giovedì, marzo 31, 2005
In Radio Veritas...
... ovvero: quando la realtà supera la fantasia!
Grazie alla segnalazione del mio amico Marco, ecco finalmente un'opinione chiara su un noto personaggio.
Andate a questo indirizzo di RadioRai (mica noccioline), cliccate sulla foto col tasto destro del mouse e guardate il nome assegnato alla foto!
Troverete una bella sorpresa ![]()
martedì, marzo 29, 2005
Dignità di vita, dignità di morte (2)
Ecco. Poi alla fine le uniche parole sensate che ho sentito sul Terri Schiavo sono quelle di un "sedicente" comico: Beppe Grillo.
Un mondo di disegni, i disegni di un mondo
Da oggi è on-line un nuovo blog, quello del mondo di Lorenzo, mio figlio. L'indirizzo è: http://mondolorenzo.blogspot.com.
Considerato che attualmente ha quattro anni (e mezzo... ci tiene!) non è sicuramente un blog scritto, ma disegnato.
Nessuna velleità artistica, semplicemente un modo per scoprire come vede il mondo una bambino.
Spero vorrete darci un'occhiata.
domenica, marzo 27, 2005
Occhio alla bottiglia blu!
No, non è pubblicità. Anzi.
Magari è una cazzata da scrivere nel blog però... avete presente la Sprite vero? Beh, oggi facendo alcuni acquisti per l'eventuale gita di pasquetta, ho visto una bottiglia di Sprite blu, denominata Ice cube. Incuriosito l'ho acquistata e una volta ben refrigerata l'ho voluta assaggiare: beh gente... ne avrò assaggiate di schifezze, ma credo di non aver mai bevuto una cosa più immonda di quella
. Una mistura davvero pessima che mi ha lasciato un gusto terrificante in bocca e che è finita prontamente nello scarico della cucina. No, qui non è questione di gusti. Fa schifo e basta. Ve lo dico, casomai la vogliate portare con voi lunedì... se la conosci, la eviti. Se la eviti non t'uccide.
Non l'ho mai vista in giro... forse l'hanno già ritirata dal mercato e quella era l'ultima bottiglia sopravissuta alla distruzione...
giovedì, marzo 24, 2005
Dignità di vita, dignità di morte
Il drammatico caso di Terri Schiavo ha portato alla ribalta, peraltro impropriamente considerate come stanno le cose, il dibattito sull'eutanasia. Non voglio entrare nel caso specifico, con tutta la sua storia giudiziaria, ma usarlo solo come spunto di riflessione.
Il presupposto di partenza è che non di eutanasia si tratta: la Schiavo, infatti, non ha lasciato alcuna indicazione in tale senso, ed è proprio questo il problema su cui si dibatte: da una parte c'è il marito che afferma che Terri non avrebbe voluto vivere in queste condizioni e dall'altra ci sono i genitori che vorrebbero tenerla in vita comunque. Innanzitutto, prima ancora di schierarsi per l'una o l'altra parte, di fronte ad entrambe le posizioni è necessario fare un passo indietro e tenere un atteggiamento di rispetto, perché credo, o almeno voglio sperare, che entrambe le posizioni siano dettate dall'amore verso una persona che soffre. Ma il problema c'è ed è reale.
A mio parere il problema non è l'eutanasia in se stessa, ma fare in modo che ad essa non ci si arrivi neppure. Solo una quarantina d'anni fa persone come Terri sarebbero morte con buona pace dei salvatori a tutti i costi; per carità, ben vengano i progressi in medicina se servono a salvare la vita, ma mi chiedo se sia lecito spingere così avanti le tecniche mediche tanto da superare quella che è la dimensione di vita dell'uomo. Perché di questo si tratta, di una sorta di desiderio di onnipotenza, di inutile accanimento contro il nostro destino di mortalità. A cosa serve tenere in vita una persona nelle condizioni in cui si trova la Schiavo e chissà quante altre migliaia di persone nel mondo? E' definibile vita quella di essere, senza alcuna speranza di ripresa, condannati in un letto, con alimentazione o - in altri casi - con respirazione forzati, senza poter provare alcuna emozione, sentimento o sensazione perché il cervello è praticamente morto? E' definibile vita quella di un essere umano ridotto ad un vegetale, anzi peggio, perché senza macchine non potrebbe vivere? Io personalmente non lo credo. E mi pare sia più giusto e umano essere liberati da questa sorta di limbo e liberare da questa sorta di obbligo morale tutti coloro che ti debbono assistere. Mi chiedo se ci sia più egoismo nel prendersi le proprie responsabilità e decidere di porre un termine ad una sofferenza - ripeto: vita non mi pare il termine adatto - oppure lavarsene le mani e lasciare ferme le cose come stanno. Fino a quando? Fino che il cuore reggerà, e poi? Via attaccati ad un'altra macchina... No, non è umano: lo trovo grottesco, cinico e crudele. P er questo troverei del tutto logico, anche nell'ottica di una pietà laica e non pelosa, lasciare libera Terri di andare incontro a quel grande mistero che è la morte.
Come dicevo prima, sono convinto che sia la persona che debba decidere per se stessa in questi casi drammatici e che lo strumento ideale sia il testamento biologico, così come proposto da molte associazioni e persone di cultura; da parte mia mi sto informando e a breve redarrò il mio, sperando che in Italia ci si ricordi di essere un paese civile e ci si decida finalmente a renderlo legale, così da evitare casi pietosi come quelli di Terri, e poter vivere - e morire - con maggiore serenità e consapevolezza. E dignità.
domenica, marzo 20, 2005
Lettura del pensiero... o un buon database
L'unica raccomandazione è rispondere correttamente alle domande e il divertimento è assicurato.
giovedì, marzo 17, 2005
Giovani e casa
Certo la prima causa di questo dato è l'aumento dei prezzi delle case che secondo Nomisma dal 1999 al 2004 è incrementato dal 45,6% al 65% (26,8% e 44,1% al netto dell'inflazione) a seconda delle aree urbane di riferimento (solo nel 2004 del 7,3% nelle città intermedie e del 9,7% nelle grandi città).
Ma una motivazione, soprattutto nei giovani, credo sia dovuta alla crescente incertezza sul piano lavorativo, in un mercato del lavoro che, pur non essendo preparato ed adeguato ad accoglierla, pretende sempre maggiore flessibilità, generando di fatto insicurezza e disagio.
Ohhh, finalmente
mercoledì, marzo 16, 2005
Non ci resta che piangere
Anni fa Cuore avrebbe titolato: "hanno la faccia come il culo".
martedì, marzo 15, 2005
Referendum su fecondazione assistita e libertà di ricerca scientifica
L’Associazione Luca Coscioni,
insieme a Radicali italiani, ha lanciato una campagna di mobilitazione per portare quante più persone possibile a votare. Vi prego di dare un'occhiata al sito
dove potrete trovare tutte le informazioni del caso e ragionare sulle ragioni per andare a votare, sia quelle del SI' sia quelle del NO.
No, non mi asterrò, come mai ho fatto, perché io credo che se si ha un'idea bisogna portarla avanti, con tutti i propri mezzi per quanto poveri essi siano. Quindi tutti a votare (SI' ovviamente) ricordando che anche dire NO è meglio che stare zitti e lasciare che siano gli altri a decidere per te.

lunedì, marzo 14, 2005
Nuova vita per i commenti del blog
sabato, marzo 12, 2005
Bird lives!
12 marzo 1955, esattamente cinquantanni fa. Una data fra tante, un giorno come un altro per tutti, eccetto che per il jazz. In quella data, infatti, si spegneva uno dei massimi geni della storia del jazz, e della musica tutta: Charlie "Bird" Parker. Si spegneva l'uomo ma non si spegneva la sua musica, musica che vive tuttora in cento altre musiche, che ispira ancora l'innumentevole schiera di musicisti che vi si accostano.
Da quando con l'amico Dizzy Gillespie, arricchendo l'armonia e dando la massima libertà al ritmo, Bird ha praticamente inventato il be-bop, il jazz non è stato più lo stesso; la sua importanza e la sua spinta innovativa non si sono ancora fermate e continuano a vivere in innumerevoli progetti. E' questa la forza di Bird e della sua dirompente personalità, è questo che ce lo fa pensare una costante presenza per ogni jazzista che si trovi a confrontarsi con questo linguaggio. Perché Parker è il jazz, tanto che si dice che qualsiasi musicista gli dovrebbe i diritti d'autore sulle improvvisazioni.
Bird lives! era scritto sui muri di New York alla morte di Parker e ancora oggi qualcuno lo scrive con lo spray sulle pareti delle città in tutto il mondo. Io lo scrivo qui, piccolissimo omaggio ad un grandissimo della storia.
Una bella serata, grazie alla compagnia
Progamma musicale dell'evento proposto dal ristorante: l'orrido Zucchero per fortuna subito zittito, Clandestino di Manu Chao e un Paolo Conte rappato causa lettore CD malfunzionante. Dimenticavo: sulla strada del ritorno dal pre-ritrovo veneto a casa mia un clamoroso Sonic boom di Lee Morgan sparato al massimo volume, anche per evitare l'abbiocco.Grazie a tutti ragazzi, sono stato davvero bene.
venerdì, marzo 11, 2005
Questa sera cena...
... ma mica una cena normale. Dopo l'inquietante pranzo con gli ondarockers è la volta di una cena in terra mantovana con i blogger e i lettori della comunità di ugidotnet. Che ci faccio io, computer-neanderthaliano, in mezzo a tutti quei super-programmatori? Non lo so. Ma sicuramente sarà una buona occasione per imparare qualcosa e magari convertire qualcuno al sacro fuoco del jazz.
Luogo del misfatto il ristorante La Pesa di Castellaro Lagusello (MN) che sulla carta, o meglio sulle pagine di internet, appare ottimo (date un'occhiata ai menù per conferma!).
Ho già l'acquolina in bocca. Buon appetito a noi.
giovedì, marzo 10, 2005
Tante volte è meglio tacere
Non so. Forse non voleva. Forse non ci pensava, ma certe volte è meglio contare fino a 500 prima di dire certe idiozie.
Non sto vaneggiando, semplicemente questa sera - in un uno dei miei rari momenti di attenzione televisiva - vedo Antonella Clerici che va a trovare Paolo Bonolis al suo programma sui pacchi. Pubblico entusiasta, si applaude, ci si alza per una standing ovation. E qui cade l'asino (non se la prenda Bonolis): perché finché si scherza si scherza, ma dire alla Clerici (testuale) "anche la standing ovation! Manco fossi morta..." ...mah... non tanto per il macabro augurio, ma soprattutto perché il logorroico Paolo avrebbe dovuto pensarci che l'ultima standing ovation l'avevano fatta assieme sul palco di Sanremo e per commemorare un'altra morte. Vera e drammatica questa.
Sulla fecondazione assistita
Ad un anno dall'entrata in vigore della nuova legge sulla fecondazione assistita si fanno i primi bilancio. E non sono certo confortanti. Calo di richieste nei centri appositi, quelli italiani ovviamente, perché chi può va all'estero: Spagna, Croazia, Belgio, Ucraina (!?) ... o addirittura si rivolge alle banche del seme su internet! Ecco gli effetti d una legge assurda, contraddittoria e limitativa della libertà dei cittadini.
Speriamo che, nonostante il becero ostruzionismo cattolico, dai referendum escano dei chiari segnali per abolire questa legge vergognosa.
Fonte: Articolo Repubblica
mercoledì, marzo 09, 2005
Welcome to the hotel Chernobyl
Prelevo dal blog del mio amico Andrea il link al sito di Elena, una ragazza davvero coraggiosa che con la sua moto e armata solo di un contatore Geiger ha fatto un viaggio nei dintorni di Chernobyl dove nel 1986 è esploso il reattore nucleare.
Ghost Town - Elena a Chernobyl
Il racconto del viaggio (in inglese) è un po' lungo ma anche solo le numerose fotografie danno un senso a quanto è successo in quei luoghi. Davvero toccanti.
Questo è l'asilo (ovviamente in una delle foto di Elena):

Elezioni regionali 2005
martedì, marzo 08, 2005
Mezza informazione, nessuna informazione
Oggi in internet girava la foto di quest'auto che è stata indicata essere quella su cui viaggiava Giuliana Sgrena. Poi la smentita. Poi la riconferma. Poi...
Circa quanto è successo alla liberazione della giornalista italiana non mi sono fatto ancora un'idea precisa e lascio aperte tutte le ipotesi. Non escludo neppure che sia stata un'azione appositamente intrapresa per eliminarla, certo è che molte cose di questa faccenda sono - e temo resteranno - inquietanti ed oscure. Però mi chiedo a che gioco stiano giocando i media, soprattutto quelli apparentemente meno schierati.
La mia riflessione nasce da quello che si è visto al TG1 di questa sera: il giornalista manda in onda le immagini dell'auto - diversa da quella della foto - che dice era quella su cui viaggiava Giuliana (ma credo non ne siano sicuri pure loro). Fa notare che ci sono solo un paio di buchi di proiettile sul parabrezza dalla parte del conducente, che il lunotto posteriore è in frantumi, che la gomma anteriore sinistra è bucata, forse da un proiettile. Non capisco. Pare che voglia far capire che in fin dei conti si tratta di pochi colpi... peccato che l'inquadratura si fermi solo a metà del parabrezza... peccato che la fiancata destra non venga neppure sfiorata dalla telecamera, e che la fiancata destra sia proprio quella investita dai colpi che hanno ucciso il povero Calipari... peccato che i militari USA avevano detto di aver sparato al motore e il cofano appare piuttosto in ordine.
Contraddizioni, mezze verità, allusioni. Mi pare il gioco delle tre carte, o dello scaricabarile se volete.
Non so. Mi limito a pensare che finché ognuno vorrà far passare per autentica la propria verità, la "vera" verità non si saprà mai. E c'è più di qualcuno che ha tutto il diritto di conoscerla.
30 secondi d'oro
Lo so che faccio demagogia nazional-popolare, ma che ci volete fare...
La notizia è sul Sole24ore di oggi (edizione su carta): 30 secondi di spot in media fruttano a Paolo Bonolis - top scorer in questa particolare categoria - circa 115.000 euro, che fanno più di 220 milioni del vecchio conio. Niente male davvero! Non oso neppure quanti anni di lavoro mi servono - anni non secondi - per raggiungere la stessa cifra.
Tra le altre cose pare che Mediaset, per facilitare il passaggio nella propria scuderia, abbia offerto al conduttore la modesta cifra di 80 milioni di euro per 4 anni. Lascio a voi fare la conversione in lire.
Sì, lo so, non ho nessun diritto di intromettermi nei fatti degli altri, però mi sorge spontanea la domanda: considerato che a Bonolis sta tanto a cuore il Darfur, quanti di questi soldi derivanti dalla reclamizzazione di una merendina qualsiasi sono andati in Africa?
Ve l'avevo detto... non è cosa...
Simboli e appartenenza
Ho un collega che abita a Castagnola, quartiere di Lugano. E questo potrebbe importarvi davvero poco. Più interessante è il motivo per il quale lui - che sa da che parte politica propendo - mi ha chiamato ieri al telefono raccontadomi cosa è successo domenica scorsa nella ridente cittadina svizzera (si dice così no?) nota per aver dato asilo a Carlo Cattaneo, uno dei padri dello stato federale.
Proprio la visita alla casa di Cattaneo è stata la prima apparizione pubblica dell'ex-ministro Umberto Bossi che, davanti alla folla leghista osannante con il solito tripudio di chincaglieria longobarda, ha colto l'occasione per fare un piccolo comizio. Fin qui tutto normale, tanto noi italiani - al contrario degli svizzeri perplessi - siamo oramai abituati alle bislacche iniziative leghiste. Ma quello che dà da pensare è che durante la manifestazione, alla quale ha partecipato lo stato maggiore del partito con Giulio Tremonti e i ministri Roberto Maroni, Roberto Castelli, Roberto Calderoli, uno degli slogan più ripetuti dai tronfi padani è stato: "siam padani con un sogno nel cuore, bruciare il tricolore".
Ora vorrei sapere cosa dovrebbero pensare la vedova e le migliaia di persone - italiane e forse anche padane (sempre che il termine abbia qualche significato) - che il giorno prima hanno accolto con commozione il rientro della bara di Nicola Calipari avvolta proprio da quel tricolore? Cosa bisogna pensare di questi tre ministri della Repubblica italiana - che la rappresentano essendo stati votati dal popolo (che dio lo perdoni!) e dalla quale percepiscono una cospicua retribuzione - che ne lasciano tranquillamente distruggere il simbolo più alto?
lunedì, marzo 07, 2005
Drogati a 8 anni
Riguardo alla famigerata "Attention Deficit Hiperactivity Disorder", ovvero la sindrome da iper-attività nei bambini, spacciata come una nuova emergenza sociale, questa che leggo su Repubblica trovo che sia una pessima notizia. Trovo che questa famigerata sindrome sia una scusa bella e buona per genitori che non hanno voglia di seguire correttamente i loro figli - con tutte le incombenze che ciò comporta - o per insegnanti incapaci.
domenica, marzo 06, 2005
Un cent per i tuoi pensieri
... ma tutti però! Sarebbe davvero un bel sistema per diventare iper-miliardari! Già, perché se andiamo a ricercare il numero più grande in natura, alla fine si scopre che ce l'abbiamo in testa.
Se consideriamo, infatti, i neuroni presenti nel nostro cervello e le loro connessioni che potenzialmente potrebbero essere ciascuna veicolo di un pensiero, arriviamo (vi risparmio i calcoli) al fantastico numero di 10 elevato a 70.000.000.000.000. Numero che fa praticamente scomparire quel 10 elevato a 80 che rappresenta il totale stimato degli atomi dell'universo, ma che, al contrario di quest'ultimo, è concentrato in un volume decisamente piccolo ma di una complessità incredibile. Se poi consideriamo quanti uomini ci sono al mondo...
Fonte: Mike Holderness nel suo articolo Think of a number nel New Scientist del 16/06/01
sabato, marzo 05, 2005
Il blocco del recensore
Avrei dovuto pubblicare il disco del mese di jazzer il primo marzo. Ma chissà perchè, pur avendo individuato il disco da recensire, non riesco a farlo. Proprio non mi passa per la mente di mettermi a scrivere qualcosa. Eppure sono qui davanti al pc con tutte le migliori intenzioni. Vabbè ci riprovo...
Compagno (in)fausto
Certo che se a destra dobbiamo sopportare una pletora di incapaci esaltati, neppure a sinistra sono rose...
Rocco e i suoi fardelli
Tempi proficui questi per parlare di politica. Tanto che non si fa a tempo a digerirne una che spuntano nuove dichiarazioni sempre più inquietanti. Ora è la volta del politico più clericale di tutta la Cei messa assieme, colui che si erge a baluardo difensivo di tutta la paccottiglia cattolica che impregna questo paese: Rocco Buttiglione. Non soddisfatto di aver dovuto rinunciare alla candidatura a commissario europeo per la sua presa di posizione sull'omosessualità, ieri ha voluto mettere la parola "fine" alle polemiche dichiarando all'emittente tedesca N24: "Non credo di essere migliore di un omosessuale, perché anch'io sono un peccatore... molto probabilmente peggiore di gran parte degli omosessuali."... per la serie: peggio la toppa che lo strappo! Perché, ne sono convinto, per lui essere gay è davvero essere peccatori, ma appare evidente che il sior Rocco è ministro e come tale dovrebbe parlare - non come animatore dell'Azione Cattolica - e quindi condividere il concetto di peccato solo con i suoi compagnucci della parrocchietta e non con tutta la società. E' altrettanto evidente, e grave, che ancora una volta il baciapile di turno cade nel solito difetto dei cattolici: l'ipocrisia. Guardando la pagliuzza altrui e dimenticando evangelicamente la trave nel proprio occhio. Perché don Rocco si scaglia tanto contro i "vizi" degli omosessuali e non castiga i deprecabili costumi dei propri compagni di schieramento politico, di governo, di bisboccia, non ultimo quelli di mr. B.? Perché per la morale cattolica saranno peccaminosi i rapporti omosessuali, ma lo sono altrettanto i rapporti fuori dal matrimonio e quelli tra i divorziati ri-sposati. Etica pret-a-porter sior Rocco? Un colpo al cerchio e la botte è meglio lasciarla stare? (che magari si incazza).
Chi non salta...
Commenti pressoché unanimi sulla liberazione di Giuliana Sgrena: gioia per lei, cordoglio per la morte di Calipari e preoccupazione per il collega ferito. Ma c'è sempre qualcuno che parla fuori dal coro, o meglio che piscia fuori dal pitale. Questa volta è il turno dell'ineffabile ministro (già... ministro) Calderoli che, come riporta Repubblica, ha così commentato (spero prima della notizia della sparatoria):
"Noto quante incredibili coincidenze hanno preceduto questa liberazione. Mi ricordo che quando il padre fece un appello perchè arrivasse un segnale che lei fosse ancora in vita, il giorno dopo è arrivato il filmato. Poi Bertinotti che aveva auspicato la liberazione della giornalista nel corso del congresso del Prc e, infine oggi, il padre che aveva sognato la figlia libera e il giorno dopo ciò accade. Finito il periodo del dramma chiederò consigli al papà e a Bertinotti per fare la schedina..."
Troppa cassoela, ministro? Un'alka-seltzer per digerire?
Incommentabile.
Avevano il sole negli occhi...

Non ho voluto parlare prima di Giuliana Sgrena. Quasi per pudore. Quasi per non disturbare. Volevo riservarmi di parlarne quando avrei potuto farlo con tutta la gioia nel momento della liberazione. Ora è quel momento. Ora la gioia non c'è, o meglio è sfumata dall'assurdo epilogo della vicenda.
Tanto so già che la dinamica della vicenda non sarà mai chiarita, che nessuno spiegherà perché militari USA hanno "accidentalmente" sparato contro l'auto di Giuliana. Che nessuno renderà conto del perché l'autista della jeep non si è fermato al posto di blocco. Certo che... cosa vuol dire che Calipari è morto sotto il "fuoco amico"? Se non era amico cosa succedeva?
Credo non ci siano parole da dire se non esprimere una profonda tristezza per una morte che si poteva tranquillamente evitare.
venerdì, marzo 04, 2005
Mi contraddico
L'avevo detto che non avrei parlato del festival. Beh, questo merita di essere annotato.
Da alcuni minuti è finita l'esibizione del "vecchiaccio" Nicola Arigliano che, non contento di aver presentato la sua Colpevole - canzoncina sì carina ma niente di più - con un mezzo consenso di Bonolis, quel consenso che forse non si può rifiutare ad un ottantenne, si lancia in una On the sunny side of the street da ricordare. Da ricordare perché che io sappia non c'è mai stato un "bis" a Sanremo, da ricordare perché in tre minuti di sano, puro e genuino jazz Arigliano ha spazzato via quintali di pattume, da ricordare per lo swing e la passione per una volta tanto genuini.
Avrei voluto continuasse per un'altra mezzora mandando nel caos il Festival e Bonolis a tentare inutilmente di fermare gli assoli di Franco Cerri, Gianni Basso, Bruno De Filippi e soci.
Che momento!
Go man!
giovedì, marzo 03, 2005
Non si fa a tempo a dire una cosa...
Ecco. Giorni fa si diceva questo. Oggi invece abbiamo la conferma di questo:
"Allarme dell'Unicef: Italia, record di bimbi poveri.
È il più alto tasso di povertà infantile d'Europa."
Rapporto (pag.28) Unicef, 2 marzo 2005
Ma si sa: anche l'UNICEF fa parte della campagna comunista e disfattista ecc... ecc...
(eh, sì, Stefania, ricambio il favore)
martedì, marzo 01, 2005
Sì, anch'io su Mario Luzi
In tempi e climi in cui la poesia è fin troppo dimenticata, se n'è andato uno degli ultimi poeti di cui non sentiremo più la voce.
Se la poesia oggi sia un inutile optional, o un indispensabile dovere, decidetelo voi... io vi trascrivo alcuni versi di Luzi che, tra i pochi che conosco, mi hanno colpito molto per la potenza della loro forza poetica:
Bruciata la materia del ricordo, ma non il ricordo.
Il ricordo impera ugualmente. E' lui
che oltre la storia e oltre la finita reminescenza
lungo tutta la lunga mattinata estiva osserva
la piazza prima in ombra inondata dalla trasparenza
tramutarsi in un vaso di fulgore offuscato dall'accecamento
con nient'altro tra ripa e ripa di pietra e marmo che la sua forza.
Lui solo e da sotto le tegole una buba
di colombi che quasi di troppa betitudine la scolma.
Ricordo senza limiti, ricordo senza corpi né ombre.
Sì, comincerà questa sera...
... no, qui non se ne parlerà...










