giovedì, settembre 02, 2004

Fahrenheit 9/11

Ieri sera sono andato a vedere Fahrenheit 9/11 di Michael Moore e voglio scriverne nel blog per tenere bene a mente per quello che mi ha colpito: Fahrenheit 9/11 è un film da vedere e non e per la sceneggiatura o per la regia. Non facciamoci fregare da chi vuole sviare il punto focale del film parlando "del film" stesso invece di concentraci su quello che è davvero importante: il suo messaggio!
Fahrenheit 9/11 è da vedere è basta! Perché mostra con lucida, precisa e pure ironica (ma quell'ironia di chi ride per non piangere) evidenza come l'uomo più potente del mondo sia un imbecille, che ha fatto uccidere delle persone innocenti solo ed esclusivamente per mantenere il suo potere, la sua ricchezza, il suo dominio sul mondo. Un film che fa vedere che chi muore martoriato dalle bombe ha il nostro stesso sangue, la stessa carne, le stesse budella di chi lo sta ammazzando, che il dolore è lo stesso per tutti, che una madre piange le stesse lacrime per il figlio morto, sia che esso viva nei "civilizzati" Stati Uniti sia nel "barbaro" Iraq.
Non mi importa nulla che Michael Moore sia politicizzato (e chi non lo è!?) non ho bisogno di un film per capire che chi ha attaccato l'Iraq non l'ha fatto certo, a titolo umanitario, per il bene degli iraqeni... e non mi importa altrettanto nulla che Moore abbia utilizzato immagini forti per descrivere cosa è successo... per me sono anche troppo poco forti, se voleva poteva pure calcare la mano che materiale ce n'è a sufficienza... a me sono bastati gli occhi di quel bambino che giaceva nudo sul lettino con le braccia spappolate e con i buchi nella pancia. In quegli occhi io ho visto quelli di mio figlio e vi assicuro che mi veniva da vomitare, non da piangere o da imprecare: in quella scena sono stato sopraffatto dallo schifo.
L'insegnamento che deve valere SEMPRE sta alla fine del film, come una morale tanto spesso sdegnosamente deprecata, ma altrettanto spesso scientificamente ignorata: la guerra non servirà mai a nulla, se non a generare altra guerra.Ed infine non mi importa assolutamente nulla che il film sia fatto bene o no! Mi interessa quello che racconta, il messaggio e il messaggio è lì, davanti ai vostri occhi, che siate di destra di sinistra di centro di sopra o di sotto: la guerra - non parliamo poi di quella "preventiva" - è MERDA. Stop. Tutto il resto sono seghe mentali. Impariamo prima questo... TUTTI... lo so sono un idealista, che ci volete fare...


Comments:
Mi spiace, ma come tu ben sai, non posso che essere in disaccordo su quanto dici. Sono perfettamente daccordo che la guerra è MERDA, e chi non lo sarebbe, ma personalmente mi rifiuto di concedere la mia presenza (e il mio obolo) a Micheal Moore. E troppo facile garantirsi qualche milione di dollarucci mostrando gratuita violenza perpetrata in una guerra, che pur se schifosa come qualsiasi guerra lo è di certo meno delle immani violenze che hanno subito gli Iracheni sotto Saddam. Chissa perchè MM non ha pensato di fare un film sul regime Iracheno... probabilmente per un mero calcolo economico. Chi non è incuriosito da un inquisitore della più grande potenza (e democrazia) mondiale. MM forse farebbe bene a cosiderare che i "dollarucci" se li è accaparrati proprio perchè vive negli USA. Se lui fosse stato un Iracheno, probabilmente Saddam gli avrebbe fatto un culo così!

Andrea
 
Personalmente l'unico obolo che ho concesso a Moore sono i 4 euro che mi sono costati l'entrata al cinema, come per qualsiasi altro film; in quanto alla presenza, visto che purtroppo vado al cinema così poco, meglio vedere un film che faccia pensare piuttosto che una delle tante insulse pellicole propinateci.
Ma ripeto: non facciamo il grosso errore di parlare "del" film per evitare di parlare di quello che racconta. Sono due cose diverse.
Che Moore abbia potuto fare questo film (e l'ottimo "Booling for Colombine") e guadagnarci pure (giustamente o no, dipende dalle opinioni) in quanto americano e vivente in un paese libero non ci sono dubbi... sul "democratico" permettimi di avercelo qualche dubbio visto come si sono svolte le elezioni di
Bush. Moore comunque racconta delle cose a modo suo e porta lo spettatore dove egli vuole ma parte da fatti veri che sono lì davanti agli occhi di tutti ma che molti non vogliono vedere.
Quindi il film è da andare a vedere non per Moore ma per il suo messaggio che è ribadito forte e chiaro: questa è la peggio delle guerre perché è una guerra scatenata per interessi (e cosa più grave per interessi "personali") da un pagliaccio e dai suoi compari che l'han votato e che ora lo manovrano a puntino, perché se crediamo che sia stata fatta per liberare gli iraqeni dobbiamo anche credere che Cristo sia morto dal freddo! (mi verrebbe da dire: credere in Cristo e basta... ma questa è un'altra storia!) E se, ragionando per assurdo, fosse stata fatta per questo che diritto ha uno Stato estero di intromettersi nella politica interna di un altro? Perdipiù una guerra scatenata contro uno Stato sovrano - per quanto fosse nefasto il suo dittatore - che nulla aveva fatto agli USA visto che non c'è nulla che collega l'11 settembre con l'Iraq. Poi chiediamocelo davvero se gli iraqeni stanno meglio ora o se stavano meglio prima e se il metodo scelto per portare la democrazia (che in sè non è portatrice di valori ma che altro non è che una serie di regole) sia così democratico.
Purtroppo ha ragione un mio amico che sostiene che chi va voluto le guerre moderne sta ottenendo una importante vittoria: farci discutere se sono o non sono giuste per farci stancare di parlare della guerra in sè.
So già che mi aspetta una risposta a questo mio post...
 
E se, ragionando per assurdo, fosse stata fatta per questo che diritto ha uno Stato estero di intromettersi nella politica interna di un altro?

Secondo te quanto ne ha? Davvero credi che voltarsi dall'altra parte e far finta di non vedere sia meglio, che reagire. L'immobilismo, l'ipocrisia di che spera di salvarsi la coscienza dicendo "non mi riguarda" è mille volte peggio degli interessi di bush e di quelli di bin-laden messi assieme. Mi guardo bene dal dichiararmi "pacifista" perchè in questo termine vedo il seme della violenza del domani, vedo il voler scansare un problema per poi immancabilmente ritrovarselo davanti.

Io questa guerra non la volevo, sono "non violento", ma annovero tra coloro che l'hanno voluta, non solo chi l'ha fatta, ma anche ci non ha fatto niente per impedirla "davvero", perchè nella logica infausta del tanto-peggio-tanto-meglio ne ha ottenuto una medaglia con su scritto "pacifista". Puah!

Milioni di persone, in Iraq come a Cuba, in Cina come in Russia, in, in, in... vivono senza sapere di vivere, muoiono perchè altri lo hanno deciso, nascono per l'ignoranza di genitori incoscenti, per morire tra i proiettili... e noi che facciamo? Stiamo a guardare, ci crogioliamo nella nostra dolce illusione che nulla ci possa toccare, che tanto un Saddam, un Fidel o un Putin noi non ce lo abbiamo...

Datemi un moschetto... perdio! il prossimo lo faccio fuori io. E se il prezzo per la salvezza di anche un solo bambino, è tutto il petrolio del mondo, che bush si faccia avanti; glielo regalo tutto!
 
Mi chiedi se voltarsi dall'altra parte e far finta di non vedere sia meglio che reagire? Certo che è meglio se la soluzione di questa reazione è quanto fatto in Iraq (e pure in Afghanistan).
Perché è indiscutibile che uno Stato non può arbitrariamente decidere di attaccarne un altro solo perché non ne approva il governo.
Perché è troppo comodo intervenire solo là dove ci sono gli interessi, pretendendo pure che tutti ti reputino il salvatore del mondo, chiudendo gli occhi sugli altri conflitti: perché non intervenire in Nigeria, in Sudan, in Somalia, in Eritrea (ma già di tutti 'sti negracci chi se ne frega!), aiutare chi muore di fame in Bangladesh o in Dafur, oppure ad Haiti (sono lì a due passi!), in Nepal o in Kashmir (meglio di no altrimenti l'India si incazza), del Tibet meglio non parlarne, la Cecenia è roba di Putin e comunque facciamo finta che non ci sia per restare amici. (L'argomento che "da qualche parte bisogna pur cominciare" e si comincia con l'Iraq non regge proprio...)
No invece, cosa fanno i rispettosi, ingenui e idealisti USA? Attaccano il perfido tiranno coi baffi e poco importa se questo personaggio l'hanno creato proprio loro perché faceva loro comodo contro i cattivi ayatollah, poco importa che l'Iraq sia un paese strategico, per materie prime e posizione. Il mondo capirà... "noi siamo gli USA i difensori dei deboli e degli oppressi", e per questo si inventano la "guerra preventiva" contro i nuovi mulini a vento delle armi di distruzione di massa e del terrorismo (non si è trovato nessun contatto tra terrorismo e Iraq)! Sono la nazione che spende in armamenti come tutte le altre messe assieme, ma sono anche coloro che più di tutti sfruttano le risorse delle altre nazioni. E si lamentano pure perché non li hanno accolti con i fiori ma osano sparar loro addosso, questi ingrati! Loro che vanno a toglierli dalla tirannia ammazzando i loro figli, dopo che li hanno affamati con anni di embargo.
E' proprio vero che la storia non insegna nulla.
Se non è arroganza questa non so cosa lo sia. Arroganza e ipocrisia. Sì ipocrisia bella e buona di chi spera di salvarsi la coscienza scatenando una guerra per i propri interessi e pretendere pure di farla passare per un'azione meritoria di "salvataggio" del mondo.
Non si è ancora capito che la violenza non è mai stata risolutrice dei problemi, perché se vuoi distruggere il terrorismo (e per un tuo calcolo l'hai identificato in Saddam) attaccarlo con bombe e missili serve solo ad ammazzare della gente che non c'entra nulla e fare incazzare ancora di più i terroristi. E' lapalissiano, ma evidentemente non per tutti. Perché bombardare è facile ma capire il "perché" il terrorismo è nato è il difficile. Capire che siamo noi "Occidente" ad averlo generato con il nostro comportamento sciacallo, con l'assurda pretesa di omologare tutto a noi stessi, al nostro meccanismo perverso e paranoico di voler sempre "di più", sempre "meglio", fottendocene altamente del resto.
E' vero quello che dici che milioni di persone consumano la loro vita senza sapere neppure che hanno vissuto, ma questo purtroppo è il prezzo del progresso pensato come è pensato oggi, perciò non lamentiamoci se qualcuno dalla maggioranza silenziosa si rompe le palle di stare in silenzio e si dà all'unica alternativa che gli resta, ovvero il terrorismo, l'abbiamo voluto noi. Non li giustifico e neppure ne approvo i metodi, anzi ne ho orrore ma, dal loro punto di vista, hanno davvero un'alternativa? E allora dimostriamoci davvero non-violenti, dimostriamo davvero che siamo i "detentori della civiltà" e usiamo il metodo più giusto, certo il più difficile, e non il più facile ed immediato, cioè la violenza.

(A proposito non c'è bisogno che lo regali tu il petrolio a Bush, se gli serve lui se lo prende comunque... a prescindere da quanti bambini gli costa)
 
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