Enrico Rava quartet: dal vivo 03/07/02 “la Rocca” – Noale (VE)
In una cornice a dir poco suggestiva, ovvero l’antica rocca Tempesta, in una serata fresca e minacciosa di pioggia visti i lampi in lontananza, Noale ha vissuto l’avvenimento più atteso ed intenso della rassegna Ubi-Jazz 2002: il concerto del quartetto di Enrico Rava.
La formazione è senz’altro prestigiosa: alla batteria Roberto Gatto, al contrabbasso Rosario Bonaccorso, al pianoforte l’ex-giovane promessa ed oramai affermata conferma Stefano Bollani e ovviamente alla tromba e al flicorno il leader. Sono quattro musicisti ed artisti dalla forte e caratterizzante personalità che, pur conservando ciascuno le proprie peculiarità, sono riusciti, anche in virtù della non occasionale frequentazione reciproca, ad integrarsi ottimamente tra loro e a produrre dell’ottima musica valorizzando al contempo l’insieme e il singolo.
Il trombettista torinese ma triestino di nascita, sembra non sentire per nulla i suoi 62 anni e sfoggia una classe e una verve davvero invidiabili; conquista fin dall’inizio il pubblico, numeroso ed entusiasta, invitandolo ad avvicinarsi al palco, dato che le sedie erano parecchio lontane, per poi intonare una scoppiettante Fran dance di Miles Davis. E’ subito chiaro quale sarà il registro del concerto: Rava e i suoi riescono ad instaurare un clima vivace e allo stesso tempo lirico ed ispirato, trovando un perfetto equilibrio, senza eccessi o manierismi, tra lo scherzo (divertenti gli scambi di battute tra il leader e Bollani) e la professionalità.
Il concerto si svolge alternando degli standard a composizioni originali di Rava su cui spiccano: Cromosomi che lo stesso trombettista annuncia come un pezzo da lui scritto, ma ancora inedito e dal titolo provvisorio. Si tratta di un brano lento che si apre con una lunga linea melodica dal sapore sognante e malinconico, sviluppata prima dalla tromba e poi ripresa dal pianoforte, per sfociare in un movimentato finale decisamente in contrasto con l’atmosfera precedente. Interessante anche Happiness is to win a big prize scritta dal trombettista in occasione della sua recente vittoria del prestigioso Jazzpar Prize di Copenhagen; il sapore latino della composizione è rafforzato dal bel assolo di Gatto che dopo aver percosso in tutti i modi la sua batteria non trova di meglio che usare direttamente le mani. Splendide infine Nature boy resa con una tensione palpabile e Dear old Stockholm dove si apprezza il lavoro d’insieme e il corale rilanciarsi delle improvvisazioni.
La bellezza di questo concerto sta qui: sul palco suonavano quattro musicisti dalla tecnica e sensibilità fenomenali messe al servizio dell’ascoltatore per coinvolgerlo semplicemente nella musica, non per stupirlo con il virtuosismo fine a sé stesso. Quattro musicisti che, era ben evidente, hanno suonato per il piacere di farlo, divertendosi e divertendo il pubblico, facendo ottimo jazz e regalando un paio d’ore di magia.
Bandolero
The way you look tonight
Cromosomi
Happiness is to win a big prize
Nature boy
Dear old Stockholm
Theme for Jessica
It ain’t necessarily so
Le solite cose
Stefano Bollani: pianoforte
Rosario Bonaccorso: contrabbasso
Roberto Gatto: batteria
