Panastudio production
2000
Gran bella sorpresa questo CD di Boschetti e Calvi! Davvero meriterebbe
di essere maggiormente conosciuto e diffuso tra il vasto pubblico di
amanti del jazz... ma andiamo per ordine...
Per descrivere questo CD voglio partire da quanto è
scritto sulla copertina dell'ultima uscita discografica (ad ora) di
Enrico Rava e Renato Sellani Le cose inutili, ovvero: "Passare
una giornata in studio a incidere degli standards che sono già stati
incisi migliaia di volte è, probabilmente, una delle cose più
'inutili' che si possa fare ma è sicuramente una delle più
piacevoli". Concordo a pieno, soprattutto se poi il risultato
che ne esce è la splendida musica che si trova in quel disco, oppure in
questo Signals dove su 12 brani 10 sono appunto degli standard.
Riproporre dei brani ormai storici e incisi moltissime
volte non è certo un'operazione semplice, ma se alla mera
riproposizione si sostituisce la voglia di creare qualcosa di nuovo su
basi ben consolidate - Jarrett docet - allora l'operazione ha un senso. E
ciò è proprio quello che hanno fatto Boschetti e Calvi in questo
disco: nello stretto interplay del duo, i due musicisti riducono ai
minimi termini il materiale musicale a loro disposizione andando
all'essenza dei pezzi e, pur restando fedeli a melodie e struttura, li
plasmano secondo le loro sensibilità ed idee per ricreare qualcosa di
originale; un'operazione che si può definire come un togliere per
creare il nuovo dalla semplicità. E' come rivedere un quadro ben
conosciuto ma sotto una diversa luce e con un'angolazione diversa,
compresa quella del retro della tela.
L'atmosfera che si respira nel CD è quella cristallina di
una sera estiva dopo il temporale, dove hai ancora sulla pelle la
frescura della pioggia dopo il caldo del giorno; un'atmosfera
decisamente raccolta creata dal pianismo delicato e avvolgente di Calvi
e dalle raffinate chitarre di Boschetti.
I brani che a mio gusto considero i più belli e più
rappresentativi della poetica di questo duo sono: la delicata melodia di
My foolish heart dove Boschetti sfoggia un suono acustico di
tutto rispetto, Finestre volanti, un brano originale di Calvi,
che tiene sospeso l'ascoltatore fino all'attesa conclusione, Manha
de carnaval dove è un attimo farsi coinvolgere dalla "saudade"
regalata dalla melodia e dalla chitarra, seguita da Nardis di
Miles Davis in cui si apprezza il sapiente intreccio dell'eccellente
pianoforte perfettamente sostenuto dalla chitarra. Ma i pezzi dove il
duo dà il meglio di sé sono i due brani di Hancock Maiden voyage
e soprattutto la strepitosa Dolphin dance (da sola vale
l'acquisto del CD): in essi davvero l'intesa è perfetta e la resa
sonora e musicale coinvolgono l'ascoltare a partire dal puro piano
emozionale.
Un disco che ti spinge a pensare, a calarti nell'ascolto
attento, come forse viene implicitamente suggerito dalle linee di Nasca
della copertina: partire dal basso, dai sassi per costruire un'opera
visibile solo volando in alto. Un disco fresco, pulito ed emozionante.
Per acquistare il CD: andare all'indirizzo nicolaboschetti.com
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