Ziriguiboom/Crammed
2003
Negli ultimi tempi, diciamo da quando è uscito l'ottimo Buena Vista
Social Club, la musica latina è stata dominata da Cuba e dai suoi
musicisti che sono riusciti a mettere in secondo piano la musica
proveniente dagli altri paesi del Centro e Sud America. In particolar
modo il Brasile, che è sempre stato ai primi posti nelle
preferenze degli ascoltatori di questa parte dell'oceano, era quasi
scomparso, forse anche a causa di prodotti non sempre curati e
all'altezza.
Sarà una questione di moda, sarà perché molti musicisti
non brasiliani - fra tutti Ryuichi Sakamoto, Yo-Yo Ma, Uri Caine e David
Byrne - hanno cominciato ad interessarsi a queste sonorità o sarà
perché effettivamente il livello della produzione è qualitativamente
aumentato, ora sembra che il Brasile sia tornato in auge con nuove
proposte. Così accanto ad artisti oramai affermati che da anni stanno
portando avanti un loro personale discorso musicale, si affianca ora una
nuova schiera di giovani promesse come Joyce, Cibelle, Bebel
Gilberto. Questi musicisti presentano delle proposte innovative e allo
stesso tempo fortemente debitrici verso la grande tradizione musicale
del loro paese che non si limitano a riproporre, ma che riescono a far
divenire qualcosa di nuovo, tanto che oramai si parla di "nu-bossa".
Tra questi chi lo riesce a fare in modo egregio è Celso
Fonseca, classe 1956, non proprio l'ultimo arrivato sulla scena musicale
brasiliana visto che è dall'età di 19 anni che si dedica
professionalmente alla musica. Fonseca ha collaborato praticamente con
tutti i grandi musicisti del suo paese - l'elenco è del tutto inutile -
suonando sia in studio sia dal vivo in Brasile e all'estero, scrivendo
canzoni, arrangiando e producendo per loro numerosi dischi. Un talento
molto sviluppato quindi, a cui mancava solo il debutto come solista che
arriva con questo Natural, primo disco interamente a suo nome
sulla scena internazionale.
Il titolo non poteva essere più appropriato: tutto nel
disco è proprio "naturale", non ci sono forzature, la musica
scorre pulita e affascinante così com'è nata, un limpido rinfrescante
torrente di montagna che scende al mare. Non crediate che questo
significhi piattezza: Fonseca, mischiando con intelligenza e sensibilità
generi diversi, rinnova la tradizione e presenta una serie di canzoni
dalla bellezza sfaccettata. Inoltre si rivela essere un ottimo e attento
musicista: il suono della sua chitarra acustica è pieno e cristallino
e la sua voce carezzevole e sensuale è velata appena di tristezza,
senza mai cadere nel facile sentimentalismo. Gli strumenti che lo
accompagnano sono usati con la massima parsimonia in modo da non
sovraccaricare l'ascolto; l'elettronica, soprattutto applicata alle
percussioni, è usata con il contagocce, appena per dare un tocco di
atmosfera, mai predominante o invadente. La ridotta dimensione del
gruppo, che nelle varie combinazioni al massimo si presenta come un
quintetto, influisce a rendere ancora più intimo il clima musicale e
dimostra che Fonseca ha un approccio quasi minimalista ai brani. I
ritmi sono perlopiù lenti e riflessivi e derivano evidentemente dalla
bossa e dal samba meno esuberante e definiscono perfettamente quelle che
sono semplici canzoni d'amore, di stupore per la bellezza della natura,
di invito a trovare la felicità nelle piccole cose, come nella
splendida A origem da felicidade ("l'allegria
è l'origine della felicità / credo che il samba sia il Creatore").
La bellezza e la forza di questo Natural sta proprio
qui: Fonseca, quasi timoroso di disturbare, non è mai sopra le righe,
riesce a emozionare l'ascoltatore con un pugno di canzoni in bilico tra
bossa, samba, jazz, arrangiate e suonate con una delicatezza rara e
soprattutto senza concedere nulla, e sarebbe facile, al commerciale;
canzoni come Bom sinal, A origem da felicidade, Meu
samba torto, Febre, Slow motion bossa nova restano
impresse nella mente e, sono sicuro, potranno diventare altrettanti
"classici" come è successo con tanti altri brani oramai famosi.
Non sono molto esperto di musica brasiliana e nemmeno un
vero e proprio appassionato, ma mi ha sempre affascinato l'intima
tristezza - la famosa saudade - della bossa nova, soprattutto
quando si mischia al jazz, così nella famosa isola deserta (chiunque
credo abbia il complesso di Nick Hornby) accanto allo splendido e
storico Getz / Gilberto ci vedrei benissimo questo Natural:
forse non sarò troppo originale, ma credo che, pur con le loro
differenze, il secondo sia altrettanto rappresentativo, bello ed
importante del primo.
Fonseca è uno dei segreti meglio tenuti del Brasile: come compositore,
chitarrista e arrangiatore egli ha lavorato con Gilberto Gil, Caetano Veloso, Marisa Monte e Bebel
Gilberto; la sua musica comunque resta uno dei tesori nascosti della scena musicale brasiliana.
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