Percorrendo nuove strade evocative…

Rand-o-mania: Strade (Artesuono – 2001)

Rand-o-mania è un quartetto, o meglio sono quattro musicisti riuniti in un progetto comune senza confini, senza ruoli pre-definiti con l’unico punto di riferimento nella sperimentazione e nella contaminazione dei generi. Certo i quattro sono tutti di estrazione jazzistica, ma usano il jazz come base di partenza, come mezzo – quasi di trasporto si direbbe – per creare dell’altro, delle cose nuove; lo mischiano, lo usano come collante e lo mascherano talmente bene che sembra tutt’altra cosa. Un gruppo decisamente spinto verso la ricerca sia sul piano del suono puro, sia in quello della composizione e degli spazi improvvisativi.

I componenti di Rand-o-mania, gruppo molto eterogeneo per provenienza geografica e per esperienze, sono: Gianluca Petrella, barese classe ’75, giovane ma già affermato trombonista, Roberto Cecchetto, milanese, già negli Rava Eletric Five alle chitarre, Andrea Lombardini, veneziano classe ’78, bassista e il friulano U.T. Gandhi, classe ’60, uno dei più affermati batteristi italiani. Tutti possono vantare dei notevoli curriculum di collaborazioni con importanti musicisti italiani e stranieri e proprio da questa varietà di esperienze non poteva che nascere un disco come questo Strade, dove si incontrano le influenze più diverse – fusion, be-bop, free, funk – in ottima commistione tra loro. La cosa interessante è che nessuna di queste ha il sopravvento sulle altre, non lascia “scorie” tanto i musicisti sono abili nel combinarle ed amalgamarle e soprattutto nell’usarle per ricercare la solidità compositiva e la migliore espressione di ogni singolo strumento.
E’ interessante vedere come i pezzi rispecchiano le quattro diverse anime dei Rand-o-mania: a parte il collettivo Skovatz perfetta introduzione del disco dove il suono magico e misterioso del dijeridoo di Petrella si sposa ottimamente con l’elettronica e le percussioni di Gandhi, gli altri brani evidenziano le caratteristiche estetiche degli autori. U.T. Gandhi firma i brani più lenti e riflessivi: Giulietta’s theme, Rota dove Petrella gioca con la melodia sinuosa su cui si distende un morbido solo di Cecchetto e Tony’s lament dall’atmosfera onirica e sospesa ottenuta dalla chitarra e dall’elettronica dove su un ottimo accompagnamento dei piatti Petrella suona un pensoso assolo. I brani composti da Lombardini – Noesis e Charter way – sono i più immediati, ma non per questo meno interessanti, anzi: il primo punta sullo sviluppo del tema cantabile, quasi un adagio, a cui contribuisce Cecchetto con un lirico intervento alla chitarra acustica. Lombardini dal canto suo, fornisce un accompagnamento da manuale. Charter way mette a nudo l’anima più funky del gruppo; Lombardini sfoggia un bel suono pastoso su cui hanno libero sfogo di improvvisare un brillante Petrella e un tirato Cecchetto.

I pezzi firmati dal chitarrista sono sicuramente i più spinti sul versante della sperimentazione: Rand-o-mania è la giusta presentazione della band: il tema è veloce, spezzato dalle poliritmie di Gandhi, con il suono liquido di trombone e chitarra ad inventare suoni e contrasti tenuti a bada da un solido basso, The choice è appunto una scelta, un bivio; se il pezzo è costruito su un ritmo quasi da bossa-nova è subito Petrella a condurlo su binari più free lasciando libera la sua inventiva. Circles che chiude il CD ha uno sviluppo assolutamente free tra elettronica e “noise” chitarristici, ed è interessante sentire come il trombonista trova un tema cantabile partendo praticamente dal nulla su un tappeto percussivo. Losts è l’unico pezzo scritto da Petrella e riflette chiaramente il suo stile: il ritmo è incalzante, la chitarra distorta resta sullo sfondo e il trombone può scaricare note a pioggia. Molto bella la veloce melodia iniziale che inaspettatamente si placa in una pausa riflessiva in cui Petrella sfoggia un suono quasi da trombettista e poi tutti sono liberi di improvvisare con il basso di Lombardini che inventa ritmi e scale. Ottimo anche il solo di Gandhi.
Un disco, quindi, questo Strade che, pur restando molto piacevole all’ascolto, vira decisamente verso la sperimentazione, soprattutto per valorizzare le capacità dei musicisti e per aprire nuovi percorsi e possibilità; un’altra prova di quanto si possa ancora fare nel jazz lasciando libero sfogo alla creatività.

  1. Skovatz
  2. Rand-o-mania
  3. Rota
  4. Losts
  5. Noesis
  6. The choice
  7. Tony’s lament
  8. Charter way
  9. Giulietta’s theme
  10. Circles
Gianluca Petrella: trombone, dijeridoo
Roberto Cecchetto: chitarra elettrica e acustica, live electronics
Andrea Lombardini: basso elettrico
U.T. Gandhi: batteria – percussioni



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