mercoledì, luglio 11, 2007
Ancora su Keith Jarrett
Oramai l'avete capito visto quante volte ne ho parlato, Jarrett - nel bene e nel male - è uno dei miei riferimenti culturali. Allora certo dà fastidio sapere cosa è successo a Perugia, ovvero di come il solito imbecille debba far scattare il suo flash da quattro soldi (peraltro perfettamente inutile) per avere la sua bella foto-ricordo da esibire con gli amici e, di conseguenza, far sì che il pianista rifiuti di suonare i bis... Sicuramente questa volta Jarrett ha esagerato ad insultare il pubblico, ma è perfettamente inutile indignarsi del suo comportamento: chiunque vada ad un suo concerto sa che lui non tollerà i flash perché disturbano la sua concentrazione, lo sanno anche i sassi oramai, lo sanno tutti. Rispettiamolo. Sarà un artista capriccioso, sarà esagerato, sarà maniaco, ma rispettiamolo; ce ne sono pochi che, come lui, riescono a raggiungere le vette che lui raggiunge.
Allora io mi chiedo: imbecille che ti porti dietro il flash perché lo fai? Cos'è una sfida o è semplicemente stupidità? Hai avuto la tua foto con il tuo zoommetto 12x del c...avolo che da lontano praticamente non ti serve a nulla? Sei più contento così col tuo trofeo da esibire fiero o saresti stato più contento di ascoltarli quei bis? Cosa sei andato a fare a quel concerto, sei andato per ascoltarlo, per ascoltare un genio e i suoi degni compari o ti interessava solo portare a casa la prova del "c'ero anch'io" che diventa anche la prova della tua assoluta stupidità?
Perché vedi, se io ci fossi stato a quel concerto e avessi dovuto rinunciare ai bis per quella tua foto, quel flash te l'avrei fatto mangiare. Intero. Che già ho dovuto rinunciare al probabile quarto bis alla Fenice di Venezia perché un flash (e credo fosse di un giornalista, vista la foto il giorno dopo sul giornale) è scattato...
Andiamo ad un concerto di Jarrett (o di chiunque altro)? Vediamo di andarci per ascoltarlo 'sto concerto e non per la solita fregola di "esserestatoall'evento". Vediamo di capire che un concerto è veicolo per acquisire cultura e non per sfoggiare la propria vacuità facendo finta di avercela quella cultura.
In questo sono totalmente d'accordo con quanto scrive il mio amico Amalteo.
come sai ho scritto una mia reazione del tutto in sintonia con quanto scrivi.
sono d'accordo in tutto e per tutto.
riflettevo poco fa. è un effetto del suo planetario (ma io credo anche extraterrestre) successo artistico.
in un pubblico così ampio c'è anche chi ci va per esibire il suo trofeo. una cazzerella fotografia da fare vedere agli amici nel salotto marron di paolo conte.
anch'io ho ricevuto un commento denigratorio sul suo carattere.
ma se parliamo di carattere ... che è incolpevole lanci la prima pietra.
è alla sua arte che vorrei avvicinarmi. non al suo carattere personologico.
spero per domani
anche perchè, temo, i concerti del trio sono agli sgoccioli. per la salute compromessa del buon peacock
grazie ancora
@ Diego: sono d'accordo con te che non è possibile controllare l'imbecille di turno tra i 1000 paganti e non si può pretendere (anche se sarebbe auspicabile) che la gente capisca che un concerto di Jarrett è un po' diverso da un concerto di Vasco.
Siamo d'accordo con la qualità dell'artista, l'uomo a te fa pena a me invece fa pensare che il suo atteggiamento sia una sorta di "protezione" dalla massificazione della sua arte. Ben inteso, anch'io critico certe esagerazioni, ma in fondo le giustifico con l'altissima qualità di ciò che quell'uomo sa dare.
sono d'accordo su tutto, credo che almeno il 60 % di chi va ad un concerto di Jarrett lo faccia per "mettere la bandierina" e dire io c'ero, ma se gli chiedi che cosa è uno standard e cosa si intende per interplay tra i musicisti ti guarda come fossi un marziano. Poi c'è un ulteriore osservazione sulla buona educazione...ma qui si aprirebbe un capitolo troppo ampio !
Solo una cosa e non mi fraintendere accetto le intemperanze di Jarrett in cambio del suo genio (come lo abbiamo fatto per Benedetti Michelangeli o tanti altri) anche se non è un mio riferimento culturale come lo è per te; ma non posso non ricordare l'ultimo concerto di Ella Fitzgerald a Roma circa credo due anni prima di morire, tanti flash di fotografi e quattro, dico quattro bis.
Amedeo (doctorbebop)
Meglio forse continuare a fare sterili cd e scremare il bello dei live.
...concedimelo anche se sono un super profano....
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