- FEBBRAIO 2004 - 

Sergei Rachmaninov: Trii "elegiaci" per pianoforte

Borodin Trio

Chandos 1984


  1. Trio per pianoforte n.1 in sol minore - Op.post.
    Lento lugubre
  2. Trio per pianoforte n.2 in re minore - Op.9
    Moderato - allegro moderato
    Quasi variazione
    Allegro risoluto

Borodin trio:

Rostislav Dubinsky: violino
Luba Edlina: pianoforte
Yuli Turovsky: violoncello


   Il disco che vi presento questo mese non è certo l'ultima novità essendo infatti uscito nel 1984, ma fin da quando qualche anno fa l'ho ascoltato per la prima volta, mi ha piacevolmente impressionato facendosi apprezzare per essere una di quelle opere che - "minori" forse solo per diffusione - si rivelano essere una sorta di perla nascosta nella ampia produzione di un musicista.
   Sergei Rachmaninov (1873-1943) nato in Russia e poi naturalizzato statunitense, si è fatto conoscere in patria e all'estero come ottimo pianista prima che come compositore; lontano dalle tendenze del "gruppo dei cinque" (Balakirev, Cui, Mussorgsky, Rimsky-Korsakov e Borodin) che puntava alla creazione di una musica a carattere nazionale russo che rivolgendosi alla tradizione si liberasse dalle forme e istanze accademiche, Rachmaninov ha usato maggiormente un linguaggio cosmopolita e un stile eclettico caratterizzato da elementi classici piuttosto che popolari russi che comunque si riconoscono in parte nel pacato lirismo. Questo modo di sentire ed intendere la musica, la sua spiccata vena melodica e la sua densa espressività ne fanno uno degli ultimi romantici; proprio per questo e considerata la sua abilità di pianista Rachmaninov è conosciuto al grande pubblico soprattutto per le sue opere più eseguite, ovvero i quattro concerti per pianoforte, la Rapsodia su tema di Paganini, i preludi per piano solo. La sua musica da camera è sicuramente meno conosciuta e diffusa, ma in essa si rispecchia comunque l'arte del compositore russo forse in modo più terso che nelle opere più famose dove è fin troppo evidente il virtuosismo - soprattutto pianistico - in alcuni casi fin troppo enfatico ed esteriorizzato.
   Questi due trii si possono considerare come una sorta di miniature rivelatrici dell'arte più pura di Rachmaninov che, libero da intenti dimostrativi e da necessità espressive, vi infonde il proprio ricco estro melodico e tutto il suo fervore lirico perfettamente adatti a descrivere il carattere "elegiaco" dei due trii. Il primo, composto nel 1892 e pubblicato solo dopo la morte del compositore, si svolge in un unico movimento in cui è costante la contrapposizione tra i due archi - che solitamente espongono i temi e le variazioni - e il pianoforte che sembra quasi improvvisare in stile jazzistico creando scale e momenti di rara suggestione. Molto interessante l'inizio del trio con il pianoforte che per l'unica volta suona la melodia, poi ripresa subito dal violino, mentre i due archi con rapidi tocchi sembrano quasi ricercare l'accordatura. Il tono è effettivamente "lento lugubre" come riporta l'indicazione di tempo, ma la cantabilità dell'esposizione e propriamente della materia musicale, più che indurre alla tristezza fa pensare al ricordo di una persona nobile e fiera.
   Il secondo trio, in tre movimenti, fu scritto nel 1893 a seguito della profonda commozione provata da Rachmaninov alla morte dell'amico Tchaikovsky; questo stato emotivo è facilmente avvertibile nel primo movimento che contiene, soprattutto nella prima parte, veri momenti di tragicità. Il secondo movimento, modificato successivamente dall'autore, presenta una serie di otto variazioni sul tema della sua opera La roccia e mantiene lo stesso clima mesto e riflessivo, così come il terzo breve tempo che riprende il tema del primo e riassume le intenzioni dell'autore di creare della musica molto intensa e partecipata.
   Vale la pena di menzionare anche il Trio Borodin, che è considerato uno dei trii più importanti della seconda parte del '900; la loro esecuzione è davvero magistrale ed autorevole, con un ottimo bilanciamento tra gli strumenti e perfettamente calata nel carattere allo stesso tempo nostalgico e energico.


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