Teldec
1998
Joseph Haydn ha uno strano destino nella storia della musica: gli si
tributa grande rispetto, ma č effettivamente poco conosciuto e quindi
forse poco amato. In generale le storie della musica lo identificano
come "il padre del classicismo viennese" o "il padre
della sinfonia e del quartetto", in quanto ha realizzato per questi
generi l'equilibrio e i canoni formali e sonori, e lo accomunano
generalmente a Mozart e Beethoven senza peraltro affrontare
specificatamente le sue caratteristiche, ma limitandosi a citare degli
aneddoti relativi ad alcune sinfonie (vedi la Sinfonia degli addii).
Poca musica di Haydn si trova nei programmi dei concerti;
molto difficile č trovare gli splendidi trii per pianoforte, violino e
violoncello ed anche le 62 sonate per pianoforte, che occupano peraltro
un grande posto nella sua produzione, non sono molto rappresentate.
Scrive Schiff nel generoso libretto di questo CD che "molti
pianisti suonano un'innocua sonata di Haydn all'inizio del programma,
per riscaldarsi e per aspettare i ritardatari. Solo dopo č possibile
iniziare con le cose serie di pił succulenta musica pianistica. Molti
appassionati e critici non vedono nulla di sbagliato in questo in quanto
non sono in grado e non vogliono apprezzare pienamente il genio".
Contribuisce a colmare questa lacuna questo doppio CD che
offre una scelta di sonate tra le pił interessanti prodotte dal
compositore austriaco, nelle quali č possibile trovare il carattere
fresco e brillante delle sue opere e soprattutto la solo apparente
semplicitą della scrittura musicale. Nelle sonate, cosģ come nei
quartetti, l'aspetto formale (in questo caso appunto la "forma
sonata") non č pił l'alternarsi di tempi lenti e veloci ma si
realizza una sorta di connessione dialettica tra i tempi che dą un
senso di unitą e compiutezza a tutta l'opera.
L'esecuzione di Andrąs Schiff č come al solito precisa,
cantabile e coinvolgente, caratterizzata da un suono luminoso, delicato
e deciso allo stesso tempo.
Per chi volesse ascoltare lo stesso Andrąs Schiff alle prese sempre con Haydn consiglio i dischi della Decca con i trii per pianoforte, violino e violoncello incisi assieme a Yuuko Shiokawa e Boris Pergamenschikow.
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