L’hardcore glaciale degli Slint

Slint: Spiderland (Touch & Go – 1991)

Imputato di essere il disco seminale per eccellenza di una generazione musicale che sarebbe stata definita “post-rock” (definizione quantomai fantomatica e dai confini mai delineati e delineabili) Spiderland, spogliato di ogni valenza storica, si rivela per quello che è, ovvero sei (lunghe) canzoni coinvolgenti, dallo strano fascino innovativo e decadente. Sei canzoni dove chi la fa da padrone sono i ritmi spezzati dall’andamento quasi catatonico, dove le chitarre taglienti possono lavorare in piena libertà timbrica tra distorsioni e armonie, dove i suoni sono mutevoli, scomposti, limpidi ed increspati allo stesso tempo, dove la voce suggerisce più che imporre. Tutto questo ha consentito ai quattro di Louisville di confezionare un disco di ballad lisergiche, di rock senza tempo, puro, cristallino, meraviglioso… tutto il resto poi è storia.


Un commento

  1. D’accordissimo con te Francesco! Questo è un disco veramente eccezionale.
    La sua seminalità deriva dal fatto che ha aperto nuovi orizzonti a chi voleva sperimentare nuove strade inventando un nuovo modo di concepire la musica.
    Non è un disco facile ma è in grado di provocare una fascinazione straordinaria … è un lavoro stordente, ipnotico, spiazzante.
    Consigliato anche il precedente Tweez interessante bozza preparatoria a questo strepitoso album…poi, purtroppo, la storia degli Slint è finita.

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