- FEBBRAIO 2001 - 

Blaine L. Reininger: The more I learn the less I know

FM records 2000


Blaine Reininger: The more I learn the less I know

mundo blaineo

  1. Johnny Harpoon
  2. Flame on
  3. Nail polish
  4. Silly boy
  5. Metro
  6. Invisible
  7. Noche lluviosa
  8. Monkey boys
  9. Arc en ciel
  10. Ghosts

Blaine L. Reininger: voce, violino, viola, chitarre, tastiere, programmazione
Coti K.: programmazione addizionale sintetizzatori, sampler and loop
Nicos Veliotis: violoncello (4 - 7)
Floros Floridis: sax contralto (1)


   Questo mese vi ho un po' imbrogliato: questo disco, infatti, l'ho comprato diversi mesi fa appena uscito, ma la sua particolare, misteriosa e strana bellezza e le emozioni che suscita non si possono dimenticare facilmente.
   Certo un disco nuovo di Blaine Reininger (già membro dei Tuxedomoon, gruppo assunto a mio personale nume tutelare) non poteva sfuggirmi, ma non avrei mai pensato che, dopo alcune prove non del tutto convincenti e un periodo di silenzio, Blaine sfornasse un disco così importante: dopo aver girovagato tra Stati Uniti, Belgio, Italia, Messico ora dalla Grecia davvero l'alieno musicale è tornato ed è tornato alla grande!
   Prima di mettersi all'ascolto di questo CD è fondamentale per capirne l'essenza, leggere il libretto che lo accompagna; a partire dalla commossa dedica per la moglie defunta, amatissima da Blaine alla quale egli aveva sempre dedicato i suoi dischi, e continuando con un breve testo si capisce che questa musica è nata dal dolore, dal crollo delle certezze e dalla consapevolezza che "l'universo sembra essere una costruzione di fortuna fatta di carta di riso e spago, un grande ed intricato edificio che si sbriciola al primo soffio di vento". Così Reininger decide di diventare un servitore della Bellezza, intesa come manifestazione del divino nel mondo, "Bellezza è verità, verità è bellezza. Questo è tutto ciò che sappiamo sulla terra e tutto quello che è necessario sapere." secondo la formula di Keats.
   La conseguenza di questo nuovo corso intrapreso da Blaine è un lavoro estremamente intenso, sofferto, carico di pathos di una bellezza quasi commovente, denso di atmosfere rarefatte che fanno da perfetta cornice al suono dolente del violino; i ritmi sono quasi sempre lenti ed ossessivi ma senza scadere nella pesantezza di certi accompagnamenti di sequencers e la voce di Blaine è come al solito ipnotica e profonda. Tutti i pezzi contenuti sono degni di nota: si parte con Johnny Harpoon ballad dominata dal canto sornione di Blaine, fino all'ambient di Ghosts dove troviamo il canto ossessivo e circolare di strane presenze, fantasmi appunto, ultraterrene, passando per il classico pezzo Reininger-style Silly boy ("you thought your illusions were true") e Noche lluviosa con una melodia guidata dal violino e dalla voce distorta.
   Un disco forte, intenso che richiede, per essere amato, una piena partecipazione emotiva nella condivisione nel dolore, un disco da ascoltare con il cervello, ma soprattutto con il cuore.

   "Non conosco nulla eccetto la realtà della mia ignoranza." (Socrate)
   "Colui che sa non parla. Colui che parla non sa." (Lao Tze)



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