- NOVEMBRE 2001 - 

McCoy Tyner: Plays John Coltrane

Live at the Village Vanguard

Impulse! 2001


McCoy Tyner: Plays John Coltrane

impulse records
grp impulse

  1. Naima
  2. Moment's notice
  3. Crescent
  4. After the rain
  5. Afro blue
  6. I want to talk about you
  7. Mr. Day

McCoy Tyner: pianoforte
George Mraz: contrabbasso
Al Foster: batteria


   Dopo aver presentato a luglio il trio di Kenny Werner ora è la volta di un altro trio pianoforte / contrabbasso / batteria, quello di McCoy Tyner con George Mraz e Al Foster.
   Credo che il pianista di Philadelphia non abbia bisogno di particolari presentazioni; per i più distratti dirò solo che dal '60 al '65 è stato con Jimmy Garrison e Elvin Jones in quello che è considerato uno tra i più grandi quartetti della storia del jazz, ovvero il quartetto di John Coltrane. Successivamente, affiancato da molti e diversi musicisti, ha prodotto una lunga serie di dischi come leader, alcuni dei quali vincitori di importanti premi come i Grammy (basti ricordare The real McCoy del 1967 e Infinity del 1994).
   Anche dall'esperienza con Coltrane, credo derivi il tipo di pianismo di Tyner, incentrato soprattutto sull'improvvisazione modale: un pianismo coinvolgente che usa tutta la gamma dei suoni della tastiera, dalle note più basse alle più acute, dotato di forza e di intensità da batterista indispensabile per far fronte alla torrenziale esuberanza di Coltrane.
   Ho avuto l'occasione di ascoltare Tyner dal vivo alcuni anni fa a Mestre con il trio formato assieme ad Avery Sharpe e Aaron Scott e devo dire che mi avevano colpito molto l'affiatamento dei tre e la loro capacità di perfetto interplay; proprio con questa formazione nel 1991 Tyner aveva inciso per la Enja lo splendido Remembering John dedicato ovviamente anch'esso a Coltrane nel quale sono contenuti sette pezzi "classici" del saxofonista come India, Giant steps Up 'gainst the wall. Il confronto con quest'album dunque viene spontaneo. Ma procediamo con ordine.
   Plays John Coltrane - Live at the Village Vanguard è stato registrato il 23.09.1997, senza alcuna manipolazione in studio, proprio nel giorno di quello che doveva essere il 71esimo compleanno di Coltrane e contiene cinque pezzi del saxofonista (peraltro nessuno già presente nel disco Enja) e due pezzi di altri autori, ma più volte suonati da Coltrane come Afro blue di Mongo Santamaria e I want to talk about you di Billy Eckstine.
   Il disco si apre con una lunga e dolce Naima su cui Tyner trova degli sprazzi improvvisativi con rapide fughe e note insistite; centrale nel pezzo c'è un bel assolo di Mraz con il consueto suono pastoso e coinvolgente. Moment's notice parte con un ritmo sostenuto scandito dai piatti di Foster e caratterizzato dalla veloce esposizione della melodia e dell'assolo da parte del piano; Crescent inizia con il solo piano che, sviluppata la melodia, improvvisa per scale e si lascia trascinare in un crescendo ("Crescent" appunto) del ritmo, prodotto da un davvero inventivo Foster. Molto pregevole il lungo assolo di Mraz che scompone il pezzo in cellule ritmiche evidenziate dal seguente assolo di batteria, con Tyner sempre pronto a sottolineare i momenti più intensi. "After the rain", il pezzo più breve del CD, è anche il più intensamente lirico ed è eseguito solo da Tyner; la tensione musicale è quasi insostenibile così da fare del pezzo la perla dell'album. Segue Afro blue dallo svolgimento circolare, reso ancora più tale dall'incedere di Tyner e Mraz e dall'assolo di Foster. Il Cd si chiude con I want to talk about you, forse per la sua origine, il pezzo più convenzionale e da Mr. Day tutta giocata su l'insistito ripetersi di note e scale.
   Dicevo del confronto con il vecchio disco della Enja: rispetto ad esso il pianismo di Tyner resta inconfondibile: il suono del piano è denso e occupa tutti gli spazi e, senza mai essere prevaricatore, sovrasta con la sua presenza. Quello che cambia è il resto, ovvero gli altri due musicisti del trio: Sharpe e Scott; sicuramente, forse grazie alla più giovane età, risultano più creativi ma anche un po' dispersivi. Si sente la maggiore esperienza di Mraz e Foster che forniscono un accompagnamento solido e puntuale, senza disdegnare delle escursioni solistiche davvero degne di nota. A loro vantaggio, a mio giudizio, giova anche la registrazione dal vivo che consente al trio di abbandonarsi maggiormente agli assoli (quattro dei sette pezzi, infatti, superano i 10 minuti) in una serata in cui senz'altro tutti erano particolarmente ispirati.



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