lunedì, febbraio 28, 2005

Così, per la precisione

15.747.724.136.275.002.577.605.653.961.181.555.
468.044.717.914.527.116.709.366.231.425.076.185.631.031.296

Questo è il numero dei protoni (e di conseguenza degli elettroni) esistenti nell'universo visibile, calcolato - a mano - da Eddington negli anni '20 durante una traversata atlantica in nave.
Come ha fatto? Semplicissimo: per prima cosa ha calcolato la massa dell'universo moltiplicando la sua densità per la sua dimensione delle quali disponeva stime di carattere astonomico e poi ha diviso tale massa totale per la massa di un protone ottenendo in questo modo il numero dei protoni. Questo calcolo l'ha impegnato per una trentina di secondi. Il resto del viaggio l'ha utilizzato per esprimere il risultato in un unico numero intero. Il Numero di Eddington.

(Per la cronaca ho impiegato 55 secondi a trascriverlo dal libro da dove l'ho copiato).


Un pioniere

E' morto Jef Raskin. Forse non lo conoscete di nome - come non lo conoscevo io - ma sicuramente conoscete il suo lavoro... mi sa che lo state usando proprio in questo momento... Così lo ricorda un articolo su Repubblica

Ritrattiamo... è tanto tempo che non lo facciamo...

Sabato un lungocrinuto mr.B. - dimostrando ancora una volta il suo profondo rispetto per le istituzioni - se ne esce con una delle sue solite perle, invitando Ciampi "sulla promulgazione delle leggi a non seguire le sirene della sinistra", ieri l'ovvia nota di risposta del Quirinale in cui, a difendere più la figura istituzionale che la propria persona, Ciampi scrive che "non è costume del presidente della Repubblica dare ascolto a suggestioni, suggerimenti o critiche gratuite da qualsiasi fonte provengano. Tutti i provvedimenti legislativi rinviati dal Capo dello Stato al Parlamento sono stati sempre accompagnati da messaggi debitamente, convintamente, dettagliatamente motivati". Oggi la contro-nota di palazzo Chigi "Mai messo in dubbio la correttezza delle decisioni del Presidente... blablabla... è la solita strumentalizzazione della sinistra... blablabla" ...
Ma basta! Per quanto ancora dovremo sopportare 'sta tarantella di dichiarazioni seguite puntualmente da smentite o correzioni di tiro? Ma a mr. B. è mai venuto in mente che magari è proprio lui ad esprimersi male o a dire boiate e non il solito complotto della sinistra, dei giornalisti, della magistratura, della confindustria, del circolo delle bocce...
E poi è possibile che tutti i suoi compagnucci di schieramento stiano sempre lì coperti ed allineati, a difenderlo supinamente, a giustificarlo, a negare bovinamente l'evidenza? Non si rendono conto di quanto ridicoli si stanno dimostrando?
Sarà esaudire un sogno se e quando un giorno sentirò un Bondi, o un Tajani, o uno Schifani, o un Follini muovere un'eccezione su quanto detto da mr. B. e sentire finalmente qualcuno esplodere in un "ha detto una cazzata!"


sabato, febbraio 26, 2005

Un violino (scordato) al veleno

Leggo perplesso sull'ultimo numero dell'Espresso l'intervista ad Uto Ughi intitolata "Un violino al veleno" dove sostanzialmente il celebre violinista si lamenta del fatto che la cosiddetta "musica classica" sia poco conosciuta dai giovani, che ai concerti il pubblico è composto di persone anziane e che anche nelle chiese non si suona più la musica sacra di Bach (questo l'ho aggiunto io), di Mozart e di Beethoven per lasciare posto agli "orripilanti strimpellii d'una chitarra elettrica" da rocchettari. Sarà pure un'analisi corretta - anche se sull'ultima affermazione soprassiederei perché comporterebbe un lungo discorso che ora non voglio affrontare - ma mi paiono errate le conclusioni.
Se è vero che nella scuola e nei media la "classica" - soprattutto quella del '900 - è pressoché tabù, non è altrettanto vero ciò che afferma Ughi, cioè che gli "elementi di disgregazione [sono] la tv e il rock" e ancora che il rock non è musica popolare ma "é solo musica globalizzante, consumistica che ha traviato l'identità del nostro popolo come degli altri."
Sulla televisione che non fa cultura posso essere pure d'accordo, in un certo senso non me lo aspetto neppure, ma davvero Ughi è convinto che se un giovane oggi ascolta Ben Harper piuttosto che Bruno Maderna sia stato traviato dal rock? Trovo che queste sprezzanti prese di posizione siano proprie di una persona fondamentalmente ignorante, tronfia delle proprie convinzioni e arroccata su posizioni di chiusura mentale paradossali. Non è che questo modo di pensare è proprio quello che, quasi fosse un contrappasso, preclude l'avvicinamento da parte dei giovani alla cosiddetta "musica colta" piuttosto che a forme più "pop"?
Mi deve spiegare Ughi, se il rock non è popolare in che cosa lo è la "musica colta" e in che modo il rock ha guastato l'identità del nostro popolo: forse ad ascoltare solo Luigi Nono o Luciano Berio saremmo rimasti più integri? Oppure bisogna continuare in eterno ad ascoltare Verdi perché ha contribuito al nostro risorgimento? Certo che ce ne vuole di coraggio a schifare una cultura - sì "cultura" - come quella del '900 musicale, che sarà certo formata dai vari musicisti tanto cari al violinista ma anche, e soprattutto, dal rock in tutte le sue sfaccettature. Per tacere di come sistematicamente si ignora - anche dal punto di vista delle sovvenzioni - il linguaggio che ha attraversato tutto il secolo scorso, ovvero il jazz, ispirando e influenzando musicisti di tutti i tipi, non ultimi i vari Stravinsky e Schostakovich.
E poi mi sembra il caso di dirlo: i vari compositori contemporanei hanno fatto di tutto per auto-ghettizarsi, perché -
è inutile nascondersi dietro ad un falso intellettualismo di maniera - è evidente che tanta parte della cosiddetta "musica colta" del '900 è di un ermetismo e di una noia mortali, anche per persone di una certa cultura. Non dico che quei musicisti debbano anche loro produrre canzonette, ma almeno ci provino a colmare la voragine che li distacca dalla realtà, immersi come sono nell'incessante scavare in una ricerca che oramai appare decisamente fine a se stessa.
Se la metta via Ughi: non è certo criticando il rock in toto che lei porterà i giovani alla classica, né a quella del '900 né a quella dei secoli passati. Sono ben altre le azioni da intraprendere. E adesso vada a mettere nel lettore l'ultimo disco di Springsteen - lo so che sotto sotto le piace - che io per farmi passare l'insonnia vado ad ascoltare le Variazioni Goldberg come il conte Keyserlingk...


venerdì, febbraio 25, 2005

Ancora sui Radicali

Decisamente interessante questo articolo de "La Stampa" (riportato sul sito dei Radicali Italiani) sui rapporti tra chiesa e politica in Italia.
Chissà perché, ma io è da un po' che sento aria di Crociate...


giovedì, febbraio 24, 2005

Troppo, troppo radicali

Quando si esagera, si esagera. Ma pensate questi Radicali che cercano sì asilo a destra e sinistra, ma che non vogliono rinunciare alla loro identità! Ma come si permettono? Son cose che non si possono tollerare! Così per il veto di pochi, ovvero dei soliti catto-comunisti a sinistra e catto-liberali (?) a destra, ci dobbiamo privare di una forza politica importante, una voce sempre "fuori dal coro" e per questo da ascoltare. E poi dicono che lo Stato italiano è uno stato laico...
Secondo le parole dello stesso Pannella, se i Radicali non entrano in uno dei due schieramenti moriranno. Mi auguro di no perché i Radicali mi sono simpatici pur condividendo solo una parte delle loro idee ed essendo fortemente contrario alle altre. Mi piacciono proprio perché sono scomodi.
Comunque da tutta qusta vicenda ne esce un vincitore, anzi due: Mastella e Buttiglione. Bella roba! E il tragico è che questi due personaggi continueranno a dettare legge nei loro rispettivi schieramenti per lungo tempo.
Certo che una forza politica che rifiuta gente come Coscioni e tiene al suo interno Cirino Pomicino deve far riflettere.


Ipse dixit

"Siamo in vetta all'Europa come popolo che gode di un livello di vita elevato"
Silvio Berlusconi, 23 febbraio 2005

E tutto d'un tratto il coro...

(mi chiedo quanto ancora dovremo mangiare la merda che ogni giorno quest'uomo ci propina...)


mercoledì, febbraio 23, 2005

I costi della guerra

In questo sito potete trovare quanto sta costando la guerra "umanitaria"  in Iraq e cosa ci si poteva fare con quei soldi.

(grazie Stefania)


martedì, febbraio 22, 2005

Mangiata lariana, missione compiuta

Nonostante i quasi 800 km (tra andata e ritorno), il tempo decisamente pessimo (neve in autostrada da Milano a Desenzano sia all'andata, ma soprattutto al ritorno), il Crotto dove si sarà mangiato pure discretamente bene ma qualche sopresina negativa l'ha riservata, è stata una gran giornata. Mi sono divertito moltissimo e mi pare di essere tornato indietro di qualche anno (almeno una quindicina!) quando si andava in giro con gli amici a fare casino (almeno più casino di adesso).
Ho conosciuto davvero delle persone interessanti, divertenti, con le quali è stato possibile chiacchierare e disquisire di musica con competenza e passione.
E' stato molto divertente vedere e parlare "dal vivo" con persone con le quali finora avevo solo condiviso opinioni e gusti per scritto e ancor più divertente dare un volto a quegli avatar con i quali ci identifichiamo sul forum. Personalmente non mi ero fatto delle idee su che faccia avessero i miei interlocutori (eccetto Mattia e, ovviamente, non assomiglia minimamente all'immagine che mi ero fatto io) però è stato molto divertente associare le facce ai nick.
Non mi resta che ringraziare: Guy Picciotto, Lux, 2+2= 5, Mary, Gagà e la suaragazza, Quiteinthecave, Oyuki, Pam, Brucaliffa, Fudoshin, Bebo, Maedhros. Un ringraziamento speciale va a: Mattia (il demone dell'i-pod), Mojo (il David Gilmour di 35 anni fa), Dazed and Confused (l'unica donna al mondo che è riuscita ad usare la mia Nikon D70), La Fata (che non verrà più in macchina con me - e non fate i maliziosi!), e il grande White_Duke (colui che vive negli anni '80).
Grazie di cuore.

Un po' di foto qui (le terrò on-line per un mesetto)


venerdì, febbraio 18, 2005

Mangiata lariana

Allora ci siamo. Domenica prossima (dopodomani), sfidando il blocco totale del traffico in Lombardia, un drappello di coraggiosi ondarocker si ritroveranno per compiere l'insano rito propiziatorio: una colossale magnata.
Luogo del delitto sarà lo storico Mulino del Bigio, ora Crotto La Sorgente nelle prossimità delle amene rive di quel (non quello, quell'altro) ramo del lago di Como. I prodi giungeranno da varie provincie lombarde, da quel di Bologna, da Verona e, ovviamente il sottoscritto da Venezia.

L'inquietante menù del giorno è il seguente:
Antipasto con affettato di salame nostrano, lardo, mortadella di fegato, salame magro del posto
Pulenta uncia (specialità del Crotto)
Polenta di farina di fraina con luganeghe alla graticola
Trotelle della Val Perlana rosolate al burro e profumate di salvia
Trote alla griglia
Trotelle in carpione (marinate con cipolle e aceto)
Trotelle salmonate (condite con olio e limone)
Trotelle affumicate (condite con olio e limone)
Missoltini alla brasca (alla brace)
Formaggi freschi e stagionati
Crostata alla marmellata fatta in casa
Caffè del Pügnaten

Secondo l'ultimo aggiornamento presiederanno e officieranno la cerimonia i seguenti figuri e figure:
Mattia
Mojo
Pam
La Fata
Brucaliffa
Jazzer
Oyuki
Quietinthecave
Guy Picciotto
Bebo
Dazed and Confused
Mauro
Fudoshin
White Duke
(+ vari ed eventuali)

che si uniranno tutti assieme in un saluto corale all'amico Paradosso, organizzatore della spedizione, che purtroppo non sarà della banda a causa di male di stagione che l'ha costretto a letto e a digiuno (mica per la malattia... no, lui erano cinque giorni che digiunava in vista del pranzo )

Seguiranno foto e commenti.


Ancora FIAT

La FIAT ce la siamo appena ripresa, Luca e Sergio hanno appena sollevato la penna per firmare il loro messaggio all'Italia, che si comincia con la solita storia...
fonte La Repubblica


giovedì, febbraio 17, 2005

Andando sul ridicolo

Le nostre città sono attanagliate dallo smog, così domenica 20 febbraio tutti a piedi (d'accordo, d'accordo: eccetto i tifosi che si devono recare allo stadio)! Ma nulla poteva essere più ridicolo di quanto disposto dal mio Comune. Perché in occasione della ennesima domenica a piedi nelle grandi città, cosa si poteva prevedere in un paese di circa 7000 abitanti immerso della satura campagna veneta? Mica il blocco totale del traffico. No, troppo drastico. Allora vengono chiuse alla circolazione di "tutti i mezzi a motore" dalle ore 13.00 alle 18.00 le vie del centro. Poi vado a vedere la piantina diligentemente spedita a casa dal sindaco e identifico le strade, ovvero: 300 metri della via centrale e i 50 (forse) metri di una via a senso unico che se passano 10 auto al giorno è tanto. Strade perfettamente bypassabili in ogni modo. Praticamente l'unica cosa che sarà impedita è l'uscita dai garage delle famiglie che abitano lungo le due vie, perché in tutto il resto del paese si potrà circolare liberamente.
Per la serie: quando la genialità si pone al servizio del cittadino!


Dedicato a tutti i tifosi dell'Italia

... questa è l'ultima pagina del Gazzettino di oggi (come immagino anche di altri giornali). Segue nota, in campo azzurro, a firma L. Montezemolo e S. Marchionne:

Oggi per noi è un giorno importante. Perchè oggi la FIAT è di nuovo tutta italiana. O se preferite, l'Italia si è ripresa la FIAT. Si è ripresa un bene che le appartiene da sempre. Si è ripresa un patrimonio che da oltre un secolo fa parte della nostra storia, della nostra cultura. Perchè gli italiani le auto le hanno sempre sapute fare. E' un passo decisivo per affrontare le sfide che ora ci attendono. Noi ci crediamo. Continuate a tifare per noi.

Ma davvero Luca e Sergio vogliono farci credere che - noi italiani - ci siamo ricomprati la FIAT? Non è invece che abbiamo fatto di tutto per venderla e ci è toccato riprendercela (con tutti gli annessi e connessi, CIG e aiuti di Stato vari inclusi)? O, se volete, non è che la General Motors non ha voluto vedersi affibbiato un bidone? Perché l'impressione da tutta questa storia è proprio questa. Magari ci sbagliamo noi e non capiamo il sottile gioco di questi maestri dell'alta finanza, ma il fatto di un'azienda disposta a pagare un bel pacco di soldi per non acquisirne un'altra non lo chiamerei proprio una conquista di mercato.
Ed ora, signori statunitensi, cinesi, giapponesi, tedeschi: quanti soldi ci date per non comprarci la Parmalat, l'Aprilia, la Cirio, la Giacomelli, e via enumerando?
Ho l'impressione che le prossime trattative si svolgeranno secondo lo schema:
A: Vuoi sto bidone?
B: Manco se mi paghi!
A: No, no! Mi paghi tu se non te lo mollo!


Chi di spada ferisce...

Per la serie: "quando uno la sua arroganza in qualche modo se la deve pur rimangiare" eccovi un articolo di Antonio Padellaro sull'Unità di ieri. Anche gli scettici, anche quelli che "L'Unità! figurati" lo leggano tutto, please.

Lunedì sera, ospite su Raiuno della trasmissione «Conferenza Stampa», Silvio Berlusconi ha accusato l’Unità di averlo definito un «mostro bavoso». Data la profonda gravità e volgarità dell’ingiuria abbiamo subito proceduto a una ricerca di archivio per verificare l’esattezza della citazione che se confermata ci avrebbe naturalmente imposto di rivolgere le più sentite scuse al presidente del Consiglio.

La ricerca ha effettivamente confermato che in data 7 dicembre 2004 la rubrica «Bananas» di Marco Travaglio aveva come titolo «Qua la mano mascalzone (non mostro, ndr) bavoso». Il testo, effettivamente, contiene una serie incredibile di insulti, offese, oltraggi, contumelie che sommati l’uno con l’altro determinano un’aggressione personale senza precedenti nei confronti di un leader politico. Si parla nell’ordine di «leader rottamato», «fior di mascalzone», «uomo dal passato cupo di ombre», «amico dei golpisti», «bavoso», «vergognoso», uno che «ha fatto a pezzi il Paese», «salame», «come chi in America latina adorava il mitra», «disastro», «medium da retrobottega», «capo di uno schieramento demenziale e violento» fatto di «poveracci» e da «squadristi da far valere alle manifestazioni», «canagliesco», «attrezzo per disperati», «figura indegna», uno che «è entrato in una cabina telefonica, si è tolto il liso panciotto, si è spolverato la forfora, si è spogliato ed è rimasto nel costume con mantellina con la grande “M” di Mascalzone». Solo che l’oggetto di tanto odio non è Silvio Berlusconi bensì Romano Prodi. Travaglio, infatti, si è limitato a riportare tutte le infamanti citazioni contenute nell’articolo pubblicato il giorno prima sul «Giornale» di proprietà della famiglia Berlusconi, a firma di Paolo Guzzanti, vicedirettore del quotidiano e senatore di Forza Italia.

Da notare che l’altra sera, su Raiuno, Berlusconi ha potuto diffamare l’Unità a colpi di citazioni false (attingendole dal dossier già distribuito alla stampa, che definisce questo giornale affetto da «sindrome nazicomunista») senza che la conduttrice Anna La Rosa e i quattro colleghi presenti, certamente a conoscenza delle farneticazioni prodotte dagli appositi uffici del premier, abbiano potuto obiettare alcunché. È veramente paradossale (per non dire altro) che il Berlusconi che si presenta in televisione con l’aria della vittima costretta a subire ingiurie e derisione è lo stesso Berlusconi che un giorno sì e l’altro pure insulta pm e giudici (”toghe rosse”, “eversori”, “golpisti”, “comunisti”, “fascisti”, “come la banda della Uno Bianca”, “criminali”, “matti”),giornalisti e attori (Biagi, Santoro e Luttazzi “criminosi”), capi di Stato (Scalfaro “golpista e ribaltonista”) e semplici cittadini (”faccia da stronza”, alla signora di Rimini che lo invitava a tornare a casa).
A questo punto ci aspettiamo che Berlusconi renda, se ne è capace, le sue più sentite scuse a Romano Prodi, all’Unità e alla verità.


Fred Hersch, ovvero del "suonar gentile"

Molte emozioni questa sera a Treviso, prima, durante e dopo il concerto di Fred Hersch.
Lo aspettavo da mesi, ora finalmente il giorno è arrivato e non ha deluso le attese. Anzi. Quello che ha detto la musica ve lo racconterò in una recensione nel sito, qui nel blog voglio fissare nella memoria il resto. Perché è sempre un piacere ritrovarsi ad un concerto con gli amici con i quali hai condiviso altre sensazioni simili, oppure con amici lontani che conosci solo via web e che di persona ti accorgi perfino che ci assomigli fisicamente (ciao Fabio! ).

La musica unisce, anche in queste piccole cose. Perché la musica è emozione ed Hersch emozioni ne ha dispensate senza lesinare, durante il concerto e dopo, in quelle quattro chiacchiere scambiate quando ci siamo presentati nel camerino per gli autografi. Sì, la musica è emozione e non tradisce. Mai.
Domani il giorno mi cadrà addosso con tutte le sue pesantezze, ma ora vado a dormire. Sicuramente più felice.

[edit: qui trovate la mia recensione]


mercoledì, febbraio 16, 2005

Scusate se mi sfogo

Proprio non sopporto l'atteggiamento di quelle persone "poveri pensionati" che ti vengono vicino e con fare compiacente e auto-commiseratorio ti dicono: "eh, i tuoi soldi vorrei!" sapendo benissimo, tu e lui -  perché lo sanno, lo sanno - che guadagnano come minimo tre o quattro volte più di te. Avete un'idea di dove vorrei ficcargliela questa finta aria da borghesuccio piccolo piccolo? ... (vero signor S.C.?)


Uno, cento, mille reality

Lo so. L'argomento "televisione" non lo tocco volentieri. Sarà che ho altro più interessante da fare, sarà che rimango regolarmente schifato quando consulto la programmazione serale, sarà che oramai la quasi totalità delle trasmissioni sta diventando una specie di borbottio senza senso che si parla addosso, la TV la guardo veramente poco. Non è snobbismo, è che non sopporto la banalità e la TV oggi ne è piena zeppa da scoppiare.

Ma questa sera mi fa riflettere la partenza - con tanto di ospite illustre, il prezzemolino d'annata senatore a vita non mafioso Giulio Andreotti - di un nuovo reality, ovvero quella sorta di scialbo minestrone che serve da vetrina ad inutili sconosciuti senza talento (che era meglio rimanessero tali) o da stampella dorata per stelle e stelline appannate che hanno bisogno di una nuova visibilità (che era meglio rimanessero nel loro limbo di contribuenti disoccupati dell'ENPALS).
Davvero non se ne può più, ma io non mi unirò al coro "basta con 'sti reality", no io vado in direzione opposta: ne voglio di più, a tutte le ore del giorno e della notte, un reality diverso per fascia oraria in modo che la TV stessa si connoti finalmente ed interamente per quello che è: finzione. E la gente, almeno quella a cui resta un briciolo di senno, faccia l'unica cosa che vale la pena di fare: spegnerla. E licenziare definitivamente la famiglia Auditel.

E comunque basta rinchiudere queste nullità in residenze dorate con piscina e palestra, basta mandarli in (finte) isole deserte, in (altrettanto finte) fattorie di un (finto) '800, basta (finte) squadre di brocchi che giocano a pallone, basta (finti) cantanti che giocano alla star (quella che pensavano di essere e quella che non saranno mai)... ora bisognerà inventare il "reality definitivo" dove il premio non è la nomination ma l'oblio. Riuniamoli in gruppetti omogenei e facciamoli rivivere i grandi eventi del passato: l'eruzione del Vesuvio, l'affondamento di Atlantide, l'esplosione della Tunguska... oppure imbarchiamoli in vecchi sommergibili e affondiamoli tipo Kursk o ficchiamoli in anguste navicelle e spediamoli in missione verso Proxima Centauri. Facciamo credere loro che saranno ripresi dalle telecamere e semplicemente dimentichiamocene.


lunedì, febbraio 14, 2005

Lo strano senso di giustizia del ministro

Il guardasigilli Roberto Castelli inveisce contro i magistrati di Lecco che hanno messo in libertà le due nomadi che avevano tentato di rapire dei bambini. Dimentica il ministro che la loro liberazione è - a norma di legge - dovuta all'applicazione della sanzione più mite in quanto incensurate, quella stessa legge che ha consentito la prescrizione dei reati commessi da Mr. B. Strano che la legge buona ieri, oggi non vada più bene o che la discrezionalità del giudice si applichi solo quando fa comodo al ministro.

Altro ambito, altra indignazione. Sempre Castelli tuona contro la RAI, o meglio contro i conduttori di "Quelli che il calcio" colpevoli di aver invitato un assessore comunale di Bergamo, Fabio Rustico, reo di aver partecipato ad un corteo no-global. Castelli si lamenta "dell'enorme ingiustizia secondo la quale, come cittadino sono costretto ope legis a contribuire, attraverso il canone Rai, ai cachet multimilionari di due personaggi di cui non condivido nulla. Spero che la commissione Rai intervenga su questa vicenda ". E cosa dovrei dire io che, oltre ai succitati personaggi, non condivido quasi nulla della RAI a partire proprio dalla direzione generale e consigli di amministrazione vari in mano al governo?


Buon San Valentino

Eh, eh, eh...



domenica, febbraio 13, 2005

Continuiamo così, facciamoci del male...

Ladies and gentlemen... la montagna ha partorito il topo: abbiamo L'Unione! "De che?" direte voi, che è più o meno quello che ho detto io. Ma "unione" di cosa, di chi? Ma davvero non si poteva trovare un altro nome? Un po' meno stupido. Mi piacerebbe proprio conoscerlo il creativo del centro-sinistra che, sicuramente pagato milioni, dopo un lavoro estenuante di brainstorming con altre menti eccelse ha inventato 'sta roba. Ma non andava bene un bel "Democratici Italiani" (che contro Forza Italia non era poi male!), al limite una "Unione Democratica", un "Uniti per la democrazia" qualsiasi? A questo punto GAD non era poi male. C'era "L'ulivo": era proprio così terribile mantenerlo 'sto nome? Cioè dico, erano mesi che rompevano l'anima con 'sto nome e se ne escono con 'sta roba insipida e smorta.
Per non parlare del simbolo: un patetico (falso) arcobaleno / emiciclo disegnato da qualche figlio in età pre-scolare di qualcuno lì del partito. Roba che neanche negli anni '70.
Vabbè, direte voi, la politica non si fa coi nomi e coi simboli, ma coi programmi. Sicuri? E allora mr. B(ean) come ha fatto a vincere? L'avevo già detto: non è che qui a qualcuno proprio piace farsi del male? Perché anche in queste piccole cose il pressapochismo è preoccupante, cose che poi tanto piccole non sono, accidenti, visto che il simbolo è il nome sono il biglietto da visita, sono la presentazione... e qui mi pare di vedere che ci si presenta proprio male.


venerdì, febbraio 11, 2005

Piange il telefono

Dovevo fare un'intervista a quel grande pianista americano (non vi dico chi, tanto tra poco lo scoprirete). Mi sarebbe piaciuto fare un'intervista a quel grande pianista americano. Ci tenevo proprio a fare un'intervista a quel grande pianista americano. Volevo incontrarlo, parlarci, scambiare due chiacchiere col mio inglese stentato. Ma... chi mi ha fatto la cortesia di informarsi mi riferisce che l'intervista dovrei farla per telefono... mi cala un velo di tristezza, e rinuncio... non è tanto per l'inglese con il quale mi sarei comunque arrampicato, è proprio per il mezzo.
Non mi piace il telefono,
1)
proprio lo rifiuto come mezzo di comunicazione
2) il fatto di non vedere la persona mi mette a disagio
3) sono di indole piuttosto introversa... ed è difficile essere introversi al telefono
4)
trovo che il 90% delle conversazioni al telefono sia di una banalità terribile
5) quindi raramente telefono (se non per questioni molto pratiche) per non essere banale

6) certe volte non so proprio cosa dire e il mio silenzio è interpretato come assenso
7) a volte lo è, a volte no, a volte non ho capito cosa si vuole da me e a volte proprio non voglio capirlo
Comunque resto sempre uno dei migliori clienti Wind: sono constretto a fare le ricariche perché non mi scada la scheda. Quindi praticamente anticipo dei soldini per un servizio che poi utilizzo proprio poco poco... averne di clienti così!


Appello ai webmaster

Se c'è una cosa che non sopporto girando in internet sono i siti con la musica. Quelli che come apri la pagina sei investito da melodie più o meno elaborate. Vorrei proprio sapere cosa spinge i webmaster a mettere in ascolto i loro fetenti mp3. Tu sei lì, tranquillo, che navighi, magari ascoltandoti il tuo CD, o magari in silenzio, magari proprio nel silenzio della sera (leggi: notte) mentre tutti sono a letto... cosa li spinge questi webmaster a sgretolare questa bolla di pace e affliggerti - quasi a punirti di essere arrivato sul loro sito - con l'mp3 di turno che si spande gioioso e fetuso nell'aere? Con conseguente salto sulla sedia dell'ignaro visitatore, basse insinuazioni sulle virtù della mamma del webmaster, spasmodica corsa al volume del pc, figlio che si sveglia, moglie che manda un paio di maledizioni (a te, mica al webmaster!), vicina che mugnugna di là del muro...
Eh andiamo! Che poi occupa anche la banda disponibile. Non sarebbe più serio metterli in forma di link, o almeno metterci un controllo del volume che se uno vuole alza non abbassa! Dai su, che lo potete fare.


(e non mi dite di mettere a zero il volume, perché non è così che funziona...)


 


Ponte sullo stretto: 5 arresti per gli appalti

Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate, se non fosse che vien da piangere.

Fonte:Articolo Repubblica

 


Anche Splinder ora ha i Feed

Finalmente anche Splinder (la più grande piattaforma per blog italiana) ha i suoi Feed. Era ora! Così finalmente potrò darli in pasto al mio RSSBandit.

Splinder news


Oramai siamo al meta-spam

Federica69 (e già il nome è un programma!) mi manda una mail (in giallo) dove mi scrive in questo pittoresco italiano sgrammaticato:

Oggetto: ti spacco il culo (benvenuta, son cose...)

Ciao, scusa per l'oggetto della mia email (figurati!) ma con tutta la spazzatura che arriva, (senti da che pulpito) dovevo per forza attirare la tua atenzione su questa email (eccoti, sei anche sul blog!!)

allora, ho l'indirizzo del sito quello tremendo (miii, non ci posso credere!) dove ho beccatto Arianna,
(ah, Arianna... son più tranquillo) adesso lei non lo fa piu (accidenti, e ora?) ( sono geloso ) (oh cacchio, ma sei un uomo o Federica?) pero' ti arssicuro che se fossi ancora "libero" (non mi dire che la polizia postale ti ha messo dentro!) mi farei un'altra settimana de fuego come a Natale, cazzo ! (eh, Natale con i tuoi...)

vabè ti anticipo una foto... ma fattici un giro (okkio a tua moglie che se ti becca sono cazzi acidissimi )
(ma se siamo qui che ci stiamo facendo una risata!)

l'indirizzo è : [omissis]

PS. Non dire questo indirizzo ASSOLUTMAENTE a nessuno (no, non ti preoccupare, resterà una cosa tra noi due e qualche altro migliaio di persone)

ahhhhhhhh ti dico io partirei da un culo cosi

[segue foto di fondoschiena femminile]

Beh, che dire? Siamo troppo avanti... non ci accontentiamo più delle vecchie mail "enlarge your penis" o "Perform like a sexual god!" No. Ora andiamo oltre, sullo spam (finto) personalizzato. Chissà quante Federiche e Arianne mi dovrò sopportare in futuro. Il problema è che c'è gente che ancora ci casca e poi viene in ufficio con la bolletta milionaria, maggiorata da dialer e boiate varie, a frignare "non so come sia successo", "chissà chi si è collegato", "io non sono stato, sarà stato mio figlio, il nonno paralitico, la bandante ucraina, il gatto mammone, sono stato rapito dagli UFO"... Ma per un certo verso se lo meritano se sono così stupidi da cadere in evidenti bufale come questa e come mille altre ancora. E non parlo dell'ultimo sprovveduto che passa per la strada, ma di gente che internet lo conosce e lo usa quotidianamente.
Una cosa è certa: il bigolo non me l'hanno allungato, ma mi han fatto venire due palle così...



mercoledì, febbraio 09, 2005

Blog e politica

Trovo che sull'argomento questo post di Luca De Biase sia molto pertinente e fotografi bene la situazione.


Speriamo davvero che sia la volta buona

Meno male che ogni tanto arriva una buona notizia.
E quanto è successo oggi a Sharm El Sheikh è ben di più di una buona notizia. E' una speranza. E' un sospiro di sollievo tirato da tutto il mondo.
Dopo cinque anni che non avveniva un meeting a così alto livello, Ariel Sharon e Abu Mazen oggi si sono finalmente incontrati e si sono lasciati con l'impegno di risolvere il conflitto israelo-palestinese: i punti dell'accordo - per carità ancora ad un livello molto teorico - sono da parte israeliana la sospensione delle attività militari e il ritiro delle truppe nei territori occupati e da parte palestinese la cessazione di ogni tipo di violenza contro i cittadini israeliani. Il tutto per creare uno stato democratico palestinese che possa affiancare, se non in amicizia almeno in pace, quello israeliano.
Non voglio essere troppo ottimista perché già troppe volte la delusione è stata grande, ma almeno si è accesa una fiammella che porta un po' di luce in nodo oscuro che avvolge non solo i paesi coinvolti e i loro vicini, ma buona parte dell'assetto geo-politico mondiale. Aspettiamo, cauti, teniamola accesa questa speranza.


lunedì, febbraio 07, 2005

Link che passione

Ogni tanto vale la pena spulciare più a fondo le statistiche di visita al sito per vedere chi mi viene a trovare e cosa cerca. Non che io abbia particolari velleità di raggiungere lo status sociale di "blogstar" (ci mancherebbe!) o di sito di riferimento, ma onestamente fa molto piacere sapere di essere linkato sia su siti di amici, ma anche a mia insaputa in blog e siti di cui non sapevo l'esistenza, perfino in un blog coreano dove gli unici caratteri riconoscibili - per me, ovvio! - sono il mio link e quello di qualche altro "occidentale".
Ho avuto così la possibilità di scoprire persone e idee nuove che, probabilmente, non sarei mai stato in grado di trovare.
Grazie a tutti. Davvero di cuore.

Un'altra cosa interessante è vedere cosa le persone cercano e scoprire che, molto spesso, giungono sulle mie pagine cercando cose che poco o nulla hanno a che vedere con ciò che pubblico. Queste le chiavi di ricerca più curiose per quest'anno (finora):


Mappatevi il blog

Su suggerimento degli amici di UGIdotNET ho trovato questo sito dove è possibile registrare il proprio blog e vederlo inserito in una mappa. Non male davvero e molto, molto preciso.
Io sono qui:

my blogmap

The League of Crafty Guitarists

Get crafty with the LoCG

Questo pomeriggio a Treviso nella chiesa di Santa Caterina, concerto della League of Crafty Guitarists fondata da Robert Fripp nel 1986 come una sorta di associazione di filosofia applicata alla chitarra e, dopo un periodo di pausa, da un paio d'anni di nuovo in attività sotto la direzione di Hernan Nunez.
La presentazione dell'ensemble è - anche grazie alla splendida scenografia offerta dal luogo - decisamente suggestiva: 13 chitarristi vestiti di nero, con 13 chitarre acustiche Ovation che eseguono a volte all'unisono, altre volte a gruppi o in diverse combinazioni solisti/gruppo, melodie basate soprattutto sull'intreccio delle voci strumentali e sulla veloce successione di accordi perlopiù ottenuti con rapidi colpi di plettro. I chitarristi, impeccabili quanto a tecnica, usano armonizzazioni massiccie, a tratti fin troppo marcate, contrappunti, fughe e contro-fughe, poliritmie, intrecci melodici in quelli che si rivelano essere in genere brani piuttosto brevi ma legati tra loro con un filo logico che ricorda quello delle suite del periodo barocco. Perché è proprio questo ciò che appare la musica dell'ensemble: un lucido e dinamico neo-barocco senza una precisa matrice di provenienza, considerato che i "crafty guitarists" traggono ispirazione da Bach, da Bartok ma anche dai Beatles e dagli insegnamenti del fondatore.
La proposta musicale della League of Crafty Guitarists sa far presa sul pubblico a patto che sia somministrata a piccole dosi, ed infatti bene hanno fatto a non suonare più di un'ora; di più si sarebbe rischiata la noia, perché escludendo coloro che sanno suonare lo strumento e trovano numerosi spunti tecnici - non ultima la particolare accordatura usata - superato il "fattore sorpesa" per tutti gli altri l'algidità della musica e anche la pressoché totale incomunicabilità del gruppo sono elementi di distacco. E' il problema dei virtuosi, il rischio del "suonarsi addosso", cosa che fortunatamente è stata solo leggermente sfiorata in questo concerto trevisano. 


venerdì, febbraio 04, 2005

Lo strano caso del tax planning familiare all'italiana

... ovvero: attenzione a come pagate le tasse perché rischiate di rimetterci.
Eccovi un interessante e dettagliato articolo in materia che vale la pena leggere.


giovedì, febbraio 03, 2005

Kenny Werner Trio, gioie (la musica) e dolori (la gente)

Ieri sera. Panic Jazz Club. Marostica. Semplicemente STRE-PI-TO-SO!
Null'altro da aggiungere sul concerto, anche perché ne darò conto con una recensione nel sito (eccola!).

Quello che vorrei qui segnalare è qualcosa che nulla ha a che fare con i meriti artistici dei musicisti, ma che purtroppo rappresenta un atteggiamento piuttosto comune - ed assolutamente fastidioso - tenuto dal pubblico italiano durante i concerti nei jazz club. La gente ignorante e maleducata che chiacchiera amabilmente dei fatti suoi durante le performance. Perché se è addirittura il batterista stesso che deve rivolgersi ad alcuni tavoli con un "quite please, he's playing!" durante l'introduzione di una ballad da parte del pianista, allora veramente non ci siamo. Non ci sono i gestori che dovrebbero cercare di avvisare, ma si sa la paura di perdere un cliente è fatale, dimenticando che molti appassionati - e ne conosco - non vanno più nei jazz club proprio perché c'è gente che disturba. Ma non ci sono soprattutto i buzzurri che non hanno niente di meglio da fare che venire nei locali dove si suona e mancare del tutto di rispetto innanzitutto verso i musicisti e poi verso gli ascoltatori che, come loro, il biglietto l'hanno pagato. Se lo sapete - perché lo sapete, lo sapete - che questa sera si suona e non vi interessa, andate da un'altra parte, una qualsiasi, sempre meglio di disturbare tutta la sera. E poi ci si lamenta che i dischi vengono registrati nei jazz club all'estero... ovvio, ascoltateli, non vola una mosca.

Poi mi piacerebbe spendere una parola per coloro i quali arrivano nei jazz club e pare si muovano come se fossero appena arrivati da Urano. Eroe della sera o meglio eroina, visto che parliamo di quarantenne di bella presenza e cervello annacquato, la signora che è andata ripetendo a chiunque si trovava davanti - per fortuna prima, nella pausa e dopo il concerto e non durante - le stesse domande: "ma sono professionisti?", "ma a che livello sono?" Ma io mi chiedo: passi che non conosci nello specifico i musicisti, ma almeno leggi l'opuscoletto descrittivo che si trova in ogni angolo del club! E poi rifletti: ti pare che un pianista americano che dimostra tutti i suoi 54 anni, che viene a suonare a Marostica sia uno di primo pelo? E soprattutto: cosa accidenti ti interessa a che livello sono (sempre che ci sia un senso in questo)? Suonano bene? Sì? E allora ascolta, e fregatene del resto!

Forse sono troppo criticone, lo so, ma davvero non se ne può più.


mercoledì, febbraio 02, 2005

Oggi gira così...

Yo La Tengo: My little corner of the world

Come along with me to my little corner of the world
Dream a little dream in my little corner of the world
You'll soon forget that there's any other place
Tonight, my love, we'll share a sweet embrace

And if you care to stay in my little corner of the world
We could hide away in my little corner of the world
I always knew that I'd find someone like you
So welcome to my little corner of the world

----- perdonate, la traduzione è mia -----

Vieni avanti con me nel mio piccolo angolo di mondo
Fai un piccolo sogno nel mio piccolo angolo di mondo
Presto dimenticherai l’esistenza di qualsiasi altro posto
Stanotte, amor mio, condivideremo un dolce abbraccio

E se ti farà piacere restare nel mio piccolo angolo di mondo
Potremo nasconderci nel mio piccolo angolo di mondo
Ho sempre saputo che avrei trovato una come te
Così sii la benvenuta nel mio piccolo angolo di mondo


martedì, febbraio 01, 2005

Ooohps, mi si è inceppato il blog...

Poca voglia di bloggare. Eppure non è che mi manchino gli argomenti, sono qui che scalpitano in IMHO ! Ma troppe cose da fare in ufficio, troppo poco tempo per scrivere, idee troppo confuse. Poca voglia. E poi questa sera devo rifinire la recensione del disco del mese di febbraio. E poi devo metterla on-line. E poi devo farci la traduzione. E poi domani, dopo un'altra allegra giornata di lavoro mi aspetta un ottimo concerto in terra vicentina del Kenny Werner Trio! E poi anche di questo mi piacerebbe scriverci qualcosa...


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- Nisi casto tantum cauto -