domenica, febbraio 04, 2007

Per quanto ancora?

Ma ne vale ancora la pena parlarne? Davvero dobbiamo tornare nuovamente sull'argomento? La morte assurda di un 38enne con moglie e figli è motivo più che sufficiente per capire che le cose non vanno, o dobbiamo ancora interrogarci su cosa sia bene e cosa no?
E' ora di ammettere che il calcio non ha più niente a che fare con lo sport. Prima ci renderemo conto di  questa evidenza e prima risolveremo il problema.
Ammesso che uno sportivo sia colui che guarda una partita e non colui che la gioca, uno sportivo non va allo stadio portando con sé spranghe, ma nemmeno coltelli, bombe carta o bandiere con le svastiche. Quando va allo stadio non ci va per picchiare i poliziotti o chi è nato in una città diversa dalla sua. Ci va con il viso scoperto, senza caschi o passamontagna. Lo sportivo che va allo stadio ci va per vedere la partita e supportare la sua squadra, e poco gli deve importare dei poliziotti che ci stanno attorno; loro sono lì per mantentere l'ordine pubblico perché c'è sempre una testa di cazzo che quella bomba carta se la porta dietro e, ovviamente, costui l'ordine pubblico manco sa cosa sia. Ed è lì per un altro motivo che nulla ha a che vedere con il calcio e con lo sport.
Aumentare i controlli? Non è una questione di forze in campo: a Catania erano 1.500 i poliziotti presenti! Il problema è la cultura che manca e lo riprova il fatto che oggi a Livorno sono apparse scritte come "Un altro Filippo Raciti, ultras liberi".
Allora visto che questa cultura è difficile costruirla soprattutto perché non si vuole farlo visto che molto spesso (sempre?) i cosiddetti ultras hanno "strane" connessioni con le società, si colpisca lì dove più fa male: il portafoglio. Che le società paghino tutto a partire dalla sicurezza fino al più piccolo danno arrecato fuori e dentro lo stadio. E che le multe per i disordini, i cori razzisti, per i razzi e quant'altro siano mazzolate da centinaia di migliaia di euro, che le squalifiche dei campi siano lunghissime e che le retrocessioni in serie minori siano sicure e pesanti. Vedremo a queste condizioni chi entrà allo stadio, con o senza la complicità di chi vuole che una partita sia qualcos'altro. Oggi i campionati sono fermi, misura dovuta ma del tutto inutile se riprenderanno alle stesse condizioni.


Comments:
La federazione del calcio si chiama FICG ovvero Federazione Italiana Gioco Calcio. E' un gioco e così deve restare. Tanti oggi hanno parlato in trasmissioni varie, anche a vanvera. Bloccare il campionato per due settimane è come voler spegnere un incendio con la canna dell'acqua per il giardino. Bisogna essere decisi e risoluti. A me risulta che fin dalla tenera età i giocatori sono pagati: dobbiamo eliminare questa forma di retribuzione nei campionati non professionistici, specie per i ragazzi, che così imparano che è un gioco e che deve restare un gioco!
 
meno male che il calcio doveva rinnovarsi e leggo ora della splendida uscita di Carraro detto Cariosside!
meglio il calcio a 5 e cuochi fratturati
 
mi si è fuso l'unico neurone....
parlavo di Matarrese
 
Condivido tutto quello che hai scritto, anche se credo che il calcio rimanga solo un pretesto per tutti coloro che hanno in corpo odio e gusto della violenza. Si possono eliminare dagli stadi (e questo sarebbe un grande passo), ma il problema rimane, queste bestie non hanno coscienza né valori, sono una minaccia ovunque vadano ma sono anche il risultato di questa società sempre più idiota, che propina film intrisi di violenza dove spaccare una testa è del tutto normale, dove persino in un telefilm poliziesco si assiste ad episodi di sadismo, di cui non abbiamo proprio bisogno.
Cominciassero i parlamentari a dimostrare di avere cultura e rispetto, sarebbe già un segnale nuovo. Ma questa è pura fantasia.
 
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