martedì, agosto 31, 2004
Legge sulla fecondazione assistita
Senza aggiungere nulla perché nel post trovate tutto, eccovi un link al blog del mio amico Andrea che mi pare spieghi molto bene le cose... firmate zucconi!
http://blogs.ugidotnet.org/penpal/archive/2004/08/31/1754.aspx
http://blogs.ugidotnet.org/penpal/archive/2004/08/31/1754.aspx
lunedì, agosto 30, 2004
Olimpiadi
Quest'anno delle Olimpiadi credo di aver visto quasi tutto, o almeno il più possibile. Perché lo sport è bello, è edificante vedere questi ragazzi, ragazze, uomini e donne lottare per qualcosa di positivo, di aggregante, per vincere - certo anche dei soldi - ma soprattutto una medaglia, sapere di essere i più bravi.Lo so non sono più i tempi dei dilettanti, dei "puri", ma ci sono cose che non possono che essere spontanee.
Perché non puoi non sentirti amico di un 44enne che dopo aver sparato a qualcosa come 200 piattelli, sbagliandone solo due, si mette a correre per il prato come un ragazzino.
Perché non si può non gioire di fronte a sette ragazze di uno sport bello e duro come la pallanuoto che a speranze oramai sfumate segnano il gol decisivo ad un minuto dalla fine.
Perché di Yuri Chechi ne abbiamo solo uno e le emozioni che mi ha dato non me le toglierà nessuno.
Perchè un'altra partita di basket come Italia-Lituania sarà impossibile da vedere, non era la finale ma la medaglia d'oro se la meritavano tutti i giocatori che hanno messo piede su quel parquet magico, senza guardare al colore della maglia e alla nazionalità.
Dite pure che sono populista o come più vi piace... non m'importa. Io credo ai sentimenti e anche questi lo sono; lo sport unifica, fortifica, insegna. Ha i suoi problemi, certo, ma lasciatemi l'illusione, l'essere senza tempo, la poesia, il mito di un uomo che da solo con la forza dei suoi muscoli e nervi si fa 42 chilometri di corsa da Maratona ad Atene - nel luogo del mito per eccellenza - solo per annunciare ad una nuova civiltà - che non è più quella che le Olimpiadi le ha inventate - che guardando al passato l'uomo con la sua tenacia può costruirsi un futuro. Filippe portava un messaggio di vittoria, ma anche di morte: gli ateniesi avevano sconfitto i persiani. Baldini solo di vittoria, ma anche di forza, di fiducia.
Perché non puoi non sentirti amico di un 44enne che dopo aver sparato a qualcosa come 200 piattelli, sbagliandone solo due, si mette a correre per il prato come un ragazzino.
Perché non si può non gioire di fronte a sette ragazze di uno sport bello e duro come la pallanuoto che a speranze oramai sfumate segnano il gol decisivo ad un minuto dalla fine.
Perché di Yuri Chechi ne abbiamo solo uno e le emozioni che mi ha dato non me le toglierà nessuno.
Perchè un'altra partita di basket come Italia-Lituania sarà impossibile da vedere, non era la finale ma la medaglia d'oro se la meritavano tutti i giocatori che hanno messo piede su quel parquet magico, senza guardare al colore della maglia e alla nazionalità.
Dite pure che sono populista o come più vi piace... non m'importa. Io credo ai sentimenti e anche questi lo sono; lo sport unifica, fortifica, insegna. Ha i suoi problemi, certo, ma lasciatemi l'illusione, l'essere senza tempo, la poesia, il mito di un uomo che da solo con la forza dei suoi muscoli e nervi si fa 42 chilometri di corsa da Maratona ad Atene - nel luogo del mito per eccellenza - solo per annunciare ad una nuova civiltà - che non è più quella che le Olimpiadi le ha inventate - che guardando al passato l'uomo con la sua tenacia può costruirsi un futuro. Filippe portava un messaggio di vittoria, ma anche di morte: gli ateniesi avevano sconfitto i persiani. Baldini solo di vittoria, ma anche di forza, di fiducia.
Di ritorno dalle ferie
Eccomi di ritorno dalle due settimane di ferie estive. Ci voleva davvero un periodo di riposo perché il lavoro - per quanto sia vario e possa piacere - ti si incunea dentro, ti rende partecipe della sua malsana routine.
Quindi cosa ho fatto? Soprattutto riposato, ho staccato il cellulare, ho riposto l'orologio e ho rivolto la mia mente verso le cose che mi piacciono: sono rimasto a casa in compagnia di mia moglie e di mio figlio che quando mi ha tutto per sè per l'intero giorno cambia umore.
Cosa mi hanno lasciato queste ferie? Beh, un po' di lavoretti fatti in casa, un sito tutto nuovo che scalpita per essere pubblicato e presto lo sarà, la morte - anzi l'assassinio - di un uomo fra i tanti che vengono uccisi inutilmente ogni giorno, la lettura di un ottimo libro sui miti greci (L'universo, gli dei, gli uomini di Jean-Pierre Vernant) e, ovviamente viste le Olimpiadi appena concluse, emozioni sportive a non finire (ne parlerò in un prossimo post perchè non mi piacciono i commenti troppo lunghi). Luoghi lontani, mete da sogno? Molto spesso anche godersi le mura di casa vale un lungo viaggio.
Quindi cosa ho fatto? Soprattutto riposato, ho staccato il cellulare, ho riposto l'orologio e ho rivolto la mia mente verso le cose che mi piacciono: sono rimasto a casa in compagnia di mia moglie e di mio figlio che quando mi ha tutto per sè per l'intero giorno cambia umore.
Cosa mi hanno lasciato queste ferie? Beh, un po' di lavoretti fatti in casa, un sito tutto nuovo che scalpita per essere pubblicato e presto lo sarà, la morte - anzi l'assassinio - di un uomo fra i tanti che vengono uccisi inutilmente ogni giorno, la lettura di un ottimo libro sui miti greci (L'universo, gli dei, gli uomini di Jean-Pierre Vernant) e, ovviamente viste le Olimpiadi appena concluse, emozioni sportive a non finire (ne parlerò in un prossimo post perchè non mi piacciono i commenti troppo lunghi). Luoghi lontani, mete da sogno? Molto spesso anche godersi le mura di casa vale un lungo viaggio.
giovedì, agosto 12, 2004
Perché i giornalisti odiano i blog?
Vi propongo questo link http://www.mantellini.it/giornalisti.htm dal blog di Massimo Mantellini che mi pare dia una panoramica interessante dei blogger in Italia.
Ci risentiamo dopo le ferie... le mie ovviamente.
Ci risentiamo dopo le ferie... le mie ovviamente.
giovedì, agosto 05, 2004
Henri Cartier Bresson
Un altro maestro ci ha lasciato: Henri Cartier Bresson.
Con la sua inseparabile Leica ha attraversato la storia dalla guerra civile spagnola, all'Europa del dopo-guerra, alla Cina, all'India, incontrando e ritraendo importantissimi personaggi della cultura, della politica, del costume.
Mi sono spesso ispirato a lui per realizzare le mie fotografie, senza mai essermi minimamente avvicinato alla sua arte. Ma per ricordare chi dell'immagine ha fatto un'arte, mi sembrano superflue le parole, quindi mi limito a riportare una sua famosa foto scattata durante la guerra civile spagnola.
Con la sua inseparabile Leica ha attraversato la storia dalla guerra civile spagnola, all'Europa del dopo-guerra, alla Cina, all'India, incontrando e ritraendo importantissimi personaggi della cultura, della politica, del costume.
Mi sono spesso ispirato a lui per realizzare le mie fotografie, senza mai essermi minimamente avvicinato alla sua arte. Ma per ricordare chi dell'immagine ha fatto un'arte, mi sembrano superflue le parole, quindi mi limito a riportare una sua famosa foto scattata durante la guerra civile spagnola.
martedì, agosto 03, 2004
I 20 dischi della vita
In uno dei forum dove mi diverto a scrivere qualcuno ha proposto questo gioco: indicare i 20 dischi soggettivamente più importanti. Io, limitandomi al pop/rock, ho proposto i miei, che sono solo alcuni di quelli che mi hanno cambiato la vita (musicalmente parlando). Li propongo, in ordine casuale, anche ai miei lettori per vedere cosa ne nasce:
The Clash: London calling: perché nel 1979 avevo 12 anni e oggi non più, ma da allora non ha mai smesso di accompagnarmi
Tuxedomoon: Half mute: per i Tuxedomoon
Opal: Happy nightmare baby: perché mi ha ipnotizzato facendomi diventare suo schiavo
The Beatles: The Beatles (White album): perché mi ha fatto capire che i Beatles non erano solo Love me do
Syd Barrett: Barrett: perché a Syd andava stretto questo pianeta
Tim Bukley: Dream letter: vedi sopra
C.S.I.: In quiete: perché la poesia a volte può far male
Wim Mertens: Integer valor: perché se non commuove questo, siamo proprio dei sassi
Joy Division: Unknown pleasures: perché mi ha curato dalle mie paranoie
Fabrizio De Andrè: Anime salve: perché è la summa di una vita d'arte
AA.VV.: Fuck your dreams, this is heaven: perché mi ha folgorato... e basta
Celso Fonseca: Natural: perché l'anno scorso mi ha affascinato e tuttora continua a farlo
Nick Cave: Tender prey: perché mi sono chiesto come mai non avessi conosciuto prima un musicista simile
Tom Waits: Rain dogs: perché non ci sono parole per dire quanto Tom sia grande
The Smiths: The queen is dead: perché per ore non ho smesso di ballare (e chi mi conosce sa cosa vuol dire...)
Jon Hassell: Dream theory in Malaya: perchè esiste qualcosa che va oltre la nostra normale percezione
Pat Metheny: Still life (talking): perché se c'è da viaggiare questo è il disco giusto
Tortoise: Millions now living will never die: perché ha cambiato le mie prospettive sul rock
David Sylvian: Brilliant trees: perché ha aperto una bella storia che non si è ancora conclusa
Joe Jackson: Night and day: perché è un disco troppo intelligente per essere dimenticato
The Clash: London calling: perché nel 1979 avevo 12 anni e oggi non più, ma da allora non ha mai smesso di accompagnarmi
Tuxedomoon: Half mute: per i Tuxedomoon
Opal: Happy nightmare baby: perché mi ha ipnotizzato facendomi diventare suo schiavo
The Beatles: The Beatles (White album): perché mi ha fatto capire che i Beatles non erano solo Love me do
Syd Barrett: Barrett: perché a Syd andava stretto questo pianeta
Tim Bukley: Dream letter: vedi sopra
C.S.I.: In quiete: perché la poesia a volte può far male
Wim Mertens: Integer valor: perché se non commuove questo, siamo proprio dei sassi
Joy Division: Unknown pleasures: perché mi ha curato dalle mie paranoie
Fabrizio De Andrè: Anime salve: perché è la summa di una vita d'arte
AA.VV.: Fuck your dreams, this is heaven: perché mi ha folgorato... e basta
Celso Fonseca: Natural: perché l'anno scorso mi ha affascinato e tuttora continua a farlo
Nick Cave: Tender prey: perché mi sono chiesto come mai non avessi conosciuto prima un musicista simile
Tom Waits: Rain dogs: perché non ci sono parole per dire quanto Tom sia grande
The Smiths: The queen is dead: perché per ore non ho smesso di ballare (e chi mi conosce sa cosa vuol dire...)
Jon Hassell: Dream theory in Malaya: perchè esiste qualcosa che va oltre la nostra normale percezione
Pat Metheny: Still life (talking): perché se c'è da viaggiare questo è il disco giusto
Tortoise: Millions now living will never die: perché ha cambiato le mie prospettive sul rock
David Sylvian: Brilliant trees: perché ha aperto una bella storia che non si è ancora conclusa
Joe Jackson: Night and day: perché è un disco troppo intelligente per essere dimenticato









