mercoledì, gennaio 26, 2005

Non sono io che sono razzista, sono loro che sono neri...

... e non sto facendo dell'ironia, come non la faceva Giobbe Covatta inventore della frase.
Perché tiro fuori questo argomento? Il mio appunto deriva da una mail che ho ricevuto da N.T. (il nome non lo pubblico) in merito a questa recensione e in particolare alla mia frase <Massimo Chiarella ha un approccio alla batteria da "nero"> . Sulle prime pensavo che non fosse d'accordo su Chiarella, poi ho capito che era quel "nero" che non andava: infatti, secondo il mio interlocutore, definendo così il batterista ho peccato di razzismo. Mah? Allora mi sono detto: sarà meglio chiarire.
Ammesso che io abbia qualcosa da giustificare - e certo potrei anche evitare di farlo con il primo arrivato che neppure sa chi sono - ma ti pare che uno che ha scelto di identificarsi nel web con il termine "jazzer" (ovvero "jazzista") possa fare delle discriminazioni razziali? Proprio il jazz che è musica profondamente e radicalmente "nera" (e dai!)? Sarei fortemente contraddittorio, non trovi?
Poi che termine avrei dovuto usare? "Negro", che pure sarebbe formalmente corretto, non mi pare adatto, visto il significato negativo che la storia gli ha dato. "Africano" o "afroamericano"? Avrebbe lo stesso senso e significato? E poi, mica tutti i neri (e dai!) sono afroamericani! Forse avresti preferito la locuzione "di colore" o "coloured" (che fa tanto trendy)? E poi cosa vuol dire "di colore"? Di colore rispetto a cosa? Rispetto a noi che siamo i bianchi, i "normali"? Ecco, è questa locuzione che mi pare discriminante rispetto al "nero" che ho usato io perché è una definizione di "diverso", di "diverso da noi"; loro non sono qualcosa di diverso, di estraneo a noi (e quindi con meno diritti ecc...) perché hanno la pelle più scura, semplicemente hanno la pelle più scura. Punto. Perché, e qui torniamo a Covatta, è proprio vero che loro sono "neri" (e dai!) - o forse sarebbe meglio dire "marron" come si definisce il nipote di una mia amica, nato da padre senegalese - e il fatto di definirli tale non è dispregiativo, ma solo una costatazione di fatto. Semplicemente dobbiamo finire di pensare di essere il termine di paragone su cui gli altri si devono controntare.
Quindi amico N.T. lascia perdere il razzista; non è certo dall'uso di una parola così come ho fatto io che una persona si possa definire tale. Sono ben altre le cose. Sono ben altre le persone.



Comments:
Ehi sono totalmente d'accordo con te, nero o bianco sono termini e' il contesto che conta..... un'amante del jazz non puo' essere by definition razzista..
Un saluto
Quoyle
 
Condivido in pieno.
 
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