lunedì, dicembre 26, 2005
Derek Bailey (1930 - 2005)
Il giorno di Natale si è spento a Infatti il fare musica di Bailey, privo com'è di caratteristiche facilmente identificabili, è di difficile collocazione e di altrettanto difficile ascolto dato che si muove in un ambito atonale privo di precise melodie e ritmi, privilegiando la costante ed ossessiva ricerca timbrica ottenuta con i mezzi e le tecniche più svariati, dalle distorsioni più stridenti ottenute con la chitarra elettrica alla cupa dolcezza dell'acustica.
Qualcuno ha paragonato la sua chitarra al "prepared piano" di John Cage: creazione di "suoni" più che di "musica" e particolare sfruttamento della componente percussiva dei rispettivi strumenti.
Le collaborazioni di Bailey sono moltissime e molto diversificate: nel jazz d'avanguardia sono Tony Oxley, Evan Parker, Kenny Wheeler, Dave Holland, John Zorn, Antony Braxton, Han Bennink e Steve Lacy i musicisti più frequentati, ma vanno indicate anche collaborazioni in ambiti jazz più "tradizionale" come quella con Pat Metheny o incursioni nel pop meno commerciale, non ultima quella nel 2003 con David Sylvian nel suo Blemish.
Bailey lascia una discografia imponente, composta da una serie impressionante di dischi tra i quali è difficile muoversi. Per chi volesse avvicinarsi alla sua musica credo potrebbe partire da qualcuno dei suoi dischi per la Tzadik come Ballads o Pieces for guitar o l'ottimo Mirakle, dai due, peraltro piuttosto ostici, Solo guitar per la Incus (il volume 1 è del 1971 il volume 2 del 1992) o da Duo + trio improvisation (1992 DIW) soprattutto per il duo con il trombettista giapponese Toshinori Kondo. Il tutto, comunque, da prendere a piccole dosi.
Comments:
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Ultimamente leggendo i tuoi posts musicali mi sento veramente di un'ignoranza indecente...ne conoscessi uno!!!Mah, sarà meglio che mi occupi della cena di capodanno con le bloggerfanciulle ;))
Tranquilla. Derek Bailey lo conoscono proprio in pochi e di questi pochi ancora meno hanno ascoltato i suoi dischi! Ecco perché ne parlano in tanti! :-)
l'improvvisazione radicale, anche quella più vicina al jazz, almeno nelle collaborazioni, ha una sua poetica. Bailey -un vero lirico poeta del genere - mi ha sempre ricordato il sassofonista William Parker, per il rigore e la quasi esasperata tecnica strumentale. Se ti capita, per jazzer e per i curiosi di questo misconosciuto maestro, consiglio il recente DVD dal vivo "for some friends". quasi una elegia, oggi.
Sempre a picole dosi, naturalmente
:-P
Sempre a picole dosi, naturalmente
:-P
Apprendo adesso dal tuo blog la perdita di Bailey. A differenza di molti penso di avere la stragrande maggioranza dei dischi di B. (ascoltati non solo a piccole dosi ma sopratutto quando si è soli in casa.....). Però si trattava di un vero pioniere dell'improvising music, sempre coerente e con una carriera molto lunga. Ricordo di averlo ascoltato dal vivo una sola volta , più o meno una trentina d'anni fa (eh si !); non si trattava certo di un musicista portato sul palmo di mano da industria discografica e organizzatori, e le possibilità di ascoltarlo in concerto in Italia sono sempre state scarse. Vado immediatamente ad ascoltare un suo disco a caso, ad memoriam
complimenti per questo blog, lo leggerò con attenzione essendoci entrato per caso cercando la notizia della morte di Bailey.
ma tu da dove l'hai appresa? altrove ho letto che è morto a Londra.
comunque anch'io sono riuscito a sentirlo una volta, se non trenta più di vent'anni fa in un locale a Milano che ora non c'è più o è diventato qualcos'altro come molte cose in questa città...
ma tu da dove l'hai appresa? altrove ho letto che è morto a Londra.
comunque anch'io sono riuscito a sentirlo una volta, se non trenta più di vent'anni fa in un locale a Milano che ora non c'è più o è diventato qualcos'altro come molte cose in questa città...
@Anonimo: grazie del consiglio sul DVD. Anch'io credo che Bailey avesse una sua poetica, anche se molto difficile da capire. Almeno per me.
@Roberto: la mia conoscenza di Bailey è molto più recente e superficiale, però concordo con quanto hai detto.
@Bruno: grazie per i complimenti e ovviamente mi fa piacere se ritornerai. Avevo appreso la notizia in un forum che riportava "Barcellona"; dopo la tua segnalazione ho cercato in giro e ho corretto. Grazie.
@Roberto: la mia conoscenza di Bailey è molto più recente e superficiale, però concordo con quanto hai detto.
@Bruno: grazie per i complimenti e ovviamente mi fa piacere se ritornerai. Avevo appreso la notizia in un forum che riportava "Barcellona"; dopo la tua segnalazione ho cercato in giro e ho corretto. Grazie.
ciao...
ho trovato il tuo blog, proprio curiosando sulla morte di bailey (trafiletto sul corriere di oggi).
...sono uno dei pochi che lo conosce e lo apprezza, per'altropersona gentilissima e con un meravigliso accento inglese.
se non ti disturba potrei linkarti al mio blog
ciao
masada
ho trovato il tuo blog, proprio curiosando sulla morte di bailey (trafiletto sul corriere di oggi).
...sono uno dei pochi che lo conosce e lo apprezza, per'altropersona gentilissima e con un meravigliso accento inglese.
se non ti disturba potrei linkarti al mio blog
ciao
masada
ad un anno dalla sua uscita di scena ricordo uno dei più grandi musicisti del nostro tempo.
Caro Derek, Thanks for "your guitar".
Pio
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Caro Derek, Thanks for "your guitar".
Pio
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