articoli della rubrica “appunti”

Ciao REM!

I REM, con un comunicato sul web, annunciano che hanno deciso di sciogliersi.

Mi dispiace molto, anche se, sentite le ultime uscite discografiche, il calo di ispirazione era evidente, cosa assolutamente normale e logica per una band che suona – ad altissimo livello! – da 30 anni.

Ancora una volta è da apprezzare la coerenza e l’onestà di una band straordinaria che ci ha lasciato canzoni splendide e che ha lasciato un marchio indelebile nella storia della musica rock.

Grazie Michael, grazie Mike, grazie Peter, grazie Bill.
La vostra musica rimane nel nostro cuore.

Fonte: Repubblica


Tuxedomoon on the road: 2011

Finalmente! Dopo Venezia e Ferrara nel 2005, dopo 7 anni (accidenti, sembrava ieri!) dal glorioso 13 maggio 2004 è l’ora di tornare a Firenze per vedere nuovamente i Tuxedomoon in concerto!
Finalmente Blaine, Steven, Peter e Luc hanno deciso di partire dalle 4 parti del mondo dove vivono e di convergere su un palco italiano.
Ovviamente jazzer non potrà mancare… forse armato della fida macchina fotografica, sicuramente accompagnato dalla voglia di tuffarsi ancora nella magia senza tempo della loro musica.
Se avrò tempo e voglia di scrivere qualcosa in merito non aspettatevi obiettività… in argomento non ce ne sarà!


Ancora su Antony and the Johnsons

Se dovremo aspettare l’11 ottobre per vedere pubblicato Swanlights, il nuovo album di Antony e dei suoi Johnsons, nel frattempo ci possiamo consolare con Thank you for your love che dovrebbe uscire a fine mese, ma che è già reperibile nei circuiti p2p.
Si tratta di un EP contenente 5 brani tra cui un paio di cover: Pressing on – brano poco noto di Bob Dylan – e Imagine di John Lennon completamente riveduta e riarragiata in stile ambient con William Basinski.
Se il nuovo disco seguirà lo stile dell’EP, allora senza dubbio si può dire che avremo delle canzoni ancora più sofferte con arrangiamenti scarni e velati di una sottile psichedelia, cosa che fa ben sperare. Intanto accontentiamoci di questo pugno di brani:

1) Thank you for your love
2) You are the treasure
3) My lord my love
4) Pressing on
5) Imagine


Ci siamo… si riparte!

Grazie a tutti. Ve lo meritate.
Jazzer non è ancora ufficialmente rinato che già mi sono arrivati tramite i commenti, le mail, perfino su facebook, dei segnali positivi. Grazie, mi ci volevano.

Ma prima di partire definitivamente (e mi dispiace di non poterlo fare scolandomi una bottiglia assieme a tutti voi) ci sono alcune cose che desidero spiegare.

COSE CAMBIATE: se prima jazzer.it era articolato in un sito e relativo blog, ora è un tutt’uno. Sito? Blog? Non so… in fondo è uguale.
Qui troverete tutti i vecchi contenuti – più alcuni di quelli della parentesi thelonious.it – unificati in un’unica gestione (utilizzando l’ottimo WordPress) per questioni di velocità e comodità.
Tutti? No, non proprio tutti. Ho deciso che qui si parlerà in modo particolare di musica e anche un po’ di letture, il resto lo consegno all’oblio digitale. Quasi nulla di musicale è andato perduto: trovere tutte le recensioni, i concerti, i “dischi in pillole”, i “jazzers’ for dummies”, qualche news… insomma le solite mie suggestioni. Tutto il resto (o quasi) è fuori, considerato che non mi va di perdere tempo ed energie preziosi per parlare d’altro, soprattutto di una realtà che proprio non mi piace. Per altri argomenti magari utilizzerò Facebook o Twitter.

COSE RIMASTE UGUALI: la mia voglia di ascoltare e di parlare della musica che amo. Senza preoccuparmi di tempi, di scadenze, ma cercando solo di divertirmi. Ecco, questo è l’insegnamento di thelonious.it: tenere questo spazio per il piacere di farlo e non per altro, cercando, ovviamente, di usare sempre onestà e leggerezza e competenza.

COSE TECNICHE: la sistemazione finale del sito non è ancora terminata. Purtroppo l’importazione in WordPress non è stata indolore: sono andati perduti numerosi commenti (e la cosa mi dispiace molto) e l’aggiornamento alla versione 3.0 di WordPress (ironicamente chiamata Thelonious!) ha creato qualche piccolo problema. L’importante è che i contenuti ci sono tutti e sono tutti fruibili, il resto lo sistemerò piano piano. Se trovate errori o cose che non funzionano mi farà piacere se li segnalerete.
La vecchia versione di sito e blog è ancora on line: la lascerò lì ancora per un po’ per i motori di ricerca, poi sparirà anch’essa.

Basta, mi pare di aver detto tutto. Vi aspetto (a proposito, il nuovo feed del sito è il seguente: http://www.jazzer.it/feed )… ora la mia casa, musicalmente parlando, è tornata ad essere questa.


working in progress

Jazzer sta tornando. Datemi un po’ di tempo di organizzare i contenuti e il sito avrà piena funzionalità.
Per ora cliccando qui potete accedere ai contenuti della vecchia versione del sito.
I contenuti del blog sono già stati importati grazie all’ottima funziona esporta/importa di wp. Anzi, quasi ottima, visto che un po’ di commenti sono andati perduti. Poco male, grazie a voi ritorneranno!

Stay tuned! (come dicono quelli che se ne intedono)


Scoperte

daydream nation

… perché… perché… perchè?
Perché non vi ho dato retta prima e non mi sono messo ad ascoltare questo disco? Perché?
Pensavo fosse tutt’altra cosa, ed invece… C A P O L A V O R O!
Lo so che voi lo sapevate anche prima, ero io che l’ignoravo.

Ecco… temo che gli ascolti si protrarranno a lungo ora…


Avatar

D’accordo… la storia banalotta, gli effetti speciali strepitosi (Oscar assicurato), la deriva ecologista, i personaggi tagliati con l’accetta, il digitale che fa molto effetto “video-game”, i trailer dai quali si capiva già tutto, ma a me Avatar è piaciuto e molto anche.

Solo… ma questi cazzo di occhiali per il 3D (peraltro abbastanza inutile) da tenere su per 2 ore e mezza abbondanti, proprio non si reggono!

(Si accettano scommesse su quando vedremo Avatar 2)


Ho una musica in testa…

A proposito dell’amore per la musica di cui si diceva nel post precedente, il grande Bobby McFerrin dimostra come sia possibile per una persona calcolare automaticamente le estensioni delle note musicali. La cosa stupefacente non è tanto che questo avviene per una singola persona, ma per un’intera odience all’unisono.

Che fa Bobby? Semplicemente associa determinate posizioni sul palcoscenico a delle note musicali che vengono cantate dal pubblico; fatto questo si mette in posizioni diverse mai provate prima e il pubblico – tutto insieme – canta una nuova nota che corrisponde alla nuova posizione.
Alla domanda se ciò che è successo è un caso magari legato al momento contingente, McFerrin risponde che questo comportamente l’ha riscontrato in tutto il mondo, a prescindere dalla cultura dell’odience; sembra, quindi, che che ciascuno di noi, semplicemente nel proprio inconscio, sia mentalmente programmato per riconoscere e concatenare determinate frequenze, scartando quelle non corrette e associando quelle musicalmente più valide, così da estrinsecare una sorta di estetica musicale universale.

Guardatevi il video perché è davvero interessante:

World Science Festival 2009: Bobby McFerrin Demonstrates the Power of the Pentatonic Scale from World Science Festival on Vimeo.


Beatles’ corner

Se a voi piacciono i Beatles quanto al sottoscritto vi consiglio di dare un’occhiata a questo sito: thebeatlesrockband, soprattutto per le splendide animazioni nella homepage (questa in particolare è fenomenale!). Il gioco? Poco mi importa a dire il vero!


Rare magie sonore

jon

Non ringrazierò mai abbastanza quest’uomo per ogni singola nota uscita dalla sua mente e dalla sua tromba.
Fresco fresco di stampa sto ascoltando ora il suo ultimo Last Night The Moon Came Dropping Its Clothes In The Street uscito per l’ECM e come sempre si rinnova la magia di una musica straordinaria.
Se riemergo sano da questa lucente bellezza forse – ma forse – ne riuscirò anche a parlare… intanto mi beo.