Impulse!
2001
Dopo aver presentato a luglio il trio di Kenny Werner ora è la volta di
un altro trio pianoforte / contrabbasso / batteria, quello di McCoy
Tyner con George Mraz e Al Foster.
Credo che il pianista di Philadelphia non abbia bisogno di
particolari presentazioni; per i più distratti dirò solo che dal '60
al '65 è stato con Jimmy Garrison e Elvin Jones in quello che è
considerato uno tra i più grandi quartetti della storia del jazz,
ovvero il quartetto di John Coltrane. Successivamente, affiancato da
molti e diversi musicisti, ha prodotto una lunga serie di dischi come
leader, alcuni dei quali vincitori di importanti premi come i Grammy
(basti ricordare The real McCoy del 1967 e Infinity del
1994).
Anche dall'esperienza con Coltrane, credo derivi il tipo di
pianismo di Tyner, incentrato soprattutto sull'improvvisazione modale:
un pianismo coinvolgente che usa tutta la gamma dei suoni della
tastiera, dalle note più basse alle più acute, dotato di forza e
di intensità da batterista indispensabile per far fronte alla
torrenziale esuberanza di Coltrane.
Ho avuto l'occasione di ascoltare Tyner dal vivo alcuni
anni fa a Mestre con il trio formato assieme ad Avery Sharpe e Aaron
Scott e devo dire che mi avevano colpito molto l'affiatamento dei tre e
la loro capacità di perfetto interplay; proprio con questa formazione
nel 1991 Tyner aveva inciso per la Enja lo splendido Remembering John
dedicato ovviamente anch'esso a Coltrane nel quale sono contenuti sette
pezzi "classici" del saxofonista come India, Giant steps Up
'gainst the wall. Il confronto con quest'album dunque viene
spontaneo. Ma procediamo con ordine.
Plays John Coltrane - Live at the Village Vanguard
è stato registrato il 23.09.1997, senza alcuna manipolazione in studio,
proprio nel giorno di quello che doveva essere il 71esimo compleanno di
Coltrane e contiene cinque pezzi del saxofonista (peraltro nessuno già
presente nel disco Enja) e due pezzi di altri autori, ma più volte
suonati da Coltrane come Afro blue di Mongo Santamaria e I
want to talk about you di Billy Eckstine.
Il disco si apre con una lunga e dolce Naima su cui
Tyner trova degli sprazzi improvvisativi con rapide fughe e note
insistite; centrale nel pezzo c'è un bel assolo di Mraz con il consueto
suono pastoso e coinvolgente. Moment's notice parte con un ritmo
sostenuto scandito dai piatti di Foster e caratterizzato dalla veloce
esposizione della melodia e dell'assolo da parte del piano; Crescent
inizia con il solo piano che, sviluppata la melodia, improvvisa per
scale e si lascia trascinare in un crescendo ("Crescent"
appunto) del ritmo, prodotto da un davvero inventivo Foster. Molto
pregevole il lungo assolo di Mraz che scompone il pezzo in cellule
ritmiche evidenziate dal seguente assolo di batteria, con Tyner sempre
pronto a sottolineare i momenti più intensi. "After the rain",
il pezzo più breve del CD, è anche il più intensamente lirico ed è
eseguito solo da Tyner; la tensione musicale è quasi insostenibile così
da fare del pezzo la perla dell'album. Segue Afro blue dallo
svolgimento circolare, reso ancora più tale dall'incedere di Tyner e
Mraz e dall'assolo di Foster. Il Cd si chiude con I want to talk
about you, forse per la sua origine, il pezzo più convenzionale e
da Mr. Day tutta giocata su l'insistito ripetersi di note e
scale.
Dicevo del confronto con il vecchio disco della Enja:
rispetto ad esso il pianismo di Tyner resta inconfondibile: il suono del
piano è denso e occupa tutti gli spazi e, senza mai essere
prevaricatore, sovrasta con la sua presenza. Quello che cambia è il
resto, ovvero gli altri due musicisti del trio: Sharpe e Scott;
sicuramente, forse grazie alla più giovane età, risultano più
creativi ma anche un po' dispersivi. Si sente la maggiore esperienza di
Mraz e Foster che forniscono un accompagnamento solido e puntuale, senza
disdegnare delle escursioni solistiche davvero degne di nota. A loro
vantaggio, a mio giudizio, giova anche la registrazione dal vivo che
consente al trio di abbandonarsi maggiormente agli assoli (quattro dei
sette pezzi, infatti, superano i 10 minuti) in una serata in cui
senz'altro tutti erano particolarmente ispirati.
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