Canzoni vecchie, nuove emozioni! Tuxedomoon live

Tuxedomoon: Live in St. Petersburg (Neo Acustica – 2002)

Vi confesso che ho faticato molto nello scrivere questa recensione; non tanto perché non avessi argomenti, al contrario perché sono troppe le cose da dire. Da sempre i Tuxedomoon sono il mio nume tutelare – musicalmente parlando – e un loro nuovo disco dopo tanti anni è davvero una grande emozione.
I Tuxedomoon sono ritornati… o forse non se n’erano mai andati! Per qualcuno si erano già dissolti nel 1985 quando Blaine Reininger ha lasciato il gruppo, per qualcun altro sono spariti con l’ultimo album in studio (You del 1987), ma effettivamente la parola fine sulla storia del glorioso gruppo non è stata ancora apposta. Ecco allora che nel 1988 riappare il trio Brown / Reininger / Principle, con i vecchi compagni Paul Zahl e Bruce Geduldig, per una tournée celebrativa dei 10 anni di attività; da quella data e dal relativo doppio album live Ten years in one night il nome Tuxedomoon non si era più sentito. I vari componenti sono stati impegnati in progetti solistici e collaborazioni ma sempre a proprio nome o con pseudonimi (vedi Joeboy in Mexico o Ninerain) e comunque mai tutti e tre insieme.
Nel 2000 circola la notizia: il trio Brown / Reininger / Principle, oramai sparso per il mondo tra Messico (Brown), Grecia (Reininger) e Belgio e Usa (Principle), è in giro per una serie di concerti nuovamente con il nome Tuxedomoon! E da uno dei concerti di questa tournèe, quello di San Pietroburgo appunto, è stato estratto questo doppio CD che raccoglie per intero tutta la performance, bis compresi, e che dimostra quanto ancora abbiano da dire questi tre musicisti.

Così la “Luna in frac” con la formazione originaria, quella di Half mute per capirsi (disco che resta un caposaldo della new wave elettronica di ricerca degli anni ’80) torna a calcare le scene in una tournée nient’affatto di maniera, presentando sì materiale storico, ma ri-arrangiandolo completamente per dargli una nuova forma, una nuova sostanza e non semplicemente una spolveratina per togliere la polvere degli anni (sentite la splendida resa della classica What use). Certo i pezzi sono quelli di un tempo, tratti soprattutto da Half mute da Desire e dai primi EP della band, e il suono è il classico “tuxedo-sound” glaciale e passionale, ma grazie alla dimensione del trio, dall’essere dal vivo senza possibilità di sovraincisioni e, perché no?, all’indiscussa voglia di divertirsi suonando, i brani assumono un aspetto più rarefatto ed etereo, una leggerezza che è tenuta saldamente sulla terra dal potente suono del basso di Principle, che fa da collante tra le altre due anime più estroverse della band. Sono, infatti, molto evidenti le propensioni all’improvvisazione soprattutto di Reininger al violino e di Brown ai sax alto e soprano, ma anche al pianoforte (ascoltate Desire), che conferiscono un impronta piuttosto “jazzy”, certo molto sui generis, a delle composizioni che sono nate con ben altre caratteristiche, senza comunque rinunciare allo spirito iconoclasta che da sempre ha animato la band.
Credo che il punto di forza dei Tuxedomoon oggi sia proprio il fatto di essere un trio e che esso sia formato proprio da questi tre elementi con le loro precise caratteristiche: Steven Brown rappresenta l’anima più acustica, più classica, colui che vuole appianare le spigolosità, dare un suono più pulito e ordinato. Blaine Reininger è al contrario il creatore del disordine, l’istrione per eccellenza che usa la sua voce sorniona, il suono tagliente del violino e le stravaganze – “craziness” – (geniale il suo accompagnamento con una pistola spaziale in Nite and day di Cole Porter) per sdrammatizzare e per dispensare un po’ di sana follia senza rinunciare alla liricità come in Volo vivace o in Litebulb overkill. Peter Principle è l’anima silenziosa, il suono primordiale dei Tuxedomoon, colui che osserva i due compari e fornisce l’insostituibile base su cui possono esprimere le loro passioni.

Un disco da avere, assolutamente, perché, oltre a contenere della splendida musica, agli affezionati della band dimostra una volta ancora quanto grandi siano questi tre musicisti e ai nuovi ascoltatori fornisce un buon strumento per conoscere i Tuxedomoon oggi e magari li invoglierà a conoscere anche i dischi più vecchi.
Sinceramente mi auguro che questa tournèe e questo disco servano ai tre per ritrovarsi assieme e ricominciare a produrre album nuovi in studio con la consueta intelligenza e coinvolgimento.

“The story is never over. There is always some suprise waiting around the corner.”
Blaine L. Reininger – ottobre 2001

Disco 1
1. KM / Seeding the clouds
2. Desire
3. Fifth column
4. Tritone
5. James Whale
6. Again
7. Nite and day
8. Volo vivace
9. Loneliness
Disco 2
1. Nazca
2. 59 to 1
3. Nazca II
4. The cage
5. Litebulb overkill
6. Waterfront seat
7. What use
Steven Brown: voce, piano, tastiere, saxofoni
Blaine L. Reininger: voce, violino, chitarra, tastiere, craziness
Peter Principle: basso, chitarra, tapes, loops, programming 

Registrazione dal vivo del 27.11.2000 al Teatro di Stato di San Pietroburgo, Russia
Edizione a tiratura limitata: 5.000 copie.



Un commento

  1. [...] si aspettava un concerto che seguisse la falsa riga del bellissimo Live in S.Petersburg si è sbagliato. I Tuxedomoon riescono ancora a sorprendere: là dove quel concerto era giocato [...]

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