Moby: Play (Little idiot – 1999)
Lo so, è forse superfluo parlare ancora di questo disco visto il suo successo, ma nel pop è davvero raro trovarne uno con una tracklist così azzeccata e di alto livello (non per nulla Play è stato cannibalizzato a più non posso dalla pubblicità). Moby c’è riuscito, travalicando generi e stili, facendo convivere l’house e il gospel, l’ambient con il folk, giocando con i campionamenti blues, funk e rock innestandoli perfettamente in una solida base elettronica. Ciò produce un mix credibile di energia e rilassatezza in una sorta di dance tra malinconia e ritmo di sicuro effetto. Disco ovvio e scontato? Non proprio…
| febbraio 1st, 2012. Nessun commento... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: moby.
King Crimson: Discipline (EG Records – 1981)
Primo frutto della rifondazione dei King Crimson voluta da Fripp dopo sette anni d’oblio, Discipline è un prodotto che rasenta la perfezione, formale e concettuale. E non si poteva pretendere di meno dalla collaborazione di mostri di bravura come Fripp, Belew, Levin e Bruford! I quattro, infatti, confezionano un meccanismo dove tutto funziona al meglio, dove le sonorità sono pensate con matematica precisione ma, soprattutto, dove l’emotività che ne deriva è ben lontana dalle logiche che attraversano le sette tracce, tutto di livello eccelso, sia che siano le lisergiche visioni di Matte kudasai e di The sheltering sky, o le gabbie geometriche di Elephant talk e Frame by frame. Su tutte l’anarchia controllata di Indiscipline, vero capolavoro nel capolavoro.
| ottobre 12th, 2011. Nessun commento... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: belew_adrian, bruford_bill, fripp_robert, king crimson, Levin_tony.
Arild Andersen: Molde concert (ECM – 1981)
Questo disco superlativo nasce dall’incontro al Moldejazz festival di Bill Frisell, John Taylor, Arild Andersen e Alphonse Mouzon che qui danno un’altissima prova delle loro capacità. L’interplay è davvero ai massimi livelli e riesce perfettamente a mediare tra il cristallino pianoforte di Taylor e le sfuriate elettriche della fluida chitarra di Frisell carica di distorsioni di matrice hendrixiana. Sotto di loro si muove una sezione ritmica da favola: il lavoro di Andersen è perfetto (da citare Sword under his wings, Lifelines e Nutune) e il drumming di Mouzon misurato ed energico. Disco apprezzabile per le atmosfere decisamente ibridate tra free e fusion, per l’energia profusa a piene mani, ma anche per la delicata dolcezza di ballad come Targeta, Koral e A song I used to play. Un magico incontro, un’occasione da non perdere che, purtroppo, non si è più ripetuta.
| agosto 29th, 2011. Nessun commento... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: andersen_arild, frisell_bill, mouzon_alphonse, taylor_john.

David Sylvian: Words with the shaman (Virgin – 1985)
In questa breve suite strumentale – uscita come EP e poi ripubblicata in CD con altri lavori – Sylvian riesce a far collidere in modo convincente suoni d’avanguardia con ritmi tribali di ispirazione estremo-orientale, in un insieme coerente ed affascinante dove l’esotismo non è fine a se stesso, ma delicata catarsi. La sospesa Ancient evening è la meditazione, i ritmi circolari di Incantation sono i prodromi del risveglio (Awakening) ad una nuova vitalità. Fondamentale l’apporto di Jon Hasell e della sua tromba lanciante, perfetti e coerenti gli interventi percussionistici di Steve Jansen, le frequenze disturbate di Holger Czukay, il basso pulsante di Percy Jones e le manipolazioni elettroniche del leader in un lavoro minore solo per il minutaggio, ma in realtà di una profondità musicale e spirituale tra le più alte espresse da Sylvian.
| marzo 25th, 2011. 2 commenti... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: czukay_holger, hassell_jon, jansen_steve, jones_percy, sylvian_david.

Dissidenten: Sahara Elektrik (Exil – 1984)
Fondati in India – quale emanazione dei seminali Embryo – dai tedeschi Friedo Josch, Uve Mullrich e Marlon Klein, i Dissidenten si staccano ben presto dalle sonorità indiane per abbracciare quelle nord-africane del Maghreb, tanto da scegliere Tangeri come base di lavoro. Qui, assieme al gruppo locale Lem Chaheb (sorta di Sex Pistols marocchini), mettono a punto un sound originale e convincente, dando libero sfogo ad influenze musicali quali il raï o la musica berbera, ma incanalandole in un contesto rock con una buona dose di elettonica. Nascono così le lunghe tracce di questo Sahara Elektrik, loro album d’esordio, sorta di ethno-beat dai ritmi coinvolgenti e scintillanti, carichi dei profumi e delle magie del deserto.
| febbraio 11th, 2011. Nessun commento... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: dissidenten, lem chaheb.
John Zorn: Filmworks XXIV – The Nobel Prizewinner (Tzadik – 2010)
In questo 24° capitolo dei sui “filmworks” John Zorn mette da parte il suo sax e le derive free-jazz e hardcore per sfornare una serie di composizioni di limpida matrice hard-bop / post-bop. Ispirato dall’atmosfera noir di questo film olandese, Zorn lascia a due collaboratori di lunga data – il bassista Trevor Dunn e il percussionista Kenny Wollesen – il compito di accompagnare l’eccellente pianista Rob Burger in una serie di brani di delicata ed evocativa intimità che spaziano dall’impressionismo di Debussy ai blues trattenuti di Jarrett. Il trio è prettamente acustico, con rari e misuratissimi inserti di elettronica e – se ancora ce n’era bisogno – mette in evidenza le ottime doti compositive del musicista newyorkese.
| ottobre 19th, 2010. 5 commenti... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: burger_rob, dunn_trevor, wollesen_kenny, zorn_john.
Nostalgia 77: The garden (Tru Thoughts – 2005)
Alter-ego del polistrumentista e dj Benedic Lamdin, i Nostalgia 77 in questa loro incarnazione si presentano con una formazione a dieci elementi particolarmente propensa all’improvvisazione. La base ritmica è quella pulsante di una buona elettronica che – in armonia con uno splendido basso acustico, vero asse portante del disco – fornisce un groove delicato ma implacabile, dove i fiati (tromba, trombone, clarinetto, sax e flauto) e il piano elettrico possono rincorrersi e creare unisoni e improvvisazioni pregevoli. Ciò che colpisce maggiormente del disco è il piacevole suono funky vibrante di energia, risultato della buona fusione di programmazione – la base hip-hop che lo innerva – e della creatività di musicisti debitori delle registrazioni jazz degli anni ’50 e ’70.
| settembre 29th, 2010. Nessun commento... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: nostalgia 77 - lamdin_benedic.
Slint: Spiderland (Touch & Go – 1991)
Imputato di essere il disco seminale per eccellenza di una generazione musicale che sarebbe stata definita “post-rock” (definizione quantomai fantomatica e dai confini mai delineati e delineabili) Spiderland, spogliato di ogni valenza storica, si rivela per quello che è, ovvero sei (lunghe) canzoni coinvolgenti, dallo strano fascino innovativo e decadente. Sei canzoni dove chi la fa da padrone sono i ritmi spezzati dall’andamento quasi catatonico, dove le chitarre taglienti possono lavorare in piena libertà timbrica tra distorsioni e armonie, dove i suoni sono mutevoli, scomposti, limpidi ed increspati allo stesso tempo, dove la voce suggerisce più che imporre. Tutto questo ha consentito ai quattro di Louisville di confezionare un disco di ballad lisergiche, di rock senza tempo, puro, cristallino, meraviglioso… tutto il resto poi è storia.
| settembre 3rd, 2010. Un commento... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: brashear_todd, mcmahan_brian, pajo_david, slint, walford_britt.
Tweaker: The Attraction to All Things Uncertain (Six Degrees Records – 2001)
Questa bella copertina non racchiude solo la splendida Linoleum scritta e cantata con David Sylvian, ma 13 canzoni davvero degne di nota. Con il progetto solista Tweaker – qui alla sua prima uscita – Chris Vrenna mitiga la furia distruttiva dei Nine Inch Nails di cui è l’ex batterista, per convogliarla in un’elettronica viva e pulsante che si sposa perfettamente sia con acide chitarre metal (Swamp), che con inaspettate e ariose melodie di matrice cantautorale, seppur sui generis (Happy child, Take me alive). Su tutto, affascinanti ritmi incalzanti talvolta dolorosamente ossessivi, ricercati effetti sonori e impetuose e materiche distese musicali. Da ascoltare con cura.
| agosto 24th, 2010. Nessun commento... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: nine inch nails, sylvian_david, tweaker, vrenna_chris.
Antony and the Johnsons: I am a bird now (Secretly canadian – 2004)
Lasciamo da parte il personaggio Antony e concentriamoci solo sulla sua musica, proprio come vorrebbe il cantante del West-Sussex ma newyorkese di adozione, in modo di essere in grado di percepire e di apprezzare a pieno la dicotomia profonda che la pervade, ovvero di come Antony ricerchi un’assoluta sincerità propositiva ed espressiva, mostrando la propria vulnerabilità e fragilità, anzi facendo di queste la sua indistruttibile e particolare forza. Lo aiuta il personalissimo timbro di voce carico di vibrato, il canto tormentato, le melodie struggenti, gli arrangiamenti spogli e diafani e i testi che parlano di trasformazione, di morte e rinascita, di libertà e di sofferenza. 10 canzoni, 10 storie imperdibili per una costante richiesta d’aiuto di qualcuno che però la sua salvazione riesce comunque a trovarla dentro di sè. 10 canzoni per farvi commuovere, affascinare, pensare. Da avere.
| agosto 2nd, 2010. 3 commenti... »
rubriche: dischi in pillole. musicisti: antony & the johnsons.