di Jazzer 

Enrico Rava quintet: dal vivo 20/06/2006

Villa Farsetti, Santa Maria di Sala (Venezia)


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Algir dalbughi
Tu-tu
Over the rainbow
Art deco
Traveling night
Sand
Nature boy
Happiness is to win a big prize

Poinciana
The theme



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Enrico Rava: tromba
Gianluca Petrella: trombone
Andrea Pozza: pianoforte
Francesco Ponticelli: contrabbasso
Roberto Gatto: batteria


   Non è la prima volta che mi capita di assistere ad un concerto di Enrico Rava, anche se è la prima con questa formazione e come ogni volta l'incontro con quello che oramai è considerato il più famoso jazzista italiano e con la sua musica non delude. C'è poco da fare: ci sono personaggi la cui bravura e professionalità sono tante e tali che semplicemente non consentono loro performance che non siano ottime sul piano tecnico e, cosa anche più importante, su quello emozionale. E il tutto con una facilità ed una rilassatezza disarmanti. Credo infatti che sia proprio questa la cifra distintiva di questo concerto: il divertimento, soprattutto quello dei musicisti dato dal suonare assieme che si trasforma di conseguenza in divertimento per il pubblico presente che quell'armonia la percepisce e la fa propria.
   Rava si presenta a Santa Maria di Sala con un quintetto in parte inedito: sono conferme, infatti, sia la presenza del trombone di Gianluca Petrella - giovane talento pugliese scoperto e lanciato proprio da Rava e oramai affermato protagonista della scena jazz internazionale - sia quella di Roberto Gatto, ovvero uno dei batteristi migliori (forse il migliore) che il jazz italico possa vantare. Le sorprese vengono dal resto della sezione ritmica nella quale troviamo al pianoforte Andrea Pozza, quarantenne genovese con alle spalle numerose e prestigiose collaborazioni con un grande numero di jazzisti importanti, e al contrabbasso Francesco Ponticelli - altra "scoperta" di Rava - giovanissimo musicista che non ha fatto rimpiangere per nulla l'indisponibile Remé Vignolo. Il gruppo è apparso subito molto affiatato e desideroso soprattutto di trovare la maggiore intesa possibile, offrendo una performance davvero notevole per intensità e qualità, riuscendo inoltre a valorizzare le caratteristiche individuali di ciascun musicista senza snaturare l'essere gruppo. Allora la vena più intensamente free di Petrella si mette al servizio del suono d'insieme, Andrea Pozza carica i brani di uno swing irresistibile, Ponticelli - per nulla preoccupato per la chiamata all'ultimo momento - svolge il suo lavoro di accompagnamento in modo molto ordinato prendendo anche dei buoni assoli. Roberto Gatto col suo fare sornione sostiene il ritmo in modo perfetto lasciando "suonare" i compagni, mentre Rava semplicemente più invecchia e più suona meglio.
   Si inizia con due brani scritti dal leader, prima una morbida ballad (Algir dalbughi) seguita da Tu-tu (non fidatevi di questo titolo che è l'unico di cui non sono certo) caratterizzata da un groove molto dinamico e da pregevoli effetti in stile dixieland negli incroci tra tromba e trombone. Molto bella la successiva Over the rainbow che nel finale si trasforma in un duo tromba/trombone per riproporre in modo mirabile Art deco di Don Cherry. Si prosegue con altri due brani tratti da Easy living - uno degli ultimi album incisi da Rava per l'ECM - ovvero la riflessiva Traveling night con le sue lunghe linee nelle quali Pozza e Petrella possono sfoggiare il loro lirismo e Sand, omaggio evidente a Duke Ellington con il tema di Caravan che appare e scompare lungo l'esecuzione. Il concerto si conclude con la tensione di Nature boy, oramai un brano sempre presente nei concerti del trombettista, con l'allegria contagiosa di Happiness is to win a big prize e con i bis: la classica Poinciana nella quale viene coinvolto il pubblico e The theme, ovvero il breve stacco con cui Miles Davis era solito finire i suoi concerti negli anni '50 e '60.
   La sensazione a fine concerto è quella di chi sa di aver assistito ad una ottima performance, giocata sulla misura e sulla voglia di coinvolgere l'ascoltatore in qualcosa di bello, di semplice e allo stesso tempo complesso, dove la ricercatezza stilistica è particolarmente curata senza scadere in sterile affettazione e dove conta molto il desiderio di piacere senza stupire. Gran concerto, ma con Rava e questi quattro musicisti mi sarei stupito del contrario.


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