domenica, novembre 05, 2006
Io? Non pago di leggere!
Raccolgo dal mio amico Qwezxc (sì, un nome più normale ce l'ha!) l'invito ad aderire alla campagna "Non pago di leggere" contro la normativa europea che obbliga le biblioteche italiane a far pagare il prestito dei libri che, sacrosantamente (si può dire "sacrosantamente"?), finora era gratis.Quella che dovrebbe apparire come una tutela del diritto d'autore, di fatto è una sorta di "tassa sulla cultura" che io - e non solo io per fortuna - trovo iniqua e discriminante.
In questo post di Qwezxc trovate tutto spiegato al meglio e seguendo questo link potete aderire anche voi alla campagna.
Comments:
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Su questo argomento ho un parere più articolato.
Se si tratta di autori (in italia ricevono tra 8 e 11% del prezzo di copertina mentre il libraio arriva al 30%) il discorso diventa accettabile ma dipenderà dai criteri di pagamento.
Se, ad esempio, mettiamo: un libro un soldino, penalizziamo studenti e pensionati che hanno più bisogno di libri.
Remy
P.S. In talia si legge poco ma non è colpa del costo dei libri!
Se si tratta di autori (in italia ricevono tra 8 e 11% del prezzo di copertina mentre il libraio arriva al 30%) il discorso diventa accettabile ma dipenderà dai criteri di pagamento.
Se, ad esempio, mettiamo: un libro un soldino, penalizziamo studenti e pensionati che hanno più bisogno di libri.
Remy
P.S. In talia si legge poco ma non è colpa del costo dei libri!
Avevo già firmato presso la mia biblioteca, ma visto che me lo ricordi metto il logo anche nel mio blog. Oggi ho ascoltato Dave Douglas : le nostre impressioni convergono nuovamente. Se domani non sto troppo male (Raffreddore, mal di gola, febbriciattola) scrivo la recensione. Ciao
Roberto
Roberto
@Roberto: bene, ottima cosa le divergenze. Io sarò via da casa almeno fino a mercoledì; ci si legge allora. E intanto auguri per i malanni.
@Romey: sì, si legge poco e non per colpa - solo - dei costi, (troppo lunga l'analisi per farla qui) però trovo barbaro far pagare i prestiti. Sono convinto che non siano gli autori a volere questo (infatti molti si sono schierati contro questa disposizione) ma siano gli editori. Comunque sia mi pare che la gratuità nella fruzione della cultura sia da paese civile... ma so che in questo sei d'accordo anche tu.
@Romey: sì, si legge poco e non per colpa - solo - dei costi, (troppo lunga l'analisi per farla qui) però trovo barbaro far pagare i prestiti. Sono convinto che non siano gli autori a volere questo (infatti molti si sono schierati contro questa disposizione) ma siano gli editori. Comunque sia mi pare che la gratuità nella fruzione della cultura sia da paese civile... ma so che in questo sei d'accordo anche tu.
Così su due piedi la nuova normativa fa davvero storcere il naso.
Non capisco se chi l'ha pensata è ottuso (e si è stupidamente preoccupato solo di trovare un modo per raschiare quattro lire) o è troppo furbo (meno cultura c'è in giro e più la plebe è governabile).
Però la tua frase ("mi pare che la gratuità nella fruzione della cultura sia da paese civile") mi fa riflettere. A pensarci bene, di solito la cultura si paga eccome (concerti, musei, cinema, teatri, librerie, gallerie d'arte, esposizioni varie, ecc.) e chi paga è l'utente finale. Le eccezioni sono poche (sculture e monumenti all'aperto, concerti gratuiti, biblioteche pubbliche, artisti di strada...).
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Non capisco se chi l'ha pensata è ottuso (e si è stupidamente preoccupato solo di trovare un modo per raschiare quattro lire) o è troppo furbo (meno cultura c'è in giro e più la plebe è governabile).
Però la tua frase ("mi pare che la gratuità nella fruzione della cultura sia da paese civile") mi fa riflettere. A pensarci bene, di solito la cultura si paga eccome (concerti, musei, cinema, teatri, librerie, gallerie d'arte, esposizioni varie, ecc.) e chi paga è l'utente finale. Le eccezioni sono poche (sculture e monumenti all'aperto, concerti gratuiti, biblioteche pubbliche, artisti di strada...).
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