articoli taggati come “snaith_dan”

Manitoba: debutto che trascende i generi

Manitoba: Start breaking my heart (Leaf – 2001)

Un lavoro questo di non facile collocazione: chi mi conosce sa bene che per me la musica è difficile da catalogare, soprattutto ora con tutti questi “generi” dalle denominazioni più amene e disparate. Credo che in questo disco ci sia di tutto: drum & bass, new groove, musica lounge, trip-hop, new-jazz, ma quello che è più importante e che mi ha spinto a recensirlo è soprattutto un disco fresco, molto piacevole all’ascolto e comunque mai noioso.

I Manitoba, neanche a dirlo, vengono dal Canada e si identificano nella persona di Dan Snaith; Start breaking my heart è il loro album d’esordio uscito nel marzo 2001. Dan Snaith è un ventiduenne di Toronto laureato in matematica pura con una base di pianista classico e jazz; la prima uscita discografica come Manitoba è stata un EP 12″ realizzato nell’ottobre 2000 con il pezzo People eating fruit che è andato subito esaurito appena uscito; forse nemmeno Dan si aspettava un riscontro così immediato al suo disco.
Quello che colpisce subito del disco sono le sue atmosfere rilassate, come immerse in uno speciale liquido amniotico, in certi casi ipnotiche che vengono a tratti interrotte da slanci nervosi percussivi della migliore drum & bass. La maggior parte degli strumenti sono campionatori e tastiere elettroniche, ma brilla anche un’ottima batteria acustica, un pianoforte, un piano elettrico (fender rhodes?) e una tromba che ricorda alcune cose di Mark Isham.
Il disco si apre con il ritmo ostinato ma molto scorrevole di Dundas, Ontario per poi presentare quella che forse è la migliore traccia, ovvero la liquida People eating fruit con un coro di voci femminili davvero accattivante. Interessanti sono anche le sovrapposizioni sonore di Brandon con il piano elettrico che sviluppa una bella melodia sopra una base decisamente drum & bass e la rumoristica Lemon yoghourt realizzata con il campionamento di suoni a formare un tappeto su cui ha sfogo un pianoforte solitario. Molto belle James’ second haircut forse il pezzo più jazzy del CD e la conclusiva Happy ending con il piano elettrico che sembra fuggire dal ritmo imposto dalla batteria verso il canto di un bambino inserito come finale.

Un disco certo originale che si inserisce con intelligenza in quel filone new-jazz nelle cui file milita il norvegese Bugge Wesseltoft e i suoi New conception of jazz (a proposito avete ascoltato il loro nuovo splendido Moving?); una scena che certo vale la pena di frequentare in quanto credo sia in grado di sfornare delle ottime proposte musicali.

  1. Dundas, Ontario
  2. People eating fruit
  3. Mammals vs reptiles
  4. Brandon
  5. Children play well together
  6. Lemon yoghourt
  7. James’s second haircut
  8. Schedules & fares
  9. Paul’s birthday
  10. Happy ending
Scritto suonato e prodotto da Dan Snaith