martedì, giugno 26, 2007

Addio a Luigi Meneghello

Con dispiacere ho appreso questa sera che ci ha lasciato Luigi Meneghello, scrittore italiano tra i più importanti. Il suo libro d'esordio Libera nos a malo è considerato uno dei più interessanti di tutta la letteratura italiana e introduce fin da subito la particolare vena letteraria del suo autore che si basa soprattutto sull'ironia, e sull'ambiguità ironica ("Malo" è anche il nome del paese vicentino dove è nato lo scrittore nel 1922). Meneghello, con la sua lingua fortemente caratterizzata dal dialetto vicentino e da colte citazioni inglesi - frutto dei suoi studi londinesi - ricerca nell'ambiente contadino delle sue origini la saggezza e la conoscenza primordiale, ma ne vuole superare la condizione. Una ricerca sulle origini in genere ed in particolare sulla parola che si svilupperà nelle opere successive in un lavoro quasi filologico sulla lingua e sul dialetto, con la contrapposizione tra il dialetto che rappresenta la quotidianità, la vita reale, ma anche l'infanzia e la lingua che invece è qualcosa di esterno, di percepito, di dolorosamente "altro", in una sorta di continuo e spaesante sfasamento da cui non ci si libera facilmente.
Scrittura come operazione salvifica di una memoria antica e da non abbandonare, ma anche liberatoria ed immaginifica.

 

"Liberaci dal luàme, dalle perigliose cadute nei luamàri, così frequenti per i tuoi figlioli, e così spiacevoli: liberaci da ciò che il luàme significa, i negri spruzzi della morte, la bocca del leone, il profondo lago!"


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