mercoledì, aprile 13, 2005
Extra omnes
Venerdì 4 marzo è morto, o meglio è stato ucciso Nicola Calipari. Dove e come lo sappiamo tutti.
Perché ne parlo ancora a distanza di un mese e mezzo? Beh, semplicemente perché i militari USA avevano iniziato un'indagine interna che doveva durare tre settimane. Considerato che finora della vicenda abbiamo concretamente visto una bara avvolta dalla bandiera e le fotografie dell'auto - peraltro fatte al lato sbagliato! - e in compenso sono state fatte un mucchio di chiacchiere, mi chiedo: l'avranno finita questa indagine? Ci sono delle conclusioni?
Oggi in materia il Corriere ci informa che gli USA non sembrano intenzionati a far giudicare da una corte marziale i militari coinvolti nell'"incidente". Sono cose che capitano... I comandanti militari USA non ritengono opportuno far punire i loro soldati, cosa che farebbe crescere lo scoramento tra le truppe, pericolo grave da evitare.
Ciò dimostra quanto alta sia la considerazione degli Stati Uniti riguardo ai loro alleati europei e in particolare italiani.
Mi chiedo cosa sarebbe successo se le cose fossero accadute a ruoli invertiti, ovvero se fossero stati dei militari italiani a sparare per "sbaglio" ad un funzionario USA.
Ma non preoccupiamoci perché il ministro degli esteri Fini dichiara: "i nostri rapporti bilaterali non sono mai stati così buoni", neppure al tempo del Cermis, dico io.
Del resto Bush ha anche detto, tra le altre cose, che il tribunale internazionale per i crimini di guerra non ha giurisdizione sui soldati americani.
Un saluto..
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