domenica, gennaio 30, 2005
L'amicizia, il jazz
Appena di ritorno da un ottimo concerto del Paolo Fresu quintet e dopo una piacevole chiacchierata con un paio di amici nel freddo intenso di una notte stellata, prima di tuffarmi sotto le coperte, mi soffermo un attimo a fissare quelle che sono le mie sensazioni. Decisamente sto bene. Sono nel mood giusto direbbero i jazzisti. Perché non c'è nulla di meglio di quattro parole con gli amici con cui si condivide una passione, la musica in questo caso, dopo aver assistito ad un concerto dove l'amicizia era una delle componenti principali. Raramente, infatti, ho avuto modo di vedere un gruppo dove il vero collante, che supera adirittura la musica suonata, è l'amicizia che traspariva dagli atteggiamenti, dal suonare fluido e rilassato, dal divertito e divertente gioco di richiami. Del resto in una formazione che suona insieme da vent'anni - e a questi livelli! - qualcosa più del jazz ci deve essere di sicuro!
mercoledì, gennaio 26, 2005
Non sono io che sono razzista, sono loro che sono neri...
... e non sto facendo dell'ironia, come non la faceva Giobbe Covatta inventore della frase.
Perché tiro fuori questo argomento? Il mio appunto deriva da una mail che ho ricevuto da N.T. (il nome non lo pubblico) in merito a questa recensione e in particolare alla mia frase <Massimo Chiarella ha un approccio alla batteria da "nero"> . Sulle prime pensavo che non fosse d'accordo su Chiarella, poi ho capito che era quel "nero" che non andava: infatti, secondo il mio interlocutore, definendo così il batterista ho peccato di razzismo. Mah? Allora mi sono detto: sarà meglio chiarire.
Ammesso che io abbia qualcosa da giustificare - e certo potrei anche evitare di farlo con il primo arrivato che neppure sa chi sono - ma ti pare che uno che ha scelto di identificarsi nel web con il termine "jazzer" (ovvero "jazzista") possa fare delle discriminazioni razziali? Proprio il jazz che è musica profondamente e radicalmente "nera" (e dai!)? Sarei fortemente contraddittorio, non trovi?
Poi che termine avrei dovuto usare? "Negro", che pure sarebbe formalmente corretto, non mi pare adatto, visto il significato negativo che la storia gli ha dato. "Africano" o "afroamericano"? Avrebbe lo stesso senso e significato? E poi, mica tutti i neri (e dai!) sono afroamericani! Forse avresti preferito la locuzione "di colore" o "coloured" (che fa tanto trendy)? E poi cosa vuol dire "di colore"? Di colore rispetto a cosa? Rispetto a noi che siamo i bianchi, i "normali"? Ecco, è questa locuzione che mi pare discriminante rispetto al "nero" che ho usato io perché è una definizione di "diverso", di "diverso da noi"; loro non sono qualcosa di diverso, di estraneo a noi (e quindi con meno diritti ecc...) perché hanno la pelle più scura, semplicemente hanno la pelle più scura. Punto. Perché, e qui torniamo a Covatta, è proprio vero che loro sono "neri" (e dai!) - o forse sarebbe meglio dire "marron" come si definisce il nipote di una mia amica, nato da padre senegalese - e il fatto di definirli tale non è dispregiativo, ma solo una costatazione di fatto. Semplicemente dobbiamo finire di pensare di essere il termine di paragone su cui gli altri si devono controntare.
Quindi amico N.T. lascia perdere il razzista; non è certo dall'uso di una parola così come ho fatto io che una persona si possa definire tale. Sono ben altre le cose. Sono ben altre le persone.
lunedì, gennaio 24, 2005
Numeri (e jazz)
Il NIC, ovvero l'ente che in Italia si occupa dell'assegnazione dei nomi di dominio italiani, giorni fa ha annunciato che nel nostro paese è stato raggiunta la quota di 1.000.000 di domini .it registrati, dopo 18 anni dalla nascita del primo dominio, www.cnr.it. Il numero fatidico è toccato ad uno studente di Caltanissetta, Luca Vullo, che ha registrato il suo www.lucavullo.it e solo per questo si è già fatto la sua bella pubblicità. Bene buon per lui! Chissà che numero è toccato a Jazzer...
Poi, visto che questa sera sono in vena di numeri, dirò che ho acquistato i miei primi due dischi usciti nel 2005, ovvero Viaticum dell'Esbjiorn Svensson trio e Kosmopolites del Paolo Fresu quintet. Per ora ho ascoltato solo il primo che si rivela essere sempre in puro stile EST, ma più riflessivo, più uniforme. I brani mi sembrano più lenti del solito, intrisi di tristezza. Non mancano le escursioni elettriche del contrabbasso con distorsione di Berglund, le percussioni assolutamente fuori da ogni schema jazzistico di Ostrom e la classica cavalcata pianistica di Svensson. Disco da riascoltare.
Da mi basia mille...
E' morta a Città del Messico a 84 anni Consuelo Velazquez. Chi è direte voi? Beh, è l'autrice di moltissime belle canzoni, tra le quali la più famosa di tutte è "Bésame mucho". Scritta nel 1941 è stata proposta in una serie innumerevoli di versioni e stili, dalla lirica al jazz, ed è una delle poche canzoni - pur non essendo poi così allegra - che ha il potere di mettermi sempre e comunque di buon umore e di questo ringrazio di cuore Consuelo. Che la terra ti sia lieve.
Bésame mucho
Bésame, bésame mucho,
Como si fuera esta noche la última vez.
Besame, besame mucho,
Que tengo miedo perderte,
Perderte otra vez.
Quiero tenerte muy cerca,
Mirarme en tus ojos,
Verte junto a mí,
Piensa que tal vez mañana
Yo ya estaré lejos,
Muy lejos de ti.
Bésame, bésame mucho,
Como si fuera esta noche la última vez.
Bésame, bésame mucho,
Que tengo miedo perderte,
Perderte después.
------ perdonate, la traduzione è mia ------
Baciami, baciami molte volte,
Come se questa notte fosse l’ultima volta.
Baciami, baciami molte volte,
Perché ho paura di perderti,
Di perderti un’altra volta.
Ti voglio tenere così stretto
Da vedere me stessa nei tuoi occhi,
Per sentirti accanto a me,
Pensando che forse domani
Io sarò già lontana,
Molto lontana da te.
Baciami, baciami molte volte,
Come se questa notte fosse l’ultima volta.
Baciami, baciami molte volte,
Perché ho paura di perderti,
Perderti tra poco.
Da fermenti lattici a fermenti santi
E' notizia di qualche giorno fa: una ditta di Bitonto (BA) produrrà lo Yogurt degli Angeli che porterà stampato in evidenza il ben noto simpatico (?) faccione di padre Pio. Evviva! Tutti contenti: la ditta produttrice, i poveri (?) fraticelli dell'ospedale, il vaticano che qualche "soldino" se lo faranno e non ultimi i compratori che oltre a soddisfare lo stomaco soddisferanno lo spirito con i beati fermenti.Non sono per nulla devoto - anzi - ma sono sicuro che l'unico che si sta rotolando nella tomba è proprio lui, il frate. Credo che nessuno avrebbe piacere di venire identificato in uno yogurt soprattutto se le pretese - materiali o spirituali - sono ben altre. E poi dallo yogurt alle scamorze, alle fette biscottate, alle cipolline sott'olio il passo è breve...
A quando lo shampoo approvato da madre Teresa di Calcutta? Le pirofile testate da Maria Goretti? I preservativi marcati Wojtyla? Intanto santificatevi l'intestino con lo yogurt di pare Pio!
domenica, gennaio 23, 2005
Petizione per la musica nei licei
Ricevo da un amico musicista e pubblico volentieri. Sottoscrivete la petizione. E' importante.
Caro Amico/Collega
Il testo riportato in calce alla presente contiene tutti i dati relativi alla questione in oggetto. Se sei d'accordo col contenuto della mozione, vi invito a firmarla inviando un messaggio all'indirizzo petizione-musica-nei-licei@unipv.it (oppure collegandovi al sito http://spfm.unipv.it/petizione/index.html#firma/color>), a diffonderla con ogni mezzo e a sollecitare il maggior numero possibile di adesioni da parte di musicologi, musicisti, persone di cultura, appassionati.
Se lo desiderate, potete consultare lo schema di decreto legislativo contenente le tabelle orarie previste all'indirizzo http://www.istruzione.it/allegati/decreto_secondociclo.pdf /color>
Con cordiali saluti,
Il Presidente dell'ADUIM
prof. Fabrizio Della Seta
Facoltà di Musicologia
Università degli Studi di Pavia
Corso Garibaldi 178
26100 Cremona
tel. 0372 25575
f.dellaseta@unipv.it /color>
PETIZIONE PER L'INSEGNAMENTO DELLA MUSICA NEI LICEI
Lo scorso 14 gennaio il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha diffuso uno Schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali e dei livelli essenziali di prestazione relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione, a norma dell'articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53 con il quale sono definite le caratteristiche del sistema liceale riformato e sono indicate le discipline obbligatorie per ogni tipo di liceo e il monteore di ciascuna di esse.
Per tutti coloro che, a qualsiasi titolo e livello, si occupano di musica e ne hanno a cuore le sorti, tale schema è fonte di totale sconcerto e di enormi preoccupazioni.
Se è vero, infatti, che nel sistema liceale proposto è incluso un apposito Liceo Musicale/Coreutico (né avrebbe potuto essere diversamente, stante la ridefinizione degli studi musicali previsto dalla legge 508/99), è tuttavia altrettanto vero – e sintomatico – che, nonostante il dibattito culturale di questi anni e le ripetute assicurazioni dei vertici del MIUR, l’insegnamento della musica, comunque declinato, non è previsto in nessun altro tipo di liceo, ed è anzi soppresso (o confinato tra le scelte opzionali delle singole sedi, con effetti che di fatto non saranno molto diversi dalla soppressione) anche in quei licei– come il Liceo delle Scienze Umane –che risultano dall’evoluzione di percorsi formativi nei quali l’insegnamento della musica è sempre stato presente.
Se a ciò s’aggiunge il fatto che in tutti i Licei è invece – giustamente – prescritto l’insegnamento di "Arte" (o di "Tecniche della rappresentazione grafica e della comunicazione visiva"), è evidente che la mancata inclusione della musica nell’«asse culturale» di qualsivoglia liceo non discende da considerazioni legate alla caratterizzazione di ciascuno di essi e/o dalla volontà di contenere il monte-ore complessivo, maè una precisa scelta ideologica del ministro, della commissione di esperti e del ‘gruppo di saggi’ che ha lavorato allo schema di decreto.
Tutti costoro, evidentemente, non riconoscono alla musica la dignità di disciplina formativa e negano a essa la valenza culturale che le compete:nel migliore dei casi relegandola alle attività collaterali non essenziali alla maturazione dell’uomo e del cittadino, e nel peggiore sospingendola irrimediabilmente nel limbo dei ‘piacevoli’ passatempi ludico-espressivi. Negano, ancora una volta, alla musica quella dignità culturale e formativa che riconoscono invece alla storia dell’arte (oltre che alla letteratura italiana, alla filosofia, alle discipline scientifiche).
Così facendo – privando gli studenti della possibilità di comprendere nei loro percorsi di studio classici, scientifici, umanistici, artistici, il mondo della musica –, tutti costoro dimostrano, in definitiva, di non avere alcuna idea di cosa sia la musica; di ignorare totalmente quale impatto essa abbia avuto nel dispiegarsi della civiltà; di misconoscerne la forza impressiva ai più diversi livelli della comunicazione artistica e mediatica, e di tenere in nessun conto la parte che essa può – e deve – ancora avere nella formazione culturale di ogni persona e non solamente di coloro che a essa sceglieranno di dedicarsi professionalmente attraverso la frequenza del liceo musicale e dei seguenti studi superiori.
Per questo i sottoindicati firmatari di questo manifesto chiedonoche tale sconsiderata omissione sia rimossa e chel’insegnamento della musica sia inserito entro l’orario obbligatorio di tutti i tipi di liceo per lo meno al pari delle altre discipline artistiche.
Chiedono che almeno nei Licei delle Scienze Umane possa continuare a impartirsi l’insegnamento dello strumento musicale almeno nelle sedi nelle quali esso è attualmente impartito.
Per firmare la petizione invia una e-mail a petizione-musica-nei-licei@unipv.it/color>
indicando nome, cognome, qualifica e città -->
L'elenco dei firmatari sarà aggiornato quotidianamente
sabato, gennaio 22, 2005
MP3 a go gò
Era da tempo che meditavo di fare l'acquisto, pressapoco da quando le batterie del mio vecchio e glorioso lettore MP3 Centauro della Cobra hanno deciso che non vogliono più ricaricarsi.
La mia scelta per il prossimo compagno di viaggio su autobus, treni, bicicletta o giri per la città, è caduta su questo Creative Zen Micro che ho preferito ad altri prodotti perché:
- Creative non mi ha mai dato bidoni
- dimensioni contenute (48x83x17 mm)
- design molto bello e minimale (il touch-pad è un po' troppo sensibile per i miei ditoni, ma basta abbassare la sensibilità e il gioco è fatto)
- 5 GB a disposizione, ovvero circa 80 ore di musica, che mi paiono più che sufficienti
- 12 ore di autonomia (vedremo...)
- buona radio FM
L'ho preferito al suo fratello maggiore Zen Touch da 20 GB (che però costa un po' meno) per le dimensioni decisamente più ridotte.
Il lettore è ovviamente venduto assieme a cuffiette, carica batterie, cavetto USB, software per lo scambio dati, supporto fisso e manuale; quest'ultimo è invero un po' scarno (il minimalismo domina anche qui), ma i menù dello Zen Micro sono intuitivi, così come il software, e non ho avuto particolari problemi di gestione. Esilaranti alcune indicazioni del manuale, tra cui troviamo il seguente suggerimento: "la porta USB potrebbe trovarsi sul pannello anteriore, posteriore o laterale del computer". Ho ancora le lacrime agli occhi...
Non mi resta altro che augurarmi "buon ascolto"!
Informazione di servizio
Questa è un'informazione di servizio. Casomai chi di dovere passasse di qui e la leggesse.
A casa non ho l'ADSL. Ho fatto due conti e, per quello che navigo io a casa, non mi conviene.
Quindi cara Telecom che nel giro di due settimane mi hai chiamato cinque volte per dirmi se voglio l'ADSL (che sembra gratis, ma gratis non è), non costringermi a trattare male quegli incolpevoli poveracci a cui tocca fare le telefonate, scrivitelo in grande nei tuoi uffici: "Francesco Soliani, sì quello di Jazzer, non vuole più che gli vengano rotti i cabasisi (Montalbano docet) con 'sta storia dell'ADSL!"
Io amo il mio 3Com U.S. Robotics faxmodem a 56K! E non lo voglio lasciare. Ma ti prometto che quando deciderò per la banda larga mi rivolgerò a te, solo a te, nient'altro che a te e non a quei puzzoni dei tuoi concorrenti. D'accordo?
Grazie.
venerdì, gennaio 21, 2005
Un uomo, un mito
Grazie Marco
Bush per altri 4 anni

giovedì, gennaio 20, 2005
L'armata Brancaleone
E' in mattine come questa che si dimostra come questo Paese possa essere ascritto nella lista "paesi del terzo mondo".
Mi spiego.
Arriviamo col solito autobus (che come al solito è in ritardo) al solito passaggio a livello (che come al solito è chiuso). Ma, e qui scatta la magia odierna, oggi l'amato passaggio a livello sembra proprio non volersi aprire. Mentre il nervosismo sale, passa mezz'ora, tre quarti d'ora finchè qualcuno - che nel cellulare aveva il numero della stazione FS di Mestre - dopo una innumerevole serie di telefonate a vuoto, riesce ad avere la notizia che il nostro passaggio a livello è bloccato.
Chiuso naturalmente.
E a quanto mi dicono non è la prima volta che succede. E, visto che oramai la manutenzione è pressochè zero, non mi stupisco neppure.
Morale della storia: con un bel ritardo di un'ora abbondante l'armata Brancaleone dei pendolari mattutini non ha trovato di meglio che farsi a piedi i 6 km che li separavano dal luogo del misfatto ai rispettivi uffici, negozi, aule di scuola ecc... senza che nessuno - ufficialmente - li avesse avvertiti di nulla, senza che nemmeno uno dei sei autobus in coda abbia preso l'iniziativa di percorrere la comoda strada alternativa (che esiste con tanto di cavalcavia), senza che nessuno delle FS si sia degnato di avvisare della situazione o di mandare qualcuno sul posto a verificare e magari a sbloccare le sbarre per consentire il passaggio.
(Da quanto mi ha detto un collega, che ha percorso la stessa strada, due ore e mezza dopo il passaggio a livello era ancora chiuso...)
L'allegra riduzione delle tasse (10)
martedì, gennaio 18, 2005
Fiocca la neve, fiocca
Era da questa mattina che si annusava nell'aria ed ora è finalmente arrivata. Da una buona mezz'ora qui a Mestre sta cadendo la neve e ci sono già le auto completamente imbiancate.
Prevedo un rientro in autobus traumatico... che quando nevica - a prescindere - pare che tutti stiano guidando per la prima volta, e sulle uova.
lunedì, gennaio 17, 2005
Uomo (e donna) avvisato...
Avete un tatuaggio, una maglietta, un cappellino con delle scritte in caratteri cinesi? Vi piacerebbe sapere con che messaggio andate in giro e vi presentate alla gente? Bene. Il blog di Tian che vi traduce il tutto è il luogo che fa per voi. E poi magari scoprite che quei due disegnetti sulla natica che orgogliose sfoggiate al mare significano "fuck me", oppure che quella maglietta che fa tanto intellettuale dichiara semplicemente "sto con un idiota"...
VERGOGNA!
Ipse dixit
Dopo una bellissima giornata trascorsa sulle nevi di Piancavallo - foriere di sani ricordi di gioventù - facendo scivolare il bob con me e mio figlio sopra e digerendo un frico da paura, ecco che l'autoradio mi riporta alla becera realtà quotidiana informandomi che Mr. B. - durante un discorso ad un convegno forzaitaliota ha proferito la seguente frase: "Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l'esito: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo."
Mi chiedo: ma chi glieli scrive questi slogan?
E soprattutto: dietro agli slogan, c'è qualcos'altro?
E inoltre: gli pare davvero che la sinistra italiana abbia qualcosa a che fare col comunismo?
E anche: negli anni in cui ha governato la sinistra c'è stato terrore in Italia? C'è stata miseria più di adesso? C'è stata più morte civile di oggi?
E aggiungo: si è mica arricchito lui con la sinistra al governo?
E finisco: se il comunismo gli fa tanto schifo, chi glielo fa fare ad essere tanto amico di Putin e di fare tutti gli affari che fa con la Cina?
La prossima volta metto su un CD.
sabato, gennaio 15, 2005
Uno sguardo definitivo sui Definitive Gaze

Chissà quante sono nella storia della musica - e non solo in quella - le occasioni mancate. Artisti, musicisti, gruppi che, pur validissimi, non hanno trovato il modo di farsi conoscere, di farsi apprezzare davvero per quanto meritavano. Chissà quanti di essi meritavano un pubblico più vasto di quello guadagnato, ma per varie ragioni ciò non è avvenuto. Tra questi, va inserito il gruppo mestrino dei Definitive Gaze.
Era la fine degli anni '80 quando nella sonnolenta Mestre emergeva questo gruppo sicuramente originale, qualcosa da non perdere. Qualcosa di più di un gruppo di ventenni di belle speranze, i Definitive Gaze hanno iniziato a farsi conoscere prima nell'asfittico entroterra veneziano per poi approdare alla scena underground nazionale fino a suonare in tour assieme ai Charlatans e a Steve Wynn (ex Dream Syndicate).
L'originalità dei Definitive Gaze era la loro formula musicale, il loro personale stile che hanno definito Psycho-pop, ottenuto mischiando psichedelia, pop danzereccio, suoni new wave appena spruzzati di dark, miscela assolutamente credibile, coinvolgente e tutt'altro che banale. Chitarre che spesso svisano negli anni '60, organo hammond e basso pulsante i segni distintivi.
Due i loro dischi - quelli neri, sottili e di vinile - all'attivo, poi l'oblio.
Nel 1987 esce il disco d'esordio Primitive works dove sono da evidenziare Twist me (if you can), Carousel e The wire blaze, usato anche nella colonna sonora del film horror (!?) La chiesa prodotto da Dario Argento.
E' del 1990 il secondo disco Children of a lesser pop, più maturo e vario del precedente (ricordo ancora l'emozione al momento dell'acquisto al Sgt. Pepper): nove brani, nove gioielli, tutti molto ben suonati. Belle le atmosfere di Standing on the edge, il guitar-power di Liverpool e di Do it like a bomber, i riff della sognante Get your gun, la passione di Don't drink tonite e la cover di Locomotion.
Ricordo anche alcuni loro concerti dove l'energia scorreva a fiumi e dove ai loro brani aggiungevano cover di brani anni '60 - ho ancora in mente una devastante Set the controls for the heart of the sun dei Pink Floyd che ad ogni riff diventava qualcos'altro.
Decisamente un buon gruppo anche in concerto.
Chissà dove se n'è andata la loro musica... so solo di Andy ora leader dei Fahrenheit 451 - ska-band mestrina - ma questa è un'altra storia...
Questa la formazione:
Alex: stories
D-Andy: strato-things
Rockjito: jazz-master
The Gaze: bass bomber
Virgin: clock-beat
Lucien: organizer
... se qualcuno di voi è all'ascolto, scrivetemi...
venerdì, gennaio 14, 2005
Smog
Secondo giorno di nebbia appiccicosa. Quattordicesimo giorno del 2005, il dodicesimo che in città si supera il limite ammesso per le polveri e il PM10. Aria pesante, subdola, puzzolente. Fumi che restano bassi. Strade che si fanno scivolose di smog.
Allora io capisco la sacrosanta campagna anti-fumo che sembra abbia sconvolto gli italiani (anche se non capisco come mai proprio lo Stato che ti dice "il fumo fa male, costa, inquina ecc..." poi te lo vende), ma quando si inizierà a fare una vera politica per liberare le città dal traffico? Una cosa seria, non le pagliacciate delle "domeniche a piedi", delle targhe alterne (che tanto poi tra permessi, autorizzazioni e concessioni circolano tutti), dei sensi unici assurdi, delle striscie blu, verdi, gialle...
Bisognerà arrivare non solo ad impedire che si circoli in auto in città - come viene fatto ora - ma a convincere, coi fatti, che l'auto in città è inutile, anzi dannosa. Allora ci vogliono mezzi pubblici efficenti, economici e frequenti. Parcheggi esterni ben serviti. Auto elettriche in sharing. Per restituire la città ai cittadini, ai pedoni. Per rilanciare i negozi del centro altrimenti perdenti nei confronti dei centri commerciali. Per evitare che le città che piano piano si svuotano dei negozi, degli uffici, delle piccole attività pubbliche, diventino dei dormitori. Malsani per giunta.
Anche perché, città che si svuotano per troppo smog, gente che va nelle periferie, periferie che si riempiono... e si ricomincia da capo, ma con più problemi.
Firefox batte IExplorer 2 a 1 (poi si vedrà)
Romanzo o conato popolare?
Questa la copertina di Panorama di questa settimana.
Questo è uno dei più autorevoli settimanali italiani.
Questo è il settimanale che anni fa ha rivoluzionato l'editoria in Italia.
Questa è l'alta notazione politica e di costume con cui si confronta oggi.
Per il resto no comment.
giovedì, gennaio 13, 2005
Chi ben comincia...
Ho aperto la mia gmail da tre giorni, non l'ho divulgata da nessuna parte, ho già 14 messaggi nella cartella "spam"! Non male direi...
martedì, gennaio 11, 2005
Ccccc changes...
A qualcuno ricorda qualcosa? Credo proprio di sì. Era il logo del pressochè defunto Italia on line che è stato il provider al quale mi sono rivolto per aprire la mia prima connessione ed avere il primo indirizzo email (che peraltro resta tuttora il mio indirizzo per le cose "serie" oltre a quelli di questo sito). Era l'inizio del 1998 quando è successo questo; sono passati, tutto sommato, solo 7 miseri anni... il modem resta sempre il glorioso 3Com U.S. Robotics 56K Faxmodem (sì a casa uso ancora quello... e allora?), ma quante cose sono cambiate! Innanzitutto in Italia c'erano solo 2 milioni e mezzo di persone che si collegavano, non c'era tutto 'sto ambaradam di popup, di presentazioni flash con le loro belle >>skip intro, le pagine dinamiche con il javascript stavano emettendo i loro primi vagiti, i virus erano ancora cose curabili con gli antibiotici e se ne beccavi uno sul pc era proprio per sfiga particolarmente feroce, google dormiva ancora i suoi sonni tranquilli (mio dio! ma come facevate a trovare le cose all'epoca!), l'ADSL era semplicemente materia per i film di spionaggio, non c'erano queste diavolerie dei blog, i forum, le gmail, i wikivari, i newgroup, l'MP3 (... ah ah ah l'MP3!), i chattatori erano una specie di carbonari e soprattutto per avere la mail si pagava l'abbonamento! Si stava meglio quando si stava peggio? Assolutamente no! Certo è interessante vedere quanto sia cambiata la società, il modo di lavorare e di rapportarsi con l'"esterno" in virtù di un po' di cavi telefonici sparsi per il mondo. Chissà cosa ci aspetterà tra 7 anni...
A proposito "Google" che vuol dire?
"Googol" è il termine matematico per indicare un 1 seguito da 100 zeri. Il termine è stato coniato da Milton Sirotta. L'uso del termine da parte di Google riflette la missione dell'azienda, volta a organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web. Come faccio a saperlo? Ovvio ho usato Google!
lunedì, gennaio 10, 2005
Non bloggate che vi licenziano...
... o forse dovrei dire che "ci licenziano". Blogorroici siete avvisati! Questa su giusec&frienz la lista delle aziende che hanno messo al bando il blogging tra i loro dipendenti. Per ora tutta "roba" USA, poi un giorno se ne accorgeranno anche le imprese italiane. Speriamo il più tardi possibile...
Il prezzo della cultura
La Scala e lo struzzo: un ottimo articolo (non solo) sui costi della Scala di Milano, ma soprattutto sul prezzo pagato dai cittadini per la cultura. La propria e quella degli altri.
venerdì, gennaio 07, 2005
Masochismo da furbi o da stupidi?
Da qualche tempo, vedendo la situazione politica attuale per quanto io mi sforzi e pretenda, con le mie limitate capacità di analisi politica, di capirci qualcosa, proprio non ne vado fuori. Non riesco ancora a capire in che modo la GAD - per oggi tengo buono questo nome, domani chissà... - stia agendo; hanno appena finito di ritrovarsi, di darsi le pacche sulle spalle da vecchi amici, di corteggiarsi, aleggiano ancora nell'aria le parole "dobbiamo fare fronte comune" che l'amore pare finito.
Così sempre più spesso mi viene da chiedermi: sarà masochismo dettato dalla furbizia o dalla stupidità? Mi spiego. L'hanno capito i politicanti del centro-sinistra che continuare a occuparsi del proprio orticello è, non solo metaforicamente, darsi la zappa sui piedi? Non voglio credere che questo comportamento auto-lesionistico sia consapevole, anche se ripensandoci sarebbe il male minore. Infatti se non essere consci del fatto che anteporre le proprie beghe di cortile ai bisogni della nazione sarebbe sintomo di stupidità politica - e non solo quella - , farlo coscientemente vorrebbe dire almeno due cose: si preferisce lo status quo attuale e quindi meglio una poltroncina oggi, magari di secondo piano ma sicura, che l'incognita di domani, oppure - e sarebbe più grave - non c'è la volontà di governare uno Stato disastrato e avendo paura di fare anche peggio si chiede indirettamente agli elettori di non essere eletti. Che sia idiozia o che sia un preciso progetto la cosa è preoccupante.
Non so cosa pensare, ma so per certo che alla gente non importa una beatissima cippa di chi ce l'ha più lungo tra gli alleati della GAD e nemmeno chi è più bello dentro (e fuori). Dei "distinguo" non sa che farsene. La gente vuole fatti concreti. Vuole pagare meno tasse davvero (e che magari le paghino tutti!). Vuole non dover fare un mutuo per comprarsi da mangiare. Vuole la tranquillità di sapere che il proprio lavoro serve per mantenersi e che esso non è a rischio ogni volta che qualcuno che conta scende dal letto dalla parte sbagliata. E soprattutto non vuole essere presa per i fondelli, perché in troppi l'hanno fatto e continuano a farlo.
La gente ha pazienza. L'ha avuta finora, sarà bene non metterla ancora alla prova, perché a tutto c'è un limite... e oramai la misura è colma.
lunedì, gennaio 03, 2005
La magia del cinema
Ieri ho portato mio figlio al cinema per vedere Shrek 2. Era la sua prima volta al cinema e lo spettacolo non è stato il film - peraltro molto divertente - ma vedere le sue reazioni. Primo lo stupore per la sala grande e lo schermo grandissimo, poi la paura durante la presentazione degli effetti Dolby-surround (mi chiedo comunque perché debbano frantumarci le orecchie ogni volta!), poi l'atteggiamento di calma ed interesse durante la proiezione... e vi assicuro che non ho mai visto mio figlio seduto fermo per un'ora e mezza... unica grande delusione: 'sto benedetto drago, atteso per tutto il film, che appare solo alla fine e dopo i titoli di coda! Sceneggiatori: mannaggia a voi! ;-)
Comunque il cinema è magico e la magia si è rinnovata ancora una volta negli occhi di un bambino che per la prima volta vi si è accostato.
sabato, gennaio 01, 2005
Auguri di Buon Anno
Auguri agli amici, quelli che vedo spesso e quelli che vedo ogni tanto ma che restano amici...
auguri agli amici che ho perso di vista e che vorrei rivedere e a quelli che stanno bene lì dove sono...
auguri agli amici che non ho mai visto in faccia e che prima o poi oltre alle mail una stretta di mano ce la scambieremo...
auguri a chi una volta mi ha detto "se non sai dove stai andando, potresti finire in un posto completamente diverso" ed aveva solo ragione...
auguri ad Alessandro che mi ripete "resistere, resistere, resistere" e chissà che ti arrivi il mio abbraccio...
auguri a chi crede che quando dico bianco in realtà volevo dire nero, invece era bianco, maledizione! ... bianco!
auguri a Kasia e Piotr che aspettano una mia lettera da due anni e intanto han fatto due figli e si sono comprati la casa nuova...
auguri a E. perché la vorrei vedere finalmente in pace...
auguri ad Alessio perché erano anni che non mi incazzavo con qualcuno e ho capito il perché non mi piace farlo...
auguri ad Anna perché mi sopporta e non è neppure mia moglie...
auguri a Franco perchè è Franco...
auguri a Sandro, dovunque egli sia...
auguri a Paolo e Cinzia e alla loro bella novità...
auguri a Stefano che si è arreso e a Caterina che invece lotta ancora...
a tutti auguri di un buon 2005 all'insegna della pace e della serenità o, come dice il mio amico Alberto, perlomeno del buon senso... e sarebbe già molto!
Un buon inizio
Di ritorno da una piacevolissima serata eccomi qui ad inviare il primo post del 2005.
Un sincero augurio di buon Anno nuovo a tutti.
Certo che iniziare il 2005 mentre la mezzanotte è scandita da My Sharona degli Knack! Vorrà dire qualcosa questo fatto?









