- GENNAIO 2002 - 

György Ligeti: The Ligeti project - volume 1

Teldec 2001


György Ligeti: The Ligeti project - volume 1

teldec.com

  1. Melodien
  2. Concerto da camera
  3. Concerto per pianoforte
  4. Mysteries of the macabre*

(*) prima registrazione mondiale

Reinbert de Leeuw: Schonberg Ensemble (1) - 1971
Reinbert de Leeuw: Schonberg Ensemble (2) - 1969-70
Pierre-Laurent Aimard: pianoforte
Reinbert de Leeuw: Asko Ensemble (3) - 1985-1988
Peter Masseurs: tromba
Reinbert de Leeuw: Asko Ensemble (4) - 1974-77, 1991


   Apro il 2002 con un disco di musica contemporanea di un compositore che sicuramente non è tra i più approfonditamente conosciuti in Italia, cioè György Ligeti - considerato ungherese anche se naturalizzato austriaco - nato nel 1923 in Transilvania a Dicsöszentmàrton, all'epoca in Ungheria, ora in Romania.
   Si potrebbero spendere molte pagine per discutere sui perché in Italia la musica contemporanea sia un genere poco frequentato, ma per semplificare le cose, credo che ciò derivi da una certa aura di "difficoltà" e "impenetrabilità", vera o presunta che sia. Certamente non si può negare che la musica prodotta da autori come Nono, Stockhausen, Berio, Kagel, Penderecki e lo stesso Ligeti sia "difficile" all'ascolto, nel senso che richiede un'attenzione, una concentrazione, una conoscenza e una capacità di lettura sviluppate per poter essere apprezzata a pieno. E' altrettanto vero, però, che affrontare un brano di musica contemporanea anche da parte di una persona non troppo esperta di cose musicali, è sempre un'esperienza interessante che, anche senza addentrarsi a fondo nell'analisi musicale, comunque lascia sensazioni ed impressioni appaganti e magari la curiosità di approfondire la materia.
   Per quanto riguarda Ligeti, il compositore ungherese è difficilmente inseribile in una particolare corrente essendosi sempre mosso in una sua propria dimensione caratterizzata da una assoluta libertà di ricerca; come scrive Armando Gentilucci "sembra quasi che Ligeti sposti l'interesse da un mondo espressivo preesistente [...] ad un universo sonoro assoluto, vergine [...] propone [...] le fasce sonore, corali e orchestrali, geometricamente rigorose, translucide, scintillanti come simboli astrali." Credo che questo pensiero descriva perfettamente la musica di Ligeti, soprattutto nelle opere orchestrali.
   Il Ligeti project della Teldec segue l'analoga iniziativa della Sony ed inizia con questo volume che raccoglie quattro composizioni per piccola orchestra che provengono da diversi periodi della produzione del compositore: i due concerti sono già abbastanza conosciuti, Melodien è più raro, mentre Mysteries of the macabre è qui inciso per la prima volta. Per dare un'idea, sicuramente riduttiva, che possa sommariamente descrivere le opere, ne indico qui le caratteristiche: Melodien si contraddistingue per la costante tensione, mai risolta per tutto il brano, data dagli archi su cui si stendono delle isole sonore translucide, guidate soprattutto dai legni. Il titolo, spiega Ligeti "si riferisce alla particolare natura della scrittura strumentale, nella quale le singole voci sono particolarmente melodiose".
   Il Concerto da camera per 13 strumentisti (con 19 strumenti), dopo un inizio quasi lirico dell'oboe, denota una maggiore propensione per il ritmo - soprattutto nei movimenti IV e V - meccanicamente scandito da tutti gli strumenti soprattutto nel virtuosismo del finale. Nel Concerto per pianoforte, per il quale Ligeti ha detto di essersi ispirato alla musica africana, è ancora il ritmo ad avere la parte dominante: esso viene frammentato e marcato dal pianoforte, ma sempre perfettamente controllato dall'interazione degli strumenti. Sono evidenti in quest'opera echi bartokiani nelle combinazioni poliritmiche. Mysteries of the macabre è l'opera più ermetica e di più difficile interpretazione: si tratta di una rielaborazione per tromba e orchestra di una parti dell'opera Le grand macabre.
   Vale davvero la pena affrontare un CD simile, sia per l'interessante materia sonora, mai noiosa o fine a se stessa, in esso contenuta, sia per sua perfetta esecuzione da parte dei vari musicisti coinvolti.



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