articoli della rubrica “ricordando”

paul newman

“Nessuno esce vivo dalla vita”
(Nick Mano Fredda)


The great pianist in the sky

Richard Wright (1943), tastierista e voce dei Pink Floyd ci ha lasciato oggi.

Ci lascia uno splendido musicista, artefice in prima persona del sound di uno dei gruppi rock più importanti della storia, nonché uno dei miei “formatori” musicali della giovinezza… mi dispiace molto, davvero molto.

Brutto, brutto colpo.


Esbjorn Svensson 16/04/64 – 14/06/08

esbjorn svensson
Purtroppo questa volta non si tratta del solito necrologio di un vecchio jazzista che molti magari credevano già morto. Putroppo questa volta ad andarsene è un giovane pianista di 44 anni che non ci farà sentire più la propria voce. In un incidente durante un’immersione al largo della sua Svezia Esbjorn Svensson ci ha lasciati. Il jazz, la musica tutta hanno perso una delle figure più interessanti, innovative ed emozionanti dell’ultimo decennio.
Con il suo trio – E.S.T. – Svensson e i suoi compagni, Magnus Oestrom e Dan Berglund, hanno saputo dare un indirizzo completamente diverso ed inedito al classico trio jazz, creando una miscela assolutamente originale fatta da una solida base improvvisativa di stampo jazz alla quale hanno aggiunto elementi di elettronica, riff rockeggianti, annullando di fatto confini e stili.
Dal 1993, data di uscita del loro primo disco “When Everyone Has Gone” fino al recente “Live in Hamburg”, il trio ha prodotto 11 dischi nei quali è evidente il percorso di costante ricerca di sonorità e ispirazione. Ora questo filo si è spezzato; attenderemo, forse, il prossimo disco “Leucocyte” di cui, seppur già pronto, non è sicura l’uscita.
Mi piace ricordare Svensson con un fatto personale: nel 2002 ho avuto modo di fare due chiacchiere con lui prima di un concerto e mi ha colpito la gentilezza, l’umiltà e la disponibilità con cui si è presentato, ma soprattutto il suo domandarmi – dopo a fine concerto – cosa ne pensassi.
Abbiamo perso un grande musicista e un grande uomo. Ascoltate la sua musica per capire il primo, leggete cosa ne dicono in giro per capire il secondo. Personalmente è come se se fosse andato un amico, perché tale è chi ti tiene così tanta compagnia con la sua musica.


Addio a Luigi Meneghello

Luigi MeneghelloCon dispiacere ho appreso questa sera che ci ha lasciato Luigi Meneghello, scrittore italiano tra i più importanti. Il suo libro d’esordio Libera nos a malo è considerato uno dei più interessanti di tutta la letteratura italiana e introduce fin da subito la particolare vena letteraria del suo autore che si basa soprattutto sull’ironia, e sull’ambiguità ironica (“Malo” è anche il nome del paese vicentino dove è nato lo scrittore nel 1922). Meneghello, con la sua lingua fortemente caratterizzata dal dialetto vicentino e da colte citazioni inglesi – frutto dei suoi studi londinesi - ricerca nell’ambiente contadino delle sue origini la saggezza e la conoscenza primordiale, ma ne vuole superare la condizione. Una ricerca sulle origini in genere ed in particolare sulla parola che si svilupperà nelle opere successive in un lavoro quasi filologico sulla lingua e sul dialetto, con la contrapposizione tra il dialetto che rappresenta la quotidianità, la vita reale, ma anche l’infanzia e la lingua che invece è qualcosa di esterno, di percepito, di dolorosamente “altro”, in una sorta di continuo e spaesante sfasamento da cui non ci si libera facilmente.
Scrittura come operazione salvifica di una memoria antica e da non abbandonare, ma anche liberatoria ed immaginifica.

Liberaci dal luàme, dalle perigliose cadute nei luamàri, così frequenti per i tuoi figlioli, e così spiacevoli: liberaci da ciò che il luàme significa, i negri spruzzi della morte, la bocca del leone, il profondo lago!


40 con il sergente Pepe e la Banda del Club dei Cuori Solitari

sgt pepper

40 anni fa, esattamente oggi, il 1° giugno 1967 usciva questo capolavoro. Non voglio spendere nemmeno una parola per celebrare il disco che – al di là dei suoi meriti artistici – ha cambiato per sempre la musica pop / rock facendola divenire un oggetto e un soggetto culturale. Non ne vale la pena. Piuttosto vale la pena ascoltarlo, magari con le orecchie di chi l’ascoltò quarant’anni fa.


Addio a Michael Brecker

Mi è giunta ora la notizia che Michael Brecker sabato 13 ci ha lasciato. Nato nel 1949 a Philadelphia ha lavorato con molti dei grandi protagonisti del jazz come Chick Corea, Horace Silver, gli Step Ahead, Charlie Haden, Jaco Pastorius, McCoy Tyner, Diana Krall ma anche con musicisti quali Bruce Springsteen, Donald Fagen e gli Steely Dan, Al Jarreau, Paul Simon…

Era da tempo malato di leucemia tanto da sottoporsi a cure con le cellule staminali, ma non c’è stato nulla da fare.

Onestamente, Brecker non rientra tra i miei artisti preferiti quindi non ho particolari segnalazioni discografiche da dare, anche se il suo Tale form the Hudson (Impulse – 1996) è un disco interessante; ovviamente il cordoglio e il rispetto per un grande artista che scompare è massimo.

Grazie a Ruckert per avermi fatto avere questa triste notizia.


Egli ha visto la luce!

Si è spento oggi il “re del soul” James Brown. Brutto colpo.

I don’t feel good, now.


Ciao Bruno

Bruno Lauzi ci ha lasciato la scorsa notte.
E non c’è bisogno che aggiunga altro.

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Ritornerai, lo so ritornerai
e quando tu sarai con me
ritroverai tutte le cose che
tu non volevi vedere intorno a te
e scoprirai che nulla e’ cambiato
che sono restato l’illuso di sempre

E riderai
quel giorno riderai
ma non potrai lasciarmi piu’
ti senti sola con la tua liberta’
ed e’ per questo che tu
ritornerai, ritornerai…

Ti senti sola con la tua liberta’
ed e’ per questo che tu
ritornerai, ritornerai
ritornerai, ritornerai…


Addio alla voce della Sardegna

Oggi ci ha lasciato Andrea Parodi, carismatico cantante dei Tazenda.

Mi dispiace molto, lo apprezzavo come musicista e mi è sempre parsa una bella persona.
Le mie condoglianze alla famiglia.


The interstellar overdriver


Addio Syd. Chissà che ora tu abbia trovato la pace.

E poi l’avevo detto anche qui: “Terrapin” è una delle canzoni della mia vita.