sabato, marzo 12, 2005
Bird lives!
12 marzo 1955, esattamente cinquantanni fa. Una data fra tante, un giorno come un altro per tutti, eccetto che per il jazz. In quella data, infatti, si spegneva uno dei massimi geni della storia del jazz, e della musica tutta: Charlie "Bird" Parker. Si spegneva l'uomo ma non si spegneva la sua musica, musica che vive tuttora in cento altre musiche, che ispira ancora l'innumentevole schiera di musicisti che vi si accostano.
Da quando con l'amico Dizzy Gillespie, arricchendo l'armonia e dando la massima libertà al ritmo, Bird ha praticamente inventato il be-bop, il jazz non è stato più lo stesso; la sua importanza e la sua spinta innovativa non si sono ancora fermate e continuano a vivere in innumerevoli progetti. E' questa la forza di Bird e della sua dirompente personalità, è questo che ce lo fa pensare una costante presenza per ogni jazzista che si trovi a confrontarsi con questo linguaggio. Perché Parker è il jazz, tanto che si dice che qualsiasi musicista gli dovrebbe i diritti d'autore sulle improvvisazioni.
Bird lives! era scritto sui muri di New York alla morte di Parker e ancora oggi qualcuno lo scrive con lo spray sulle pareti delle città in tutto il mondo. Io lo scrivo qui, piccolissimo omaggio ad un grandissimo della storia.
Charlie Parker
Ciao Francesco, grazie per questo post.
Charlie Parker era un grande, perchè DAVA... non si risparmiava, oltre che per i suoi meriti artistici.
ciao
ah! anch'io scrivo ogni tanto sul jazz, su http://robertomelucci.ilcannocchiale.it
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