- GIUGNO 2002 - 

Valentina dorme: Capelli rame

Fosbury records 2002


Valentina dorme: Capelli rame

valentinadorme.it
fosburyrecords.org

  1. Nove nuovi amanti (parte prima)
  2. Prova generale
  3. Una colt
  4. Claudia Cardinale da giovane
  5. Tredici
  6. Ford
  7. L'estate
  8. Rosso
  9. Valentina
  10. L'eclissi, amore mio
  11. Guardare i corvi
  12. Nove nuovi amanti (parte seconda)

Mario Pigozzo Favero: voce, chitarra
Paolo Carraro: chitarra
Angelo Piva: basso
Lucio Gazzola: batteria

Giulia Zamprogna: violino (5 - 10)


   Questo mese vi presento un CD che dà a jazzer una brusca sterzata verso il rock, o meglio verso il rock d'autore, così qualcuno lo definisce, visto che la casa discografica lo descrive come un "qualcosa che oscilla tra Sonic Youth e Fabrizio De Andrè"! Con una tale premessa non potevo far altro che immergermi dall'ascolto... e davvero in questo caso il coinvolgimento emotivo ed intellettuale è portato ai massimi livelli.
   Originalità! Questa è assolutamente la prima caratteristica che brilla subito al primo ascolto; credo che nessuno in Italia abbia mai prodotto della musica e dei testi simili e dalla loro unione è nato questo gioiello che è Capelli rame. Un disco che non può lasciare nessuno indifferente, sul quale bisogna per forza decidere: o ti fai coinvolgere, condurre per mano nel particolare territorio che disegna, oppure lo rifiuti totalmente, senza esitazione, senza neanche aver maturato la consapevolezza di cosa ti sei perso.
   Capelli rame ti costringe a confrontarti con la profondità delle liriche e con l'ortodossia della parte musicale, così che è quasi impossibile parlare separatamente di testo e musica tanto essi sono compenetrati tra loro, fanno corpo unico l'uno a servizio dell'altra e viceversa; io tenterò di descriverli scindendoli, ma so già che l'operazione sarà imperfetta.
   La musica, dicevamo: la parte musicale si presenta molto compatta, volutamente scarna, ma non povera, a ricercare l'essenza del suono, della singola nota e parola. I quattro musicisti creano un'atmosfera dai molteplici aspetti, a tratti dolce quasi da ballata folk, a tratti intimista, a tratti violenta e carica di feedback, a tratti dagli echi dark. Le chitarre sanno essere leggere nel disegnare le melodie (Nove nuovi amanti o Estate), ma anche taglienti ed incisive nei momenti più tirati (sentitele in Vanessa o Una colt), perfettamente supportate dal basso e dalla batteria mai troppo invasiva.
   I testi raccontano delle storie attraverso l'esposizione di immagini, di sensazioni, di situazioni; non dicono mai esplicitamente, ma lasciano all'ascoltatore il compito di ricostruire la trama, di rimettere assieme i frammenti del discorso. Pigozzo Favero narra, senza mai essere banale, storie d'amore finite male, fondate su un rapporto di amore-odio per l'amata ("Ti soffoco / è un piacere sottile / dei polpastrelli sul collo" - L'eclissi, amore mio) amore che potrebbe portare al suicidio o all'omicidio ("Avere avuto una colt / non averla caricata a salve" - Una colt), amore per chi è lontano e si merita la più bella delle dichiarazioni ("Chiunque starà con me / d'ora in poi / dovrà avere qualcosa di te / che ora vivi lontana" - Vanessa), amore inaspettato per il cinema ("Sei ore di riprese / senza stacchi / di te che dormi" - Claudia Cardinale da giovane - sono suoi i "capelli rame"). Se proprio mi devo sforzare a trovare un paragone, la voce e il modo di cantare mi ricordano Federico Fiumani dei Diaframma per intensità e calore e per qualche momento un po' retorico.
   Con i Valentina Dorme non ci si può distrarre perché si viaggia in bilico tra raffinatezza e rabbia libera, tra il non dire ma lasciare intendere, tra le storie di passione intensa e di depressione cupa ("La mia è solo una / delle tredici solitudini possibili / ed è curabile / con gocce di Minias e Serenase" - Tredici) che ti colpiscono secche allo stomaco, ma che lasciano intravedere una via d'uscita.
   Capelli rame è un disco che prima ti affascina e poi ti coinvolge senza remore, che ti mette a nudo: la bella foto di copertina, la veste grafica (anche del sito internet), il suono, le parole, come sono cantate, il loro significato intimo, tutto gioca sul doppio binario della concretezza e della profondità. Ascoltatelo: ne vale davvero la pena.

"Alla lunga
ci si arrende a tutto
anche alla mediocrità
non fa poi così male
credi
i danni in superficie sono trascurabili
qui nessuno sanguina" - Una colt



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