venerdì, dicembre 31, 2004
La gara dell'ipocrisia
Allora che la festa sia festa, ma non troppo. "Divertitevi ma trattenetevi" sembrano voler dire i vari sindaci, o almeno "divertitevi ma non fatelo troppo vedere" (che fa brutto!). Capro espiatorio di questa nuova pruderie saranno i fuochi d'artificio. A parte la giusta protesta di chi con i fuochi ci vive e oltre a Capodanno, Ferragosto e qualche festa di paese non è che abbia altre occasioni per guadagnarsi il pane, cosa vuol dire che i fuochi artificiali non si fanno? Sarà per questo meno festa? Non si stapperanno bottiglie di spumante e champagne? Non si faranno i trenini al ritmo del Disco Samba? Non ci si ritroverà in ristoranti davanti a 20 portate a raccontare di quando "a Puket io sì che ci sono stato, chissà come è ridotto ora quel villaggio tanto carino dove le aragoste te le regalavano?" Non andranno quei sindaci alle cene di gala tra brodetti, tartufi e stelle filanti?
Non sarà certo non sparando i fuochi che si aiuteranno le popolazioni colpite e si sensibilizzerà la gente: chi ha deciso che bisogna divertirsi lo farà comunque, chi pensava di divertirsi rivolgendo ugualmente un pensiero a est l'avrebbe fatto anche sotto i fuochi. Quanto alle popolazioni asiatiche: non gliene frega assolutamente nulla che i fuochi ci siano stati o no.
A me questa gara alla solidarietà pelosa pare ipocrisia bella e buona. L'anno prossimo vedremo, ad esempio, quanti sindaci delibereranno di devolvere almeno uno 0,x % dell'IRPEF comunale a quelle popolazioni.
Buon anno, nonostante tutto...
Una vignetta senza vignetta
Mi dispiace non essere riuscito a postare la vignetta, ma oggi Ellekappa ha fatto dire ai suoi personaggi:
Riflettori accesi sulla catastrofe del sud est asiatico...
... almeno fino a quando l'ultimo turista occidentale non sia rientrato.
Il paradosso del turista
Perché se certamente non è etico continuare a fare vacanza - come in molte parti sta accadendo - palleggiando tranquillamente sulla spiaggia o immergendosi in acque stremate, mentre il mare sta ancora restituendo cadaveri, è vero anche che la vita continua. Deve continuare. Anche nella tragedia. Perché se da una parte fa spavento quel direttore di un villaggio delle Maldive che per farsi un po' di pubblicità a Sky-news ha dichiarato "sarà un Capodanno splendido, qui da noi non è successo niente", dall'altro lato è necessario capire che per far sì che in quei luoghi la vita continui, bisogna seguitare ad andarci, in quei luoghi. Nonostante tutto. Perché la vita per gran parte di quelle popolazioni è legata proprio al turismo che le consente di beneficiare di quel poco che viene elemosinato dalle grandi multinazionali delle vacanze. Poco, pochissimo, che è comunque fonte di sopravvivenza per gente che prima era povera ed ora si ritrova poverissima.
Nasce così un paradosso: andare laggiù è da irresponsabili, un insulto alla coscienza, un giocare con la morte, una dimostrazione di sprezzo totale - come quei marines che facevano surf sulla spiaggia appena devastata col napalm in Apocalipse Now; è un pericolo per se stessi visto che le epidemie sono considerate quasi più deleterie dell'onda stessa e un inutile, dannoso, colpevole spreco di risorse che potrebbero essere destinate ad altre emergenze. Ma, allo stesso tempo, continuare a visitare quei luoghi è un modo per aiutare - magari parzialmente e indirettamente - quelle persone, un modo per non abbandonarle del tutto. Andiamoci allora, almeno chi può farlo, non dimentichiamoci di quella gente ma lasciamo passare un po' di tempo, aspettiamo che le cose di assestino, che il dolore sia meno bruciante, e soprattutto andiamoci con uno spirito diverso, divertendoci pure, ma senza lasciare che il divertimento diventi una mancanza di rispetto verso quella gente e verso noi stessi. E' utopia chiedere questo. Lo so.
giovedì, dicembre 30, 2004
Disastri di serie A e di serie B
Oggi mi sento particolarmente acido e forse anche un po' qualunquista, ma non posso togliermi dalla testa un pensiero. Si rincorrono minuto dopo minuto le notizie dal sud-est asiatico, notizie che sempre più tragicamente ci aggiornano sul totale dei morti. E mentre monta la polemica sul capodanno tra Rai1 e Canale5, ora siamo arrivati a 120.000, ma si sa già che il numero è ben lontano dall'essere definitivo.
120.000 morti, pressapoco quanti ne ha fatti in pochi mesi la guerra, la fame endemica e la carestia in Etiopia e in Sudan. Sudan che può anche "vantare" di più di 2.500.000 di morti e 6.000.000 di profughi dal 1989. D'accordo l'impatto emozionale, ma vi risulta che i cosiddetti media ne abbiano parlato così come hanno parlato del maremoto? Io non ho visto e non ricordo titoloni sui giornali, dirette TV, collegamenti con gli inviati, catene di SMS, mobilitazioni di solidarietà... del resto "di 'sti quattro negri chissenefrega!" Nessuno va in vacanza in Sudan, non ci sono vip, al limite qualche "segretariodiqualchecosa" con il compito di aiutare la cooperazione o qualche attore, cantante, valletta, ex-qualcosa che va laggiù giusto il tempo per farsi riprendere con qualche negretto, per giustificare la sua fresca nomina ad ambasciatore Unicef per combattere la fame nel mondo.
Mah...
utopie
Tzunami aggregator
Qui e qui trovate due post che si propongono di aggregare informazioni di vario tipo sulla tragedia del sed-est asiatico.
mercoledì, dicembre 29, 2004
Allo stile non c'è mai fine
Ecco alcune perle che ho trovato spulciando qui e lì in relazione al disastroso maremoto nel sud-est asiatico:
TGCOM: Maremoto alle Maldive: salve le star del calcio. Tutti illesi i numerosi calciatori che erano in vacanza sugli atolli.
meno male và, e io che stavo in pena...
Sempre i suddetti calciatori hanno dichiarato: Paolo Maldini: "E' tutto a posto, io e Gianluca Zambrotta ci siamo imbarcati e l'aereo sta per partire". L'SMS di Gianluca Zambrotta al suo team manager non poteva essere più angosciato: "Mi ricordi a che ora c'è l'allenamento domani"... che ho mangiato troppo riso al curry...
Lucarelli (mi dicono essere anch'egli un calciatore) in preda al panico: "siamo tutti accampati nella reception del villaggio, senza luce" ...'az come farà a ricaricare il telefonino? Ma tanto lui può, visto che sta provando "ad allestire almeno un volo privato per rientrare quanto prima"... e che poi non si dica che sto qui con le mani in mano!
Anche il vice-direttore del TG5 - Lamberto Sposini - era da quelle parti, ma lui è un uomo tutto d'un pezzo, così ci fa sapere che "si e' avuta qualche apprensione per dei turisti che erano andati a fare immersioni. Sono rientrati regolarmente, anche se hanno avuto davvero paura. Per quello che sappiamo noi e anche da quello che dicono i tanti ragazzi maldiviani, non e' successo granche', niente di particolarmente grave se non qualche alloggio un po' allagato e l'aeroporto chiuso. Capisco l'apprensione perche' ci sono tanti italiani, ma io sono qui e ora e' una magnifica giornata con un mare splendido" ... e checcazzo sono in vacanza! Non mi farò certo impaurire da qualche onda! Ma poi aggiunge con un velo di apprensione: "Tutto e' accaduto in una bella giornata, perche' se fosse accaduto in una giornata di tempo brutto con la pioggia, il cielo nuvoloso e in clima di tempesta davvero c'era da avere paura".
Giorgio Gori e Cristina Parodi, anche loro alle Maldive - ma davvero non mancava nessuno! - hanno fatto sapere per SMS che "tutto bene solo un po' di mare grosso" ... e il probabile spostamento dell'asse terrestre...
Durante lo SpecialeTG1, Gigi D'Alessio ci ha tranquillizzato tutti facendo sapere a all'Italia tutta che sta bene, che non gli è successo niente, ma che le valigie si sono un po' rovinate... pensare che erano di Vuitton comprate in via Montenapoleone e si sono stinti tutti i marchietti...
Ma stiamo tranquilli perché gli analisti finanziari USA ci dicono che "l'impatto della tragedia non è stato troppo violento sulle Borse"... sulla gente invece... ma comunque ci rassicura anche il Sole24ore di oggi che titola "L'onda lunga dei listini. Per l'azionario un buon avvio del 2005"
Mentre questi nostri connazionali soffrono, in Italia prosegue il fine d'anno tra coloro che vorrebbero partire perché "tanto la pista dell'aeroporto oramai è libera", tra agenzie che annunciano che verranno rimborsati i biglietti di chi non è ancora partito (c'è pure il numero verde), tra altre che dicono "Indonesia? La costa ovest no, ma a est non ci sono problemi", tra una compagnia aerea che fa pagare il biglietto a 40 cingalesi che tornavano in patria per il riconoscimento dei parenti morti, tra la Farnesina che "sconsiglia di recarsi a festeggiare il Capodannno alle Maldive o in Thailandia", spunta anche questa iniziativa assolutamente pregnante e degna di nota: "Capodanno senza botti, un silenzio da condividere" titola Repubblica, e prosegue "In un mondo sempre più globale, quelo che è successo ci tocca da vicino. E la festa non può trascorrere come se niente fosse [...] dunque, il silenzio di Capodanno è anche un modo per riflettere su di noi, non solo per essere un po' più vicini a "loro", ai lontani, agli sventurati". Sob! Credo non serva altro commento...
martedì, dicembre 28, 2004
L'allegra riduzione delle tasse 9 (a volte ritornano...)
Rispolvero questo vecchio titolo per tornare sull'argomento fisco.
Ricordate l'otto per mille? Cioè quella norma per la quale ogni cittadino può destinare una quota del proprio IRPEF pagato ('8 per mille, appunto) alla Chiesa cattolica, ad altre confessioni religiose o allo Stato? Bene. Concentriamoci sullo Stato.
Secondo la legge istitutrice della materia, ovvero la n.22 del 1985, lo Stato dovrà destinare i proventi dell'otto per mille per scopi di interesse sociale o a carattere umanitario disponendo interventi straordinari negli ambiti di aiuti umanitari, per combattere la fame nel mondo, sostenere le popolazioni colpite da calamità naturali o guerre, o per la conservazione dei beni culturali. Fin qui, tutto bene.
Oggi stavo spulciando la finanziaria 2004 (legge 350/03) quando mi accorgo del comma 69 dell'articolo 2 che dice: "L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 22, relativamente alla quota destinata allo Stato dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) è ridotta di 80 milioni di euro annui a decorrere dal 2004." Ciò vuol dire che dei circa 140 milioni di euro raccolti con l'8 per mille, solo 60 andranno per queste iniziative. E gli altri? Non lo so, ma mi viene un sospetto. Considerando che questa norma è ancora valida, non sarà che nel 2005 questi soldi verranno impiegati dal governo per chiudere il buco che si verrà a creare con la famosa riduzione delle tasse? Oppure andranno a colmare lo sbilancio di spesa degli organismi costituzionali (presidenza della Repubblica, Senato, Camera, Corte Costituzionale) che in cinque anni sono cresciuti di oltre 500 milioni di euro, ovvero del 45%. Già, perché mentre le altre amministrazioni devono fare il conto con il tetto massimo di spesa del 2%, "loro" possono fare ciò che gli pare.
Curiosa la situazione: lo Stato con le elemosine dei cittadini ripiana il proprio bilancio.
lunedì, dicembre 27, 2004
Gentile cliente
Gentile cleitne
Genitle cleiten
Genitle Cleitne
Genilte clinete
Ho pensato di corrispondere con un enigmista appassionato di anagrammi, oppure semplicemente con un dislessico. Dato che poi l'ortografia del messaggio era corretta, mi è venuto pure in mente che forse non sono un "gentile cliente" (in effetti scrivevo per segnalare degli errori!) e che questo era un modo per farmelo notare.
Mi è venuto pure il dubbio di stargli antipatico! Mah... sta di fatto che il problema l'hanno risolto.
Tzunami
Tra tutte quelle che si trovano in rete, ho scelto un'immagine (Reuters) che nella sua profonda tristezza mi pare dica più delle parole.

venerdì, dicembre 24, 2004
Il Dilemma
Una profonda crisi sta attraversando l'Italia e serpeggia per strade, piazze e centri commerciali.
Un insababile disagio sta attanagliando le menti di noi poveri italiani in previsione di pranzi e cene natalizie.
Un indicibile imbarazzo ci trova impreparati ad affrontare una scelta determinante per il nostro futuro prossimo.
Meno male che fior fiore di giornalisti e commentatori su tv, radio e giornali amplificano gli echi di questo straziante dilemma nell'etere e sulla carta stampata, facendo di loro stessi una bandiera per il nostro malessere:
è meglio il panettone o il pandoro?
giovedì, dicembre 23, 2004
Cosa si cerca con Google...
è la classifica delle dieci "parole" più cercate nel 2004 con Google.
Mi stupisco come mai jazzer non figuri nei primi dieci! ;-)
mercoledì, dicembre 22, 2004
Affinità elettive
Mark Macdonald: Flat
Pan-american: Quiet city
Ho letto il libro mesi fa, ho ascoltato il disco solo di recente, ma - non so perché - ora sono legati da un filo tanto flebile, quanto indissolubile.
Il libro parla di come un amico - o meglio un semplice conoscente - di J. si trovi a dover sbrigare le faccende relative alla sua morte, e a dover trovare in qualche modo un senso al suo suicidio. La sua ricerca si perderà tra le mille solitudini di Vancouver, in un quartiere dove sembra che i palazzi, fatti di linee rette e piani che si intersecano, vivano di una vita propria, emettano suoni e ti osservino. Per questo mondo fatto di superfici imperscrutabili che racchiudono segreti, costruito con una quasi totale mancanza di relazioni, non so pensare ad una colonna sonora migliore di Quiet city, disco trasudante di stimoli elettronici e di minimalismi acustici e praticamente totale assenza di ritmo. Non sono canzoni quelle dei Pan-american sono suoni, anzi "suono", 45 minuti di suono pervasivo, avvolgente e gelido, capace di arredare gli spazi, di definirne i confini, adatto a levigare le pareti vetrate dell'appartamento dove si è mosso J., in un unicum ambientale davvero inscindibile.
Questa e non altra era la musica che riempiva gli spazi vuoti dentro e fuori i fabbricati, J. la sentiva, ne era permeato e forse sopraffatto. Sta all'amico ora trovarla e farla propria senza esserne impaurito.
Un diamante è per sempre
martedì, dicembre 21, 2004
Moltiplicazione del vuoto
Che le case discografiche più importanti - le famose major - siano miopi, ottuse e sciacalle in riferimento ai prezzi dei CD e alla scarsissima oculatezza con cui trattano le ristampe l'ho sempre sostenuto e continuerò a farlo, ora sarà pure il caso che ci aggiunga un pizzico di idiozia. E cosa mi riferisco? Beh, ieri mi è capitato in mano l'ultimo Greatest hits di Robbie Williams. Non voglio entrare nel merito delle qualità musicali del personaggio (ammesso che vi siano), ma riferirmi alle qualità del packaging: cosa c'è di più assurdo di un "greatest hits" fatto di 19 canzoni, ma si badi bene, non riunite in un solo CD ma inserite in un cofanetto di 19 CD contenenti ciasuno un unico brano? Credo siamo alla follia! Proprio una bella pensata... soprattutto molto comodo da ascoltare. Il prezzo? 47 euro, contro i 21 del disco "normale". Non male vero?
E dopo ditemi se non fanno venire voglia di scaricare tutti gli MP3?
Stelle e stalle
Mentre il Vespone nazionale con il suo falso-qualunquismo-imparziale-bipartisan imperversa in ogni consesso televisivo (che si parli di calcio, di lenticchie, di ernie iatali, di morti ammazzati, Lui il suo librozzo natalizio lo deve pure presentare!) maledicendo sua madre che non gli ha infuso il dono dell'ubiquità in modo da essere ovunque e comunque presente, assistiamo - finalmente! - alla caduta dall'olimpo delle trasmissioni "de curtura" di quello che per quasi 25 anni è stato il termine di paragone di tutti i talk-show: il Mauriziocostanzosiò!
Bella la motivazione addotta da Costanzo: la televisione si è imbecerita! Ma come proprio lui che del mettere gli affari degli altri in piazza ne ha fatto una bandiera? Lui, che si può fregiare di essere l'antesignano dell TV del pianto? Lui che in combutta con quell'essere che risponde al nome di Maria De Filippi ha fortemente contribuito a propinarci ingenti dosi di dolore mediatico, a trattare i sentimenti - veri o prezzolati che siano - alla stregua di esibizione pornografica. Costanzo si lamenta dei reality che a suo giudizio creano violenza e personaggi detestabili... oophs, ma non sono gli stessi che ospita lui? Mi sbaglio o non è Buona Domenica ad essere infarcita di tizideigrandifratellieAmicidiMariaDeFilippivari?
E ora? Chi ci sarà al suo posto? Mentana? Pippobbaudo? Sgarbi? Lino Banfi? Intanto Vespa si sta informando per la clonazione...
L'uomo che allevava i gatti: tra crudeltà e magia

Su consiglio di un amico (grazie Massimo!) ho acquistato e letto questo libro: L'uomo che allevava i gatti di Mo Yan, scrittore nato nel 1955 in Cina.
Si tratta di una raccolta di nove racconti, che parlano di una Cina rurale, povera, talmente aspra da risultare violenta, brutale e condannata ad una crudeltà senza possibilità di salvezza, ma che allo stesso tempo dipingono la campagna con meraviglia, con una perfusiva sensazione di incanto. Mo Yan ci narra di luoghi fantastici, solcati dal sudore dei contadini ma altrettanto sospesi nel tempo e per farlo usa descrizioni, immagini e parole che raramente mi è successo di percepire così poetici.
Allora le immense distese di campi di sorgo, le cui spighe sono una sorta di marea rossa che ondeggia e copre un mondo inespolarato, sono teatro delle durissime fatiche degli uomini e delle magie di volpi che lanciano scie fiammeggianti o di tartarughe che emergono dalle acque con preziosi doni, le stesse acque dove prima sono annegati dei bambini. E, in ultima analisi, sono proprio quest'ultimi i protagonisti di quasi tutti questi racconti: bambini poveri, maltrattati, scacciati e ammazzati a calci e pugni, bambini - e soprattutto bambine - che valgono meno di oggetti, ma che hanno la capacità di vedere al dì la della meschinità della vita materiale, riescono a trovare la magia nelle piccole cose, in particolari insignificanti per gli adulti, nelle stesse percosse che sembrano quasi non toccarli. Sono i bambini che con la sofferenza e la disincantata leggerezza della loro esistenza danno un senso ad un'umanità affranta e disillusa.
Così sarà ben difficile dimenticare Xiao Hu, protagonista del racconto Il fiume inaridito, la sua storia fiera e disgraziata e la sua morte tristissima e redentrice, o il piccolo Fuzi annegatosi nel fiume per cogliere un magnifico e altrettanto inesistente fiore rosso che gli si è chiuso attorno e inghiottito.
sabato, dicembre 18, 2004
Un sabato al lavoro
Passi che sono in ufficio di sabato,
passi che queste ore in più non mi verranno pagate,
passi che sarà pure difficile recuperarle in qualche altro giorno della settimana,
passi che io e mia moglie (che invece al sabato lavora sempre) abbiamo dovuto fare i salti mortali per trovare chi ci tenesse nostro figlio questa mattina,
passi che sono qui per fare degli appuntamenti presi dal nostro centro nazionale di prenotazioni,
passi che il centro di cui sopra dovrebbe sapere (anzi sa) che siamo disponibili per appuntamenti riguardanti solo un certo tipo di argomento...
quello che non tollero è che, su 6 appuntamenti:
4 non vengono (e ciò mi fa incazzare di brutto!)
1 vuole delle cose di cui il nostro ufficio proprio non si occupa
1 è semplicemente un logorroico allucinato che vuole la risposta su problemi inesistenti o assurdi e che nel suo delirio credo mi abbia parlato anche degli ufo, della sacra rota e del riso cantonese...
Arriva babbo Natale...
... peccato che questo i doni non li porta, ma ci estragga banconote dai portafogli sfiniti...
Eccovi alcuni degli aumenti previsti per il 2005
E via, verso nuove avventure...
venerdì, dicembre 17, 2004
Lo stato dell'informazione
Ne avevo già accennato tempo fa, ma ritorno volentieri sull'argomento: la televisione, per moltissimi strumento principe dell'informazione, informa davvero? Pazienza Mediaset il cui asservimento è oramai bovino, ma in particolare il servizio pubblico della Rai è pubblico ed è servizio davvero?
Ad esempio ieri sera: mentre abbiamo assistito al re-invio da parte di Ciampi alle Camere di una legge palesemente anti-costituzionale - cioè quella sulla riforma della giustizia - , mentre subiamo l'ennesima approvazione al volo dell'ennesima legge ad-personam ad uso e consumo del condannato ad 11 anni Cesare Previti, mentre viene approvata una finanziaria di un solo articolo - ma con 591 commi, tra cui l'autorizzazione ai lavori di villa Certosa, lavori peraltro già finiti ma abusivi - nella quale sostanzialmente si dice vi tagliamo (poco o nulla) l'IRPEF ma vi alziamo tutto il resto (... e che bravi che siamo!), mentre vediamo gli esponenti del governo scornarsi tra di loro per opporsi all'entrata in Europa della Turchia peraltro voluta dal governo stesso, mentre abbiamo superato i 120 morti sparati da gennaio in Campania... su cosa ci informano i programmi di "approfondimento giornalistico" della Rai?
Beh, il Vespone nazionale col suo Porta a porta su Rai1 della condanna natalizia, ovvero il solito "film di Natale" della solita, scontata, insulsa, becera compagnia comica, l'incontenibile duo Giovanni Masotti / Daniela Vergara con Punto a capo su Rai2 delle conseguenze dell'entrata in vigore del divieto di fumo.
Sono curioso per 'stasera... anzi no! Tanto non li guardo.
Ogni commento è superfluo...
Natale... ma quale?
Ultimamente ho trascurato un po' il mio blog a causa di un notevole carico di lavoro, ma questo post del mio amico Andrea mi ha spinto ad una riflessione sul Natale, o meglio su cosa il Natale rappresenti per me. Se è vero, infatti, che ho scherzosamente - ma poi non tanto - sintetizzato con un'immagine le mie idee su quello che ho definito "pacchiano sbrodolamento natalizio", è vero anche che questa è una festività che mi ha sempre trovato piuttosto indifferente. OK, lasciamo perdere i tempi dell'incoscenza di quando da bambino aspettavo il momento dei regali, ma oggi?
A guardare bene Natale è una festa religiosa, ma a me - ateo - questo significato interessa ben poco; allora mi viene da chiedermi cosa festeggiare, considerato che oramai il Natale si è trasformato nella massima festa consumistica dell'anno. Cosa festeggia questa cattolicissima gente che affolla negozi ed ipermercati alla spasmodica ricerca del presente che faccia bella figura o dell'idea originale? ... che poi originale non lo sarà per niente considerato che il livello di originalità viene comunque dettato dalla moda imperante. Cosa celebra questa gente che misura il valore del regalo mica con le possibilità del proprio portafoglio, ma in base a calcoli di convenienza ed opportunità? Cosa ha a che fare con la nascita di Cristo il fatto che ci si ritrovi - chi a mangiare (e passi), chi a strafogarsi - in famiglia, accanto ad un sempre più trendy albero con le lucine (quest'anno va di moda il dorato!) dopo che un Santa Claus - di tradizione nordica! - sponsorizzato Coca-Cola ha portato dei doni molto spesso inutili?
Cosa ho da spartire con tutto questo? Nulla.
Sì certo: la tradizione, l'atmosfera, la famiglia, il volemosebene... Vorrà dire che nel Natale ci troverò - come il mio amico Andrea - un mio personale senso, una mia particolare motivazione che vada oltre a tutto questo e che se proprio devo, anzi se proprio "voglio", fare un regalo sarà una cosa pensata, che parla di me, un qualcosa che sia davvero suggerito dall'intimo e non dalle convenzioni.
martedì, dicembre 14, 2004
Le stanze di Gaia
In questo post di Gaia trovate il decalogo del vero "interessato" alla musica.
Chissà perché mi ci ritrovo completamente!
lunedì, dicembre 06, 2004
Le foto proibite di una signora per bene
No, fermi! Non andate a pensare a chi sa cosa. Il titolo non è altro che quello di un film del 1970 la cui colonna sonora è una delle più belle scritte da Ennio Morricone. La cosa interessante di questo disco è che, pur prodotto da una etichetta italiana - di Pontassieve per la precisione - pare non sia distribuito in Italia. Dove l'ho scovato? Negli USA ovvio, tramite apposito sito internet. Immaginatevi la mia sorpresa quando mi è arrivato a casa il pacchettino da Malden, Massachusetts contenente il CD con tanto di bollino SIAE! E mi sono figurato il mio disco partire da Pontassieve, prendere l'aereo a Firenze o magari la nave a Livorno, traversare l'oceano, arrivare sulla West-Coast a San Francisco dove sta l'importatore, tornare ad est per fermarsi a Malden per poi ri-attraversare l'oceano per giungere a Kastrup, Danimarca (giuro!) e di qui a Venezia e a casa mia. Non voglio neppure calcolare quanti chilometri ha fatto, contro i neanche 300 che mi separano da Pontassieve...
La musica? Niente male in effetti. Non proprio quanto siamo abituati a sentire ora da Morricone ma davvero interessante. Tipiche sonorità anni 70, ma trattate come lo sa fare un maestro; molta suspence, un filo di malizia ed un'ossessiva attenzione per i particolari.
domenica, dicembre 05, 2004
Come ti frantumo la magia...
Alcuni giorni fa ho acquistato il DVD della EMI Glenn Gould - The alchemist che non ho avuto occasione di vedere prima. Oggi l'ho inserito nel lettore con l'intenzione di vederne qualche minuto, così tanto per verificare di che cosa si tratta. Decisamente minimale la scena: campo totalmente bianco, Steinway a grand coda nero, e Gould seduto sulla sua sedia "adattata" (le aveva segato le gambe per essere più basso rispetto alla tastiera). Così l'intenzione è presto svanita: dopo aver visto - e sentito! - Gould suonare i 4 minuti della pavana Lord of Salisbury di Orlando Gibbons e seguito lo svolgimento sulle espressioni del suo volto, non ho potuto far altro che ascoltare, praticamente ipnotizzato dall'assoluta bellezza e dal totale coinvolgimento della musica e dell'interpretazione, quasi tutti i 20 minuti della partita n.6 di Johann Sebastian Bach. Perché quasi tutti? Perché verso la metà della giga conclusiva crolla tutto il castello di note quando suona il telefono - con il suo noioso trillo - dove una gentile signorina della ditta vattelapesca si premurava di informarmi che se volevo comprare un certo prodotto loro sono i leader planetari; non ho capito il nome della tizia, né quello della ditta e nemmeno cosa vendono, ma vi assicuro che in quel momento ero molto, molto seccato e non ero certo nell'animo di comprare alcunché (cosa che comunque non farei mai per telefono). Questo episodio, stupido finché volete, mi ha fatto pensare ancora una volta quanto difficile sia costruire qualcosa di sublime e quanto poco ci voglia per rovinare il tutto.
Non sono proprio riuscito a riprendere con Gould. La prossima volta stacco il telefono, il cellulare, il citofono...
venerdì, dicembre 03, 2004
Grande jazz a Mirano (VE)
Questa sera avrò il piacere di ascoltare un ottimo quartetto che sono sicuro sfornerà un jazz d'alta classe.
Al sax tenore Piero Odorici, sanguigno bolognese dal timbro strumentale molto carico e bluesy, capace di torrenziali assoli ma anche di sublimi dolcezze. Chi ha ascoltato il suo disco Estate sa di cosa parlo.
Al pianoforte Antonio Faraò, uno dei più quotati giovani pianisti italiani e non solo. "Antonio non è solo un ottimo pianista, è un grande"... se l'avessi detto io sarebbe un'opinione come un'altra, ma l'ha detto Herbie Hancock... e allora le cose cambiano. Avevo parlato di lui in questa recensione di un suo splendido disco Far Out in cui è possibile apprezzare una delle ultime incisioni del compianto saxofonista Bob Berg. Dato che non l'ho mai visto dal vivo, sarò ben felice di ascoltarlo questa sera e magari scambiare due parole.
Li accompagna una solida sezione ritmica formata da Ron Seguin (contrabbasso) e Keith Copeland (batteria) che sinceramente non conosco, ma che spero siano all'altezza dei due italiani.
Se qualcuno che legge ha voglia di sentire dell'ottimo jazz, ci vediamo questa sera ore 21,30 al Ristorante ai Molini - Mirano (VE)
giovedì, dicembre 02, 2004
Calcolatevi l'elemosina
Come promesso in un precedente post eccovi un file excel con il quale potete calcolarvi quanto IRPEF (o IRE, secondo la nuova dizione) vi faranno risparmiare le nuove tre (anzi quattro) aliquote inventate dai nostri soloni del fisco.
Il calcolo è ancora grezzo in quanto mancano (o almeno io non sono riuscito a trovarle) le disposizioni sulle varie deduzioni (coniuge e figli a carico ecc...) ma almeno un'idea generale potete farvela. fate un po' di prove.
mercoledì, dicembre 01, 2004
E se lo dice lui...
H. Bogart
Il Natale per me...










