FM records
2000
Questo mese vi ho un po' imbrogliato: questo disco, infatti, l'ho
comprato diversi mesi fa appena uscito, ma la sua particolare, misteriosa e strana
bellezza e le emozioni che suscita non si possono dimenticare facilmente.
Certo un disco nuovo di Blaine Reininger (già membro dei
Tuxedomoon, gruppo assunto a mio personale nume tutelare) non poteva sfuggirmi,
ma non avrei mai pensato che, dopo alcune prove non del tutto convincenti e un
periodo di silenzio, Blaine sfornasse un disco così importante: dopo aver
girovagato tra Stati Uniti, Belgio, Italia, Messico ora dalla Grecia davvero
l'alieno musicale è tornato ed è tornato alla grande!
Prima di mettersi all'ascolto di questo CD è fondamentale per
capirne l'essenza, leggere il libretto che lo accompagna; a partire dalla
commossa dedica per la moglie defunta, amatissima da Blaine alla quale egli
aveva sempre dedicato i suoi dischi, e continuando con un breve testo si capisce
che questa musica è nata dal dolore, dal crollo delle certezze e dalla
consapevolezza che "l'universo sembra essere una costruzione di fortuna
fatta di carta di riso e spago, un grande ed intricato edificio che si sbriciola
al primo soffio di vento". Così Reininger decide di diventare un servitore
della Bellezza, intesa come manifestazione del divino nel mondo, "Bellezza
è verità, verità è bellezza. Questo è tutto ciò che sappiamo sulla terra e
tutto quello che è necessario sapere." secondo la formula di Keats.
La conseguenza di questo nuovo corso intrapreso da Blaine è un
lavoro estremamente intenso, sofferto, carico di pathos di una bellezza quasi
commovente, denso di atmosfere rarefatte che fanno da perfetta cornice al suono
dolente del violino; i ritmi sono quasi sempre lenti ed ossessivi ma senza
scadere nella pesantezza di certi accompagnamenti di sequencers e la voce di
Blaine è come al solito ipnotica e profonda. Tutti i pezzi contenuti sono degni
di nota: si parte con Johnny Harpoon ballad dominata dal canto
sornione di Blaine, fino all'ambient di Ghosts dove troviamo
il canto ossessivo e circolare di strane presenze, fantasmi appunto,
ultraterrene, passando per il classico pezzo Reininger-style Silly
boy ("you thought your illusions were true") e Noche
lluviosa con una melodia guidata dal violino e dalla voce distorta.
Un disco forte, intenso che richiede, per essere amato, una piena
partecipazione emotiva nella condivisione nel dolore, un disco da ascoltare con
il cervello, ma soprattutto con il cuore.
"Non conosco nulla eccetto la realtà
della mia ignoranza." (Socrate)
"Colui che sa non parla. Colui che parla non sa." (Lao Tze)
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