domenica, dicembre 10, 2006

I paesi che scompaiono

Oggi durante un giro in macchina guardavo fuori dal finestrino e constatavo come il mio paese - e quelli circostanti - stanno cambiando. Vivo nella piatta e ipertrofica pianura veneta sfruttata fino all'osso, dove i campi coltivati a mais, a soia e frumento, le vigne, i pioppeti stanno pian piano lasciando il posto a capannoni industrial/commerciali o ad improbabili centri residenziali. No, non è più la pianura di "fosso, calle, casetta, fosso, calle, casetta" come diceva un'amica di Bolzano quando veniva a trovarci, ma si è completamente trasformata perdendo qualsiasi connotazione spazio/temporale.
Tutto sta diventando standardizzato: ricordo che una volta - e non vado indietro più di 20/25 anni fa - ogni paese aveva la sua fisionomia, le sue particolarità. Ognuno aveva il proprio centro con i suoi palazzi di massimo due o tre piani, con i suoi marciapiedi che non andavano più in là dei soliti tre o quattro incroci. E fuori c'erano le strade con i loro bei fossi da ambo i lati, magari con un filare di platani, le strade pericolose da percorrere in bicicletta sempre dal lato opposto della corsia di marcia delle auto in modo da vederle arrivare. Uscire dal paese per noi ciclisti (mai avuto un motorino in vita mia!) era una sorta di piccolo viaggio, era un cambio di prospettiva come il passaggio di una frontiera.
Ora i fossi vengono incanalati in condotte di cemento e su di essi si distendono cordonate di cemento e marciapiedi fatti tutti con le stesse mattonelle colorate; la campagna non esiste più in quanto tale, ma è diventata solo un impedimento da superare in fretta o da lottizzare selvaggiamente in preda ad una sorta di panico da horror vacui, trasformando così i paesi in enormi, asettiche ed informi periferie di nessun centro, tutte uguali tra di loro.
Qualcuno lo chiama progresso, altri spaesamento culturale.


Comments:
Triste. Una realtà non molto dissimile da quella di Belluno, dove la città -ormai da anni- si sta espandendo, fagocitando le frazioni che in passato avevano una precisa identità e ora scompaiono tra megacondomini e capannoni.
Non so se si chiama progresso, so che a me non piace.
Patt
 
Non ci crederai, ma ancor oggi quando attraverso la meseta l panico dell'horror vacui lo sento, proprio perché abituata ad un paesaggio in cui non esiste l'orizzonte libero....
 
Può sembrare strano, ma succede anche a Roma: una volta fuori dal raccordo anulare c'era la campagna, adesso decine di nuovi quartieri e centri commerciali.
 
anche qui a Parma ormai tutto è periferia o quasi.
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Riguardo l'Alfasud, ho fatto una retro nel cortile della mia amata d'allora e ho centrato un vaso di fiori.
Lei era già in casa e non ha visto la scenaccia.
 
anche qui a Parma ormai tutto è periferia o quasi.
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Riguardo l'Alfasud, ho fatto una retro nel cortile della mia amata d'allora e ho centrato un vaso di fiori.
Lei era già in casa e non ha visto la scenaccia.
 
Purtroppo mi sa che sia un problema comune a tutta Italia... una mega-periferia senza nessun punto di riferimento se non i centri commerciali e i negozi del centro. Beati i paesini di montagna che ancora resistono.
 
In molti casi l'urbanizzazione potrebbe anche essere accettabile se condotta con modi e tempi adeguati, senza stravolgere il tessuto sociale e naturale preesistente.
Paradossalmente, le periferie invase, cementificate e asfaltate sono molto più vuote di com'erano prima.

Se potessi scapperei subito da Milano. Vivo in un quartiere che un tempo era un paese a sé stante. La periferia l'ha raggiunto e poi superato di parecchio (difatti io posso dire di stare in piena città, non certo in periferia).
Avete consigli su una bella cittadina a misura d'uomo (anzi, di blogger) in cui andare a vivere?
 
A proposito di punti di riferimento: giorni fa parlavo con un tale che sosteneva che "comune denuclearizzato" sta a indicare un comune che non ha un unico centro-città (il nucleo, appunto) bensì è formato da tanti agglomerati abitativi disgiunti e sparsi :-)

In effetti in Italia di "comuni denuclearizzati" (in tutti i sensi!) ce ne sono parecchi :-)
 
Io avrei in mente qualche paesino della Toscana, del mio amato Cadore o dell'Alto Adige... mi sa che si trova ancora qualcosa che si salva dall'imbarbarimento!
 
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