martedì, ottobre 10, 2006
Che tedio 'sto ceto medio *
Niente da fare, il "ceto medio" mi perseguita. Non Lui in quanto tale, ma ciò che rappresenta. Perché mica l'ho ancora capito cosa è 'sto ceto medio. Cerco una definizione sociologica - e lungi da me voler fare della sociologia - e trovo che "con il termine di ceto medio (o classe media) vengono indicati quei gruppi di popolazione che in ragione di determinate caratteristiche economiche e sociali quali l'indipendenza lavorativa, la professione, il reddito e l'istruzione si collocano in una posizione mediana nella società". Bello. Ma cosa accidenti vuol dire? Nulla, per quanto mi riguarda.
Allora ho capito che il ceto medio non sono i capitalisti immersi nel loro lusso e nemmeno i proletari che quel lusso se lo sognano soltanto; il "ceto medio" pare impalpabile, è un soggetto che credi di conoscere ma che sfugge di continuo ad ogni catalogazione; sono coloro che navigano a vista, forse non nel SUV ma in una Mercedes classe C - magari usata - che fa tanto status-symbol? Sono quelli che il viaggetto a Natale e ferragosto non glielo leva nessuno? O quelli che la casetta in montagna (o al mare) oramai ce l'hanno tutti. Più cerchi di capirli più il mistero si infittisce.
Un metro di paragone potrebbe essere la loro dichiarazione dei redditi, ma anche qui qualcosa non mi è chiara: oggi il "ceto medio" che si lamenta perché gli alzano le tasse è quello che dichiara più di 40mila euro all'anno, cioè il 5,5% circa dei contribuenti. Come può essere "media" una classe che rappresenta una fascia così piccola della popolazione? E allora la "classe alta" da che numeri è formata?
Se è davvero "media" mi aspetto che sia, non dico 10 volte tanto ovvero il 50%, ma almeno arrivare ad un 35-40%. Forse allora, con il suo misero 5,5% rappresenta qualcos'altro, una classe privilegiata che fa di tutto per mantenere i propri privilegi sulle spalle del 80-90% che tirano a campare.
Forse qui qualcosa non va. Forse c'è qualcosa che non ci dicono. Forse c'è qualcosa da rivedere sul fatto che ci sono imprenditori che dichiarano un reddito inferiore a quello dei propri dipendenti (fatto che mi è accaduto proprio oggi... e non è la prima volta), che ci sono dirigenti d'azienda che dichiarano uno stipendio di 265mila euro all'anno (sono 22mila al mese!) e pare siano appena caduti dalla pianta di fico, tanto che viene da chiedersi come e quando li faranno riguadagnare mai quei soldi alla loro azienda? Quanti ne avrei di questi esempi.
Domande. Troppe e troppo confuse. L'ho detto che il ceto medio mi perseguita.
(*) grazie ad Astime che, del tutto inconsapevole, mi ha ispirato il titolo
Allora ho capito che il ceto medio non sono i capitalisti immersi nel loro lusso e nemmeno i proletari che quel lusso se lo sognano soltanto; il "ceto medio" pare impalpabile, è un soggetto che credi di conoscere ma che sfugge di continuo ad ogni catalogazione; sono coloro che navigano a vista, forse non nel SUV ma in una Mercedes classe C - magari usata - che fa tanto status-symbol? Sono quelli che il viaggetto a Natale e ferragosto non glielo leva nessuno? O quelli che la casetta in montagna (o al mare) oramai ce l'hanno tutti. Più cerchi di capirli più il mistero si infittisce.
Un metro di paragone potrebbe essere la loro dichiarazione dei redditi, ma anche qui qualcosa non mi è chiara: oggi il "ceto medio" che si lamenta perché gli alzano le tasse è quello che dichiara più di 40mila euro all'anno, cioè il 5,5% circa dei contribuenti. Come può essere "media" una classe che rappresenta una fascia così piccola della popolazione? E allora la "classe alta" da che numeri è formata?
Se è davvero "media" mi aspetto che sia, non dico 10 volte tanto ovvero il 50%, ma almeno arrivare ad un 35-40%. Forse allora, con il suo misero 5,5% rappresenta qualcos'altro, una classe privilegiata che fa di tutto per mantenere i propri privilegi sulle spalle del 80-90% che tirano a campare.
Forse qui qualcosa non va. Forse c'è qualcosa che non ci dicono. Forse c'è qualcosa da rivedere sul fatto che ci sono imprenditori che dichiarano un reddito inferiore a quello dei propri dipendenti (fatto che mi è accaduto proprio oggi... e non è la prima volta), che ci sono dirigenti d'azienda che dichiarano uno stipendio di 265mila euro all'anno (sono 22mila al mese!) e pare siano appena caduti dalla pianta di fico, tanto che viene da chiedersi come e quando li faranno riguadagnare mai quei soldi alla loro azienda? Quanti ne avrei di questi esempi.
Domande. Troppe e troppo confuse. L'ho detto che il ceto medio mi perseguita.
(*) grazie ad Astime che, del tutto inconsapevole, mi ha ispirato il titolo









