma soprattutto in riferimento all'uomo. Così per una volta voglio mettere da parte le scelte non condivise, l'ambiguità del culto quasi idolatra della gente per quest'uomo, mi voglio lasciare alle spalle la teoria del "chissà cosa c'è sotto" e voglio invece pensare, o forse far finta di pensare, che le cose siano andate come ce le hanno fatte vedere. Allora mi rendo conto che mi ha colpito la sua forza di uomo che, pur sofferente di così gravi malanni fisici, non rinuncia ad affacciarsi al balcone per testimoniare ancora al "suo" popolo la sua fede, per ribadire, magari a labbra mute, nuovamente le sue idee. Così questa esposizione di una lunga agonia - che io per primo non nego di aver trovata crudele - diventa un modo per dare coraggio, per infondere serenità nel dolore, per dare una vera e forte testimonianza di vita.
Lo confesso: per chi crede, per chi è capace di farlo veramente e non per ostentazione, provo quasi invidia. Credere rende sicuramente le cose molto più facili, soprattutto nei momenti finali o bui della vita; loro una certezza ce l'hanno, loro sanno dove li condurrà l'ultimo passo, io no e ne me dolgo.
sabato, aprile 02, 2005
Jorge Luis Borges
Da quando mi sono accostato a Borges leggendo le sue Finzioni, il fascino della sua scrittura mi ha subito preso. Avendo letto diverse sue cose ma piuttosto disordinatamente, da tempo meditavo di affrontarlo in modo organico; così mi sono concesso i due volumi dei Meridiani Mondadori dedicati alle sue opere e mi accingo ora ad entrare nel suo mondo carico di suggestioni, di infiniti richiami ad altrettante storie, di luoghi incantati e lontani, di insostenibili concretezze, di trame esili come tele di ragno ma forti come acciaio, ben sapendo che mi sarà impossibile penetrarne tutte le profondità e confrontarmi con la sua erudizione.
La scrittura di Borges è la scrittura del lettore, quello instancabile che ha divorato la biblioteca del padre, quello che vede concretizzarsi la sua parola solo nel momento in cui essa viene letta. Tra gli scrittori che conosco nessuno sa usare le parole come Borges. Le parole di ogni sua frase sono studiate in modo tale che la frase stessa non potrebbe funzionare in altro modo e ogni frase è perfettamente funzionale allo scritto: toglierla ne snaturerebbe il significato, aggiungervi qualcosa non sarebbe in grado di apportarne ulteriori elementi.
Sono sicuro che vi saranno dei prossimi post nei quali citerò sue frasi su cui, per primo, avrò piacere di meditare.









