Tuxedomoon on the road: Venezia
Tuxedomoon: dal vivo 30/06/05 – teatro del parco di San Giuliano, Mestre
Potrebbe sembrare inutile, a distanza di appena un paio di mesi dal concerto di Ferrara, parlare ancora dei Tuxedomoon: stessi musicisti, ovviamente, e stessa scaletta con l’esclusione di Libebulb overkill e la concessione di Again come ultimo bis. Certo molte cose si ripetono, ma vale davvero la pena di accennare brevemente a questo concerto veneziano perché, se ad un esame superficiale può sembrare che non vi siano stati cambiamenti, la sostanza è ben diversa; per farlo voglio partire proprio dalla fine, ovvero da Again perché questo brano da brivido, cantato da Reininger seduto per l’occasione alle tastiere, si può considerare la “summa” perfetta del concerto con la sua partecipazione emotiva intensissima, come mai avevo sentito prima.
Proprio questa credo sia stata la caratteristica che ha fatto di questo un grande concerto: sicuramente incoraggiati dal pubblico veneziano – non troppo numeroso ma caldissimo nell’accogliere e supportare i musicisti che hanno dimostrato di gradire molto – i quattro Tuxedomoon hanno affrontato questo concerto con un atteggiamento nuovo, diverso, privilegiando il calore e lasciando parzialmente in secondo piano l’algidità che contraddistingue da sempre la loro musica. Più cuore e meno cervello, quindi, per conferire ai brani la capacità e la potenza necessarie per un maggiore coinvolgimento del pubblico.
The waltz con il suo incedere marziale resta ottima per introdurre il concerto, è evidente poi che i brani tratti da Cabin in the sky sono perfettamente rodati e fanno del tutto parte del bagaglio “live” della band: Baron brown e Luther Blisset sanno trascinare con il loro ritmo, mentre Cagli five-O e A home away trasportano l’ascoltatore in territori assolutamente personali. In Diario di un’egoista Reininger può dar libero sfogo al suo istrionismo, e Annuncialto migliora – se possibile – ogni volta che ho l’opportunità di riascoltarla. Mi ha colpito una versione particolarmente scarna di Desire ed una abbastanza elaborata Loneliness. Belli i bis: si va dalla raffinatezza di Some guys alla scatenata Nurr Al Hajj fino alla meraviglia di Again di cui ho già detto. L’unica nota parzialmente negativa viene dal fatto che George Kakanakis – causa la conformazione dello schermo dietro al palco – non avesse a disposizione tutto lo spazio sufficiente per presentare tutti i suoi effetti e filmati, ottenuti dal vivo in maniera davvero eccellente con una piccola videocamera digitale.
Un concerto davvero intenso e molto partecipato di un gruppo che sembra non perdere smalto nonostante il passare degli anni e la quantità di concerti fatti; gruppo che si è rivelato generoso verso un pubblico che davvero ha fatto di tutto per dimostrare quanto i Tuxedomoon siano mancati in terra veneta. Noi ovviamente speriamo in un ritorno, perché – come dicevamo con un paio di amici a fine concerto – siamo orgogliosi che i Tuxedomoon siano il nostro gruppo preferito.
Luther Blisset
Annuncialto
Baron Brown
Cagli five-O
Here ’til X-mas
Desire
Diario di un egoista
This beast
A home away
Dark companion
Loneliness
Some guys
Nurr Al Hajj (Courante marocaine)
Again
Blaine L. Reininger: voce, chitarra elettrica, violino
Peter Principle: basso, programmazione
Luc van Lieshout: tromba, flicorno, armonica
George Kakanakis: live video
Tuxedomoon: dal vivo 16/04/05 allo Zoo Animal Sound, Ferrara
Tuxedomoon: Cabin in the sky (Cramboy – 2004)
Tuxedomoon: dal vivo 13/05/04 – Stazione Leopolda, Firenze
Tuxedomoon: Live in St. Petersburg (Neo Acustica – 2002)
