martedì, novembre 09, 2004

Posti che (purtroppo) non ci sono più

Oggi camminando per la città nel consueto "giro uffici pubblici" sono passato davanti allo storico negozio di dischi Sgt. Pepper e ho avuto una sgraditissima sorpresa: ha chiuso!
Mi è presa una botta di malinconia perché, in anni oramai lontani, proprio da Ivano e "Asma" (i due soci dalle molte traversie) si è acceso, ha bruciato e consumato il mio amore per la New-wave meno danzereccia anni '80, passione che tuttora persiste anche se in forma un po' più mitigata. Che bello ricordare le ore passate in negozio ad ascoltare vinili "diversi", ricercare copertine e suoni mai nè visti nè sentiti da altre parti. Ricordo ancora la viva emozione di quando ho acquistato il vinile dell'attesissimo Holy Wars dei Tuxedomoon (era il 1985) appena fresco di stampa, oppure di quando giravo fiero con le mitiche borsettine bianche con i disegni di Ciaci. Ora le cose sono un po' cambiate, il CD - pur con la sua superiorità tecnica - non potrà mai competere in fascino con il vecchio LP. Ma questo è un altro discorso che forse un giorno affronterò.
Anche se da parecchio non lo frequentavo - pressapoco da quando si era imbarbarito vendendo quasi solo metal - mi dispiace molto che il Sgt. Pepper non ci sia più, come la Suoneria, altro negozio mestrino specializzato in questo caso in jazz. Sarà colpa della crisi, del peer-to-peer, dei prezzi abnormi dei CD, dei MegaStore pigliatutto, ma la chiusura di posti come questi incrementa l'ascolto delle banalità, delle musichine ben confezionate da distribuire e consumare come le noccioline.

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